Archivio di 'Campionato'

Palermo-Cesena, le pagelle

19 ottobre 2014

Leali 6.5: incolpevole sui gol, è uno dei migliori portieri della categoria.

Perico 5.5: più ombre che luci, la sua partenza da titolare è la prima scommessa persa di Bisoli (9′ st Rodriguez 6: segna il rigore e cambia l’inerzia della partita, ma sbaglia due gol piuttosto clamorosi).

Capelli 5: il cartellino giallo nel finale per proteste gli costa mezzo punto in meno in una gara in cui ha perso la bussola.

Volta 5: Palermo non è il suo campo fortunato e perde Gonzalez in pieno recupero in occasione del gol del ko.

Magnusson 6: la sufficienza la strappa per il rigore, in cui accentua la caduta per richiamare l’attenzione dell’arbitro. Non una prova da ricordare, comunque.

Defrel 4.5: una sostituzione dopo mezz’ora vale più di mille 4 in pagella (32′ pt Giorgi 5.5: il suo impatto sulla gara è piuttosto limitato. Meglio di Defrel. d’accordo, ma non ci voleva molto).

De Feudis 6: battaglia fino alla fine, ma giocare con il solo Coppola al fianco in serie A è davvero dura.

Coppola 3: inaccettabile ed inammissibile il suo comportamento. Lo sapevano tutti che si sarebbe fatto espellere, l’arbitro lo grazia una prima volta e poi commette uno stupido fallo tattico.

Renzetti 6: uno dei pochi che prova a salire palla al piede.

Brienza 5: sottotono per tutto l’incontro, quando però potrebbe accendersi viene fermato dai crampi. (28′ st Ze Eduardo 4: entra in campo e combina disastri, insieme a Coppola è il maggiore responsabile di questa sconfitta).

Marilungo 6: fa tenerezza quando conquista palla, va sulla fascia per crossare e si rende conto di non avere il dono dell’ubiquità, per cui non può darla a nessuno. Noi vogliamo 11 Marilungo.

Technorati Tags: , , , , , , , ,

Palermo-Cesena 2-1

19 ottobre 2014

Palermo, stadio Renzo Barbera, domenica 19 ottobre 2014 ore 15. Settima giornata di serie A.

PALERMO: Sorrentino; Munoz (42’ st Makienok), Gonzalez, Andelkovic; Morganella, Chochev (21′ st Belotti), Rigoni, Bolzoni, Lazaar (37′ st Emerson); Vazquez, Dybala. A disposizione: Ujkani, Pisano, Silva, Ngoyi, Terzi, Quaison, Bamba, Feddal, Maresca. Allenatore: Giuseppe Iachini.

 

CESENA: Leali; Perico (9′ st Rodriguez), Capelli, Volta, Magnusson; Defrel (32’pt Giorgi), De Feudis, Coppola, Renzetti; Brienza (28′ st Ze Eduardo), Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Mazzotta, Valzania, Giorgi, Carbonero, Krajnc, Djuric, Succi, Garritano. Allenatore: Pierpaolo Bisoli

 

ARBITRO: Damato di Barletta.

RETI: Dybala 32’pt, 16′ st Rodriguez (rig), 47’ st Gonzalez.

Ammoniti: Perico, Chochev, Andelkovic, Vazquez, De Feudis, Coppola, Munoz, Rigoni, Capelli.

Espulso: Coppola.

PALERMO. Arriva al 91′ il tracollo bianconero che permette a Iachini di salvare la panchina e agganciare il Cesena in classifica. Ancora una volta il Cesena raccoglie meno di quello che avrebbe potuto portare a casa: a Udine con tanta fortuna arriva uno striminzito pareggio (sarebbe potuta essere una vittoria), mentre a Palermo il pari sfuma in pieno recupero. Tutto questo dice che il Cesena non è ancora totalmente pronto alla serie A sul piano mentale e della gestione della gara.

Senza Cascione, la cui assenza si somma a quella dei lungodegenti Cazzola e Pulzetti, il Cesena si presenta con la coppia Coppola-De Feudis in mezzo al campo ed una difesa a quattro che fa acqua da tutte le parti. I padroni di casa partono forte e dopo neanche un quarto d’ora Bisoli passa alla 3-5-1-1, rafforzando il settore centrale dove ogni duello si risolveva inevitabilmente a favore del Palermo.

È però sugli sviluppi di un calcio d’angolo che il Palermo passa meritatamente in vantaggio, dopo aver anche scheggiato una traversa su punizione. Il Cesena sembra impotente e nemmeno il cambio Giorgi-Defrel proprio poco prima del gol sembra cambiare l’inerzia della partita.

La mossa della svolta arriva nella ripresa: esce Lucchini ed entra Rodriguez che prima sbaglia solo davanti al portiere, poi trasforma il rigore guadagnato da Magnusson. Lo stesso Rodriguez avrebbe anche la palla del possibile 1-2 ma sparecchia a lato. Nel frattempo Brianza accusa i crampi ed è costretto ad uscire: Bisoli lo sostituisce con Ze Eduardo e, oltre a terminare le sostituzioni, iniziano i guai. Coppola, provocato, rischia il rosso con un’entrata da killer (solo ammonito) e pochi minuti più tardi, su contropiede causato da un errore di Ze Eduardo, commette il fallo tecnico che gli vale l’espulsione. 

In inferiorità numerica il Cesena prova a resistere ma sull’ennesimo calcio d’angolo, al minuto 91, arriva la (meritata) beffa che permette ai rosanero di conquistare il primo successo in campionato. Ora tre gare durissime in otto giorni per chiudere il ciclo infernale: vietato scoraggiarsi!

AVANTI BIANCONERI!

 

Technorati Tags: , , , , , , , , ,

Udinese-Cesena, le pagelle

5 ottobre 2014

Leali 7: un paio di parate come sempre decisive.
Capelli 6: un giallo evitabile, per il resto non ha difficoltà né contro Di Natale né contro Thereau.
Lucchini 6.5: finalmente una prova senza sbavature anche se rimedia il quarto giallo che gli costerà la trasferta di Palermo.
Magnusson 7.5: l’inizio è brivido, ma non perde mai le staffe e chiude ogni varco. Un debutto da incorniciare.
Defrel 5.5: un po’ spento, deve fare tutta la fascia ma in fase offensiva non punge (dal 26′ st Rodriguez 6.5: sbaglia un gol già fatto ma si procura un rigore compensatorio). 
Cascione 7: nel suo ruolo prediletto dà il meglio. Dal dischetto è sempre freddissimo.
De Feudis 6.5: un cuore come al solito immenso. Era la sua partita, secondo la profezia di Bisoli, e non ha deluso le attese (dal 38′ st Garritano s.v.: prova a partecipare all’assalto finale). 
Coppola 6: picchia e tampona. Quello gli si chiede, e quello lui fa.
Renzetti 6: tanti errori ma anche tanti chilometri. Fa gli straordinari sia dietro che davanti.
Brienza 6.5: il migliore del Cesena per oltre un’ora, peccato per l’errore da cui nasce il gol dei padroni di casa (dal 42′ st Djuric. s.v.: centimetri per provare a fare male) 
Marilungo 7: il top-player del Cesena. Sfiora il vantaggio e tiene in scacco tutta la retroguardia friulana.

Technorati Tags: , , , , , , , , ,

Udinese-Cesena 1-1

5 ottobre 2014

Udine, stadio Friuli, domenica 5 ottobre 2014 ore 15. Sesta giornata del campionato di serie A.

UDINESE (4-4-2): Karnezis; Widmer, Heurtaux, Danilo, Piris; Badu, Kone (dal 17′ p. Bruno Fernandes), Allan,Guilherme; Di Natale (dal 42′ s Belmonte), Thereau (dal 33′ st Muriel). A disp.: Meret, Brkic, Coda, Domizzi, Bubnjic, Pasquale, Pinzi, Hallberg, Lucas Evangelista. All. Stramaccioni.

CESENA (3-5-1-1): Leali; Capelli, Lucchini, Magnusson; Defrel (dal 26′ st Rodriguez), Cascione, De Feudis (dal 38′ st Garritano), Coppola, Renzetti; Brienza (dal 42′ st Djuric); Marilungo. A disp.: Agliardi, Krajnc, Volta, Mazzotta, Perico, Pulzetti, Carbonero, Zè Eduardo, Succi. All. Bisoli.

RETI: 17′ st Fernandes, 47′ st Cascione (rig).

ARBITRO: Mariani di Roma.

AMMONITI: Lucchini (C), Coppola (C), Capelli (C), Widmer (U) per gioco scorretto.

NOTE: Angoli 7-1. Recuperi 2′. p.t. 3′ s.t.

UDINE. Un gagliardo Cesena strappa fortunosamente un punto che ironicamente le va stretto. Lo fa con un rigore contestatissimo dai padroni di casa, con una mano in pieno recupero di Widmer che si allunga sul neoentrato Rodriguez che vola a terra: per il direttore di gara la spinta è quanto basta per assegnare la massima punizione. Cascione si presenta sul dischetto per la prima volta dopo Latina e l’esito è sempre lo stesso: palla in rete. Polemiche e un po’ di fortuna non cancellano però la grande prova dei bianconeri.

L’Udinese del tanto celebrato Stramaccioni si limita ad aspettare il Cesena e a ripartire in contropiede: un po’ troppo poco per una squadra che a metà secondo tempo, in attesa del big match tra Juve e Roma, si era addirittura ritrovata in prima posizione. Sul fronte opposto Bisoli schiera Magnusson al debutto assoluto (si rivelerà uno dei migliori in campo) e conferma, come nel secondo tempo col Milan, De Feudis fatanti alla difesa e Cascione mezz’ala. Le occasioni migliori, grazie ad un combattivo Marilungo e ad un inspirassimo Brienza, sono tutte per gli ospiti che si presentano per tre volte davanti a Karnezis ma trovano sempre le super parate del portiere greco.

In serie A tre errori così grossi non si possono concedere a nessuno e puntualmente arriva il gol udinese: Brienza spreca malamente una buona palla, i friulani ripartono in contropiede e Fernandes s’inventa un bellissimo diagonale sul quale Leali nulla può. Bisoli butta dentro sia Rodriguez (altro incredibile errore a tu per tu con Karnezis) e Djuric, ma solo all’ultimo assalto arriva il rigore il pareggio dell’uomo di ghiaccio Cascione.

Ora due settimane di sosta per ricaricare le pile e far rientrare qualche infortunato (Pulzetti, forse Cazzola, sicuramente Volta) e per far migliorare la condizione di Carbonero. E magari per inserire Almeida. Perché questo Cesena ha ancora una volta dimostrato di sapersi ritagliare spazio in serie A e di voler lottare fino alla fine.

DifendiAmolA! Avanti BiAnconeri!

 

Technorati Tags: , , , , , , , , , ,

Cesena-Milan: le curve

29 settembre 2014

Nella giornata in cui il Manuzzi, o la Fiorita se preferite, prendeva il nome di Orogel Stadium ( dai non scherziamo per favore!! ) il Cesena e i Cesenati, quelli Bianconeri tutto l’anno, si sono tolti la soddisfazione di portare a casa un ottimo punto contro una delle grandi, contro il Milan. La serie A, si sa, fa gola a tutti, anche a tanta, troppa gente che, non solo di calcio non capisce niente, ma a seconda dell’occasione mette al collo una sciarpa piuttosto che un’altra. Delle persone della gradinata non ci stupiamo più e ancora deve venire la Juve, ma aver visto gente in Curva Mare con i bambini con le maglie di Torres ci ha davvero indignato. Quella è casa nostra, un po’ di rispetto!!!

Comunque, fatte le doverose considerazioni in merito ai tanti tifosi occasionali, doppiosciarpisti, diciamo che la Curva Ferrovia era davvero un bel colpo d’occhio in termini numerici, meno a livello di colore e di voce. Al centro del settore lo striscione Curva sud, di fianco altre pezze dei gruppi. All’ingresso in campo delle squadre una bandiera Sodalizio rossonero. Per il resto dobbiamo dire che si sono sentiti poco o niente. Ovvio, al goal di Rami. Poi basta.

Popolo Bianconero in trepidante attesa già da ore prima della partita. Queste sono occasioni per noi per dimostrare il nostro valore e il nostro orgoglio di Romagnoli di fronte ai giganti che vivono di business. Tantissimo il calore con cui è stata accolta la squadra all’ingresso in campo per il riscaldamento, poi chiamata sotto la Curva per la carica. Poi abbiamo sovrastato in tutto e per tutto i Milanisti. Cori forti, battimani fragorosi e coinvolgimento anche della gradinata a tratti. Bravissimi noi, davvero una prova d’eccellenza la nostra! Al termine applausi scroscianti per tutta la squadra e il Mister sotto la Curva a festeggiare con noi.

In tribuna Sacchi, Zaccheroni, Mancini. Ma soprattutto ieri con noi c’era Dario Hubner per il quale abbiamo fatto un coro.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Milan, le pagelle

28 settembre 2014

Leali 7: decisivo con i suoi interventi, si conferma uno dei migliori del Cesena. Sarà lui l’erede di Buffon.

Capelli 6: tiene la posizione come può e nel finale viene sacrificato sull’altare dei terzini di spinta (27′ st Perico 6: un paio di belle cavalcate per fare paura al Milan).

Volta 6.5: un vero e proprio leone al centro della difesa e nelle ripartenze.

Lucchini 6: forse colpevole sul gol (ma era lui a dover marcare Rami? sembra arrabbiarsi con qualcun altro…) ma segna un gol pesantissimo purtroppo per lui ingiustamente annullato.

Renzetti 6: ha una macchia sul gol, perché  l’azione globale di attacco milanista nasce da una palla che perde mentre è fuori posizione, in avanti, per attaccare. E sull’1-0 per il Milan non ha molto senso.

Ze Eduardo 5.5: l’unica nota stonata di giornata (1′ st De Feudis: un altro passo rispetto a chi lo ha preceduto in quella posizione. Fondamentale il suo sacrificio nel finale che gli costa un giallo).

Cascione 7: è il fosforo del Cesena e quando gioca in casa gestisce meravigliosamente il traffico in mezzo al campo, sia in fase offensiva che difensiva.

Coppola 6: per poco non trova l’angolino basso alla sinistra di Abbiati.

Brienza 6: l’età nel finale caldissimo di gara si fa sentire, ma le sue giocate sono fondamentali per il Cesena, Impreciso su palla inattiva.

Succi 6: un gol in A dopo cinque anni che è un premio per l’umiltà con la quale ha sempre lavorato per la squadra aspettando senza polemiche il momento buono per far parlare il campo (17′ st Defrel 7: spacca la partita, conquista la superiorità numerica e gli manca solo il guizzo vincente).

Marilungo 6.5: mezzo gol è il suo, ennesima azione personale facendo a sportellate con tutti. Termina stanchissimo ma è un vero top-player per il Cesena.

Technorati Tags: , , , , ,

Cesena-Milan 1-1

28 settembre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 28 settembre 2014 ore 15. Quinta giornata del campionato di Serie A.

CESENA: Leali; Capelli (27’st Perico), Volta, Lucchini, Renzetti;Ze Eduardo (1’st De Feudis), Cascione, Coppola; Brienza; Succi (17′ Defrel), Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Mazzotta, Carbonero, Rodriguez, Kranjc, Magnusson, Djuric, Garritano. Allenatore: Pierpaolo Bisoli

MILAN: Abbiati; Abate, Zapata, Rami, De Sciglio; De Jong, Poli (26’st Essien); Honda (30’st Alex), Menez, Bonaventura; Torres (26’st Pazzini). A disposizione: Agazzi, Gori, Muntari, Mexes, Albertazzi, Niang, Bonera, Armero, El Sharawy. Allenatore: Filippo Inzaghi

RETI: 10′ pt Succi, 19′ pt Rami,

ABITRO: Guida di Torre Annunziata.

AMMONITI: 17′ pt Coppola, 22′ pt Cascione, 44′ pt Bonaventura, 13′ st Renzetti, 24′ st De Jong, 46′ st De Feudis.

ESPULSO: 28′ st Zapata.

CESENA. Solo l’arbitro di Torre Annunziata ferma il Cesena dal cogliere tre meritatissimi punti contro il Milan. Gli uomini di Bisoli disputano una grande partita: nel primo tempo contengono gli avversari passando in vantaggio con una grande azione di Marilungo, il cui tiro non è trattenuto da Abbiati ed è successivamente ribattuto in rete da Succi, al ritorno in gol in A dopo cinque anni.

I rossoneri spingono molto e dopo qualche grandissima parata di Leali trovano il pareggio su calcio d’angolo con Rami, ed è un peccato perché i rossoneri non hanno molto altro da offrire. Dominano a livello di possesso palla ed a livello di occasioni, ma il Cesena non sprofonda e riesce a chiudere il primo tempo, con un po’ di sofferenza, sull’1-1.

Nel secondo tempo la musica cambia: Bisoli sostituisce l’ineffabile Ze Eduardo con De Feudis e, poco dopo lo scoccare dell’ora di gioco, anche l’esausto Succi con un pimpante Defrel. È la mossa che spacca la partita, perché il Milan lascia ampi spazi e i padroni casa provano più volte il contropiede e rischiano di far male. Zapata deve stendere Defrel solo davanti ad Abbiati e rimedia un cartellino rosso che uccide ogni residua speranza rossonera.

Il Cesena troverebbe anche il gol a pochi minuti dalla fine con Lucchini, ma l’arbitro partenopeo Guida annulla per un presunto quando inesistente fallo di Cascione su calcio d’angolo: furto perfetto che salva la pelle al Milan. Al Cesena va bene anche il pareggio, ma così fa male. L’importante è crederci e lottare come oggi fino all’ultima giornata.

Avanti bianconeri!

 

 

Technorati Tags: , , , , , , ,

Juventus-Cesena: le curve

26 settembre 2014

Lo Juventus Stadium è uno stadio di ultima generazione modello inglese. Dovunque ci si posizioni si vede davvero bene. Neanche a dire che l’impianto è un gioiello, tenuto benissimo e con centinaia di persone che ci lavorano affinchè tutto funzioni alla perfezione. Prima della gara uno spettacolo di palloncini colorati per sponsorizzare un’auto con uno special guest d’eccezione, Andrea Pirlo. A conti fatti, guardandosi in giro, il tutto risulta più una discoteca per ragazzini che uno stadio come lo intendiamo noi. Musica ad altisimo volume e inno chiamato dallo speaker durante il quale la gente si alza in piedi per la sciarpata e canta compostamente ripresa sui maxi schermi. Un pianeta che non ci appartiene affatto. Sostanzialmente i settori sono semi vuoti, compresa la loro Curva nella quale i tre gruppi Nucleo, Viking e Tradizione prendono posto a pochi minuti dall’inizio del match. Li abbiamo sentiti per i tre boati per i goal, per il goal del Parma con la Roma e quando ci hanno cantato serie B. Del resto quasi niente e comunque quando cantavano non si è capita una parola. Ridicoli.

Cinqucento i Romagnoli allo Stadium, molte facce mai viste, che abbiano voluto approfittare della gita per vedere la Juve? Crediamo che sia così. Che pena. Comunque noi, i Bianconeri di Romagna, quelli veri, siamo stati maestosi. Lezione di tifo agli Juventini che ci guardavano sbigottiti quando, sul 3-0 per loro, noi abbiamo cantato Romagna Mia per un quarto d’ora incessantemente. Tantissimi gli insulti al loro indirizzo e un "vaffanculo tutto lo stadio" che ha tuonato ( dal quale è poi scaturito il loro "serie B" ). Bravi tutti noi!

Avanti Bianconeri!

Juventus-Cesena, le pagelle

25 settembre 2014

Leali 7: limita il passivo con parate decisamente spettacolari e si conferma una sicurezza.

Capelli 6.5: il migliore nel reparto arretrato, difficilmente perde un contrasto.

Lucchini 5.5: in difficoltà, per poco non manda in rete Llorente. 

Krajnc 6: prestazione ricca di personalità e anticipi puliti e precisi.

Perico 5.5: si fa prendere il tempo un po’ troppe volte (12’ st Carbonero 5: è in ritardo di condizione, va bene, ma passeggia per più di mezz’ora).

Giorgi 6: lotta come può davanti alla difesa (32’ st Nica 5.5: un solo guizzo ed una palla persa che grida vendetta. Occasione persa per farsi ammirare).

Cascione 6.5: tanti errori ma è l’unico che riesce a far salire la squadra palla al piede.

Mazzotta 5.5: soffre tanto sulla corsia laterale senza mai spingere (1’ st Coppola 5.5: entra in campo per dare spirito battagliero ma la partita di fatto finisce dopo appena 18′ col raddoppio di Vidal).

Renzetti 6: termina l’incontro senza fiato dopo aver corso, anche a vuoto, per mille.

Defrel 5.5: non trova l’intesa con Marilungo né riesce a dare una mano sulla fascia.

Marilungo 6.5: l’unico tiro in porta è suo, combatte da solo. Ottimo segnale, ha tanta voglia di lasciare il segno.

Technorati Tags: , , , , , , , , ,

Juventus-Cesena 3-0

25 settembre 2014

Torino, Juventus Stadium, mercoledì 24 settembre 2014 ore 20,45. Quarto turno del campionato di serie A.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Ogbonna, Bonucci , Chiellini; Lichtsteiner (42’ st Pepe), Vidal (35’ st Padoin), Marchisio, Pereyra, Evra; Giovinco, Llorente (25’ st Morata). A disposizione: Rubinho, Volpe, Romulo, Pogba, Tevez, Coman, Asamoah, Mattiello.
Allenatore: Massimiliano Allegri

CESENA (3-5-2): Leali; Capelli, Lucchini, Krajnc; Perico (12’ st Carbonero), Giorgi (32’ st Nica), Cascione, Mazzotta (1’ st Coppola), Renzetti; Defrel, Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Valzania, , Rodriguez, Magnusson, Djuric, Succi,Garritano, Ze Eduardo.
Allenatore: Pierpaolo Bisoli

ARBITRO: Giacomelli di Trieste.

RETI: 18’ pt rig. Vidal, 1

AMMONITI: Cascione, Capelli, Perico. 9’ st Vidal, 40’ st Lichtsteiner.

TORINO. Troppa la differenza del tasso tecnico, atletico ed economico in campo per poter provare a graffiare la Juventus tra le mura amiche. Eppure è un rigore quantomeno generoso a dare il via al tris bianconero, concesso dopo 18 minuti per un dubbio tocco di mano, ai limiti dell’area, di Cascione. Il Cesena resta comunque in partita per più di un’ora, concedendo appena un paio di tiri nello specchio alla Juve e provando anche ad impegnare Buffon con una bella conclusione di Marilungo.

Un’azione piuttosto casuale, viziata da uno sfortunato rimpallo, mette però al minuto 63 sui piedi di Vidal la palla del raddoppio; a quel punto la partita finisce e Bisoli inizia a fare esperimenti, inserendo Carbonero in attacco e dirottando Defrel sulla fascia, e dando spazio anche a Nica. Esperimenti senza successo – Carbonero è indietro anni luce come condizione atletica mentre Nica è totalmente impalpabile, ma era il momento giusto per farli. Ininfluente nel finale il tris dei gobbi.

Troppa, si diceva la differenza su ogni aspetto: la rosa juventina è stata costruita con qualche centinaia di milioni di euro in più di quella cesenate e a differenza di quella romagnola è già al top della condizione. Il Cesena ai già tanti indisponibili aggiunge all’ultimo minuto anche gli influenzati Volta e Brienza. Allegri concede riposo a Tevez e lancia Vidal e Giovinco; il primo lo ripaga con una doppietta, il secondo con tanto fumo e poco arrosto. Monumentale la prova di Chiellini che affronta la sfida con il Cesena come una partita di Champions League e vince tutti i contrasti con incredibile veemenza. 

Sul fronte ospite da segnalare la prestazione positiva di Leali, autore di belle parate e di Capelli; tanti errori ma tanto cuore anche per Cascione e Marilungo. Lucchini ha invece bisogno di un turno di riposo e verosimilmente con il rientro di Volta, e il ritorno alla difesa a tre, contro il Milan l’ex atalantino si accomoderà in panchina.

Vietato infine demoralizzarsi per il passivo che descrive anche in termini riduttivi il divario tra le due formazioni. Domenica sarà però tutta un’altra storia e anche se sulla carta l’incontro appare ancora una volta proibitivo, strappare almeno un punto potrebbe essere alla portata di Coppola e compagni.

AVANTI BIANCONERI!

 

Technorati Tags: , , , , , , , , ,