Archivio di 'Campionato'

Cesena-Fiorentina: le curve

15 dicembre 2014

Quasi duemila i tifosi viola in Curva Ferrovia. Tantissime bandiere sventolate, appese in balaustra e davvero un buon tifo. Tra noi non corre certo buon sangue perciò tanti i cori contro di noi e un "serie B" fnale al quale non abbiamo risposto che con qualche timido fischio.

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Prima giornata di campionato senza Mister Bisoli esonerato in settimana, al quale WSB e Scovolts hanno dedicato lo striscione "un saluto sincero ad un grande uomo, condottiero di tutto il popolo bianconero. Grazie Mister". Nel settore inferiore " in questo calcio malato poche persone abbiamo amato. Grazie Pierpaolo".

All’ingresso delle squadre in campo in Curva superiore "la nosra pazienza non è illimitata.Questa maglia va onorata" e primi minuti di buon tifo. Poi lo scoramento più totale. Poi una Mare irriconoscibile avvolta dalla tristezza e dallo sconforto. Certo, il settore centrale ha provato per tutta la partita a far reagire la Curva, ma con scarsi risultati. A pochi minuti dal termine il coro "ti seguo sempre anche se perdi sempre" e Romagna mia. Un coro per Mister Bisoli ( qualche fischio che non si spiega onestamente ), un coro per Mister Di Carlo. Nient’altro. Fischi al termine. Mestizia allo stato puro.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Fiorentina, le pagelle

15 dicembre 2014

Leali 5: Borja Valerio gli piega le mani. Gli errori iniziano a diventare troppi.

Capelli 4.5: di testa non ne prende una.

Lucchini 4.5: leader di una difesa allo sbando.

Volta 3: ennesimo rosso per due stupidi falli, ingiustificabile e indifendibile.

Nica 5: un cross fatto bene è chiedere troppo? (63′ Garritano n.g.: due dribbling poi la partita virtualmente finisce).

Coppola 5: perchè deve battere gli angoli?

Cascione 4.5: il primo a non averne più voglia, è bene che in vista del mercato di gennaio si faccia due domande.

Carbonero 4: un grandissimo nuovo Silas (73′ Tabanelli n.g.: venti minuti inutili).

Mazzotta 5.5: corre tanto ma a che pro?

Defrel 5: quando prova il dribbling fa sempre paura ma si accende per 5 minuti e resta spento per gli altri 85.

Almeida 5: perchè lui e non Djuric?

 

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Cesena-Fiorentina 1-4

15 dicembre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 14 dicembre ore 18. Quindicesima giornata del campionato di serie A.

CESENA (3-5-2): Leali; Capelli, Lucchini, Volta; Nica (63′ Garritano), Coppola, Cascione, Carbonero (73′ Tabanelli), Mazzotta; Defrel, Almeida.
A disp. Agliardi, Bressan, De Feudis, Rodriguez, Magnusson, Djuric, Succi, Cazzola, Pulzetti, Ze Eduardo.
All. Di Carlo.

FIORENTINA (3-5-1-1): Neto; Savic, G. Rodriguez, Basanta; Joaquin, Aquilani, Pizarro, Borja Valero (85′ El Hamdaoui), Alonso (86′ R.Vargas); Mati Fernandez, Gomez (76′ Ilicic).
A disp. Tatarusanu, Lezzerini, Richards, Badelj, Martin, Kurtic, Tomovic.
All. Montella.

ARBITRO: Orsato di Schio

RETI: 44′ Borja Valero, 46′ Savic, 60′ aut. Savic, 79′ G. Rodriguez, El Hamdaoui

ESPULSO: 77′ Volta

AMMONITI: Volta, Cascione, Coppola (C), Borja Valero (F)

CESENA. Che fosse impossibile la missione di Di Carlo lo si sapeva e lo si è visto subito. Contro una Fiorentina guidata in attacco da un Gomez più evanescente di Almeida i bianconeri si suicidano alla vecchia maniera: su palle inattive e restando in inferiorità numerica.

Dopo un primo tempo in cui solo i viola avevano provato a fare male, e con un Gomez autore di un clamoroso errore davanti a Leali, gli ospiti sbloccano il risultato nel finale con Borja Valero lasciato solissimo sugli sviluppi del solito angolo. Si va negli spogliatoi in svantaggio e dopo il tè caldo, proprio come a Bergamo, ancora su palla inattiva arriva il raddoppio della Fiorentina.

Tutto finito? Nemmeno per sogno perché pur senza tirare mai in porta la partita si riapre: Neto pasticcia e un retropassaggio di Savic si trasforma nel più incredibile degli autogol. Senza nemmeno volerlo il Cesena si ritrova ad un passo dal pari ma senza nemmeno mai inquadrare la porta è davvero dura. Ci pensa volta, già ammonito dopo 17 minuti per una stupida entrata quasi a centrocampo, a replicare un intervento bruttissimo meritandosi il secondo giallo e conseguente espulsione: in 10 contro 11 la partita è virtualmente chiusa.

Ci pensa la solita palla inattiva, con Gonzalo Rodriguez, a restituire la tranquillità ai viola che nel recupero trovano anche il poker con Savic. 

Nonostante le dichiarazioni della vigilia e le buone intenzioni l’impressione è che il Cesena abbia compiuto un deciso passo indietro e la salvezza, oggi più che mai, sia un vero e proprio miracolo.

 

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Ciao Pierpaolo, benvenuto Domenico

15 dicembre 2014

Dopo tutte le vittorie vissute al tuo fianco eravamo convinti che il momento di separarsi non dovesse mai arrivare. Invece le nostre strade si sono divise nuovamente dopo quella maledetta trasferta di Bergamo.

Abbiamo lasciato passare una settimana prima di scrivere queste poche righe per calmare le acque e i sentimenti.

Ora ti salutiamo come meriti, con un abbraccio e un sentito ringraziamento per le grandi imprese alle quali ci hai guidato. 

GRAZIE DI TUTTO PIERPAOLO BISOLI! Sarai sempre uno di noi!

Allo stesso modo, nonostante l’esordio tutto in salita, vogliamo porgere un caloroso in bocca al lupo a Domenico Di Carlo, il nostro nuovo allenatore. Ci attendono giorni e sfide difficilissime, al limite dell’impossibile, ma la voglia di provarci è ancora tanta.

Buon lavoro mister, noi saremo sempre al tuo fianco!

 

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Atalanta-Cesena, le pagelle

7 dicembre 2014

Diciamo la verità, che senso ha parlare di pagelle oggi? C’è forse qualcuno che si è salvato o qualcuno che non merita di affondare nella stessa barca di Pierpaolo Bisoli? No, nessuna di queste possibilità.

Il Cesena retrocederà e forse alcuni giocatori avranno ugualmente (pochi, ci auguriamo) la possibilità di giocare nella massima serie il prossimo anno. Noi invece da settembre ripartiremo in serie B, salvo fallimenti, e quindi ci sembra inutile stare a perdere tempo in una giornata come questo con le sufficienze o i mezzi voti.

Meritano tutti indistintamente 4, per aver tradito la fiducia del nostro allenatore e soprattutto la nostra. I limiti li conosciamo, la grinta la pretendiamo!

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Atalanta-Cesena 3-2

7 dicembre 2014

Bergamo, stadio Azzurri d’Italia, domenica 7 dicembre 2014 ore 15. Quattordicesima giornata di campionato di serie A.

ATALANTA (4-4-1-1): Sportiello, Benalouane, Stendardo, Cherubin, Del Grosso; Zappacosta (32’ pt D’Alessandro), Carmona, Cigarini, Gomez (1’ st Bianchi); Moralez, Denis (27’ st Migliaccio). A disposizione (Avramov, Frezzolini, Biava, Scaloni, Bellini, Grassi, Baselli, Spinazzola, Molina). Allenatore: Colantuono

CESENA (4-3-1-2): Leali; Capelli, Volta, Lucchini, Renzetti; Cascione (38’ st Tabanelli), De Feudis, Giorgi (24’ st Rodriguez); Brienza (35’ st Almeida); Defrel, Djuric. A disposizione (Agliardi, Bressan, Mazzotta, Magnusson, Cazzola, Coppola, Carbonero, Succi). Allenatore: Bisoli. Ammoniti: Carmona, Defrel, Lucchini, Giorgi, De Feudis, Benalouane, Renzetti.

ARBITRO: Di Bello di Brindisi.

RETI: 31’ pt Defrel, 43’pt Defrel, 46’ pt Benalouane, 5’ st Stendardo, 7’ st Moralez.

BERGAMO. Ad inizio dicembre la serie A del Cesena è praticamente già arrivata al capolinea. Avanti per due reti a zero i bianconeri subiscono un gol incredibile nel recupero del primo tempo dall’ex Benalouane e crollano ad inizio ripresa. Il 3-2 ricorda quello maturato a Roma contro la Lazio ma in quel caso la rimonta fatale, che di fatto sancì la retrocessione del Cesena, arrivò ad inizio febbraio mentre oggi tutto finisce ancor prima del girone di ritorno.

Defrel con due grandi giocate, unitamente ad un super assist di Djuric, aveva improvvisamente portato il Cesena in doppio vantaggio. Bisoli aveva scelto di giocarsi il tutto per tutto con gli uomini di fiducia, riproponendo Capelli terzino, De Feduis mezz’ala e Djuric in avanti con Defrel, lasciando in panchina sia Almeida che Carbonero.

L’errore fatale lo ha commesso proprio Defrel, rientrato con incredibile flemma dalla bandierina dopo aver contrastato un angolo per l’Atalanta, consentendo ai padroni di casa di riaprire in maniera del tutto insperata l’incontro. A quel punto la ripresa appariva scritta, e così è stato.

Fa male ammetterlo ma questo Cesena è troppo molle e scarso per la Serie A: i bergamaschi avevano segnato 5 reti in tredici partite poi, ritrovandosi sotto per 2-0, ne fanno tre in poco più di 10 minuti, sfiorando più volta il quarto gol.

Finisce probabilmente anche la seconda era Bisoli a Cesena, ma avremo in tal caso di salutarlo meglio e soprattutto come meglio merita. Le colpe più gravi di questa situazione non sono certo le sue, chiamato ad affrontare un’impresa pressochè disperata.

AVANTI BIANCONERI almeno per l’orgoglio.

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Cesena-Genoa: le curve

1 dicembre 2014

 

Belli, davvero belli i Genoani visti ieri in Curva Ferrovia. Tanti gli sriscioni appesi in balaustra, tantissime le bandiere e bandieroni sventolati, una grande bandiera aperta al centro del settore ad inizio gara e poi tanti i cori per i rossoblu in campo. Ad inizio secondo tempo si accomodano tutti in Curva inferiore. Bravi!

Durante la settimana le WSB avevano fatto uscire un comunicato in cui si chiedeva al popolo bianconero, tutto, di portare allo stadio una bandiera. Questo per dare colore alla Mare. L’appello è stato accolto con entusiasmo, tanto che, ad inizio partita il colpo d’occhio di sventolio era davvero entusiasmante. Per questo motivo è stato anche appeso uno striscione che recitava " Quando il ciel pieno sarà di badiere bianconere..". Domenica scorsa, con la Sampdoria, il tifo era stato decisamente non all’altezza, perciò ieri pomeriggio era doveroso tornare ad essere il dodicesimo uomo. All’ingresso della squadra per il riscaldamento il clima era già buono, tutti a caricare con un bel "noi vogliamo questa vittoria!". Poi, dopo 7 minuti di ottimi cori, il risultato ha inevitabilmente portato allo sconforto e ci siamo un po’ persi. Durante il secondo tempo abbiamo cercato di essere ancora propositivi, ma la demoralizzazione ha portato, gli ultimi dieci minuti a un ripetuto "ti seguo sempre anche se perdi sempre, ti seguo sempre anche se perdi sempre non fa niente". Al termine della gara tanti i fischi e un bel "meritiamo di più".

Avanti Bianconeri!

Cesena-Genoa, le pagelle

30 novembre 2014

Leali 7: para un rigore al polveroso Matri e si arrende alla deviazione di Volta. L’unico tra i titolari che si salva.

Giorgi 5.5: il meno peggio del reparto difensivo, si fa tutta la fascia ma senza combinare nulla.

Lucchini 5: trafitto con un pezzo di burro, ripetutamente.

Volta 5: la sfortuna gli fa carambolare addosso la palla della morte, però la prestazione è da dimenticare in fretta.

Mazzotta 5: perdere 2-0 dopo 8 minuti lo distrugge psicologicamente.

Cascione 4.5: sbaglia tutto quello che può sbagliare e c’è da augurarsi che il rigore sbagliato non sia una rappresaglia.

Carbonero 4: dribbling e palla persa, una costante.

Coppola 5.5: sacrificato tatticamente senza aver nemmeno avuto modo di battagliare un po’ (34′ pt Rodriguez 6: ci prova, guadagna un rigore, colpisce una traversa. Meglio del vuoto cosmico visto in avanti fino a quel momento);

Brienza 4.5: la fisicità del Genoa lo annulla completamente. (8′ st Tabanelli 5.5: entra ma più per allenarsi che per giocare una partita vera);

Almeida 4: la peggior prestazione da quando è sbarcato a Cesena. L’unico tiro in porta arriva quasi al novantesimo.

Defrel 4.5: è il cocco di tanti anti-bisoliani, ma non centra una giocata buona che sia una (35′ st Djuric n.g.: entra troppo tardi per poter fare qualcosa).

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Cesena-Genoa 0-3

30 novembre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 30 novembre 2014, ore 15. Tredicesima giornata del campionato di serie A.

CESENA (4-3-1-2): Leali; Giorgi, Lucchini, Volta, Mazzotta; Cascione, Carbonero, Coppola (34′ Rodriguez); Brienza (53′ Tabanelli); Almeida, Defrel (70′ Djuric). A disp.: Agliardi, Bressan, Nica, Krajnc, Magnusson, De Feudis, Ze Eduardo, Garritano, Succi. All.: Bisoli.

GENOA (3-4-3): Perin; Roncaglia, Burdisso, Izzo; Rosi, Kucka, Bertolacci, Antonelli; Falque (84′ Lestienne), Matri (89′ Pinilla), Perotti. A disp.: Lamanna, Prisco, Greco, Antonini, De Maio, Mussis, Marchese, Fetfatzidis, Edenilson. All.: Gasperini.

ARBITRO: Russo.

RETI: 4′ pt Matri, 7′ pt Antonelli, 43′ pt Roncaglia.

AMMONITI: Lucchini, Giorgi, Roncaglia, Carbonero, Burdisso

CESENA. Un Genoa troppo forte per essere vero prende a pallonate il Cesena. Agli ospiti basta un tempo per collezionare tre reti, un rigore sbagliato, una traversa interna e sette tiri in porta a zero: nella ripresa il ritmo si abbassa e i romagnoli limitano il passivo colpendo anche due legni (di cui uno su calcio di rigore).

La sconfitta è netta, senza appello: non un contrasto vinto, non una palla recuperata, non una corsa in più degli avversari. Bisoli in queste ore è a forte rischio esonero nonostante probabilmente sia l’unico pazzo in grado di provare a salvare una rosa così scarsa. Almeida è l’ombra del giocatore che tutti attendevano, Carbonero è talmente leggero che sembra volare via col vento e soprattutto nessuno, se non il redivivo Rodriguez, riesce a vedere la porta.

Quando una partita è così sbilanciata è inutile attaccarsi agli episodi, come alla sfortunata deviazione di Volta in occasione del 3-0 o al rigore che avrebbe potuto timidamente riaprire la partita calciato sulla traversa interna da Cascione. Nemmeno una direzione di gara sfacciatamente pro-Genoa, da parte di un Russo che a Cesena sembra sempre dover scontare l’anatema berlusconiano post vittoria sul Milan, basta per giustificare il nulla assoluto mostrato contro i grifoni. 

Domenica si va a Bergamo, questa è l’unica certezza: se sulla panchina bianconera si sederà Bisoli o meno, ancora non lo sappiamo. Certo, i rientri di Rodriguez e Tabanelli sono importanti e il tecnico di Porretta meriterebbe questa ultima chance. Il calcio però non è un mondo in cui la riconoscenza e il rispetto siano valori da tutti condivisi: siamo fiduciosi che la dirigenza del Cesena ci stupisca, ma sono ore ad altissima tensione.

Noi comunque andiamo avanti.

 

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Cesena-Sampdoria, le pagelle

24 novembre 2014

Leali 8: si riscatta dopo l’errore fatale di Verona con una serie di parate da nazionale maggiore.

Perico 6.5: Eder non punge e il merito è soprattutto suo (73′ Nica 5: esordio sfortunato, un autogol ed un contropiede vanificato).

Capelli 6: Okaka è il peggiore dei clienti e finisce a sportellate ma senza danni (56′ Volta 6.5: entrare a freddo in una gara del genere è difficilissimo ma per fortuna il Cesena ritrova il Volta dei giorni migliori).

Lucchini 7: impeccabile in difesa, goleador in attacco. Impossibile chiedere di più.

Mazzotta 6.5: parte timido, poi va in crescendo portando in avanti una quantità industriale di palloni.

Carbonero 6: tanti dribbling fantastici ma anche tanti, forse troppi, errori e palle perse

Cascione 6.5: finalmente nel suo ruolo, in mezzo al campo, a dettare i tempi. Sfiora il gol alla Pirlo su punizione.

Giorgi 6: nel secondo tempo è distrutto dalla fatica, ma viene da mangiarsi le mani ripensando allo spreco dell’averlo tenuto in panchina tutta la partita a Verona.

Brienza 6.5: se l’attacco del Cesena ritrova la trazione anteriore il merito va al rientro del nonno-fantasista (82′ Djuric 6: spizza due volte la palla creando sempre interessantissime situazioni);

Almeida 5.5: tante sponde e una buona dose di sacrificio, ma qualche volta si potrebbe anche tirare in porta.

Defrel 6: corre e si sacrifica per tre ma nel finale la stanchezza sale e la fa da padrona, togliendoli la necessaria lucidità per far male.

 

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