Archivio di 'Campionato'

Fiorentina-Cesena, le pagelle

4 maggio 2015

Agliardi 6.5: le sue parate aumentano solamente i rimpianti.

Perico 5: era dai tempi di Turati schierato nel ruolo di terzino destro che Cesena non ammirava un giocatore del genere.

Capelli 5.5: sfortunato su Gilardino che potrebbe quasi essere suo nonno.

Krajnc 6: uno dei pochi a non naufragare, una delle speranze per la prossima stagione.

Renzetti 6: il duello con Salah è dei più difficili ma lui non naufraga. La condizione inizia a tornare e con lei anche qualche cross decente, merce rarissima quest’anno in Romagna.

Carbonero 5: affermare che abbia terminato il periodo di adattamento al calcio italiano appare ancora prematuro.

Mudingayi 5: disastroso e goffo in occasione del rigore. (28′ st Dalmonte 6: altra speranza per il futuro).

Giorgi 5: uno di tanti, poco utili, facenti parti della colonia bergamasca a Cesena (1′ st Cascione 6: qualche geometria, nulla di più);

Brienza 5: mentalmente già in infradito e costume.

Defrel 5: tristissimo finale di stagione.

Rodriguez 6: gran gol, quando ormai però era inutile (29′ st Djuric n.g.: ingresso tardivo).

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Fiorentina-Cesena 3-1

4 maggio 2015

Firenze, stadio Artemio Franchi, domenica 3 maggio 2015 ore 15. Trentaquattresima giornata, e quindicesima di ritorno, del campionato di Serie A.

FIORENTINA(4-3-3): Neto; Tomovic, Savic, Basanta, Vargas; Kurtic, Badelj, Borja Valero (71′ Mati Fernandez); Ilicic (82′ Lazzari), Gilardino, Salah (63′ Diamanti). A disp: Tatarusanu, Rosati, Richards, Pizarro, Aquilani, Alonso, Bernardeschi, Gomez, Bagadur. All.: Montella.

CESENA(4-3-1-2): Agliardi; Perico, Capelli, Krajnc, Renzetti; Carbonero, Mudingayi (72′ Dalmonte), Giorgi (45′ Cascione); Brienza; Defrel, Rodriguez (74′ Djuric). A disp: Leali, Bressan, Nica, Lucchini, De Feudis, Volta, Succi, Tabanelli, Cazzola. All.: Di Carlo.

ARBITRO: Doveri

RETI: 31′ Ilicic rig. (F), 35′ Ilicic (F), 55′ Gilardino (F), 58′ Rodriguez (C)

AMMONITI: Capelli, Ilicic

FIRENZE. Ormai niente da dire, niente da commentare. Il Cesena ha staccato la spina mercoledì scorso, quando Pinella si è inventato la rovesciata del pareggio e Perico ha sbagliato un incredibile gol già fatto ad un passo dalla porta a pochi secondi dalla fine.

Ora si rincorrono le solite chiacchiere da bar sull’obiettivo terzultimo posto e via dicendo ma restano, appunto, tutte sciocchezze. La squadra ha staccato mentalmente e non è in grado di reggere la benchè minima pressione. Lo dimostrano gli errori madornali visti in campo contro una Fiorentina già concentrata sull’impegno infrasettimanale europeo.

Mundingayi regala un rigore piuttosto sciocco, Ilicic abbatte Agliardi e Rodriguez manca un gol clamoroso solo davanti a Neto. Poi Gilardino inciampa nel pallone e, complice la deviazione di Capelli, chiude la partita. Solo a questo punto si sveglia il Cesena con il gran gol di Rodriguez: come al solito è troppo tardi, i bonus sono stati tutti già giocati a Verona.

Manca solo la matematica, ma è questione di tempo.

 

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Cesena-Atalanta: le curve

30 aprile 2015

 Fuori dalla Mare uno striscione per Mister Castori che, col Carpi ha conquistato la serie A…’per un calcio più pulito più Castori e meno Lotito’…Congratulazioni Mister!!

Tantissimi Bianconeri sugli spalti per assistere alla partita con sapore di finalissima…ci siamo accomodati sui gradoni con la tensione tipica di chi per questa passione ci vive. Prima del match tutta la squadra chiamata sotto la Curva e applausi di incoraggiamento poi gran bel tifo, cori molto ben sostenuti a caricare i ragazzi. Al 68, con un piede e mezzo in serie B, un Romagna mia cantata a squarciagola da Curva e gradinata da lacrime agli occhi. Bravi tutti! Questa curva non retrocede…mai!

Al termine della partita delusione e rammarico negli occhi di tutti noi, ma applausi ugualmente per una squadra che con tutti i limiti ci ha provato. È stato un bel sogno infondo..no?

Avanti Bianconeri!!

 

Cesena-Atalanta 2-2

29 aprile 2015

Cesena, stadio Dino Manuzzi, mercoledì 29 aprile 2015 ore 20,45. Trentatreesima giornata, e quattordicesima di ritorno, del campionato di serie A.

CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Perico, Capelli, Krajnc, Renzetti; Cascione (69′ Giorgi), Mudingayi, Carbonero (80′ Volta); Brienza; Defrel, Succi (59′ Rodriguez).
A disp. Leali, Nica, De Feudis, Djuric, Tabanelli, Dalmonte, Moncini, Cazzola, Ze Eduardo, Bressan.
All. Di Carlo.

ATALANTA (4-4-1-1): Sportiello; Bellini, Benalouane, Masiello, Dramé; Zappacosta (66′ D’Alessandro), Cigarini 80′ Migliaccio), Carmona, Gomez (75′ Bianchi); Moralez; Pinilla.
A disp. Avramov, Stendardo, Del Grosso, Scaloni, Baselli, Biava, Rosseti, Emanuelson, Boakye.
All. Reja.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.

MARCATORI: Pinilla 50′, Brienza (C) 56′, Carbonero (C) 70′, Pinilla 82′.

AMMONITI: Mudingayi, Carbonero, Perico (C), Benalouane, Migliaccio, Carmona, Pinilla (A).

CESENA. Finisce così, con Perico, uno dei peggiori durante tutta la stagione, che a pochi passi dalla porta di Sportiello manda incredibilmente alta la palla della possibile speranza. L’Atalanta respinge l’assalto della sua colonia e a cinque giornate dalla fine resta a +8 con lo scontro diretto a favore: la lotta salvezza è virtualmente chiusa. 

Come al solito il Cesena era partito timoroso, subendo il vantaggio ospite con il solito Pinilla. Era servito poi un rigore di Brienza per dare la forza ai romagnoli di tornare in partita: un incredibile eurogol di Carbonero aveva illuso tutto il Manuzzi.

Poi l’ingresso in campo di D’Alessandro, un esterno che al Cesena manca tantissimo, ha cambiato nuovamente gli equilibri: da una sua percussione è nato il pareggio definitivo dei nerazzurri.

Finisce qui, finisce come forse doveva finire ma come ci eravamo illusi non potesse finire: il Cesena dopo appena un anno ritorna nel campionato di serie B.

Peccato, ci abbiamo provato ma qualcosa in più, soprattutto a livello societario, era lecito attenderselo.

 

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Genoa-Cesena, le pagelle

26 aprile 2015

Agliardi 6.5: un paio di paratone salva tutto, poi incolpevole sui tre gol.

Nica 4: in principio venne Pancu, poi Mutu e adesso lui. Forse che il Cesena fa campagna elettorale per Salvini spingendoci a criticare i rumeni?

Volta 6: partita grintosa e coronata anche dalla fascia di capitano nella ripresa. Ma il Marassi non gli porta fortuna.

Krajnc 5.5: sul primo gol probabilmente Bertolacci è il suo uomo. Unico errore di una buona partita.

Lucchini 5: a sinistra tanta, ma proprio tanta sofferenza (45′ Renzetti 5.5: si rivede finalmente qualche cross partire dalla mancina, ma la mira è completamente sballata);

Cascione 5.5: nel ruolo di mezzala non riesce né a incidere né a dettare i tempi del gioco.

Ze Eduardo 5: il centrocampo non filtra e lui ne è il perno.

Carbonero 6.5: tanto fumo ma anche un gran bel gol.

Brienza 5: non è in condizioni fisiche ottimali e si vede. Anzi, non si vede in campo (59′ Dal Monte 6: esordio assoluto in serie A, che emozione).

Defrel 5: corre tantissimo in lungo e in largo ma commette troppi errori.

Djuric 5: purtroppo non è la sua partita, anche se spreca un’ottima occasione in contropiede e offre un assist meraviglioso (79′ Succi 5: non incide per nulla).

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Genoa-Cesena 3-1

26 aprile 2015

Genova, stadio Ferraris, domenica 26 aprile 2015 ore 15. Trentaduesima giornata, e tredicesima di ritorno, del campionato di serie A.

GENOA (4-2-3-1): Perin; Roncaglia, De Maio, Burdisso, Marchese; Rincon (81′ Izzo), Kucka; Falque, Bertolacci (68′ Laxalt), Perotti (48′ Lestienne); Pavoletti. A disp.: Lamanna, Sommariva, També, Niang, Bergdich, Edenilson, Mandragora. All.: Gasperini.

CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Nica, Volta, Krajnc, Lucchini (45′ Renzetti); Cascione, Ze Eduardo, Carbonero; Brienza (59′ Dal Monte); Defrel, Djuric (79′ Succi). A disp.: Leali, Bressan, Rodriguez, Tabanelli, Perico, Capelli, Moncini, Cazzola. All.: Di Carlo.

ARBITRO: Peruzzo.

RETI: 37′ Bertolacci (G), 45′ Perotti rig. (G), 53′ Pavoletti (G), 68′ Carbonero (C)

AMMONITI: Bertolacci, Volta, Cascione.

ESPULSI: Ze Eduardo.

GENOVA. Gamo over, o quasi. Il Cesena cade malamente a Marassi, senza sfruttare il parziale passo falso interno dell’Atalanta con l’Empoli e vede allontanarsi la zona salvezza a +8. In attesa dello scontro diretto di mercoledì la situazione è quasi disperata: anche in caso di successo l’eventuale (e per il momento tutt’altro che probabile) -5 in classifica sarebbe assai arduo da recuperare in sole cinque partite.

Parte come al solitogiocando  a viso aperto il Cesena, concedendo un paio di occasioni da gol ai rossoblu ma al tempo stesso sfiorando la rete in almeno tre occasioni. Quando sembra che il primo tempo debba terminare senza reti la difesa ospite si addormenta sugli sviluppi di un calcio d’angolo e Bertolacci salta da solo e indisturbato battendo Agliardi. L’1-0 si potrebbe ancora rimediare nella ripresa, ma nell’unico minuto di recupero del primo tempo il rumeno Nica, schierato a sorpresa da Di Carlo, commette un ingenuo fallo fa rigore: dal dischetto Perotti non sbaglia.

Il Cesena rientra in campo determinato comunque a provarci ma ancora una volta un errore di Nica fa saltare il fuorigioco e regala a Pavoletti la rete del 3-0. Stupenda quanto inutile la conclusione di Carbonero che vale il gol della bandiera: più tardi Defrel sbaglia ancora nuovamente (dopo l’errore con la Sampa) a tu per tu con il portiere.

È notte fonda, buia e nera. 

 

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Sampdoria-Cesena 0-0

18 aprile 2015

Genova, stadio Ferraris, sabato 18 aprile 2015 ore 18. Anticipo del trentunesimo turno, dodicesimo di ritorno, del campionato di serie A.

SAMPDORIA (4-2-3-1): Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Mesbah; Palombo, Obiang; Muriel (67′ Correa), Eto’o, Eder; Okaka. A disp.: Romero, Coda, Muñoz, Regini, Wszołek, Duncan, Acquah, Rizzo, Marchionni, Soriano, Bergessio. All.: Mihajlovic.

CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Perico, Volta, Lucchini, Krajnc; Giorgi (83′ Cazzola), Mudingayi (77′ Zè Eduardo), Cascione; Brienza; Succi, Rodríguez (59′ Defrel). A disp.: Leali, Bressan, Capelli, Nica, Moncini, Djuric. All.: Di Carlo. Arbitro: Giacomelli.

ARBITRO: Giacomelli.

AMMONITI: Perico, Silvestre, Okaka, Mudingayi, Krajnc.

GENOVA. Regge Fort Cesena, regge e sogna persino il colpaccio all’ultimo secondo con il contropiede di Defrel. Ma le favole esistono solo nei libri per bambini, per cui il Cesena si stringe ad un punto fatto di tanta difesa e si prepara a giocare nuovamente tra otto giorni su questo stesso campo con il Genoa.

Si capisce sin dalle prime battute che la Sampdoria vuole segnare, come dimostrato dalla potenza di fuoco schierata d aMihajlovic: Muriel, Eto’o, Eder e Okaka tutti insieme contemporaneamente. Tanta potenza in avanti ma troppa poca precisione e i bianconeri si salvano.

Addirittura di tanto in tanto provano qualche timida ripartenza, fino al minuto 93′ quando Defrel si presenta solo davanti a Viviano perdendo però l’attimo giusto e finendo per essere rimontato e recuperato. Peccato, epilogo amaro di una altrettanto amara stagione.

Da notare la frase di Ferrero, presidente blucerchiato, apparentemente rivolta a Mihajlovic: "Se non batti nemmeno il Cesena ti caccio". Ma non ci risulta alcun avvicendamento sulla panchina doriana.

 

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Cesena-Chievo Verona, le curve

12 aprile 2015

Per un incontro decisivo la Curva Mare parte bella carica, con cori roboanti che salutano l’ingresso in campo delle squadre. Eloquente il messaggio esposto: "La dignità è salva, ora lottiamo insieme per la gloria". Messaggio che sintetizza perfettamente l’animo al fischio d’inizio. In gradinata viene esposto uno striscione per ricordare la scomparsa di Paolo Martelli.

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Il tifo prosegue abbastanza bene per tutta la partita, pur con le inevitabili pause, fino al minuto 82 quando Pellissier gela il Manuzzi. Al triplice fischio tutta la squadra viene sotto la Curva e noi non possiamo fare a meno di applaudirli, consci che i ragazzi hanno dato il loro massimo anche se questo non è stato sufficiente per raccogliere punti.

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In Curva Ferrovia presenti alcune centinaia di clivensi, molti dei quali a torso nudo godendo del favore del sole. A fine gara episodio divertente: il settore ospiti intona il classico coro di auguri per festeggiare il loro capitano, Pellissier, autore del gol vittoria. Da segnalare anche un coro per Mimmo Di Carlo, indimenticata guida clivense.

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Nel pre partita la Curva Mare ha distribuito un volantino comunicando di aver effettuato il versamento dei fondi raccolti al Manuzzi (oltre 3mila euro) per il rifacimento del campo sportivo di Casola Valsenio franato con le piogge di questo inverno e, in parte, per il restauro della scuola elementare di Gambettola.

 

Cesena-Chievo Verona, le pagelle

12 aprile 2015

Leali 5: disattento sul gol e incerto per tutto l’incontro, ma non ingigantiamo le sue responsabilità.

Perico 4,5: zero assoluto in fase di spinta e zero in fase di copertura. Tradisce subito la difesa a tre.

Capelli 5.5: dovrebbe essere il leader della difesa, non uno che litiga in quel modo con il portiere.

Lucchini 6: dopo i disastri di Verona trova una sua dimensione sulla corsia mancina (80′ Rodriguez n.g.: entra e la partita finisce).

Krajnc 6.5: unica nota positiva di giornata;

Giorgi 5.5: come al solito prestazione piena di errori

Cascione 6: recupera il ritmo partita, prova anche la conclusione,

Carbonero 5.5: pomeriggio sottotono.

Brienza 5: qualche dribbling, nulla di più;

Defrel 5.5: mai incisivo (87′ Moncini n.g.: esordio in serie A),

Djuric 6: lotta come un leone nonostante mille colpi irregolari, e si guadagnerebbe anche un rigore (66′ Succi 6: trascina l’attacco ma non basta)

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Cesena-Chievo Verona 0-1

12 aprile 2015

Cesena, Orogel Stadium Dino Manuzzi, domenica 12 aprile 2015 ore 12,30. Trentesima giornata, e undicesima di ritorno, del campionato di serie A.

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CESENA (4-3-1-2): Leali; Perico, Capelli, Lucchini (80′ Rodriguez), Krajnc; Giorgi, Cascione, Carbonero; Brienza; Defrel (87′ Moncini), Djuric (66′ Succi). A disp.: Agliardi, Iglio, Nica, Mudingayi, Cazzola, Ze Eduardo. All.: Di Carlo.

CHIEVO VERONA (4-4-2): Bizzarri; Frey, Dainelli, Cesar, Zukanovic; Schelotto (61′ Birsa), Izco, Radovanovic, Hetemaj; Paloschi (58′ Pellissier), Meggiorini (86′ Cofie). A disp: Bardi, Seculin, Gamberini, Pozzi, Christiansen, Vajushi, Botta, Sardo, Biraghi. All.: Maran.

ARBITRO: Valeri.

RETE: 82′ Pellissier.

AMMONITI: Hetemaj, Carbonero, Djuric.

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CESENA. Come all’andata una rete del "vecchio" Pellissier gela il Cesena e lo spinge ad un palmo dalla B. La vittoria, non troppo sudata per la verità, dell’Atalanta sul Sassuolo sposta la salvezza a 7 punti: tanti, forse troppi a 8 giornate dalla fine.

Senza nemmeno tutti i panchinari (nella notte si ammalano anche Bressan e Volta), Di Carlo schiera Lucchini sulla corsia sinistra e riporta Krajnc al centro. Il Cesena parte benino, ci sarebbe un rigore netto per gancio di Dinelli su Djuric che Valeri non vede o fa finta di non vedere, poi i padroni di casa non sfondano più.

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Di Carlo non ha soluzioni se non il cambio Succi/Djuric (tante botte per il serbo bosniaco) ma non basta: il tecnico bianconero passa alla difesa a tre sostituendo Lucchini con Rodriguez ma la squadra non lo segue e due minuti dopo il Chievo sfonda a sinistra: cross di Frey solissimo (Perico dov’era?) e Pellissier frega un certo non impeccabile Leali (ma nemmeno scandaloso come dipinto da tanti).

Fine di tutto, questo Chievo è troppo compatto e quadrato per questo Cesena.

 

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