Archivio di 'Campionato'

Parma-Cesena, le pagelle

25 gennaio 2015

Leali 5: prestazione  a tratti incerta, con un’uscita un po’ troppo avventurosa nel primo tempo. Mezzo punto in meno per l’incomprensione sull’autogol.

Perico 6.5: dalla sua parte nella ripresa opera Cassano ma non arriva mai nessun vero pericolo.

Lucchini 6.5: una roccia, il turno di riposo gli ha fatto senza dubbio bene. Peccato per l’infortunio (4′ st Volta 6.5: degno sostituto di Lucchini).

Krajnc 7: partita di spessore, fortissimo di testa e praticamente impossibile da spostare sul piano fisico.

Renzetti 6: mette qualche cross in meno del solito perché è dalle sue parti che il Parma preferisce attaccare.

Giorgi 6: è una sorta di De Feudis con qualche centimetro in più e una maggiore propensione per i suggerimenti in avanti (36′ st Cazzola n.g.: rientro importante per il girone di ritorno).

Cascione 4: gravissimo l’errore che causa l’autogol e che rovina una prestazione comunque non esaltante.

Pulzetti 7: il gol è il giusto premio per un rientro fondamentale anche sul piano del gioco.

Brienza 6.5: meno incisivo del solito. Nel primo tempo si scontra un po’ troppo con Defrel, poi dai suoi piedi nasce il gol vittoria.

Defrel 6: l’assist per Pulzetti è il suo e in avanti, pur con tanta confusione, è sempre una spina nel fianco degli avversari (16′ st Rodriguez 7: una palla toccata, un gol. Bentornato protagonista).

Djuric 6.5: partecipa al primo gol ed è nel mezzo dell’azione del secondo. Poi tanti palloni giocati che lo hanno portato a far reparto da solo.

 

Parma-Cesena 1-2

25 gennaio 2015

Parma, stadio Tardini, domenica 25 gennaio 2015 ore 15. Ventesima giornata, e prima di ritorno, del campionato di serie A.

PARMA (4-3-3): Mirante; Cassani (29′ st Rispoli), Paletta, Costa, Gobbi; Mauri, Lodi (1′ st Cassano), Nocerino; Palladino (16′ st Galloppa), Rodriguez, Varela. A disp.: Iacobucci, De Ceglie, Pozzi, Souza, Rispoli, Rossetto, Mariga, Mendes, Santacroce, Felipe. All.: Donadoni.

CESENA (4-3-1-2): Leali; Perico, Lucchini (4′ st Volta), Krajnc, Renzetti; Giorgi (36′ st Cazzola), Cascione, Pulzetti; Brienza; Defrel (16′ st Rodriguez), Djuric. A disp.: Bressan, Agliardi, Capelli, Ze Eduardo, Nica, Carbonero, Magnusson, Moncini. All.: Di Carlo.

ARBITRO: Tagliavento.

RETI: 20′ Pulzetti, 30′ st aut. Cascione, 44′ st Rodriguez.

AMMONITI: Cascione, Palladino, Renzetti, Mauri, Krajnc.

PARMA. Clamoroso al Tardini: vince il Cesena. Dopo un intero girone, ancora con il Parma e ancora per mano di Rodriguez: i romagnoli conquistano tre punti fondamentali più ad affossare i ducali che a rilanciare le proprie (sempre flebili) speranze salvezza. Però vincere è sempre bello, soprattutto farlo dopo una vita quando ormai si era persa memoria dell’esultanza al triplice fischio.

Il Cesena finalmente gioca con serenità e per una volta approfitta, e non cancella, le difficoltà evidenti dell’avversario. Davanti il Parma può sempre far male anche senza Cassano mentre dietro ha più di un problema: pensare che Paletta solo qualche mese fa era titolare nella nazionale italiana in Brasile fa capire tante cose sui disastri azzurri.

Apre le danze un bellissimo gol di Pulzetti, servito alla perfezione dal duo Djuric-Defrel: il Cesena sorprendentemente concretizza la superiorità del primo tempo che riesce a chiudere avanti di una rete. Nella rete il Parma prova un po’ troppo timidamente l’assalto e dopo un paio di sussulti trova il pareggio provvisorio nel modo più incredibile e forse nell’unico possibile: sfruttando un autogol del Cesena. Cascine sbaglia completamente il retropassaggio che sorprende Leali combinando una frittata colossale.

Sembra tutto finito, i fantasmi di Bergamo sono pronti a riaffiorare quando ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare Rodriguez conquista il rimbalzo su una punizione di Brianza e calcia con rabbia in rete: Mirante non può nulla e i bianconeri di Romagna aprono il girone di ritorno alla stessa maniera di quello d’andata, cioè con una vittoria.

La missione resta impossibile ma per una domenica si può festeggiare e sono gli altri ad uscire a testa bassa.

AVANTI BIANCONERI!

 

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CESENA – TORINO 2 – 3

20 gennaio 2015

CESENA (4-3-1-2): Leali 5; Perico 5, Capelli 4,5 (46’ Lucchini 5), Krajinc 5, Magnusson 5 (38’ Renzetti 6); Giorgi 6, De Feudis 5,5, Ze Eduardo 5 (69’ Pulzetti 6); Brienza 6,5; Djuric 4,5, Defrel 4,5.

All. Di Carlo 4,5

A Disp.: Agliardi, Bressan; Nica, Mazzotta, Volta; Carbonero, Cascione, Cazzola; Rodriguez.

 

 

TORINO (3-5-2): Padelli 5,5; Maksimovic 5,5, Jansson 6, Moretti 6; Darmian 6 (46’Masiello 6), Benassi 6,5 (60’ El Kaddouri 5,5), Gazzi 6, Farnerud 6, Bruno Peres 6; Quagliarella 6, Martinez 5,5 ( 67’ Maxi Lopex 6).

All. Ventura 6

A Disp.:Gillet, Castellazzi; Basha, Vives, Gaston Silva; Amauri.

 

Arbitro: Guida di Torre Annunziata 6

Marcatori: 20’ Benassi, 22’ Quagliarella, 42’ Brienza rig., 83’ Brienza rig., 87’ Maxi Lopez.

 

 

 

LE PAGELLE

 

Leali 5: i miracoli sono terminati da tempo e hanno preso il loro posto parecchie incertezze.

Perico 5: rientro sottotono, come del resto tutto il suo campionato fino ad ora.

Capelli 4,5: continua ad essere il gemello scarso, sempre più scarso, del condottiero dello scorso anno. Esce per infortunio (46’ Lucchini 5: il colpo di testa nei piedi di Quagliarella nell’azione del 3 a 2 è decisamente imbarazzante per uno della sua esperienza).

Krajinc 5: la spavalderia e faccia tosta dimostrata nel campionato di Serie B è morta e sepolta.

Magnusson 5: il voto negativo è da condividere con Mister Di Carlo che lo costringe, nel ruolo di terzino sinistro, ad una figura pessima. ( 38’ Renzetti 6: cerca di mettere qualche cross per nessuno).

Giorgi 6: il solito spirito da combattente che da solo non basta.

De Feudis 5,5: sbaglia tanto ma rimane una delle poche facce da Cesena.

Ze Eduardo 5: impalpabile. ( 69’ Pulzetti 6: dignitoso)

Brienza 6,5: l’ unica luce in un buio quasi pesto.

Djuric 4,5: inadeguato.

Defrel 4,5: invisibile.

 

Di Carlo 4,5: sta cercando di rivoltare ogni domenica una squadra senza più identità trovando soluzioni che non stanno ripagando.

 

LA PARTITA

 

Commentare le partite del Cesena sta diventando sempre più difficile. Oramai la squadra romagnola viene considerata dall’ avversario di turno, non più che un sufficiente sparring partner estivo contro il quale si cerca di rivitalizzare giocatori, dare minutaggio a chi gioca meno e lanciare qualche meteora in cerca di fortuna. Sì, perché contro questo Cesena sai già che porterai a casa la vittoria perché trattasi di un bel gruppo di ragazzi inadeguati alla categoria che non hanno la benché minima possibilità di raccogliere punti in Serie A. Ormai alla rabbia sta subentrando la tenerezza nei confronti di giocatori che vengono tramortiti ogni qual volta li si provi ad avvicinare. Un po’ come succede quando il fratellino piccolo si mette a piangere perché il fratello grande è uscito da dietro la porta e gli ha fatto bù!!!! Il Cesena, ahinoi, è questo….un fratello piccolo in mezzo a tanti fratelli grandi che basta alzino un po’ la voce per farlo piangere. Con dei genitori presuntuosi (Lugaresi&Company) che l’ hanno mandato allo sbaraglio senza fornirgli le adeguate contromisure e dei maestri impreparati (Bisoli e Di Carlo) che non sono riusciti a plasmarlo per farlo sopravvivere nel mondo dei grandi.

AVANTI BIANCONERI.

 

LE CURVE

 

Oggi debuttava un Dino Manuzzi sempre più inglese con l’ abbassamento delle barriere anche in Curva Mare. Decisamente un bel colpo d’ occhio contornato da due striscioni di protesta nei confronti della società (“Signor Foschi, i dirigenti e i giocatori passano: i tifosi restano” e “Tifosi non rispettati, squadra disastrata: questi i risultati di una società inadeguata”). Dopo il doveroso omaggio ad un campione vero come il compianto Marco Pantani (“Auguri Pirata, orgoglio di tutta la Romagna”), il tifo ancora una volta, nonostante la posizione in classifica si è fatto sentire ma i cori di incitamento sono stati strozzati in gola dall’ ennesimo svantaggio stagionale dei bianconeri a cui sono seguiti gli immancabili “meritiamo di più” e “andate a lavorare” uniti alla contestazione verso Lugaresi e al discutibile inneggiamento nei confronti di chi, al momento, non fa più parte del Cesena. E’ bastato un illusorio pareggio per far tornare l’ entusiasmo sugli spalti con un tonante Romagna Mia interrotto solamente dal terzo goal del Torino arrivato in Romagna con poco più di un migliaio di tifosi che si sono fatti sentire, a sprazzi, per tutta la partita.

Al 90’ i giocatori e Mister Di Carlo si sono presi la loro giusta razione di fischi sotto la Curva.

Cagliari-Cesena, le pagelle

11 gennaio 2015

Leali 7: compie un grande intervento sullo 0-0, poi para il rigore ed è sempre attendo. Uno dei pochissimi da serie A. 
Capelli 4.5: in ritardo sulla ribattuta del rigore, in ritardo sul secondo gol. Disastroso.
Volta 5: la serie A gli sta larga alla prova dei fatti, ma da lui si potrebbe ripartire tra i cadetti.
Magnusson 5.5: salva un gol già fatto sul 2-0 e rischia di conquistare anche un rigore nel finale, in mezzo a tante imprecisioni.
Giorgi 5.5: è l’unica mezzala che prova a fare la mezza, anche senza risultati troppo convincenti (34′ st Carbonero n.g.: il suo ingresso in campo non è traducibile nemmeno con la stele di Rosetta). 
Valzania 6: si sacrifica in avanti e in difesa, merita la sufficienza per il cuore, anche se ovviamente la serie A è un’altra cosa (27′ st Pulzetti 5: non la migliore partita per ritornare in campo). 
Cascione 4.5: quando le cose vanno bene, lui è il leader. Quando vanno male è il primo ad abbandonare la nave.
Defrel 5: da lui ci si aspettava qualche superpotere in più rispetto alla semplice invisibilità. 
Mazzotta 5: fa rimpiangere amaramente il giorno in cui Renzetti si è infortunato. Una delle delusioni maggiori.
Brienza 5.5: ancora in gol, ancora una volta inutilmente.
Rodriguez 4.5: non fa una cosa giusta che sia una in tutta l’ora in cui resta in campo (15’st  Djuric 6: sarebbe una buona quarta o quinta punta in qualsiasi squadra normale, mentre in questo Cesena è il migliore attaccante).

 

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Cagliari-Cesena 2-1

11 gennaio 2015

Cagliari, stadio Sant’Elia, domenica 11 gennaio 2015 ore 15. Diciannovesima giornata del campionato di serie A.

CAGLIARI (4-3-3): Brkic; Balzano (58′ Pisano), Capuano, Rossettini, Avelar; Dessena, Crisetig, Donsah; Ekdal, Longo, Joao Pedro (66′ Caio Rangel). A disp.: Carboni, Colombi, Benedetti, Gonzalez, Ceppitelli, Murru, Barella, Capello, Sau. All.: Zola.

CESENA (3-5-1-1): Leali; Capelli, Volta, Magnusson; Giorgi (79′ Carbonero), Valzania (72′ Pulzetti), Cascione, Defrel, Mazzotta; Brienza; Rodriguez (60′ Djuric). A disp.: Agliardi, Bressan, Krajnc, Succi, Cazzola, Nica, De Feudis, Ze Eduardo, Perico. All.: Di Carlo.

ARNITRO: Rizzoli

RETI: 10′ Joao Pedro, 26′ Donsah, 88′ Brienza

AMMOMNITI: Giorgi, Valzania, Rossettini.

CAGLIARI. Finisce dopo appena trenta giornate il campionato di serie A del Cesena, condannato dall’evidenza prima ancora che dalla matematica ad una sicura retrocessione. Se possibile i bianconeri partono ancora peggio che col Napoli: dopo appena dieci minuti Joao Pedro sbaglia un rigore e cattura la ribattuta di Leali, anticipando Capelli e portando in vantaggio i padroni di casa. Passa un altro quarto d’ora e un contropiede fulmineo di Donsah rende più passivo il parziale per i bianconeri: fine delle trasmissioni. Il Cesena del primo tempo è tutto qui, non ha mai un guizzo, non ha mai un’idea. Va negli spogliatoi con una tristezza unica.

Nella ripresa non cambia nulla, a parte il fatto che il Cesena gioca controvento. Allo scoccare dell’ora di gara Di Carlo sostituisce Rodriguez con Djuric, ovvero una punta per una punta: cambio quasi incomprensibile, comunque più sensato di quelli che seguiranno, ovvero Pulzetti per Valzania e Carbonero per Giorgi.

Nell’ultima mezz’ora gli ospiti provano qualche assalto molto disordinatamente fino a trovare il meritato gol della bandiera con Brienza all’88’. Ci sono quattro minuti di recupero e ci starebbe anche un rigore per una sospetta trattenuta su Magnusson, ma è troppo poco per impattare: questo Cesena non lo merita così come non merita la serie A.

Per quest’anno è finita, è inutile prendersi in giro. Probabilmente molti record negativi saranno battuti da qui a fine campionato, ma poi sarà nuovamente ora di ripartire. Tutti insieme.

E come sempre FORZA CESENA.

 

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Cesena-Napoli: le curve

7 gennaio 2015

Settore ospiti gremito e  anche buona parte di gradinata affollata dai partenopei, molti dei quali residenti in Romagna. tante bandiere appese in balaustra, alcune dedicate all’appena scomparso Pino Daniele e una per Ciro, tifoso ucciso a Roma l’anno scorso. Cori forti, tanti contro di noi ( molti di augurio di tornare in serie B ) e in generale un buon tifo.

Prima dell’inizio della gara, omaggio musicale a Pino Daniele che i Napoletani hanno cantato a squarciagola e anche un minuto di silenzio. Squadre col lutto al braccio. Forse un po’ troppo fatto a Cesena, forse il cantautore napoletano meritava tanto al San Paolo.

In balaustra della Mare è stato appeso uno striscione contro il carissimo biglietti applicato nella giornata di ieri " squadra da serie B, prezzi da champions league ". 30 euro più prevendita nella situazione in cui siamo, applicati alla Curva Mare ci è sembrato davvero eccessivo. La prima mezz’ora di gioco ha visto un Cesena rischiare di andare in vantaggio e il popolo banconero ha accompagnato la squadra verso questo sogno. Poi il solito tracollo e i tanti goal presi hanno reso gli animi rassegnati e addirittura goliardici. Abbiamo cantato "non segnamo mai ", "vinceremo il tricolor" e un bel Romagna mia con sciarpata. Diversi i cori contro gli odiatissimi avversari, su tutti diverse volte "noi non siamo Napoletani", a ribadire il concetto e a sbeffeggiare quella sciocchezza che è la discriminazione territoriale.

Al termine qualche fischio e un timido "meritiamo di più". Ormai è più che evidente che non abbiamo armi all’altezza di questo campionato. Per salvarsi bisogna vincere e noi non vinciamo da agosto. Speriamo di sbagliarci, ovviamente, ma crediamo che sia davvero dura restare in serie A quest’anno. Noi comunque resteremo al nostro posto fino alla fine e anche il prossimo campionato, qualunque sarà!

Avanti Bianconeri!!

Cesena-Napoli, le pagelle

6 gennaio 2015

Leali 6: incolpevole sui 4 gol.

Capelli 5.5: regge bene fino al terzo gol, quando manda in porta una palla destinata al fondo campo.

Lucchini 6: generosissimo, si sacrifica nel vano tentativo di evitare il secondo gol partenopeo (1’ st Rodriguez 5: appena entrato avrebbe nei piedi la palla del 2-1 ma evita sia il tiro che l’assist a Brienza).

Magnusson 6: impatto positivo, soprattutto nel gioco aereo.

Giorgi 6: è l’unico del Cesena che riesce a mettere qualche cross decente, poi finisce difensore.

Valzania 6.5: mezzo punto in più per il debutto, gagliardo ma non incisivo (34’ st Volta n.g.: entra per limitare il passivo).

Ze Eduardo 5.5: generoso ma il regista non è proprio il suo ruolo.

Cascione 5: da mezzala non è mai pericolo né riesce a far male (25’ st Carbonero 5: è entrato per far cosa?)

Mazzotta 5.5: è forse  troppo chiedere almeno un cross decente in avanti?

Brienza 5.5: trova il gol della bandiera ma sbaglia quello più importante del potenziale 1-0.

Almeida 5: generoso, certo, ma sostanzialmente inutile.

 

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Cesena-Napoli 1-4

6 gennaio 2015

Cesena, Dino Manuzzi Orogel Stadium, mercoledì 6 gennaio 2015 ore 18. Diciassettesimo turno del campionato di serie A.

CESENA (3-5-1-1): Leali, Capelli, Lucchini (1’st Rodriguez), Magnusson, Giorgi, Valzania (34’st Volta), Ze Eduardo, Cascione (25’st Carbonero), Mazzotta, Brienza, Almeida. A disposizione: Agliardi, Iglio, Nica, De Feudis, Krajnc, Djuric, Succi, Cazzola, Pulzetti. Allenatore: Di Carlo

 

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael, Maggio, Albiol, Henrique, Britos, Gargano (22’st Jorginho), Lopez, Callejon (39’ st Radosevic), Hamsik, De Guzman (18’st Mertens), Higuain. A disposizione.: Colombo, Andujar, Mesto, Radosevic, Koulibaly, Inler, Zapata. Allenatore: Benitez.

 

 

ARBITRO: Massa di Imperia.

RETI: 29’ pt Callejon, 41’pt Higuain, 19’st Hamsik, 27’st Higuain, 30’st Brienza.

AMMONITI: Gargano, Henrique, Capelli, Ze Eduardo,

 

Spettatori: 16.275. Incasso: € 216.317,75

CESENA. Il Cesena sprofonda con la seconda squadra più tirata a Rimini, ovvero il Napoli. Lo fa nonostante i tantissimi errori dei partenopei in difesa, non concretizzando le occasioni da rete create quando il punteggio era ancora in parità. Una volta trovato il vantaggio il Napoli ha potuto agire di rimessa valorizzando le caratteristiche micidiali dei propri attaccanti.

Nonostante il cambio di allenatore il Cesena ha mostrato di essere terribilmente troppo scarso per poter lottare a testa alta per la salvezza. In attesa del giorno (arriverà mai?) in cui rientreranno tutti gli infortunati, con Renzetti e Marilungo in primis, si fa urgente l’essenza di operare sul mercato. Servono almeno un paio di centrocampisti di categoria ed una punta con il senso del gol.

Anche oggi Almeida è stato protagonista di una prestazione generosa ma mai pungente, sbagliando anche un gol piuttosto semplice di testa; allo stesso modo gravi gli errori sottoporta di Brianza e Valzania. Così proprio non va.

In attesa di vedere cosa potrà combinare Rino Foschi al mercato, sempre sperando che non sia troppo tardi, il Cesena si prepara alla decisiva trasferta di domenica, ultima spiaggia: Cagliari. Non vincere significherà abdicare definitivamente ed iniziare con calma a preparare il ritorno in serie B.

 

 

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Auguri Bianconeri dal Bronx Vigne

27 dicembre 2014

Al termine di un 2014 entusiasmante ed al tempo stesso drammatico, che ci ha visti prima tornare in serie A e poi dover salutare il nostro condottiero Paolo Bisoli, ci prendiamo anche noi qualche giorno di meritato riposo e diamo tutti appuntamento al… 2015!

Cogliamo quindi l’occasione per formularvi i migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con la speranza che sia ancora una volta ricco di colori ma soprattutto con mille gioie in bianconero!

 

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Sassuolo-Cesena, le pagelle

27 dicembre 2014

Leali 7: ritorna a dare sicurezza a tutto il reparto arretrato, soprattutto per merito di Di Carlo che gli ordina di uscire sulle palle alte.

Capell 6.5: Zazà tocca praticamente la palla solo in occasione del rigore.

Lucchini 6.5: prova senza sbavature, sacrificato nell’arrembaggio finale (35′ st Succi sv: dà man forte al reparto avanzato e forse chiude due anni e mezzo magnifici in bianconero).

Magnusson 6: quando è libero da compiti di spinta è davvero arcigno e quasi impossibile da superare.

Giorgi 6: non spinge come suo solito, limitato dai precisi dettami tattici del nuovo allenatore.

Carbonero 5: totalmente fuori dal colo (1′ st Brienza: tutta un’altra storia rispetto a Carbonero.),

Ze Eduardo 6: inizio timido poi quel colpo di testa finale ridà un senso a tutto il quadro.

Cascione 6: il passo non è più quello di inizio stagione ma sembra rendere meglio come mezzala che come regista basso.

Mazzotta 5.5: se fosse stato il quinto della difesa il voto sarebbe positivo ma visto che sarebbe dovuto essere il quinto di centrocampo la fase propositiva è insufficiente.

Defrel 6;5: l’unico che prova a fare qualcosa di originale in avanti.

Almeida 4.5: non vede mai la porta e mezzo voto in meno è dovuto al comportamento non da Cesena dopo essere stato sostituito (35′ st Rodriguez sv: bagarre in area di rigore).

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