Cesena-Perugia 1-1

26 marzo 2018

Cesena, Orogel Stadium Dino Manuzzi, domenica 25 marzo 2018 ore 20,30. Trentaduesima giornata, e undicesima di ritorno, del campionato di serie B Conte.it

La Curva Mare (foto AC Cesena/Rega)

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Perticone, Esposito (1′ st Suagher), Scognamiglio, Fazzi; Kupisz, Schiavone, Di Noia, Vita; Dalmonte (33′ st Cascione); Moncini (16′ st Jallow). A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Fedele, Ndiaye, Emmanuello, Chiricò, Cacia. All: F. Castori.

PERUGIA (3-5-1-1): Leali; Dellafiore, Del Prete, Magnani; Mustacchio, Gustafson, Bianco (29′ st Colombatto), Bandinelli (18′ st Buonaiuto), Pajac; Diamanti (39′ st Terrani); Di Carmine. A disp:Nocchi, Santopadre, Belmonte, Germoni, Gonzalez, Zanon, Kouan. All: R. Breda.

ARBITRO: Gianluca Aureliano di Bologna. Assistenti: Lombardi di Brescia e Luciano di Lamezia Terme. Quarto uomo: Balice di Termoli.

RETE: 13′ st Schiavone (C), 26′ st Buonaiuto (P)

NOTE: ammoniti Buonaiuto (P), Dellafiore (P), Diamanti (P), Di Noia (C)

CESENA. I numeri, prima di tutto. Con il pareggio di questa sera il Cesena è quintultimo a 34 punti, alla pari del Brescia (che però ha una partita in meno) con Novara ed Entella ad un passo e il rischio di essere ripreso da dietro da Pro Vercelli e Ascoli. La classifica non è rosea, la vittoria non arriva e il pubblico, comprensibilmente, a fine partita fischia i bianconeri. Eppure la prestazione non è stata disprezzabile, considerato chi c’era davanti e come si era messa la partita. Nei primi 45′ gli umbri avrebbero potuto colpire più volte e il loro gioco sciolto ha dimostrato la differenza di valori in campo. Il Cesena però non si è fatto intimorire, ha tenuto botta ed ha cercato di rispondere. Con grinta, a testa bassa. Le occasioni, magari un po’ sporche, ci sono state. Non mancano i rimpianti per un rigore negato ad Esposito (ripetiamo: in questo campionato finora il Cavalluccio non ne ha avuto neanche uno!) e per il palo di Perticone nel finale. Vero che la fortuna ha aiutato nell’occasione del gol di Schiavone (deviazione decisiva della barriera), ma per un quarto d’ora scarso il Cavalluccio è parso in controllo della partita, quasi capace di sferrare il colpo del ko ad una grande del campionato, esattamente come all’andata. Poi è arrivato il pari di Buonaiuto, il Grifone ha fatto di nuovo la voce grossa, Castori si è coperto e ci si è accontentati del punticino. Che risolve poco. La sensazione è che la buona parte della salvezza, almeno quella diretta, passerà dagli scontri diretti con Novara, Brescia ed Entella. Già in settimana contro i piemontesi ci sarà un banco di prova attendibile. (fonte: TuttoCESENA.it)

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Foggia-Cesena 2-1

17 marzo 2018

Foggia, stadio Zaccaria, venerdì 16 marzo 2018 ore 20,30. Trentunesima giornata, e decima di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

Cesenati allo Zaccaria (foto AC Cesena)

FOGGIA (3-5-2): Guarna; Tonucci, Camporese, Loiacono; Fedato (27′ st Scaglia), Agnelli, Greco, Deli (42′ st Floriano), Kragl; Mazzeo, Duhamel (27′ st Nicastro). A disp: Noppert, Figliomeni, Beretta, Martinelli, Rubin, Agazzi, Celli, Ramè, Calabresi. All. Stroppa

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Perticone; Vita (1′ st Kupisz), Schiavone, Di Noia (19′ st Fedele), Dalmonte (27′ st Chiricò); Laribi; Moncini. A disp.: Agliardi, Melgrati, Cascione, Eguelfi, Fazzi, Emmanuello. All.: Castori.

ARBITRO: Marini di Roma.

RETI: 43′ pt Laribi, 2′ st Agnelli, 50′ st Mazzeo.

AMMONITI: Donkor, Laribi.

FOGGIA. Il calcio è questo: Cesena che chiude in vantaggio un primo tempo nel quale non era praticamente esistito per poi chiudere in svantaggio una ripresa giocata alla pari, se non meglio, dell’avversario. Pesa nel risultato finale l’errore di Fulignati che non trattiene quella palla sporca sulla quale Mazzeo si avventa prima di tutti e che termina poi in rete. Quell’erroraccio sul far della sera rovina una ripresa di grande spirito, che aveva visto un Cesena decisamente più quadrato rispetto al primo tempo e un Foggia più stanco. C’erano persino le condizioni per il colpaccio. Monumentale Laribi, unico giocatore però in grado di fare la differenza tra i bianconeri. In difesa pesa l’errore di Fulignati in coabitazione con Suagher. Ora la situazione di classifica è disperata: prepariamoci ai play out (nella migliore delle ipotesi). (Fonte TuttoCESENA.it)

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Cesena-Carpi 0-0

10 marzo 2018

Cesena, Orogel Stadium Dino Manuzzi, trentesima giornata, e nona di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

La Curva Mare (foto AC Cesena/Rega)

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Esposito (29′ st Suagher), Scognamiglio, Perticone; Kupisz (32′ st Moncini), Schiavone, Di Noia, Vita (1′ st Laribi); Dalmonte; Jallow. All: Castori. A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Chiricò, Cacia, Fedele, Ndiaye. All: Castori

CARPI (4-4-1-1): Colombi; Pachonik, Sabbione, Capela, Poli; Concas (31′ st Melchiorri), Verna, Mbaye, Garritano (39′ st Bittante); Pasciuti; Mbakogu (26′ pt Saric). A disp:Serraiocco, Brunelli, Giorico, Malcore, Di Chiara, Palumbo, Calapai, Jelenic, Saber. All: Calabro

ARBITRO: Aleandro Di Paolo di Avezzano. Assistenti: Margani di Latina e Scatragli di Arezzo. Quarto uomo: Paterna di Teramo.

NOTE: ammoniti Jallow (C), Esposito (C), Di Noia (C)

CESENA. Un punto solo. Un punto che avrebbe avuto tutto un altro sapore se martedì ne fossero arrivati tre contro la Pro Vercelli. Un punto che però non autorizza ad aver rimpianti di sorta: il Cesena, che in attesa dei posticipi e dei recuperi delle avversarie resta fuori dalla zona play out, ha fatto pochino contro il Carpi. I bianconeri hanno esattamente ribaltato la partita con i piemontesi dove hanno dominato per 70′ per poi sparire e farsi raggiungere. Oggi invece il Cavalluccio non ha tirato in porta per oltre 70′, poi si è svegliato Laribi e ha provocato un paio di occasioni. Un fuoco di paglia perché il finale si è rivelato moscio, prevedibile ed ecumenico come un libro di Chiara Gamberale: nessuno si è fatto male, il Carpi ha rinunciato ad attaccare e il Cesena si è tenuto stretto il pareggio. Al di là dell’italo-tunisino (entrato al 46′), il protagonista in assoluto della partita è stato il sintetico del Manuzzi: il peggiore in campo è stato proprio il campo. Si sono visti scivoloni e controlli raffazzonati, tutti causati dalle buche del terreno di gioco. A questo punto, a meno che non intervenga l’Anas come sulla E-45, bisognerà considerare il sintetico come una variante nella lotta salvezza. Per quel che si è visto oggi, da qui a fine campionato potrebbe condizionare diversi episodi. E non è detto che siano a favore del Cesena (fonte TuttoCESENA.it).

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Cesena-Pro Vercelli 2-2

6 marzo 2018

Cesena, stadio Dino Manuzzi Orogel Stadium, martedì 6 marzo 2018 ore 18,30. Recupero della ventottesima giornata e settima di ritorno del campionato di serie B Conte.it

La Curva Mare (Foto AC Cesena/Rega)

Cesena (4-4-1-1): Fulignati; Donkor (41′ st Esposito), Suagher, Scognamiglio, Perticone; Kupisz, Schiavone, Di Noia, Vita (41′ st Cacia); Dalmonte (31′ st Chiricò); Jallow. All.: Castori. A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Chiricò, Cacia, Moncini, Fedele, Ndiaye, Emmanuello. All: Castori

Pro Vercelli (3-5-2): Pigliacelli; Konate (1′ st Alcibiade, 25′ st Berra), Gozzi, Bergamelli; Ghiglione, Altobelli (17′ st Da Silva), Paghera, Castiglia, Mammarella; Raicevic, Reginaldo. A disp: Gilardi, Marcone, Berra, Kanoute, Germano, Morra, Vives, Gatto, Pugliese, Jidayi All: Grassadonia.

ARBITRO: Daniele Chiffi di Padova Assistenti: Rossi di Rovigo e Bresmes di Bergamo. Quarto uomo: Di Martino di Teramo.

RETE: 18′ pt Di Noia (C), 22′ pt Kupisz (C), 22′ st Castiglia (PV), 27′ st Berra (PV)

NOTE: ammoniti Vita (C)

CESENA. Un primo tempo perfetto, una ripresa cominciata amministrando il vantaggio e chiusa con le idee confuse. Il Cesena si fa incredibilmente raggiungere dalla Pro Vercelli che strappa un prezioso pareggio al Manuzzi con due soli tiri in porta. Il Cavalluccio, che nei primi 45′ aveva dominato, nella ripresa commette due errori. Quello, evidente, sicuro, di lasciare l’iniziativa agli avversari e di chiudersi un po’ troppo e quello, più che probabile, di credere che la partita sia in ghiaccio sul 2-0. E in effetti per oltre 70 minuti gli uomini di Grassadonia non hanno detto niente, facendo intuire che quel Pro che portano davanti al nome della città significhi Lega Pro. Il Cesena invece avrebbe meritato il terzo gol e poi tutti a nanna. Poi è cambiato qualcosa: gli uomini di Castori hanno cominciato a comportarsi non esattamente da uomini di Castori sfoderando più colpi di tacco che grinta. Ma, soprattutto, devono aver pensato che i piemontesi non li avrebbero mai impensieriti. Insomma, li hanno sottovalutati. Sbagliando perché i Bianchi sono stati abili a sfruttare due occasioni, due errori della retroguardia bianconera. Capitalizzate al massimo: due tiri e due gol. Una respinta corta e una dormita su angolo. Nessun’altra azione degli ospiti degna di nota. Sono bastati due granellini di sabbia a inceppare una macchina che pareva perfetta. Nel finale la reazione dei padroni di casa si è vista (Schiavone ha sfiorato una rete leggendaria) ma non come ci si sarebbe aspettati. Più che un calo fisico (il Cesena comunque aveva giocato sabato, gli avversari venivano da 10 giorni di riposo) è sembrata una questione mentale, un problema di testa. Essere raggiunti da una delle squadre più scarse viste quest’anno al Manuzzi (alla pari della Ternana) deve avere deconcentrato i bianconeri. Così bisogna accontentarsi di un misero punto che porta il Cavalluccio fuori dalla zona play out ma che lascia l’amaro in bocca al pensiero di come sarebbe stata la classifica con una vittoria che, ripetiamo, per 70 minuti il Cesena ha ampiamente meritato. E con questa, sono 5 le partite consecutive in cui i piemontesi fanno punti coi bianconeri (fonte TuttoCESENA.it). 

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Spezia-Cesena 1-2

3 marzo 2018

La Spezia, stadio Picco, sabato 3 marzo 2018 ore 15. Ventinovesima giornata, e ottava di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

Cesenati al Picco (foto Rega/AC Cesena)

SPEZIA (4-3-1-2): Di Gennaro; De Col (33′ st Forte), Terzi, Giani, Lopez; Pessina, Bolzoni (30′ st Ammari), Mora (12′ st De Francesco); Mastinu; Marilungo, Granoche. A disp: Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Augello, Masi, Juande, Maggiore, Mulattieri. All: Gallo.

CESENA (4-4-1-1) Fulignati; Donkor, Suagher, Esposito, Perticone; Kupisz, Schiavone (38′ st Ndiaye), Di Noia, Vita, Dalmonte (33′ Fazzi); Jallow (39′ st Moncini). A disp: Agliardi, Eguelfi, Chiricò, Cacia, Kupsiz, Melgrati, Emmanuello, Laribi. All: Castori

ARBITRO: Ivano Pezzuto di Lecce. ASSISTENTI: Grossi di Frosinone e Scarpa di Reggio Emilia. QUARTO UOMO: Meraviglia di Pistoia.

RETI: 21′ pt Kupisz (C), 40′ pt Marilungo (S), 26′ st Jallow (C)

NOTE: ammoniti Schiavone (C), Jallow (C), Fazzi (C)

LA SPEZIA. Sì, forse la buriana è proprio passata e comincia il disgelo. La prima partita dopo il rinvio per neve contro la Pro Vercelli, la prima di marzo, mese in cui tradizionalmente le squadre di Castori vanno alla grande, regala la vittoria al Cesena. Tre punti pesantissimi perché conquistati nel pieno di un momento di crisi con la classifica che cominciava a farsi orrenda (ora resta ‘solo’ brutta ma è legittimo essere ottimisti) e contro una squadra che in casa fino ad ora aveva subito solo 6 gol facendo una caterva di punti. Ma ci sono altre buone ragioni per gonfiare il petto: si tratta del secondo blitz esterno del campionato, arrivato con una condotta di gara matura. Il Cavalluccio non ha dominato (e non era affatto il suo compito) ma ha giocato una partita attenta con una difesa e un centrocampo solidi, pronti a lanciare l’attacco. Soprattutto lo scatenato gambiano Jallow, oggi all’undicesima rete in campionato. Le occasioni parlano chiaro: ne ha create di più il Cesena e Fulignati non è mai stato realmente impegnato. Stavolta la macchina di Castori ha funzionato a dovere: tutti compatti e pronti a ripartire. Con questo risultato il Cesena aggancia il Novara al quintultimo posto ma i pietosi hanno una partita in più. Martedì, nel recupero contro la Pro Vercelli (che ha due partite in meno), è vietato sbagliare (fonte: TuttoCESENA.it). 

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Ascoli-Cesena 2-1

24 febbraio 2018

Ascoli, stadio Cino e Lillo del Duca, sabato 24 febbraio 2018 ore 15. Ventisettesima giornata, e sesta di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

ASCOLI (3-5-2): Lanni; De Santis, Bianchi, Martinho (28′ st Mignanelli); Gigliotti, Mogos (14′ st Baldini), Buzzegoli (40′ st Addae), Padella, Clemenza; Kanoute, Monachello. A disp: Agazzi, Cherubin, Castellano, Pinto, Carpani, D’Urso, Lores Varela, Ganz. All:Serse Cosmi.

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Fazzi; Emmanuello (19′ st Vita), Fedele, Schiavone, Di Noia; Laribi (41′ pt Jallow); Cacia (28′ st Moncini). A disp: Agliardi, Melgrati, Fazzi; Kupisz, Cascione, Ndiaye, Esposito, Dalmonte, Chiricò. All: Fabrizio Castori.

ARBITRO: Federico La Penna di Roma 1. Assistenti: Colella di Crotone e Citro di Battipaglia. QUARTO UFFICIALE: Dionisi di L’Aquila.

NOTE: ammoniti Scognamiglio (C), Kanoute (A), Fedele (C), Martinho (A). Espulso: Fedele (C)

RETI: Mogos (A) al 25′ pt, Fedele (C) al 40′ pt, Clemenza (A) al 6′ st

ASCOLI. Non cerchiamo l’alibi dell’espulsione e non gettiamo la croce addosso a Fedele. Il Cesena oggi non ha perso per l’uomo in meno, ha perso perché l’Ascoli, complessivamente si è dimostrata più squadra. Ha tenuto maggiormente palla come era nei programmi e fin qui non ci sarebbe niente di male. E’ stato il Cavalluccio a non recitare la propria parte: le ripartenze non si sono viste. E’ mancato quel gioco veloce e frizzante che in trasferta aveva fatto la fortuna di Castori a Perugia e a Frosinone, ad esempio. Sembra un secolo fa: le ultime prestazioni lontano dal Manuzzi si somigliano tutte e anche il risultato comincia a diventare una costante. Non c’è manovra, l’affidarsi al lancio lungo ormai costituisce una speranza più che una risorsa: le palle agli attaccanti arrivano col contagocce e non si può neanche chiedere a Cacia, Jallow o Moncini di andarsele a conquistare nella propria area di rigore. La squadra di Cosmi invece ha legittimato la propria superiorità con il bel gol di Clemenza e una serie di conclusioni insidiose. Il Cavalluccio ha fatto pochino, solo una zampata in area di Jallow a fine partita ha fato venire qualche brivido all’Ascoli. Si è trattata comunque di un’occasione episodica, un po’ come il pari di Cacia a tempo scaduto ad Avellino. Solo che oggi c’è stata mano fortuna. Tutto qua. Molto male, dunque. Siamo al punto più basso della gestione Castori e serve un cambio di rotta immediato perché la classifica si fa sempre più preoccupante. Con l’Ascoli rientrato in corsa, il Cesena è quartultimo, due punti sopra i marchigiani (penultimi) e a uno dall’Entella. In mezzo c’è la Pro Vercelli che martedì approderà al Manuzzi: inutile rimarcare l’importanza della posta in gioco (fonte: TuttoCesena.it). 

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Cesena-Cittadella 0-1

17 febbraio 2018

Cesena, Orogel Stadium Dino Manuzzi, sabato 17 febbraio 2018 ore 15. Ventiseiesima giornata, e quinta di ritorno, del campionato di serie B Conte.it

Striscione della Curva Mare per Marco Pantani

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Perticone, Esposito (1′ st Scognamiglio), Suagher, Fazzi; Kupisz (28′ st Chiricò), Schiavone, Di Noia, Dalmonte (1′ st Jallow); Laribi; Cacia. A disp: Agliardi, Donkor, Cascione, Eguelfi, Moncini, Vita, Melgrati, Fedele, Emmanuello. All: F. Castori.

CITTADELLA (4-3-1-2): Alfonso (11′ st Paleari); Pelagatti, Scaglia, Varnier, Salvi; Settembrini, Iori, Schenetti; Chiaretti (18′ st Bartolomei), Kouame, Strizzolo (22′ st Vido). A disp:Paleari, Pezzi, Benedetti, Adorni, Lora, Settembrini, Chiaretti, Arrighini, Pasa, Vido. All: R. Venturato.

ARBITRO: Riccardo Ros di Pordenone ASSISTENTI: Lombardi di Brescia e  Pagnotta di Nocera Inferiore. QUARTO UOMO: Mei di Pesaro.

RETE: Kouame (CI) al 29′ pt

NOTE: ammoniti Settembrini (CI), Schiavone (CE), Salvi (CI), Suagher (CE), Di Noia (CE), Varnier (CI)

CESENA. Ci si attendeva il 135esimo gol in Serie B di Cacia, l’aggancio al record assoluto di Schwoch e invece l’urlo è rimasto strozzato in gola al bomber quando al 29′ della ripresa un volo prodigioso di Paleari gli ha negato la gioia. Il collo sinistro pieno dell’attaccante calabrese però è stato l’unico autentico pericolo portato dai bianconeri alla porta del Cittadella e il solo record a cadere oggi è stato quello dell’imbattibilità interna di mister Castori: primo ko al Manuzzi dal momento del suo ritorno e una prestazione piuttosto opaca. Non è servito un secondo tempo più tonico a ribaltare il risultato ma neanche il giudizio complessivo oggi può essere positivo. Specialmente l’inserimento di Jallow e di Chiricò hanno dato quell’imprevedibilità al gioco che nei primi 45′ è totalmente mancata. Un brio che ha inciso fino ad un certo punto: il Cavalluccio si è acceso a intermittenza ed è paso piuttosto scollegato fra i reparti. Determinazione, impegno e sacrificio non sono mancati e in questo senso il simbolo è capitan Perticone che si è dato da fare in un ruolo non suo (oggi sulla fascia destra e con qualche puntata offensiva) ma è mancata brillantezza e anche il finale non è stato arrembante: della squadra che sta perdendo la partita e che lotta per non retrocedere c’è stato solo l’atteggiamento, la voglia di cambiare il risultato, ma all’atto pratico gli assalti si sono rivelati sterili. L’unica scusante per il passo falso è la forza dell’avversario: il Cittadella sa quasi sempre cosa fare col pallone fra i piedi, i suoi giocatori si cercano e si trovano, scambiano nello stretto e provano soluzioni non banali. Non una superiorità schiacciante (Fulignati nella ripresa è stato praticamente inoperoso) ma una prova da squadra più forte e matura, questo sì. Con il poker dell’andata, quest’anno sono 5 le reti subite dai veneti a fronte di nessuna messa a segno. E dunque: zero punti, tanta frustrazione e una classifica che, ora come a ottobre, è preoccupante. Resta una sola cosa da fare: voltare pagina alla svelta. Per parafrasare uno dei primi successi di Vasco Rossi, dimentichiamoci questo Citta (fonte: TUTTOCESENA.it)

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Avellino-Cesena 1-1

11 febbraio 2018

Avellino, stadio Partenio-Lombardi, sabato 10 febbraio 2018 ore 15. Venticinquesima giornata, e quarta di ritorno, del campionato Serie B Conte.it

Cesenati ad Avellino (Foto AC Cesena)

Avellino (4-4-2): Radu; Laverone, Morero, Migliorini, Marchizza; Molina, Wilmots (15′ st Moretti), Di Tacchio, Rizzato (32′ st Falasco); Asencio, Ardemagni (50′ st De Risio). A disp:Lezzerini, Pecorini, Kresic, Vajushi, Evangelista, Cabezas. All: Novellino.

Cesena (4-4-2): Fulignati; Donkor, Esposito, Scognamiglio, Fazzi; Vita, Schiavone, Fedele (19′ st Cascione), Laribi (30′ st Kupisz); Jallow, Moncini (15′ st Cacia). A disp: Agliardi, Melgrati, Perticone, Eguelfi, Chiricò, Suagher, Dalmonte, Kupisz, Ndiaye, Emmanuello. All: Castori.

ARBITRO: Davide Ghersini di Genova. ASSISTENTI: Rocca di Vibo Valentia e Rossi di La Spezia. QUARTO UFFICIALE: Vigile di Cosenza.

RETI: Moretti (A) su rigore al 45′ st, Cacia (C) al 51′ st

NOTE: ammoniti Molina (A), Vita (C), Moretti (A)

AVELLINO. Dicono che quando Mussolini passava in treno da Sarzana abbassasse le tendine dello scompartimento per non vedere quella città rossa e anarchica che durante i moti degli anni ’20 si era sollevata contro gli squadristi. Dicono che ad Avellino quando vedono Cacia si voltino dalla parte opposta per evitare di guardare colui che in due partite li ha privati di quattro punti. Colui che contro i Lupi ha messo a segno le sue uniche tre reti di questo campionato. Colui che oggi li ha raggiunti al 96′ con un colpo di testa che ha rappresentato l’unico tiro in porta del Cesena. Un Cavalluccio rinunciatario e brutto che era andato sotto al 90° su rigore procurato con furbizia dall’ex Falasco e causato con ingenuità da Donkor. Eravamo già pronti a titolare con la celebre massima “Chi agnello si fa lupo se lo mangia” con riferimento alla pavidità dei bianconeri quando sul filo del gong è partito un siluro di Cascione; l’imbelle capitano, tornato improvvisamente l’eroe di Latina, calcia a colpo sicuro dalla lunetta e prende il braccio di un difensore irpino. Pare proprio rigore, sarebbe il primo quest’anno e se non altro ci starebbe tutto per la legge dei grandi numeri ma l’arbitro concede solo l’angolo. Non c’è tempo per protestare. Dal corner la palla giunge a Cacia, appostato sul secondo palo, che di testa la mette dentro per la rete numero 134 in cadetteria, ad un solo sigillo dal primatista assoluto Schwoch. E’ il delirio dopo oltre un’ora e mezzo di sterilità offensiva e qualche miracolo di Fulignati che ha tenuto in piedi il Cavalluccio. E’ il colpo di C…acia che serviva per raddrizzare questa partita che, in ogni caso, resta modesta sul piano dello spettacolo e del gioco. La sostanza, che è quella che conta, è ben altra: un punto d’oro che tiene il Cesena ancora sopra la zona play out (fonte: TuttoCesena.it).

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Cesena-Ternana 4-3

4 febbraio 2018

Cesena, Orogel Stadium Dino Manuzzi, domenica 4 febbraio 2018 ore 17,30. Ventiquattresima giornata, e terza di ritorno, del campionato di serie B Conte.it

Il gol del 4-3 con errore di Plizzari (Foto Rega/AC Cesena)

CESENA (4-4-2): Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Perticone (38′ st Esposito); Vita (34′ st Fedele), Schiavone, Di Noia Laribi; Moncini (17′ st Fazzi), Jallow. A disp:Agliardi, Melgrati, Cascione, Emmanuello, Kupisz, Ndiaye, Cacia, Carnicelli, Babbi. All: F. Castori.

TERNANA (4-3-3): Plizzari; Valjent, Rigione (32′ st Vitiello), Gasparetto Favalli; Defendi, Angiulli (9′ st Tremolada), Signori; Statella (35′ st Piovaccari), Montalto, Carretta. A disp: Sala, Ferretti, Bordin, Vitali, Signorini, Zanon, Varone, Albadoro, Finotto, Repossi. All: F. Mariani.

ARBITRO: Riccardo Pinzani di Empoli. Assistenti: Dei Giudici (Latina) e De Troia (Termoli). Quarto uomo: Zanonato (Vicenza).

RETI: 14′ pt Valjent (T), 18′  e 22′ pt Moncini (C), 35′ pt Jallow (C), 45′ pt Carretta (T), 25′ st Tremolada (T), 30′ st Schiavone (C)

NOTE: ammoniti Donkor (C), Di Noia (C)

CESENA. Rocambolesco. Non ci sono altre parole per definire questo 4-3 del Cesena sulla Ternana. Una partita cominciata male, ripresa subito e, poi, quando pareva che tutto filasse per il verso giusto, di nuovo problematica. Poi la gioia finale. Un incontro contrassegnato dagli errori delle difese, specialmente le papere dei due portieri nel secondo tempo: entrambi gli estremi difensori non sono stati capaci di trattenere conclusioni innocue (Fulignati quella di Tremolada e Plizzari quella di Schiavone). Più grave, naturalmente, l’inciampo del portiere umbro perché costa la sconfitta ai suoi. Il Cesena invece ritrova i tre punti che mancavano da due mesi e, in attesa del posticipo dell’Entella, si porta fuori dalla zona play out con 27 punti in saccoccia. Una prestazione generosa quella dei bianconeri contro un avversario, va detto, scarsino. Siamo qui a celebrare la vittoria ma se anche fosse arrivato il pareggio sarebbe stato un dramma. Squadre come la Ternana vanno battute e basta: fare passi falsi in questi scontri salvezza sarebbe un delitto. Pazienza se la manovra non è stata fluida come in altre occasioni (ma rispetto alle ultime uscite sono stati fatti passi in avanti) e pazienza se due gol bianconeri sono stati propiziati da disattenzioni avversarie. Anche il Cesena oggi ha regalato molto: due squadre invischiate nella lotta per non retrocedere che evidentemente hanno giocato con la paura e con una certa tensione. Il sintetico del Manuzzi, poi, ci ha messo del suo e i gol sono stati veri e propri terni al lotto. Alla fine festeggia il Cesena e questa è la notizia migliore che cancella tutte le polemiche e anche tutti gli errori. Per quanto riguarda quello di Fulignati ci ha pensato il portiere stesso a mettersi (almeno) in pari con uno strepitoso intervento al 96′ su conclusione da quasi 40 metri di Montalto che stava per pescare l’ennesimo jolly di una partita pazza (fonte: TUTTOCESENA.it). 

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Venezia-Cesena 1-0

27 gennaio 2018

Venezia, stadio Penzo, sabato 27 gennaio 2018 ore 15. Ventitreesima giornata, e seconda di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

Cesenati al Penzo (Foto AC Cesena/Rega)

VENEZIA (3-5-2): Audero; Bruscagini, Domizzi, Modolo; Andelkovic (21′ st Pinato), Suciu, Stulac, Falzerano, Garofalo; Geijo (35′ st Zigoni), Litteri (33′ st Cernuto). A disp: Vicario, Gori, Zampano, Soligo, Firenze, Fabiano, Marsura, Del Grosso. All: F. Inzaghi.

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Esposito (32′ st Fazzi), Scognamiglio, Perticone; Kupisz (32′ st Moncini), Schiavone, Di Noia, Vita; Laribi, Cacia (15′ st Jallow). A disp: Agliardi, Melgrati, Suagher, Sbrissa, Cascione, Ndiaye, Panico. All. F. Castori

ARBITRO: Fabio Piscopo di Imperia. Assistenti: Pagliardini di Arezzo e Lanotte di Barletta. Quarto uomo: Prontera di Bologna.

NOTE: ammoniti Esposito (C), Gori (V), Di Noia (C), Kupisz (C), Perticone (C), Garofalo (V)

RETI: Geijo (V) al 26′ st

Emil Audero Mulyadi, italo indonesiano di 21 anni appena compiuti. E’ lui il principale responsabile della sconfitta del Cesena a Venezia, il portierino di scuola Juventus. -ino per la giovane età ma in realtà -one per quello che ha fatto vedere negli ultimi minuti del secondo tempo quando si è reso decisivo in almeno tre occasioni, vanificando il tentativo di rimonta del Cavalluccio. I veneti fanno il massimo con il minimo sforzo: oltre alla prodezza Litteri/Geijo che ha portato al gol decisivo dello spagnolo, gli uomini di Inzaghi hanno mostrato ben poco. I bianconeri si sono limitati a contenere e, una volta passati in svantaggio, hanno aperto il gas creando palle gol in sequenza. Al di là della sfortuna e dei meriti dell’estremo difensore veneto, c’è da chiedersi perché il Cesena si sia svegliato così tardi, come uno studente dotato ma svogliato che tenta il recupero poco prima dell’esame. Paura di perdere? Eccessiva prudenza? Ritardato ingresso in campo di Jallow? Sbagliata la scelta di schierare inizialmente una sola punta (per i pochi minuti giocati anche Moncini si è dimostrato indiavolato e addirittura più pericoloso del gambiano)? Tutti interrogativi a cui mister Castori cercherà di dare una risposta anche alla luce della nuova classifica che ora vede il Cavalluccio quintultimo in compagnia dell’Entella e potenzialmente scavalcato dalla Ternana, impegnata lunedì in casa contro la Salernitana. La strada per la salvezza è ancora lunga e piena di difficoltà. A partire proprio dallo scontro diretto con gli umbri di domenica 4 febbraio (fonte TUTTOCESENA.it). 

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