Cittadella-Cesena: le curve

6 febbraio 2010

Lo stadio Tombolato di Cittadella è, a tutti gli effetti, niente di più di un campo sportivo di Lega Pro. Anche gli spettatori, come numero sono gli stessi ( non stiamo pensando a Verona ovviamente! ) inoltre non c’è la Curva e non ci sono tifosi che fanno il tifo. Surreale.

Cesenati al Tombolato

Noi Bianconeri di Romagna abbiamo raggiunto il suddetto campo sportrivo in provincia di Padova in circa 700. Animati, come sempre, dal nostro spirito guerriero, abbiamo cantato e incitato la squadra come ci compete. Come diciamo, quasi in ogni occasione, possiamo fare sempre di più perchè noi siamo una tifoseria che merita la massima serie e abbiamo il dovere di dimostrarlo ogni volta che scendiamo in campo.

Sullo sfondo gli ultras del Cittadella

Cittadella-Cesena, le pagelle

6 febbraio 2010

Antonioli n.g.: ennesima domenica da spettatore.

Petras 6: non ancora brillantissimo, da un suo errore nasce il cross che giunge poi a Iunco per il pareggio (34′ st Piangerelli n.g: debutto nel 2010).

Volta 6.5: non perde un duello.

Biasi 5.5: i suoi rilanci confusionari e fuori misura macchiano la prestazione.

Lauro 6.5: sulla fascia sembra inarrestabile, anche se perde Iunco in occasione del pareggio.

Parolo 7: un vero leader del centrocampo anche schierato sul versante opposto a quello abituale.

De Feudis 7: arpiona ogni palla che gli capiti nel raggio di venti metri.

Giaccherini 6: piuttosto sacrificato fino a che Greco resta in campo, si divora il possibile 0-2. (37′ st Malonga n.g.: non troppo utile).

Do Prado 6.5: pura intelligenza bianconera.

Bucchi 6: si sacrifica tantissimo sia davanti che dietro, corre e non si ferma mai. Non punge.

Greco 7: esordio da incorniciare. Rischia di essere determinante anche sotto il profilo tattico. (14′ st Segarelli 6: entra per tamponare ed assolve egregiamente il suo compito.) 

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Cittadella-Cesena 1-1

6 febbraio 2010

 Cittadella, stadio Tombolato, sabato 6 febbraio 2010 ore 15,30. Ventiquattresima giornata, e terza di ritorno, del campionato di serie B.

 

Cesena e Cittadella a centrocampo per il saluto iniziale

CITTADELLA (4-4-2): Villanova; Manucci, Nocentini, Cherubin, Marchesan; Volpe (10′ st D.Oliveira), Carteri (29′ st Magallanes), Dalla Bona, Bellazzini (19′ st Curiale); Ardemagni, Iunco. (A disp.: Pierobon, Gorini Teoldi, Bellazzini, De Gasperi). All. Foscarini
CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Petras (34′ st Piangerelli), Volta, Biasi, Lauro; Parolo, De Feudis, Giaccherini (37′ st Malonga); Do Prado; Bucchi, Greco (14′ st Segarelli). (A disp.: Tardioli, Ceccarelli, Giunchi, Tattini). All. Bisoli.
ARBITRO: Sig. Nasca di Bari.
RETI: 5′ pt Greco; 33′ st Iunco.
AMMONITI: Dalla Bona, Iunco, Ardemagni, Do Prado, Volta, De Feudis, Lauro. 
NOTE: Spettatori 2.803 (paganti 1.085, abbonati 1.718). Incasso 17.916,60 €. Angoli: 6-5 per il Cittadella.

CITTADELLA (PD). Un eurogol di Iunco ferma il Cesena che vede la coppia di testa Lecce-Sassuolo andarsene a +5. Non una bella giornata per i bianconeri, che pur guadagnando qualcosa sulla zona play-off, subiscono un’altra battuta d’arresto dopo il pareggio di quindici giorni prima con il Gallipoli. 

Come al solito vediamo di isolare ed evidenziare le note positive e negative emerse dall’incontro veneto. Il primo più di giornata va indubbiamente assegnato a Giuseppe Greco. Esordio in bianconero e dopo nemmeno cinque minuti arriva il gol. Condito da una prestazione efficace, in grado di dare profondità alla manovra, che finisce per esaltare anche le caratteristiche di Bucchi. Certo, una rondine non fa primavera, ma il reparto fino ad ora più problematico di questo Cesena, ovvero l’attacco, potrebbe essere prossimo ad una svolta proprio grazie all’ingresso di Greco.

L’altra nota positiva è data dalla prova come sempre solita della difesa: oltre ad un super Antonioli, praticamente a digiuno di parate per la seconda giornata consecutiva, al Cittadella non è stato concesso nulla. Il gol è arrivato come al solito su un cross sbagliato e su un capolavoro balistico di Iunco. Niente da imputare ai difensori romagnoli, di fronte a gol così c’è solo da applaudire.

Passiamo alle note negative: la più banale è il risultato. Il Cesena cerca di capitalizzare, in trasferta, sempre tutto al massimo, ma con un solo gol non sempre si vince. Era giù successo ad Ascoli, con l’episodio del rigore a rovinare il viaggio serale. Non era capitato a Mantova per merito di uno strepitoso Antonioli. E’ ricapitato a Cittadella. Se davvero questa squadra vuole puntare ai primi due posti, non sempre si può accontentare di arrivare in porto con lo scarto minimo possibile.

E’ questa la mancanza più grave del Cesena, quella di non essere riuscito a chiudere l’incontro. E’ da schiacciasassi chiudere facilmente ed anticipatamente gli incontri, ed il Cesena non è certamente un rullo compressore. E’ solo una squadra meglio gestita delle altre, forte tecnicamente ma non eccelsa. Che fa dell’intelligenza la sua principale arma. Forse è sbagliato chiedere di dominare gli incontri anche in trasferta. Eppure sarà costretto a farlo, per arrivare tra le prime due.

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Cesena-Gallipoli: le curve

24 gennaio 2010

 

Una cinquantina i tifosi pugliesi sugli spalti del Manuzzi che sembrano fare un buon tifo. Alla balaustra uno striscione "Caddhipulini" giallorosso. Promossi.

La Curva Mare del dopo Reggio è quantomai entusiasmata ed entusiasmante. In avvio di gara una pioggia di coriandoli ha salutato l’ingresso delle squadre in campo. Uno striscione scandiva il pensiero del popolo bianconero "Avanti ragazzi, insieme si può sognare". A buon intenditor…

Ieri ha fatto la sua prima apparizione in campo la mascotte del Cesena, un ippocampo bianconero a grandezza d’uomo che ha salutato il pubblico prima della partita. L’esordio non è stato propriamente fortunato, speriamo che d’ora in poi possa vedere solo vittorie!

Cesena-Gallipoli, le pagelle

23 gennaio 2010

Antonioli n.g. perchè era in campo? Specialmente nel secondo tempo soffre terribilmente di noia.

Schelotto 6: parte terzino, poi non c’è nulla da difendere e Bisoli lo avanza. Punge ma non sfonda. (39′ st Ferri n.g.: esordio in prima squadra. Benvenuto nella Grande Famiglia).

Volta 6: dietro non è troppo indaffarato, prova a colpire in avanti senza successo.

Biasi 6: pomeriggio di ordinaria amministrazione, le punte gallipoline si marcano da sole.

Petras 6: parte a sinistra, poi passa sul fronte opposto e porta su tanti palloni, ma i cross non sono mai fortunati.

Segarelli 6: Bisoli lo sacrifica sull’altare tattico dopo una mezz’oretta più che egregia (34′ pt Pedrelli 6: da terzino non esprime certo il suo meglio. Vista l’occasione sale spesso sulla trequarti ma non lascia certo il segno).

De Feudis 6: per sfondare il muro salentino i suoi pochi centimetri non risultano utili alla causa e Bisoli lo richiama negli spogliatoi. (24′ st Tattini 6: porta brio e fantasia alla manovra bianconera).

Parolo 6.5: grinta e coraggio in un pomeriggio di vera battaglia.

Giaccherini 6.5: i suoi dribbling sono sempre temibili, ma le gambe da saltare sono veramente troppe.

Do Prado 6: marcato a uomo, in maniera asfissiante, risulta del tutto assente. Per il solo fatto di aver portato via un uomo al gioco avversario merita la sufficienza.

Bucchi 6: sfiora la rete di testa e solo la traversa gli nega la goia del gol. Sfortunato.

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Cesena-Gallipoli 0-0

23 gennaio 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 23 gennaio 2010 ore 15,30. Ventitresima giornata e seconda di ritorno del campionato di serie B.

CESENA (4-2-3-1): Antonioli n.g.; Schelotto 6 (39′ st Ferri n.g.), Volta 6, Biasi 6, Petras 6; Segarelli 6 (34′ pt Pedrelli 6), De Feudis 6 (24′ st Tattini 6), Parolo 6.5; Giaccherini 6.5, Do Prado 6; Bucchi 6;
In panchina: Tardioli, Caidi, Giunchi, Rosseti. Allenatore: Bisoli 6. 
GALLIPOLI (3-5-2): Sciarrone 7; Abbate 6, Grandoni 6, Pallante 5; Sosa 6, Mancini 6 (34′ st Moro n.g.), Pederzoli 6, Viana 7, Scaglia 5.5; Ginestra 5 (46′ st Tagliani x), Lazzari 5 (36′ st Della Penna n.g.);
In panchina: Koprivec, Daino, Di Carmine, Smit. Allenatore: Giannini 6.
ARBITRO: Dovesi di Roma 5.
NOTE: pomeriggio freddo, terreno in discrete condizioni, spettatori 10492 (compresi 8238 abbonati) per un incasso complessivo di 51159,10 euro. Angoli 9-4 per il Cesena. Ammoniti: Do Prado, Parolo, Schelotto, Lazzari, Grandoni, Scaglia, Abbate. Espulso al 43′ st Pallante per doppia ammonizione. Recupero 4′; 5′.

CESENA. Il Cesena sbatte contro il catenaccio salentino e si deve accontentare di un punto. Il principe Giannini predispone una marcatura ferrea su Do Prado, con Viana che lo segue fin dentro gli spogliatoi, e blocca il fosforo bianconero. Bucchi non va oltre la traversa e nè Schelotto nè Giaccherini riescono a trovare la via del gol. Risultato: i giallorossi soffrono come previsto ma centrano l’obiettivo. 

Per il Cesena sfuma il sogno di passare, pur temporaneamente in attesa del posticipo del Lecce, in solitaria al comando della classifica. Ma i ragazzi di Bisoli questa volta hanno poco da rimproverarsi. Il tecnico di Porretta le ha provate tutte.  A metà primo tempo ha sacrificato Segarelli per avanzare Schelotto a centrocampo, ha mandato capitan De Feudis sotto la doccia per inserire Tattini nella ripresa: via i due bassi di centrocampo per provare ad aggredire meglio il Gallipoli. Nulla da fare, la porta di Sciarrone, con la complicità della traversa, è rimasta inviolata.

Un mezzo passo falso casalingo ci può anche stare. E’ però da mettere in conto che prossimamente tante squadre di medio-bassa classifica verranno al Manuzzi per difendersi come ha fatto il Gallipoli, con il solo obiettivo (giustissimo, dal loro punto di vista) di strappare un punto. E’ necessario quindi saper sbloccare anche questo genere di partite.

L’ultima osservazione di giornata se la merita il giovane Daniele Ferri, 18 anni a marzo, all’esordio assoluto in prima squadra. Ennesimo esordiente che Bisoli dalla Primavera ha portato tra i professionisti. Non si può certo dire che il tecnico di Porretta non creda nei giovani. E’ lecito però pensare che con questo tipo di cambi, ovvero con così tanti giovani, sia più difficile poter ambire ad obiettivi importanti. A volte l’esperienza, specie in finali di gara delicati e caldi, è un bagaglio importantissimo per una squadra. Il Cesena deve invece fare i conti con una panchina corta e con i tanti infortuni.

Un aiuto dal mercato sarebbe a questo punto davvero essenziale, visto che i due svincolati ingaggiati fino ad ora, Franceschini e Colucci, sono subito stati costretti a fermarsi in infermeria. A Milano in questi giorni Lorenzo Minotti ha ripreso a seguire gli affari del Cesena. Dopo la trionfale sessione estiva operata da Antonio Recchi vedremo se l’ex parmense sarà all’altezza del suo predecessore.

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Reggina-Cesena, le curve

20 gennaio 2010

 I cesenati sabato a Reggio erano 140, i riminesi a Reggio la domenica precedente erano quasi 200. Bello, eh? Peccato che la Reggio nella quale giocava il Cesena fosse quella calabrese, per raggiungere la quale è stato necessario un viaggio di 2300 km, mentre quella dei biancorossi sia in Emilia. Cioè a due ore e mezza di autostrada.

Cesenati nel settore ospiti del Granillo di Reggio Calabria

"Reggio Calabria è troppo vicina", hanno cantato i bianconeri sugli spalti del Granillo. Partiti venerdì sera in treno e in pullman dalla Romagna, dopo un viaggio lunghissimo e dopo le solite imposizioni della polizia (richiusi per due ore in stazione, in bagno due alla volta e sotto scorta, niente mangiare nè bere, etc…) ecco l’ingresso allo stadio. Per potere dire "Io c’ero, quel giorno che Do Prado segnò il suo gol più bello" e chissà, per poter dire "io c’ero" in un giorno in cui il Cesena ha capito di poter essere forte. 

Video del triplice fischio ed esultanza dei giocatori del Cesena.

Bravi a tutti quelli che c’erano.

Reggini tra le mura amiche

La tifoseria Reggina a fine partita è esplosa in una aperta contestazione contro la propria squadra. Reduci da una serie di risultati disastrosi, i supporter calabresi non sono nemmeno riusciti a riempire la curva di casa. Dal punto di vista delle bandiere e delle sciarpate l’impressione è stata comunque positiva. Da quello del tifo un po’ meno, vista l’esiguità dei tifosi presenti in una curva che ai tempi della A era sempre piena.

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Reggina-Cesena, le pagelle

20 gennaio 2010

Antonioli 8: terzo rigore stagionale parato, più un intervento salva tutto pochi minuti prima del rigore. Ennesima prestazione disumana.

Schelotto 6.5: il pareggio di Parolo nasce dal suo cross, quindi alza bandiera bianca per noie muscolari. (4′ st Petras 6: parte impacciato, termina in crescendo).

Volta 6: contro Bonazzoli perde tutti i duelli ma riesce a non perdere del tutto la bussola.

Biasi 7: partita perfetta al rientro da titolare.

Lauro 7: grandissimo in fase di spinta, meno in copertura dove perde l’uomo in occasione del gol reggino e causa il rigore sbagliato da Pagano. 

Segarelli 6: ci dà, con moto perpetuo (37′ st Pedrelli n.g.: qualche corsa per gestire gli ultimi, tiratissimi, minuti).

De Feudis 6.5: come tutti i suoi compagni disputa un secondo tempo nettamente migliore del primo.

Parolo 7: inizia malino, entrando poco nel gioco, poi si riprende. Il gol è frutto di un inserimento perfetto in mezzo all’area. Piace sempre di più.

Do Prado 7.5: segna un gol della Madonna. Ferma la palla ed ipnotizza non solo Fiorillo ma tutto lo stadio: prende la mira e la piazza proprio in quell’angolino. Roba da urlo.

Giaccherini 6.5: l’avvio è incerto, poi entra in due gol su tre e tutto va letto sotto una luce decisamente diversa.

Bucchi 6.5: a volte sembra lento e incerto, poi mette dentro la palla della buonanotte e allora il suo dovere è bello e fatto.

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Reggina-Cesena 1-3

20 gennaio 2010

Reggio Calabria, sabato 16 gennaio 2010 ore 15,30. Ventiduesima giornata e prima di ritorno del campionato di Serie B.

 

Cesena e Reggina a centrocampo per il calcio d’inizio

REGGINA (3-4-3): Fiorillo; Lanzaro, Cascione, Costa; Adejo (22′ st Carmona), Morosini (35′ st Cacia), Tedesco, Rizzato; Pagano, Bonazzoli, Barillà (18′ st Missiroli). A disp.: Kovaczyk, Valdez, A.Viola, N.Viola. All. Iaconi.

CESENA (4-3-2-1): Antonioli; Schelotto (4′ st Petras), Volta, Biasi, Lauro; Segarelli (37′ st Pedrelli), De Feudis, Parolo; Do Prado, Giaccherini, Bucchi. A disp.: Tardioli, Giunchi, Rosseti, Tattini, Espinal. All. Bisoli.

ARBITRO: Rocchi di Firenze.

RETI: 9′ pt Lanzaro; 3′ st Parolo, 21′ st Do Prado, 48′ st Bucchi.

AMMONITI: Lanzaro, Costa, De Feudis, Volta, Lauro.

ANGOLI: 8-1 per la Reggina.

NOTE: Spettatori 5.599 (paganti 415, abbonati 5.184). Incasso 44.219,67 € . Al 29′ del secondo tempo, Antonioli para un rigore di Pagano concesso per fallo di Lauro ai danni di Carmona.

REGGIO CALABRIA. Duemilatrecento chilometri per poter cantare "Reggio Calabria è troppo vicina". Novanta minuti per riprendersi i tre punti persi immeritatamente all’andata, per invertire il trend in trasferta, per far la voce grossa nella corsa per la serie A. La vittoria di Reggio Calabria è tutto questo è anche di più. 

Sindrome trasferta. Dopo tre ko consecutivi lontani dal Manuzzi finalmente è arrivata l’inversione di rotta. Si tratta della prima, vera, convincente prestazione corsara della stagione. Il primo successo esterno era arrivato al via del Mare di Lecce contro un Gallipoli ancora in costruzione. La seconda al Martelli di Mantova con una prestazione tutt’altro che esaltante condita solo dalle prodezze di Antonioli. San Francesco si è ripetuto anche a Reggio, ma i tre punti sono arrivati addirittura in rimonta. Un segnale di carattere importantissimo.

La prestazione è stata grintosa, anche se non ancora paragonabile, come brio, ad una di quelle interne. Il primo tempo è stato interamente concesso ai padroni di casa. Il gol amaranto aveva acceso le speranze di una squadra, quella calabrese, afflitta da un profondo malessere. Il Cesena sembrava non voler attaccare, come a Empoli, Padova o Modena. A differenza delle ultime trasferte, una volta sotto di un gol, il Cesena si è risvegliato. E nella ripresa ha trovato la forza di ribaltare la situazione. Ecco, prendete la partita di Empoli con la differenza che nella ripresa i bianconeri vanno tre volte al tiro e totalizzano altrettanti gol.

Poi c’è San Francesco, e pazienza se ha giocato così a lungo nel Bologna. Terzo rigore consecutivo parato, solo uno dell’Ascoli è riuscito a batterlo quest’anno dagli 11 metri. Le sue parate sia sul rigore che poco prima su azione sono semplicemente stratosferiche. 

Discorso serie A. Ormai è inutile negarlo. Con una squadra, e con dei risultati del genere, è giusto provarci. Poi magari non arriverà la promozione diretta ma i play-off oppure ancora non arriverà nulla. La salvezza è praticamente conquistata, con 38 punti e 20 gare ancora da disputare. Con 0,5 punti a partita ci si salverebbe. Allora è giusto puntare in alto, senza aver nulla da perdere.

Un solo obiettivo, ora, aggiornato: CREDERCI!

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Cesena-Piacenza: le curve

10 gennaio 2010

Complimenti ai tifosi piacentini! In Curva Ferrovia si sono accomodati tutti quelli che sostengono la squadra emiliana anche in casa, un centinaio in tutto. Hanno appeso alcune bandiere e stendardi biancorossi e sono stati a sedere in silenzio tutta la partita. Assolutamente insufficienti.

La Curva Mare contro il Piacenza

Felice 2010 agli innamorati del Cavalluccio! Il ritorno sui gradoni del Manuzzi è stato salutato con una vittoria. Quale migliore inizio anno tra le mura amiche? La prestazione della Mare è stata assolutamente nella norma.

Piacentini in Curva Ferrovia

Abbiamo sentito partire cori da altre parti rispetto alla postazione centrale.Vero è che siamo sulle ali dell’entusiasmo, ma questo crea solo confusione e invece noi della Mare abbiamo il dovere di fare sentire una voce unica alla squadra e agli altri tifosi. Dobbiamo, di partita in partita, fare sempre di più e meglio. Chi viene al Manuzzi deve impallidire di fronte alla nostra Curva!