Archivio di 'Campionato'

Cesena-Udinese: le curve

3 marzo 2015

Una partita assolutamente decisiva per il cammino del miracolo salvezza intrapresa dai ragazzi di Mister Di Carlo. Il popolo Bianconero, quello vero, ha risposto presente, come sempre e  ha lottato insieme alla squadra fino alla vittoria!

Anche domenica i ragazzi della Mare hanno raccolto fondi per chi ha avuto danni causati dal maltempo.

In balaustra è stato appeso uno striscione a proposito del recente "caso Parma", "calcio scommesse,fallimenti, caro biglietti..tifosi uniche vittime del sistema!!". Domenica tutte le partite sono inizìate 15 minuti dopo per esprimere solidarietà alla squadra emiliana. La nostra solidarietà va tutta ai tifosi gialloblu, massima disapprovazione e sdegno per chi ha gestito, non gestito questa questione e chi ha portato il Parma ad un baratro del genere, Chi paga per queste cose??

Coro di saluto a Mister Castori seduto in tribuna e Cesena chiamato sotto la Curva per caricarla! Siamo convinti che il fattore campo sia fondamentale e noi possiamo fare molto. Domenica pomeriggio abbiamo fatto bene, a tratti benissimo, ma possiamo senz’altro dare di più. Dopo il goal entusiasmo alle stelle, cori che hanno coinvolto la gradinata, il grido Cesena, Cesena è sempre azzeccatissimo in certi frangenti. Tanti Udinese vaffanculo. Poi il triplice fischio e tutti a festeggiare con noi, un coro per il Mister. Se lo meritava senz’altro!

Friulani tanti e belli domenica in Curva Ferrovia. Molte bandiere in balaustra e un bandierone aperto ad inizio gara. Striscione "alfieri di questi colori dal.." e tanti cartoncini con la data di fondazione della squadra. Bei battimani, molto movimentati, sciarpate. Bravi!

Avanti Bianconeri!

 

Cesena-Udinese, le pagelle

3 marzo 2015

Leali 5.5: prendere l’insufficienza nell’unica partita, da settembre ad oggi, senza reti al passivo, non era semplice. Eppure appare mentalmente deconcentrato e timoroso e con l’errore sempre in canna.

Perico 6: partita ruvida, molto attenta in copertura e con poche avventure in avanti.

Krajnc 6.5: per una domenica domina la difesa con classe e personalità.

Capelli 6: dovrà spiegare perché, essendo diffidato, è andato a prendere un giallo per un fallo tattico nella trequarti avversaria.

Magnusson 5: il primo tempo è da incubo e dalla sua parte l’Udinese affonda.

Carbonero 5: primo tempo di una inutilità estrema, secondo da semplice insufficienza. Il primo passaggio in avanti arriva dopo un’ora di gioco, segno di una grande paura interiore. 

Mudingayi 6.5: il fisico magari non è più quello di una volta ma l’intelligenza tattica e lo spirito battagliero sì. Innesto importantissimo per il decimato centrocampo bianconero. (89′ Nica n.g.: pochi minuti per partecipare al successo).

De Feudis 7: nel ruolo di mezzala sta impressionando tutti. E dire che a Verona, col Chievo, in quella posizione aveva disputato la sua peggior partita stagionale. (78′ Cascione 5: entra per dare fiato al Conte ma rischia di combinarla grossa mandando in porta Badu).

Brienza 8: il migliore in assoluto. L’età avanza ma lui sa dosare la corsa e arriva a fine partita più fresco degli altri. Il cross per Rodriguez è un capolavoro.

Djuric 7: Strama aveva preparato una gabbia per lui, ma in gabbia ci stanno gli uccelli, non i giganti. Tatticamente preziosissimo.

Defrel 7: sempre in grado di spaccare la partita (66′ Rodriguez 7: entra, segna e fa vincere il Cesena. Il massimo).

 

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Cesena-Udinese 1-0

3 marzo 2015

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 1 marzo 2015 ore 15. Venticinquesima giornata, e sesta di ritorno, del campionato di Serie A.

cesenaudinese

CESENA (4-3-1-2): Leali; Perico, Krajnc, Capelli, Magnusson; Carbonero, Mudingayi (89′ Nica), De Feudis (78′ Cascione); Brienza; Djuric, Defrel (66′ Rodriguez). A disp.: Agliardi, Bressan, Succi, Mordini, Gaiola, Moncini. All.: Di Carlo.

UDINESE (3-5-1-1): Karnezis; Danilo, Heurtaux (78′ Bruno Fernandes), Wague; Widmer, Allan, Guilherme (71′ Kone), Badu (84′ Perica), Pasquale; Thereau; Di Natale. A disp.: Meret, Scuffet, Zapata, Bubnjic, Gabriel Silva, Pinzi, Geijo, Piris, Aguirre. All.: Stramaccioni.

ARBITRO: Doveri.

RETE: 76′ Rodriguez (C)

AMMONITI: Mudingayi, Capelli, Heurtaux, Magnusson, Danilo, Perico.

CESENA. Contavano i tre punti e alla fine i tre punti sono arrivati. Un Cesena semplicemente decimato (è il caso di dirlo… dieci titolari assenti) da squalifiche ed infortuni riesce ad avere la meglio di una brutta Udinese grazie ad un guizzo di Alex Rodriguez. Nel girone di ritorno è stata la partita più brutta disputata al Manuzzi ma è stato sufficiente per battere i friulani.

In questo momento Di Carlo sta dimostrando sia di essere bravo che fortunato: elemento, quest’ultimo, mancato totalmente al suo predecessore. Sul fronte opposto Stramaccioni si mostra tatticamente carente e cerca di imitare sia Sarri che Inzaghi, ultimi due allenatore in grado di sconfiggere il Cesena: dall’empolese mutua il controllo stretto su Djuric, dal milanista prende il gioco duro e la marcatura asfissiante di Brienza e Defrel.

Non basta però, perché nel finale entra anche Rodriguez bravissimo a sfruttare un assist delizioso di Brienza e, proprio come alla prima di campionato,regala i tre punti ai padroni di casa.

Apparentemente la salvezza dista solo 4 punti, in attesa che si compia fino alla fine la farsa-Parma. Nel rinnovare la solidarietà ai tifosi ducali, ai quali ci unisce da tempo un grande rispetto, non possiamo non sottolineare l’assurdità della situazione che incolpa allo stesso modo sia i mancati controllori che i mancati controllati.

È durissima, è tutto difficilissimo, ma continuiamo a crederci.

 

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Milan-Cesena 2-0

22 febbraio 2015

Milano, stadio San Siro, domenica 22 febbraio 2015 ore 15. Ventiquattresima giornata, e quinta di ritorno, del campionato di serie A.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati, Bonera, Bocchetti, Rami, Antonelli; Poli, De Jong, Montolivo (35′ st Van Ginkel); Bonaventura; Menez (40′ st Cerci), Destro (18′ st Pazzini).
A disp. Gori, Donnarumma, Muntrari, Suso, Honda, Essien, Alex, Felicioli, De Santis.
All. Inzaghi.

CESENA (4-3-1-2): Leali, Nica (21′ st Capelli), Volta, Renzetti, Lucchini; Giorgi, De Feudis (29’st Carbonero), Ze Eduardo (41′ Mudingayi), Brienza; Defrel, Djuric.
A disp. Agliardi, Bressan, Rodriguez, Krajnc, Magnusson, Succi, Dalmonte.
All. Di Carlo.

ARBITRO: Tommasi di Bassano

RETI: 22′ pt Bonaventura, 44′ st Pazzini (rig.)

AMMONITI: Lucchini, Nica, Volta, Carbonero (C), Bocchetti (M)

MILANO. Botte e gol. Un Milan tatticamente inguardabile, che riesce ad appassire giocatori come Destro e Cerci, batte un Cesena col mal di trasferta anche grazie ad un arbitraggio amico ed un gioco davvero duro.

De Jong in particolare azzoppa Zè Eduardo costringedolo a lasciare il campo senza nemmeno ricevere un cartellino (il bianconero starà fuori un mese almeno) ed in generale Tommasi lascia correre tutto e di più in favore dei padroni di casa.

Nei primi 20 minuti il Cesena soffre ma, a parte un gol annullato per netto fuorigioco, il Milan non va mai al tiro. Lo fa al minuto 22 con Bonaventura dalla distanza e come al solito Leali non para. Rossoneri in vantaggio col minimo sforzo.

Gli ospiti lentamente si organizzando e sfiorando il pareggio in chiusura di tempo con De Feudis, bravissimo nel ruolo di mezz’ala, ma Abbiati, a differenza del suo collega Leali, fa la differenza con un prodigioso intervento. 

Nella ripresa è il Cesena che fa la partita e il Milan si difende senza troppi patemi, prima che ancora Tommasi ignori un contatto su Defrel in area rossonera e sancisca con un rigore un contatto Carbonero-Antonelli nell’area opposta. Mazzini dal dischetto centra Leali che non riesce però a deviare fuori dallo specchio: 2-0 e addio finale infuocato.

Pomeriggio negativo sul piano del risultato, meno su quello del gioco ma da manuale per l’arbitraggio: prestazione, quella di Tommasi, da prendere ad esempio per descrivere la sudditanza psicologica.

 

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Cesena-Juventus: le curve

16 febbraio 2015

Quando la Juve viene a giocare a Cesena, che sia campionato o amichevole estiva, si mobilita il pubblico delle grandi occasioni. Record di presenze ieri sera per l’appunto, Dino Manuzzi stipato in ogni ordine di posti. Inutile dire, cioè ripetere, il nostro pensiero in merito a chi nella giornata di ieri rispolvera la sciarpa dei bianconeri di Torino con l’abbonamento in tasca. Non meritate di essere Romagnoli!!!

Fuori dalla Mare il solito striscione che viene appeso in queste occasioni "fuori i gobbi dalla mare", anche se, a dire il vero, nella parte inferiore della Curva ce n’erano sicuramente tanti che, però hanno avuto il buongusto di presentarsi anonimi. Cosa non fatta dagli juventini in gradinata che, a pochi metri da noi, con berretta e sciarpa griffata Agnelli ci hanno esultato in faccia, coi Bianconeri, quelli veri, al loro fianco.

Prima della partita un lungo applauso dedicato a Marco Pantani ( nello schermo "ciao Marco", appeso in balaustra uno striscione "14/2..ieri,oggi e domani..verità e giustizia per Marco Pantani ) e a Corrado Benedetti nell’anniversario della loro scomparsa. Ieri sera, inoltre, sono stati raccolti fondi per le vittime dell’alluvione in Romagna della settimana scorsa.

Una Curva Mare davvero strepitosa ieri sera, a tratti roboante come poche altre volte è successo. Neanche a dire che al vantaggio, al pareggio e al rigore sbagliato il boato è stato fragoroso. Nel secondo tempo abbiamo fatto una sciarpata sulle note di Romagna mia che è durata diversi minuti, seguita dalla gradinata, da lacrime agli occhi. Nell’occasione c’è stata la rivincita della gradinata, dei nostri, dei Romagnoli veri, di quelli che non cambiano sciarpa a seconda delle occasioni, di quelli che in serie A si trovano spesso nella condizione di subire gli sfottò degli altri…a casa loro. Ecco, ieri sera si sono tolti la soddisfazione di gioire per un risultato insperato, ma meritato e hanno partecipato a tutti i cori gli ultimi scorci di partita insieme a noi. Bello "chi non salta è juventino" e un applauso di scherno all’assegnazione del rigore. Applausi scroscianti al termine della gara con tutta la squadra a festeggiare sotto la Curva e un bel "siete come la Juve" e "volevano vincere..si sono attaccati al cazzo".

Loro?Balaustra piena di bandiere e striscioni, Nucleo,Viking e Tradizione al centro, più le bandiere dei club arrivati da tutta Italia, la Juve, si sa, non porta i suoi tifosi da Torino. Due boati ai due goal e un coro contro di noi. niente altro. assolutamente ridicoli.

Avanti Bianconeri!

 

 

Cesena-Juventus, le pagelle

16 febbraio 2015

Leali 6: in particolare sul secondo gol non sembra troppo reattivo ma sarebbe ingiusto imputargli responsabilità particolari.

Perico 5: rischia il doppio giallo dopo appena mezz’ora, graziato. Dalla sua parte nascono tutti i gol ospiti. Esce per infortunio sapendo che comunque domenica sarà squalificato. (24′ st Nica 6: lo rivediamo in campo per la prima volta dopo l’autogol con la Samp. Parte timoroso ma va in crescendo)

Renzetti 6: si addormenta sul gol di Marchisio ma sulla sinistra è una spina costante nel fianco della Juve e dal suo piede parte l’azione del pareggio bianconero.

Lucchini 5: dopo il pasticcio con Krajnc sul gol di Morata rischia di rovinare tutto con un incredibile fallo di mano e conseguente rigore. Per fortuna Vidal grazie tutto il Cesena.

Krajnc 5.5: ha grosse responsabilità sul primo gol, poi gioca una partita tosta vincendo tanti duelli aerei.

Giorgi 6: il piede non è di quelli migliori e soffre tanto in copertura ma spesso entra nei rapidi contropiede del Cesena (37′ st Carbonero n.g.: invisibile come al solito).

De Feudis 6.5: soffre tanto, nel mezzo, ma esce vincitore dallo scontro con Pirlo e Pogba, entrambi annullati.

Zè Eduardo 6: quando ha sui piedi la palla del possibile vantaggio prova una goffa conclusione, davvero infelice per uno che in carriera aveva anche giocato come prima punta. Ma nel mezzo si batte senza remore e vince anche parecchi duelli.

Brienza 7: il gol è divino. Quando si accende è in grado di cambiare passo a tutta la squadra.

Djuric 8: un gol spettacolare e un assit findamentale. Pazienza se spreca la palla del possibile 3-2. È il faro dell’attacco cesenate. (37; st Rodriguez 6: prova a procurarsi l’ennesimo rigore ma questa volta gli va male).

Defrel 7.5: quando parte spacca la difesa avversaria. Bellissimo il la all’azione del vantaggio romagnolo.

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Cesena-Juventus 2-2

16 febbraio 2015

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 15 febbraio 2015 ore 20,45. Venticinquesima giornata, e quarta di ritorno, del campionato di serie A.

CESENA (4-3-1-2): Leali; Perico (69′ Nica), Renzetti, Lucchini, Krajnc; Giorgi (82′ Carbonero), De Feudis, Zè Eduardo; Brienza; Djuric (82′ Rodriguez), Defrel. A disp.: Agliardi, Bressan, Magnusson, Volta, Gasperi, Mudingayi, Moncini, Succi. All.: Di Carlo.

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Ogbonna, Evra; Pogba (74′ Pereyra), Pirlo, Marchisio; Vidal (87′ Coman); Morata, Llorente (87′ Pepe). A disp.: Storari, Rubinho, Barzagli, Chiellini, De Ceglie, Sturaro, Padoin. All.: Allegri.

ARBITRO: Russo.

RETI 16′ Djuric (C), 26′ Morata (J), 32′ Marchisio (J), 69′ Brienza (C)

AMMONITI: Perico, Lichtsteneir, Bonucci, Nica

CESENA. Un Cesena fantastico blocca meritatamente la Juventus campione d’Italia. E lo fa con una partita gagliarda, segnata addirittura da due palloni messi alle spalle di Buffon (solo la Roma in questo campionato era riuscita a fare altrettanto) e rischiando persino di vincere. O di perdere, visto che Vidal ad un quarto d’ora dalla fine ha calciato fuori un rigore ingenuamente regalato da Lucchini per fallo di mano.

In poche parole il Cesena è stato a lunghi tratti perfetto, correndo più della Juve, calandosi nella partita più della Juve pur senza aver l’incisività della Juve. Così per passare in vantaggio il Cesena deve prima sprecare parecchie clamorose occasioni da rete, fino a quando Defrel ruba palla a Pirlo innescando il contropiede di Djuric che di piatto batte Buffon.

Il Cesena commette l’errore di rilassarsi un attimo e nel giro di otto minuti gli ospiti ribaltano la situazione, segnando prima con Morata poi con Marchisio: sembra l’inizio dell’inevitabile disfatta ma nel secondo tempo il Cesena ritorna a macinare gioco. Meritatamente a venti minuti dal termine Djuric spizzica per Brianza che mette il risultato il parità. Lo stesso Djuric non controlla bene un rimbalzo sprecando la palla del possibile 3-2 prima del rigore fallito da Vidal.

Il punto è d’oro per il morale, soprattutto considerando i risultati delle altre dirette concorrenti: ora però contano le vittorie. Applausi comunque a questo Cesena.

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Empoli-Cesena : le curve

9 febbraio 2015

 

I 700 Bianconeri giunti ad Empoli, nonostante nei giorni precedenti ci fossero state condizioni climatiche disastrose, dimostrano, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che noi Romagnoli amiamo questa maglia oltre ogni limite. Il coro cantato a lungo " e nella gioia e nel dolore..Cesena mio unico amore " ne è stata la dichiarazione. Buoni soprattutto i primi venti minuti di gara, un bel "giochiamo in casa" con le squadre scese in campo e " noi vogliamo questa vittoria". Tante bandiere sventolate. Poche, quasi nulle le emozioni vissute sugli spalti e un po’ per volta gli animi si sono affievoliti. Un bel coro contro Maccarone al cambio, perchè la gente non dimentica e timidi applausi al termine del match con alcuni giocatori che hanno regalato la maglia.

Empolesi poco o niente,

Avanti Bianconeri e FUORI I GOBBI DALLA MARE!!!

Empoli-Cesena, le pagelle

8 febbraio 2015

Leali 6: incolpevole sui gol, ottima la sua chiusura su Verdi.

Perico 5.5: non irreprensibile in occasione del raddoppio empolese.

Capelli 5: errore in canna e sempre in ritardo.

Krajnc 5: Maccarone lo distrugge in occasione del gol.

Renzetti 6: quasi nulla la spinta in avanti, troppo bloccato in fase difensiva.

Giorgi 5.5: pomeriggio da dimenticare, specie in occasione del raddoppio.

De Feudis 5.5: corre dappertutto per cercare di tamponare qualsiasi falla ma ovviamente è umano e lo sforzo a lui richiesto va al di là delle capacità di un essere umano (36′ st Carbonero n.g.: mah, il suo giudizio è riassumibile in un mah).

Pulzetti 6: uno dei più in forma, si blocca in occasione del 2-0 toscano (13′ st Ze Eduardo 5.5: si fa con quello che si ha, cioè con lui, ma evidentemente non basta).

Brienza 5: scompare totalmente dalla scena. E il Cesena non può fare a meno di lui.

Defrel 6: è l’unico che ci prova, ma ha le polveri bagnate.

Djuric 5: purtroppo di testa è costretto a subire e finisce per perdersi (25′ st Rodriguez 6: pericoloso. Ingresso probabilmente tardivo).

 

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Empoli-Cesena 2-0

8 febbraio 2015

Empoli, stadio Castellani, domenica 8 febbraio 2015 ore 15. Ventiduesima giornata, e terza di ritorno, del campionato di serie A.

Empoli (4-3-1-2): Sepe; Hysaj, Tonelli, Rugani, Mario Rui; Signorelli, Valdifiori, Zielinski; Verdi (85′ Brillante); Maccarone (76′ Mchedlidze), Pucciarelli (67′ Tavano). A disp.: Pugliesi, Bassi; Laurini, Barba, Somma. All.: Sarri.

Cesena (4-3-1-2): Leali; Perico, Capelli, Krajnc, Renzetti; Giorgi, De Feudis (81′ Carbonero), Pulzetti (58′ Ze Eduardo); Brienza; Defrel, Djuric (70′ Rodriguez). A disp.: Agliardi, Bressan, Nica, Lucchini, Volta, Magnússon, Moncini. All.: Di Carlo.

Arbitro: Orsato.

Reti: 29′ Maccarone (E), 55′ Signorelli (E)

Ammoniti: Capelli, Mario Rui, Mchedlidze, Rodriguez, Giorgi

EMPOLI. Dopo due successi consecutivi si interrompe bruscamente la serie positiva di un Cesena che, al contrario, pone fine alla serie negativa dell’Empoli. La chiave del successo sta tutta nella perfetta disposizione tattica degli uomini di Sarri, che annullano perfettamente il gioco avversario. Una prodezza di Maccarone nel primo tempo e un tiro dal limite di Signorelli nella ripresa bastano ai toscani per avere la meglio degli ospiti, spendendoli a -8 e lasciandoli per la prima volta nella gestione Di Carlo senza reti.

Il Cesena conferma la sua fragilità difensiva, ancora una volta Leali è stato battuto, ma soprattutto mostra una chiara involuzione rispetto alle ultime due uscite in cui aveva impressionato per intensità e pericolosità. Purtroppo l’assenza di una punta di manovra, visto il perdurare dell’infortunio di Marilungo, è destinata a farsi sentire.

Zero idee fino all’ultimo quarto d’ora, quando un Empoli ormai sazio ha deciso di giocare di rimessa: per una domenica si è rivisto il vecchio Cesena, quello ammirato all’Olimpico con la Lazio o a Torino con la Juventus. Proprio dai campioni d’Italia occorre ripartire: senza niente da perdere e senza nulla da temere.

La salvezza resta ancora praticamente impossibile ma questa squadra ha l’obbligo di crederci.

 

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