Archivio di 'Campionato'

Cesena-Milan: le curve

29 settembre 2014

Nella giornata in cui il Manuzzi, o la Fiorita se preferite, prendeva il nome di Orogel Stadium ( dai non scherziamo per favore!! ) il Cesena e i Cesenati, quelli Bianconeri tutto l’anno, si sono tolti la soddisfazione di portare a casa un ottimo punto contro una delle grandi, contro il Milan. La serie A, si sa, fa gola a tutti, anche a tanta, troppa gente che, non solo di calcio non capisce niente, ma a seconda dell’occasione mette al collo una sciarpa piuttosto che un’altra. Delle persone della gradinata non ci stupiamo più e ancora deve venire la Juve, ma aver visto gente in Curva Mare con i bambini con le maglie di Torres ci ha davvero indignato. Quella è casa nostra, un po’ di rispetto!!!

Comunque, fatte le doverose considerazioni in merito ai tanti tifosi occasionali, doppiosciarpisti, diciamo che la Curva Ferrovia era davvero un bel colpo d’occhio in termini numerici, meno a livello di colore e di voce. Al centro del settore lo striscione Curva sud, di fianco altre pezze dei gruppi. All’ingresso in campo delle squadre una bandiera Sodalizio rossonero. Per il resto dobbiamo dire che si sono sentiti poco o niente. Ovvio, al goal di Rami. Poi basta.

Popolo Bianconero in trepidante attesa già da ore prima della partita. Queste sono occasioni per noi per dimostrare il nostro valore e il nostro orgoglio di Romagnoli di fronte ai giganti che vivono di business. Tantissimo il calore con cui è stata accolta la squadra all’ingresso in campo per il riscaldamento, poi chiamata sotto la Curva per la carica. Poi abbiamo sovrastato in tutto e per tutto i Milanisti. Cori forti, battimani fragorosi e coinvolgimento anche della gradinata a tratti. Bravissimi noi, davvero una prova d’eccellenza la nostra! Al termine applausi scroscianti per tutta la squadra e il Mister sotto la Curva a festeggiare con noi.

In tribuna Sacchi, Zaccheroni, Mancini. Ma soprattutto ieri con noi c’era Dario Hubner per il quale abbiamo fatto un coro.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Milan, le pagelle

28 settembre 2014

Leali 7: decisivo con i suoi interventi, si conferma uno dei migliori del Cesena. Sarà lui l’erede di Buffon.

Capelli 6: tiene la posizione come può e nel finale viene sacrificato sull’altare dei terzini di spinta (27′ st Perico 6: un paio di belle cavalcate per fare paura al Milan).

Volta 6.5: un vero e proprio leone al centro della difesa e nelle ripartenze.

Lucchini 6: forse colpevole sul gol (ma era lui a dover marcare Rami? sembra arrabbiarsi con qualcun altro…) ma segna un gol pesantissimo purtroppo per lui ingiustamente annullato.

Renzetti 6: ha una macchia sul gol, perché  l’azione globale di attacco milanista nasce da una palla che perde mentre è fuori posizione, in avanti, per attaccare. E sull’1-0 per il Milan non ha molto senso.

Ze Eduardo 5.5: l’unica nota stonata di giornata (1′ st De Feudis: un altro passo rispetto a chi lo ha preceduto in quella posizione. Fondamentale il suo sacrificio nel finale che gli costa un giallo).

Cascione 7: è il fosforo del Cesena e quando gioca in casa gestisce meravigliosamente il traffico in mezzo al campo, sia in fase offensiva che difensiva.

Coppola 6: per poco non trova l’angolino basso alla sinistra di Abbiati.

Brienza 6: l’età nel finale caldissimo di gara si fa sentire, ma le sue giocate sono fondamentali per il Cesena, Impreciso su palla inattiva.

Succi 6: un gol in A dopo cinque anni che è un premio per l’umiltà con la quale ha sempre lavorato per la squadra aspettando senza polemiche il momento buono per far parlare il campo (17′ st Defrel 7: spacca la partita, conquista la superiorità numerica e gli manca solo il guizzo vincente).

Marilungo 6.5: mezzo gol è il suo, ennesima azione personale facendo a sportellate con tutti. Termina stanchissimo ma è un vero top-player per il Cesena.

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Cesena-Milan 1-1

28 settembre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 28 settembre 2014 ore 15. Quinta giornata del campionato di Serie A.

CESENA: Leali; Capelli (27’st Perico), Volta, Lucchini, Renzetti;Ze Eduardo (1’st De Feudis), Cascione, Coppola; Brienza; Succi (17′ Defrel), Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Mazzotta, Carbonero, Rodriguez, Kranjc, Magnusson, Djuric, Garritano. Allenatore: Pierpaolo Bisoli

MILAN: Abbiati; Abate, Zapata, Rami, De Sciglio; De Jong, Poli (26’st Essien); Honda (30’st Alex), Menez, Bonaventura; Torres (26’st Pazzini). A disposizione: Agazzi, Gori, Muntari, Mexes, Albertazzi, Niang, Bonera, Armero, El Sharawy. Allenatore: Filippo Inzaghi

RETI: 10′ pt Succi, 19′ pt Rami,

ABITRO: Guida di Torre Annunziata.

AMMONITI: 17′ pt Coppola, 22′ pt Cascione, 44′ pt Bonaventura, 13′ st Renzetti, 24′ st De Jong, 46′ st De Feudis.

ESPULSO: 28′ st Zapata.

CESENA. Solo l’arbitro di Torre Annunziata ferma il Cesena dal cogliere tre meritatissimi punti contro il Milan. Gli uomini di Bisoli disputano una grande partita: nel primo tempo contengono gli avversari passando in vantaggio con una grande azione di Marilungo, il cui tiro non è trattenuto da Abbiati ed è successivamente ribattuto in rete da Succi, al ritorno in gol in A dopo cinque anni.

I rossoneri spingono molto e dopo qualche grandissima parata di Leali trovano il pareggio su calcio d’angolo con Rami, ed è un peccato perché i rossoneri non hanno molto altro da offrire. Dominano a livello di possesso palla ed a livello di occasioni, ma il Cesena non sprofonda e riesce a chiudere il primo tempo, con un po’ di sofferenza, sull’1-1.

Nel secondo tempo la musica cambia: Bisoli sostituisce l’ineffabile Ze Eduardo con De Feudis e, poco dopo lo scoccare dell’ora di gioco, anche l’esausto Succi con un pimpante Defrel. È la mossa che spacca la partita, perché il Milan lascia ampi spazi e i padroni casa provano più volte il contropiede e rischiano di far male. Zapata deve stendere Defrel solo davanti ad Abbiati e rimedia un cartellino rosso che uccide ogni residua speranza rossonera.

Il Cesena troverebbe anche il gol a pochi minuti dalla fine con Lucchini, ma l’arbitro partenopeo Guida annulla per un presunto quando inesistente fallo di Cascione su calcio d’angolo: furto perfetto che salva la pelle al Milan. Al Cesena va bene anche il pareggio, ma così fa male. L’importante è crederci e lottare come oggi fino all’ultima giornata.

Avanti bianconeri!

 

 

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Juventus-Cesena: le curve

26 settembre 2014

Lo Juventus Stadium è uno stadio di ultima generazione modello inglese. Dovunque ci si posizioni si vede davvero bene. Neanche a dire che l’impianto è un gioiello, tenuto benissimo e con centinaia di persone che ci lavorano affinchè tutto funzioni alla perfezione. Prima della gara uno spettacolo di palloncini colorati per sponsorizzare un’auto con uno special guest d’eccezione, Andrea Pirlo. A conti fatti, guardandosi in giro, il tutto risulta più una discoteca per ragazzini che uno stadio come lo intendiamo noi. Musica ad altisimo volume e inno chiamato dallo speaker durante il quale la gente si alza in piedi per la sciarpata e canta compostamente ripresa sui maxi schermi. Un pianeta che non ci appartiene affatto. Sostanzialmente i settori sono semi vuoti, compresa la loro Curva nella quale i tre gruppi Nucleo, Viking e Tradizione prendono posto a pochi minuti dall’inizio del match. Li abbiamo sentiti per i tre boati per i goal, per il goal del Parma con la Roma e quando ci hanno cantato serie B. Del resto quasi niente e comunque quando cantavano non si è capita una parola. Ridicoli.

Cinqucento i Romagnoli allo Stadium, molte facce mai viste, che abbiano voluto approfittare della gita per vedere la Juve? Crediamo che sia così. Che pena. Comunque noi, i Bianconeri di Romagna, quelli veri, siamo stati maestosi. Lezione di tifo agli Juventini che ci guardavano sbigottiti quando, sul 3-0 per loro, noi abbiamo cantato Romagna Mia per un quarto d’ora incessantemente. Tantissimi gli insulti al loro indirizzo e un "vaffanculo tutto lo stadio" che ha tuonato ( dal quale è poi scaturito il loro "serie B" ). Bravi tutti noi!

Avanti Bianconeri!

Juventus-Cesena, le pagelle

25 settembre 2014

Leali 7: limita il passivo con parate decisamente spettacolari e si conferma una sicurezza.

Capelli 6.5: il migliore nel reparto arretrato, difficilmente perde un contrasto.

Lucchini 5.5: in difficoltà, per poco non manda in rete Llorente. 

Krajnc 6: prestazione ricca di personalità e anticipi puliti e precisi.

Perico 5.5: si fa prendere il tempo un po’ troppe volte (12’ st Carbonero 5: è in ritardo di condizione, va bene, ma passeggia per più di mezz’ora).

Giorgi 6: lotta come può davanti alla difesa (32’ st Nica 5.5: un solo guizzo ed una palla persa che grida vendetta. Occasione persa per farsi ammirare).

Cascione 6.5: tanti errori ma è l’unico che riesce a far salire la squadra palla al piede.

Mazzotta 5.5: soffre tanto sulla corsia laterale senza mai spingere (1’ st Coppola 5.5: entra in campo per dare spirito battagliero ma la partita di fatto finisce dopo appena 18′ col raddoppio di Vidal).

Renzetti 6: termina l’incontro senza fiato dopo aver corso, anche a vuoto, per mille.

Defrel 5.5: non trova l’intesa con Marilungo né riesce a dare una mano sulla fascia.

Marilungo 6.5: l’unico tiro in porta è suo, combatte da solo. Ottimo segnale, ha tanta voglia di lasciare il segno.

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Juventus-Cesena 3-0

25 settembre 2014

Torino, Juventus Stadium, mercoledì 24 settembre 2014 ore 20,45. Quarto turno del campionato di serie A.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Ogbonna, Bonucci , Chiellini; Lichtsteiner (42’ st Pepe), Vidal (35’ st Padoin), Marchisio, Pereyra, Evra; Giovinco, Llorente (25’ st Morata). A disposizione: Rubinho, Volpe, Romulo, Pogba, Tevez, Coman, Asamoah, Mattiello.
Allenatore: Massimiliano Allegri

CESENA (3-5-2): Leali; Capelli, Lucchini, Krajnc; Perico (12’ st Carbonero), Giorgi (32’ st Nica), Cascione, Mazzotta (1’ st Coppola), Renzetti; Defrel, Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Valzania, , Rodriguez, Magnusson, Djuric, Succi,Garritano, Ze Eduardo.
Allenatore: Pierpaolo Bisoli

ARBITRO: Giacomelli di Trieste.

RETI: 18’ pt rig. Vidal, 1

AMMONITI: Cascione, Capelli, Perico. 9’ st Vidal, 40’ st Lichtsteiner.

TORINO. Troppa la differenza del tasso tecnico, atletico ed economico in campo per poter provare a graffiare la Juventus tra le mura amiche. Eppure è un rigore quantomeno generoso a dare il via al tris bianconero, concesso dopo 18 minuti per un dubbio tocco di mano, ai limiti dell’area, di Cascione. Il Cesena resta comunque in partita per più di un’ora, concedendo appena un paio di tiri nello specchio alla Juve e provando anche ad impegnare Buffon con una bella conclusione di Marilungo.

Un’azione piuttosto casuale, viziata da uno sfortunato rimpallo, mette però al minuto 63 sui piedi di Vidal la palla del raddoppio; a quel punto la partita finisce e Bisoli inizia a fare esperimenti, inserendo Carbonero in attacco e dirottando Defrel sulla fascia, e dando spazio anche a Nica. Esperimenti senza successo – Carbonero è indietro anni luce come condizione atletica mentre Nica è totalmente impalpabile, ma era il momento giusto per farli. Ininfluente nel finale il tris dei gobbi.

Troppa, si diceva la differenza su ogni aspetto: la rosa juventina è stata costruita con qualche centinaia di milioni di euro in più di quella cesenate e a differenza di quella romagnola è già al top della condizione. Il Cesena ai già tanti indisponibili aggiunge all’ultimo minuto anche gli influenzati Volta e Brienza. Allegri concede riposo a Tevez e lancia Vidal e Giovinco; il primo lo ripaga con una doppietta, il secondo con tanto fumo e poco arrosto. Monumentale la prova di Chiellini che affronta la sfida con il Cesena come una partita di Champions League e vince tutti i contrasti con incredibile veemenza. 

Sul fronte ospite da segnalare la prestazione positiva di Leali, autore di belle parate e di Capelli; tanti errori ma tanto cuore anche per Cascione e Marilungo. Lucchini ha invece bisogno di un turno di riposo e verosimilmente con il rientro di Volta, e il ritorno alla difesa a tre, contro il Milan l’ex atalantino si accomoderà in panchina.

Vietato infine demoralizzarsi per il passivo che descrive anche in termini riduttivi il divario tra le due formazioni. Domenica sarà però tutta un’altra storia e anche se sulla carta l’incontro appare ancora una volta proibitivo, strappare almeno un punto potrebbe essere alla portata di Coppola e compagni.

AVANTI BIANCONERI!

 

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Cesena-Empoli, le pagelle

22 settembre 2014

Leali 6: sui goal ci può fare ben poco, per il resto è ordinaria amministrazione.

Capelli 6: in difficoltà a destra nella difesa a quattro, si riprende quando viene spostato alla sinistra di Lucchini in una più omogenea difesa a tre.

Volta 6,5: sicuro e determinato.

Lucchini 5,5: ingenuo nel rigore causato su Verdi.

Renzetti 6: cavalca sulla fascia meno di quello che potrebbe.

Giorgi 5: ancora in notevole ritardo di preparazione fisica arranca fino al cambio. (45’ Ze Eduardo 5: riesce a fare peggio del suo predecessore, falloso e inconcludente).

Cascione 6,5: dirige il traffico senza sbavature.

Coppola 5,5: non incide.

Brienza 6,5: la luce del Cesena. Quando esce…..il buio. (66’ Djuric 5: siamo sicuri che sia veramente da Serie A e uno come Succi non riesca a fare meglio di lui?).

Defrel 6: si propizia il 2 a 0 con sgroppata e stoccata da maestro ma si spegne troppo presto. (84’ Perico n.g.).

Marilungo 6,5: altra prova di spessore e sacrificio condita con il goal e un altro paio di occasioni da urlo.

Bisoli 5,5: non aspetta l’intervallo, come a Roma, per cambiare volto alla squadra e i risultati si vedono con un uno-due che meritava miglior sorte. Le sostituzioni purtroppo non sortiscono gli stessi effetti del cambio di modulo.

Cesena-Empoli: le curve

21 settembre 2014

 

Una cornice di pubblico notevole quella che ha visto l’anticipo di serie A a Cesena ieri pomeriggio. Prima dell’inizio della gara la società ha pibblicamente ringraziato per il traguardo record di 12308 abbonati. Davvero notevole! Peccato però che molti di questi abbonati ( mi riferisco alla gradinata naturalmente ) in alcune partite lasceranno a casa la nostra sciarpa per indossare quella di una delle Big di turno perciò, come sempre dico, degli abbonati doppiosciarpisti noi ne facciamo tranquillamente a meno.

L’entusiasmo suglli spalti è stato altissimo e a tratti ha coinvolto tutto lo stadio, soprattutto, come è ovvio, dopo i due goal. Poi al goal del loro pareggio ha prevalso un grande rammarico, ma la Mare ha continuato a sostenere la squadra fino all’ultimo e l’ha applaudita e chiamata sotto la Curva al termine della partita.

Gli Empolesi in Ferrovia hanno appeso in balaustra lo striscione Desperados e sventolato bandieroni per tutta la gara. A tratti si sono sentiti.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Empoli 2-2

21 settembre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 20 settembre 2014 ore 18. Terza giornata del campionato di Serie A.

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CESENA: Leali; Capelli, Volta, Lucchini; Renzetti; Giorgi (10’ st Ze Eduardo), Cascione, Coppola; Defrel (39’ st Perico); Brienza (21’ st Djuric), Marilungo. A disp.: Agliardi, Bressan, Mazzotta, Valzania, Carbonero, Rodriguez, Krajnc, Succi, Garritano. All.: Pierpaolo Bisoli

EMPOLI: Sepe; Hysaj, Barba, Rugani, Mario Rui; Vecino, Valdifiori, Croce (27’ st Moro), Verdi (42’ st Aguirre);Pucciarelli (31’ st Zielinski), Tavano. A disp.: Pugliesi, Bassi, Perticone, Maccarone, Signorelli, Laxalt, Guarente, Bianchetti, Rovini. All.: Maurizio Sarri

ARBITRO: Gavillucci.

RETI: 30’pt Marilungo, 32’pt Defrel, 10’st Tavano (rig), 27’st Rugani.

AMMONITI:  Giorgi, Cascione, Lucchini, Vecino, Defrel.

NOTE: 14073 spettatori, di cui 12308 abbonati per un incasso complessivo di 134.739,75 (quota abbonati 113.872,75).

CESENA. Terza o seconda giornata? Il calendario ufficiale dice 3, ma quello avulso del Cesena segna 2: dopo la partita col Parma questo era il secondo vero impegno per i bianconeri, tralasciando quindi quello fuori portata di Roma contro la Lazio. Ci sono almeno 7-8 squadre che disputeranno un altro campionato rispetto al Cesena, mentre dalle restanti è lecito attendersi qualcosa. L’Empoli fa parte di questo secondo gruppo e, per come si era messa, il rammarico è enorme.

Non capita tutti i giorni di trovarsi in casa in vantaggio di due reti contro l’ultima della classe, fino a quel momento ancora a zero punti e soprattutto zero reti segnate nelle prime due partite e mezzo della stagione. Eppure è successo l’impensabile, complice anche qualche decisione discutibile del direttore di gara e complessivamente un atteggiamento che si è fatto un po’ troppo attendista nella ripresa.

Capitano anche queste giornate, capita di subire il 2-2 con una carambola incredibile, capita di sbagliare il gol vittoria al 90′, capita di guadagnare un punto e tutto sommato ammettere che il pareggio è meritato: poi il confine con la vittoria o la sconfitta rimane sempre e comunque davvero labile.

Le critiche, soprattutto quelle a livello tattico, è bene lasciarle al bar sport. Sappiamo tutti che affrontare le prossime partite (Juventus e Palermo in trasferta, Milan ed Udinese in casa) con alle spalle già due vittorie su tre avrebbe dato maggiore libertà mentale ai bianconeri di romagna, ma il calcio è questo e l’errore più grave da commettere ora sarebbe quello di partire da sconfitti.

Nessuno si scandalizzerebbe per un bel filotto di sconfitte nelle prossime partite, anche con sonore scoppole: l’importante sarà non smettere mai di lottare avendo ben presenti limiti e possibilità. E tutto questo è possibile solo restando sempre fermamente uniti, solo remando tutti dalla stessa parte, solo stando il più lontani possibile da ogni contestazione.

Uniti si vince, AVANTI BIANCONERI!

 

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LAZIO – CESENA 3 – 0

15 settembre 2014

LAZIO (4-3-3): Berisha n.g.; Basta 6, De Vrij 6, Gentiletti 6, Braafheid 6,5; Parolo 6, Biglia 6, Lulic 5,5 (70’ Mauri 6); Candreva 7, Djordjevic 5,5 (60’ Klose 6), Keita 6 (87’ Anderson n.g.).

A disposizione: Guerrieri, Strakosha, Konko, Cana, Novaretti, Onazi, Ledesma, Tounkara.

Allenatore: Stefano Pioli 6

CESENA(4-3-1-2): Leali 6; Capelli 5, Volta 6, Lucchini 6, Renzetti 4,5 (65’ Giorgi 5,5); De Feudis 5 (46’ Mazzotta 5,5), Cascione 5,5, Coppola 5; Brienza 5; Rodriguez 5 (46’ Djuric 5), Marilungo 6.

A disposizione: Agliardi, Bressan, Krajnc, Magnusson, Perico, Ze Eduardo,Valzania, Succi, Garritano.

Allenatore: Pierpaolo Bisoli 5.

Ammoniti: Lucchini, Parolo, Biglia, Braafheid

Marcatori: 19’ Candreva, 56’ Parolo, 91’ Mauri

Arbitro: Irrati di Pistoia 6

LA PARTITA

Torna subito con i piedi per terra il Cesena che rientra dall’ Olimpico di Roma con un sonoro e inappellabile 3 a 0 sul groppone. Il 4-3-1-2 confermato da Bisoli lascia ampie praterie ai laziali, in particolare agli esterni Braafheid e Candreva che umiliano più di una volta Capelli e Renzetti, lasciati al loro destino da un centrocampo che proprio nelle fasce è totalmente assente, procurando pericoli in serie alla retroguardia bianconera. E proprio da due affondi dell’olandese prima e dell’ex cesenate poi, nascono i primi due goal biancocelesti con lo stesso Candreva e Parolo che non hanno difficoltà ad insaccare l’incolpevole Leali. Le facce dei bianconeri sono emblematiche: occhi sbarrati che cercano segnali da una panchina che predica solo grinta e aggressività. Ma oggi, anche queste qualità latitano e quando finalmente Bisoli si decide a cambiare qualcosa (un più equilibrato 4-4-1-1 con Mazzotta e Djuric al posto di De Feudis e Rodriguez) oramai la Lazio ha ben salde in mano le redini del gioco e, anzi, infiocchetta al 90’ il risultato con Klose che manda al bar Volta consegnando a Mauri il più facile degli appoggi. E il Cesena? Non pervenuto in attacco se non per una conclusione senza pretese di Marilungo. Certo, non si pretendeva di venire a Roma a far la partita ma una resa così incondizionata deve essere un campanello d’ allarme perché il risultato non lo si pretende ma enegia e determinazione, quelle sì.
AVANTI BIANCONERI!

LE PAGELLE

Leali 6: l’assedio continuo della Lazio ha il limite di non produrre grandissimi pericoli. A parte i goal, nei quali poteva fare ben poco, non è particolarmente impegnato.
Capelli 5: in costante affanno. Braafheid, emblematica l’azione del primo goal, gli fa venire in più di un’ occasione il mal di testa.
Volta 6: dei quattro difensori, il più pulito e sicuro.
Lucchini 6: Djordjevic è un bel toro…gli lascia le briciole ma che fatica!
Renzetti 4,5: ha la faccia del bambino che entra per la prima volta nella Casa degli Orrori al Luna Park! Da paura!!!!!!!! I primi due goal sono anche frutto delle sue mancate chiusure su Candreva e Parolo. (’65 Giorgi 5,5: esordio dignitoso in una situazione già più che compromessa).
De Feudis 5: ha i giri troppo bassi per opporre resistenza ai centimetri e alla forza del centrocampo biancoceleste. (46’ Mazzotta 5,5: parte benino ma si spegne subito).
Cascione 5,5: questa volta è lui a essere schermato….non trova mai la giocata giusta.
Coppola 5: la grinta non è bastata per sopperire alle lacune tecniche e tattiche rispetto allo strapotere dei mediani laziali.
Brienza 5: asfissiato da Biglia non riesce mai a entrare in partita.
Rodriguez 5: solo una volta si libera dalla morsa De Vrij-Gentiletti. Troppo poco. (46’ Djuric 5: tiene palla rispetto a Rodriguez ma gli appoggi sono tutti, o quasi, in direzione laziale!).
Marilungo 6: prova a tirare fuori qualcosa di buono ma è troppo solo.
Bisoli 5: ci mette un tempo per capire che l’assetto iniziale è un suicidio. Quando ci mette le mani la squadra è già con la mente al ritorno in Romagna.