Archivio di 'Campionato'

Cesena-Lecce: le curve

10 agosto 2015

In una caldissima serata di metà agosto più di 4000 Bianconeri sono tornati a casa per la prima uscita ufficiale del Cesena. Dopo il ritiro ad Acquapartita e le amichevoli, tra cui la bella vittoria sul Genoa di fine luglio, abbiamo iniziato il cammino vero del nuovo Cavalluccio targato Drago. L’entusiasmo è stato quello tipico di noi Romagnoli post tregua estiva, l’entusiasmo di chi non vede l’ora di tornare sui gradoni che sono casa per tutti noi. Ovviamente una vittoria di così larga misura ha aumentato i decibel dei cori, ma sostanzialmente devo dire che noi siamo belli quanto e più di prima, anche dopo uno schifo di stagione e retrocessione appena patita.

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Alla fine del primo tempo, come successo già contro il Genoa, tutta la squadra è stata chiamata sotto la curva tra gli applausi. Al termine della partita un bel ‘vi vogliamo così’ e soddisfazione sui visi di tutti.

Una nota particolare merita il saluto dedicato a Beppe De Feudis, capitano biaconero che ha il Cesena nel cuore. Salutato durante la partita, a fine gara, col Lecce negli spogliatoi, è stato chiamato sotto la Curva, mentre tutto il Cesena ha aspettato prima di andare a fare la doccia. Applausi di tutto lo stadio, ‘ c’è solo un capitano ‘ cantata da tutti e abbraccio con la sua ex squadra. Un momento davvero emozionante, un momento che fa bene a chi ancora crede che ci sia qualcosa per cui ne vale la pena. Grazie di tutto Beppe e in bocca al lupo per la nuova avventura!

Alcuni leccesi in Curva Ferrovia con qualche bandiera appesa. pensiamo che siano stati residenti di qua.

Avanti Bianconeri!

2′ Turno TIM CUP CESENA – LECCE 4 – 0

10 agosto 2015

CESENA (4-3-3) 

Agliardi 6, Molina 7, Capelli 6, Caldara 6,5, Mazzotta 6, M.Kone 7, Cascione 7, Valzania 7, Ragusa 7,5 (79’ Renzetti n.g.), Rosseti 6,5 (68’ Perico 6), Garritano n.g. (8’ Rodriguez 7,5).

A Disposizione: A. Gomis, Grandi, Gasperi, Dalmonte, Djuric, Succi, Varano, Moncini.

All.: Drago 7

 

LECCE  (4-2-3-1)

Benassi 6,5, Beduschi 5,5, Cosenza 5 (58’ Abruzzese 5,5), Gigli 5,5, Kalombo 6, De Feudis 6 (77’ Mannini 6), Papini 6, Lepore 5,5, Herrera 5,5 (66’ Suciu 5,5), Doumbia 5, Moscardelli 5.

A Disposizione: Bleve, Perucchini, Tundo, Rosafio, Persano, Cicerello.

All.: Asta 5,5

Reti: 13’ Ragusa, 60’ Rodriguez, 66’ Molina, 75’ Rodríguez

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LA PARTITA

 

Passaggio del turno senza particolari patemi per il nuovo Cesena di Mister Drago che asfalta il Lecce e si garantisce l’impegno ufficiale ferragostano in terra siciliana (Catania) o al Manuzzi (Spal). Il 4-3-3 dello stratega calabrese riempie gli occhi dei quasi 5.000 presenti con cambi di campo, accelerate e sovrapposizioni mai viste da queste parti. Il primo tempo è una sinfonia perfetta dei bianconeri che trovano subito il goal con Ragusa su imbeccata straripante di Kone (ma solo qualche minuto prima Benassi aveva tolto una palla dall’ incrocio su incornata di Caldara) e costringono il Lecce nella propria metà campo, annichilito dalla velocità di Rosseti, dalle galoppate di Valzania e dal piede chirurgico di Cascione. Il secondo tempo si apre con l’unico brivido creato dai giallorossi che con Doumbia si divorano l’ 1 a 1 poi è solo Cesena. Doppietta di Rodriguez che in area di rigore si conferma una sentenza (un po’ meno in giro per il campo) inframmezzata dalla cavalcata vincente di Molina che ubriaca mezza difesa ospite e infila di sinistro un attonito Benassi.

Decisamente un bel Cesena che dimostra di aver già capito cosa pretende Mister Drago anche se test più probanti, qualitativamente e quantitativamente, saranno la cartina tornasole sulle reali ambizioni dei romagnoli. Ma l’ inizio è decisamente promettente.

 

AVANTI BIANCONERI.

Torino-Cesena 5-0

1 giugno 2015

Torino, stadio Olimpico, domenica 31 maggio 2015 ore 20.45. Trentottesima ed ultima giornata del campionato di serie A.

TORINO (5-3-2): Ichazo; Darmian (78′ Silva), Maksimovic, Glik (81′ Jansson), Moretti, Peres; Benassi, Gazzi, Vives; Martinez, Maxi Lopez (74′ Rosso).
A disp. Padelli, Zaccagno, Bonifazi, Basha, Amauri, Gonzalez, Morra.
All. Ventura.

CESENA (4-2-3-1): Bressan; Nica (88′ Ze Eduardo), Volta, Krajnc, Magnusson; Mudingayi (75′ Moncini), De Feudis; Defrel, Brienza, Tabanelli; Djuric (85′ Dalmonte).
A disp. Leali, Agliardi, Capelli, Gasperi, Mordini, Carbonero, Rodriguez.
All. Di Carlo.

ARBITRO: Di Paolo.

MARCATORI: Martinez 10’pt, Maxi Lopez 16’pt, 25’st, Benassi 32’pt, Moretti 49’pt,

AMMONITI: Defrel, Volta (C)

TORINO. Figuraccia, umiliazione, disastro. Trovate voi il sinonimo più appropriato o semplicemente quello che preferite per descrivere il mesto addio alla serie A di una squadra allo sbando completo, senza più alcuna motivazione né voglia di mantenere un minimo di dignità.

Di Carlo, silurato in settimana, manda in campo una formazione improponibile senza nemmeno dare spazio al giovane Dalmonte come anticipato in conferenza stampa, e i risultati sono conseguenti: ad ogni folata di vento la difesa del Cesena vola via. Il Torino passeggia, segna e si diverte, conclude serenamente un campionato anonimo di centro classifica.

Il Cesena raccoglie la quinta sconfitta consecutiva, chiude davanti al solo Parma rallentato dal fardello della penalizzazione: sul campo nessuno ha fatto peggio dei bianconeri. La squadra era limitata e si sapeva. La dirigenza ci ha messo del suo con scelte quantomeno opinabili per tutto il campionato e questo non è altro che il conseguente risultato.

Ultimi, retrocessi, umiliati. Altrochè lottare con onore e salvare la dignità.

Va bene, adesso si volta pagina. Speriamo.

 

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Cesena-Cagliari: le curve

25 maggio 2015

 

E così abbiamo salutato, per il momento, la serie A al Manuzzi. Certo, ci sarebbe piaciuto poterlo fare con una vittoria, che tra l’altro manca da marzo, ma tant’è. Quest’anno è andata così e, come abbiamo già detto, non ce la siamo presa con la squadra che, in tutta onestà era assolutamente non adeguata alla categoria. Qualche pensiero lo facciamo invece sulla dirigenza che ci ha voluto far credere dal princpio che fosse stato fatto il possibili per cotruire una rosa adeguata. Siamo un po’ perplessi in merito perchè sì, è vero che di soldi non ce n’erano però, forse qualcosa in più si poteva tentare per restare un altro anno nella massima serie. Comunque, è andata così e adesso stiamo a vedere come sarà il prossimo campionato.

In un Manuzzi non certo versione grande evento, si è consumato l’ultimo appuntamento stagionale dei Bianconeri casalinghi. Aiutati dai gemellati francesi, spagnoli, bresciani e mantovani, abbiamo dato ancora una volta prova del nostro valore. Tutto sommato direi che noi quest’anno abbiamo sempre fatto il nostro dovere, in casa e fuori ( a proposito, nota di merito agli eroi che hanno seguito la squadra anche lunedì scorso a Napoli!!! ), cori, bandieroni, torce. Non è mai mancato il nostro apporto al Cesena perchè infondo lo sappiamo molto bene che prima di tutto il Cesena siamo noi!!!

Striscione appeso in balaustra " Cesena è la squadra che amiamo, della categoria ce ne freghiamo ", a ribadire che noi, non i tifosi da serie A, anche il prossimo campionato saremo al nostro posto. Uno striscione per un ragazzo bresciano "27-5-13..ciao Tone fratello ultras " e tutti i vessilli dei gemellati appesi.

Al triplice fischio piccola pacifica invasione di campo e qualche fischio per l’ennesima sconfitta, tutto qua. Noi quello che dovevamo fare abbiamo fatto.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Cagliari 0-1

24 maggio 2015

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 24 maggio 2015 ore 15. Trentasettesima e penultima giornata di serie A.

CESENA (4-2-3-1): Agliardi; Volta, Lucchini, Krajnc, Renzetti; Cascione, De Feudis; Tabanelli (74′ Ze Eduardo), Brienza, Dalmonte (63′ Djuric); Defrel (86′ Rodriguez). A disp.: Leali, Bressan, Capelli, Magnusson, Nica, Mudingayi, Succi, Moncini, Mordini. All.: Di Carlo.

CAGLIARI (4-3-1-2): Brkic; Balzano, Capuano, Rossettini, Murru; Ekdal, Crisetig, Joao Pedro (74′ Barella); M’Poku (86′ Longo); Farias, Cop (64′ Sau). A disp.: Cragno, Diakite, Avelar, Gonzalez, Ceppitelli, Dessena. All.: Festa.

ARBITRO: Abbattista.

RETI: 91′ Sau (CA)

Ammoniti: De Feudis, Lucchini, Cascione

CESENA. Non era questo il modo in cui avremmo voluto salutare la serie A. Non con un gol subito a tempo scaduto da una ex diretta concorrente per la salvezza ampiamente retrocessa con anticipo proprio come il Cesena. Quasi tutto il campionato è stato una sofferenza e questa ultima partita casalinga non ha certo fatto eccezione.

Le solite menate sull’importanza di non arrivare ultimi o penultimi per sperare nel solito impossibile ripescaggio, che come insegna la storia è appannaggio solo delle varie mafie del calcio, servivano solo per riempire parole e ore vuote, prive altrimenti di ogni significato.

La classifica dice che il Cesena non si avvicinerà nemmeno lontanamente ai 30 punti, la cosiddetta soglia della dignità, e che il Cagliari chiuderà sicuramente avanti. Al netto delle penalizzazioni persino il Parma ha raccolto più punti del Cesena. Come due anni fa la retrocessione in serie B avviene nel peggiore dei modi.

Avremo tutta l’estate per rimuginare sulle cause di questo mezzo disastro, anche se naturalmente la prima e più grave resta una e una sola: la cacciata dell’uomo che aveva costruito questo gruppo e che l’aveva portato in A dalle porte della C.

 

Napoli-Cesena 3-2

18 maggio 2015

Napoli, stadio San Paolo, lunedì 18 maggio 2015 ore 21. Trentaseiesima giornata, e sedicesima di ritorno, del campionato di serie A.

NAPOLI (4-2-3-1): Andujar; Mesto, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Lopez, Jorginho; Callejon, Hamsik (80′ Insigne), Mertens (88′ Gargano); Gabbiadini (65′ Higuain).
A disp.: Rafael, Colombo, Maggio, Henrique, Strinic, Albiol, Inler, Zapata.
All.: Pecchia (Benitez squalificato).

CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Volta, Capelli (72′ Rodriguez), Krajnc, Renzetti; Carbonero, Cascione, De Feudis (80′ Cazzola); Brienza, Tabanelli (56′ Lucchini); Defrel.
A disp.: Leali, Bressan, Perico, Dalmonte, Zé Eduardo, Mudingayi, Succi, Djuric.
All.: Di Carlo.

Arbitro: Irrati

Reti: 14′ Defrel (C), 18′ Mertens (N), 20′ Gabbiadini (N), 46′ Defrel (C), 57′ Mertens (N)

Ammoniti: Volta, Ghoulam, Capelli, Koulibaly

NAPOLI. Che il Napoli non sia la squadra più simpatica d’Italia, al pari dei suoi tifosi, è cosa nota da tempo. Che ci disgustino le sceneggiate del loro presidente in merito a presunti torti arbitrali per poi rubare ancora e meglio, è cosa altrettanto nota. Eccola qui la partita del San Paolo, con un arbitraggio filo-partoneopeo ben oltre il limite del vergogno e un Cesena che nonostante la matematica retrocessione ci prova e spaventa gli azzurri.

Eppure nessuno si lamenta, con tutti i media nazionali supinamente impegnati a vendersi ai napoletani, e l’ennesimo torto stagionale, l’ennesimo clamoroso rigore non dato, passa sotto silenzio.

Per il Cesena non contava nulla se non per l’orgoglio. La prestazione c’è stata ma, essendo nel paese dei Lotito e dei Tavecchio, non sono arrivati punti. Va bene lo stesso: tra il restare a Napoli con uno o tre punti e il tornare a Cesena a mani vuote, noi scegliamo comunque la seconda opzioni. 

#ForzaCesenaSempre

 

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Cesena-Sassuolo: le curve

11 maggio 2015

 È finita come tutti sapevamo sarebbe finita. Certo, a un certo punto avevamo sognato il miracolo, sognare non costa niente, ma tutti noi avevamo ben chiaro chi fossimo in campo e francamente, senza offesa, salvarsi sarebbe stato assurdo. Comunque, nel giorno della matematica condanna, il popolo bianconero, quello vero, quello che sceglie la Curva Mare al mare, ha preso posto sui gradini del Manuzzi e ha incitato e cantato oltre il novantesimo. Una lezione di tifo niente male per i pochissimi emiliani della Ferrovia. Bandieroni, sciarpate, cori a squarciagola. Ottima Curva da serie A! Al termine della partita, dopo l’ennesima sconfitta è la serie B in tasca applausi e un coro cantato da tutti per oltre 5 minuti coi giocatori sotto la Curva e una commozione che solo chi ha il cuore bianconero può provare. Questa Curva non retrocede!!!! Mai!!

Fuori dalla curva uno striscione di ricordo per David, ultras polacco ucciso dalla polizia la scorsa settimana.

Avanti Bianconeri!!!

Cesena-Sassuolo, le pagelle

11 maggio 2015

Agliardi 6: tutto come al solito. Incolpevole ma con 3 gol in saccoccia.

Perico 5: tutto come al solito. Disastroso.

Capelli 5: tutto come al solito: buca nei momenti topici.

Krajnc 6: si prepara a salutare la piazza, uno dei pochi che continua a meritarsi la A.

Renzetti 5.5: soffre tantissimo ma almeno riesce a portare qualche pallone in avanti.

Carbonero 5: evidentemente soffre il caldo (ironico).

De Feudis 6: sbaglia in occasione del gol di Zaza ma quando esce lui il Cesena affonda (67′ Tabanelli 6: voto d’incoraggiamenti per il ritorno in campo nonostante due errori decisivi, uno in fase difensiva e uno sottoporta).

Cascione 6: una delle basi per ripartire in B (84′ Cazzola n.g.: tutto sommato si è fatto una bella vacanza a Cesena).

Brienza 8: un gol che vale da solo il biglietto, alla Messi.

Defrel 7: quando gioca senza pressioni è devastante, almeno per 45 minuti.

Rodriguez 5: doveva dimostrare di meritarsi la maglia da titolare. Missione fallita (77′ Djuric 6: il Cesena ha avuto l’illusione di salvarsi solo quando lui giocava titolare.).

 

Cesena-Sassuolo 2-3

11 maggio 2015

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 10 maggio 2015 ore 15. Trentacinquesima giornata, e sedicesima di ritorno, del campionato di serie A.

CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Perico, Capelli, Krajnc, Renzetti; Carbonero, De Feudis (67′ Tabanelli), Cascione (84′ Cazzola); Brienza; Defrel, Rodriguez (77′ Djuric).
A disp.: Leali, Bressan, Ze Eduardo, Lucchini, Volta, Giorgi, Mudingayi, Succi, Dalmonte.
All.: Di Carlo.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Taider, Missiroli (93′ Chibsah), Biondini; Berardi (84′ Natali), Zaza, Sansone (70′ Floro Flores).
A disp.: Pegolo, Celeste; Bianco, Fontanesi, Longhi, Lazarevic, Floccari.
All.: Di Francesco.

Arbitro: Banti.

Reti: 14′ Defrel (C), 28′ Brienza (C), 47′ Zaza (S), 50′ Taider (S), 69′ Missiroli (S)

Ammoniti: Brienza, Carbonero

CESENA. È finita come non doveva finire, è finita però come nessuno se lo sarebbe aspettato. È finita con Succi che chiama tutta la squadra sotto la curva, e chissenefrega della sconfitta o della retrocessione: lo stadio applaude, commosso, tutti sono in piedi. Non è una scena che capita di frequente, non è una retrocessione come le altre. È una retrocessione a testa alta, un arrivederci, un a presto.

Del resto mancava solo la condanna matematica, che sarebbe arrivata anche se il Cesena avesse condotto in porto il 2-0 del primo tempo visto che l’Atalanta sbancava Palermo. Non lo ha fatto, si è fatta rimontare da 2-0 a 3-2 per la seconda volta in questo campionato (dopo Bergamo) e la partita col Sassuolo si è uniformata a tutte le altre di questa stramaledetta stagione.

Questo Cesena è tecnicamente troppo scarso per potersi salvare in serie A. L’unica possibilità per salvarsi era quella di dare il 110% delle proprie potenzialità (e questo era esattamente quello che riusciva a fare Bisoli, il cui apporto non era semplicemente tecnico/tattico) ed evitare infortuni. Invece prima l’uscita di scena di Marilungo, poi l’esonero di Bisoli unitamente a tanti altri guai minori hanno riportato tutti sulla terra: dopo l’impresa della passata stagione i miracoli sono finiti.

Cade a testa alta questo Cesena. E la curva applaude. A patto che sia solo un arrivederci.

AVANTI BIANCONERI.

 

Fiorentina-Cesena, le pagelle

4 maggio 2015

Agliardi 6.5: le sue parate aumentano solamente i rimpianti.

Perico 5: era dai tempi di Turati schierato nel ruolo di terzino destro che Cesena non ammirava un giocatore del genere.

Capelli 5.5: sfortunato su Gilardino che potrebbe quasi essere suo nonno.

Krajnc 6: uno dei pochi a non naufragare, una delle speranze per la prossima stagione.

Renzetti 6: il duello con Salah è dei più difficili ma lui non naufraga. La condizione inizia a tornare e con lei anche qualche cross decente, merce rarissima quest’anno in Romagna.

Carbonero 5: affermare che abbia terminato il periodo di adattamento al calcio italiano appare ancora prematuro.

Mudingayi 5: disastroso e goffo in occasione del rigore. (28′ st Dalmonte 6: altra speranza per il futuro).

Giorgi 5: uno di tanti, poco utili, facenti parti della colonia bergamasca a Cesena (1′ st Cascione 6: qualche geometria, nulla di più);

Brienza 5: mentalmente già in infradito e costume.

Defrel 5: tristissimo finale di stagione.

Rodriguez 6: gran gol, quando ormai però era inutile (29′ st Djuric n.g.: ingresso tardivo).

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