Archivio di 'Campionato'

Roma-Cesena, le pagelle

30 ottobre 2014

Agliardi 6: salva il risultato in un paio di occasioni con altrettante super parate, ma sui gol non sembra totalmente incolpevole.

Capelli 6: i meccanismi da terzino a volte andrebbero oliati, ma dalla sua parte la Roma sfonda raramente (37′ st Garritano s.v.: entra e la partita finisce).

Volta 5.5: sbaglia il fuorigioco in occasione del gol di Destro e rischia di ripetere lo stesso errore più volte nella partita.

Lucchini 5.5: serata da straordinari ma, come ormai abitudine, va a vuoto in occasione dei gol avversari.

Renzetti 5: asfaltato da Gervinho nei primi 20 minuti, più impacciato del solito in avanti.

Magnusson 6: fatica a stare davanti alla difesa, decisamente meglio da terzino.

Giorgi 6.5: nel primo tempo è il migliore del Cesena, poi un po’ cala ma è quello che più prova a combattere e subito dopo ripartire.

De Feudis 6: grande cuore di capitano, altra prova di pura interdizione.

Coppola 6: è la sua partita, la tensione di vede ma non si lascia mai andare ad erroracci.

Succi 5.5: riceve una palla in tutto l’incontro, ma la differenza con Marilungo è ancora abissale (6′ st Defrel 5: due corse in tutto il secondo tempo. Un po’ poco per uno appena entrato).

Djuric 6: si batte con furore ma quando si tratta di trovare la porta proprio va in affanno, anche sui colpi di testa. Per non parlare del suo scatto progressione, piantato come un velocista sul Mortirolo (18′ st Hugo Almeida 5.5: l’esperienza lo porta per due volte al momento giusto nel posto giusto. Peccato che sprechi in entrambe le occasioni.)
 

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Roma-Cesena 2-0

30 ottobre 2014

Roma, stadio Olimpico, mercoledì 29 ottobre 2014 ore 20,45. Nona giornata del campionato di serie A.

ROMA (4-3-3): Skorupski; Torosidis, Manolas, Astori (8’st Yanga-Mbiwa), Cole; Keita, De Rossi (37’st Nainggolan), Pjanic; Gervinho, Destro, Iturbe (6’st Florenzi). A disp. De Sanctis, Lobont, Cholevas, Somma, Uçan, Paredes, Sanabria, Emanuelson, Ljajic, Totti. All. Garcia.

CESENA (5-3-2): Agliardi; Capelli (37’st Garritano), Volta, Lucchini, Renzetti, Magnusson; Giorgi, De Feudis, Coppola; Succi (6’st Defrel), Djuric (18’st Hugo Almeida). A disp. Iglio, Bressan, Valzania, Carbonero, Krajnc, Perico, Ze Eduardo, Bressan. All. Bisoli.

ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa.

RETI: Destro 8’pt, De Rossi 36’st

AMMONITI: Succi, Destro.

ROMA. Tutto semplice per la Roma che sottovaluta molto il Cesena e per circa 80 minuti di accontenta del minimo vantaggio, rischiando addirittura di subire il pareggio beffa con Almeida. Ancora una volta su calcio d’angolo arriva infine il gol di De Rossi che chiude di fatto una partita in cui il Cesena ha rischiato relativamente poco ma non è mai stato in grado di trovare lo specchio della porta avversaria.

La vera sconfitta però per il Cesena è rappresentata dall’infortunio avvenuto durante il riscaldamento a Guido Marilungo: il centravanti è rientrato in lacrime negli spogliatoi e si teme per lui uno strappo muscolare. In attesa di una diagnosi ufficiale, è difficile ipotizzare di rivederlo in campo prima della sosta natalizia: una mazzata pesante, pesantissima per le ambizioni di salvezza del Cesena.

Ora non resta che guardare all’importantissima sfida di lunedì, in casa con l’Hellas, nella quale rientrerà Cascione dalla squalifica e si spera Brienza. Sarà una battaglia perché le squadre di Mandorlini sono sempre guerriere e poco propense a concedere spazi come Inter e Roma, quindi servirà un Cesena in assetto da guerra.

Crediamoci, anche se è durissima, AVANTI BIANCONERI!

 

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Cesena-Inter: le curve

27 ottobre 2014

Dopo un mese di astinenza da Manuzzi siamo tornati ai nostri posti sui gradoni della Mare carichi per affrontare una sfida di prestigio. Come da previsione lo stadio è gremito. Sappiamo che, tanti di quelli che hanno sottoscritto l’abbonamento quest’anno, in queste occasioni stanno per l’altra sponda. Io queste persone le schifo proprio! Comunque l’atmosfera era quella giusta e noi Cesenati veri abbiamo fatto una buona propva, sia sul campo che sugli spalti.

Prima dell’inizio del match abbiamo chiamato la squadra sotto la Curva per caricarla. Il presidente Lugaresi ha premiato l’ex ct Azeglio Vicini con una maglia celebrativa.

Loro.Curva Ferrovia gremita e silenzio assoluto.Una pena. Al centro della balaustra uno striscione CN 69 e bandieroni neroazzuri. Nient’altro.

La Mare ha esposto uno striscione per Marco Pantani " Da anni la chiediamo,oggi la pretendiamo: giustizia per Pantani " . Tutto lo stadio si è unito in un applauso. Un secondo striscione "Decreto antiviolenza e trasferte da vietare: la tessera tutto questo non doveva eliminare? "

Durante l’intervallo è stato premiato anche l’ex giocatore Walter Schachner. In campo rappresentanti del Cesena per Sempre e degli ultras che hanno accompagnato l’idolo bianconero degli anni 80 in un giro di campo a raccogliere gli applausi. Lo striscione per lui recitava "Walter, unica bandiera straniera della Romagna bianconera".

Al termine della gara, bordata di fischi all’indrizzo del direttore di gara, applausi invece per la squadra che non ha assolutamente meritato la sconfitta. Non ci demoralizziamo. Cerchiamo piuttosto di raccogliere grinta contro queste ingiustizie da far esplodere per le prossime gare. Noi non molliamo, noi ci crediamo. Difendiamola!!!

Avanti Bianconeri!!!

Cesena-Inter, le pagelle

27 ottobre 2014

Leali 6: parte con una stupenda parata anche se a gioco fermo, poi un rosso molto severo priva il Cesena di uno dei suoi migliori elementi.
Capelli 6: sulla fascia si sacrifica con ardore e spesso sale per dare manforte ai propri compagni.
Lucchini 5.5: prova in generale buona, con l’unico grave errore di essersi perso Palacio sull’azione che ha portato al rigore.
Volta 6: sempre molto determinato, anche falloso: complice forse di Lucchi nella distrazione fatale su Palacio.
Renzetti 7: prestazione superba, polmoni e corsa e capacità di mandare le punte in porta.
De Feudis 6.5: In mezzo se la deve vedere da solo con mezza Inter, ma è encomiabile nel suo lavoro di diga e filtraggio.
Cascione 7: in dubbio fino all’ultimo, in una posizione che non è la sua, copre tutta la fascia destra. Manca di lucidità in avanti, nell’ultimo passaggio, ma è comprensibile.
Giorgi 6: tante botte, tanti contrasti e fino che la condizione lo sorregge contribuisce a far ripartire la squadra (30′ st Rodriguez 6: a volte lezioso, si batte ma nell’ultima mezz’ora il Cesena è stanco e i palloni scarseggiano). 
Garritano 5.5: non ancora perfettamente in partita, sacrificato per necessità tattiche (30′ pt Agliardi 6.5: un solo piccolo errore, una ribattuta corta nel finale, e un paio di parate importanti);
Marilungo 6.5: fare il centravanti, l’ala e il mediano insieme è impresa ardua. Lui ci riesce, anche se manca un paio di clamorose occasioni da rete, ma il fiato era quello che era.
Djuric 6: tanto lavoro oscuro, sgomita, difende e prova a ripartire. Anche lui smania per ritagliarsi spazio in serie A (19′ st  Hugo Almeida 6: un colpo di testa non troppo fortunato e un paio di assist pregevoli. Esordio tutto sommato positivo).

 

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Cesena-Inter 0-1

27 ottobre 2014

Cesena, stadio Dino Manuzzi Orogel, domenica 16 ottobre 2014 ore 18. Ottava giornata del campionato di serie A.

CESENA (4-3-1-2): Leali; Capelli, Lucchini, Volta, Renzetti; De Feudis, Cascione, Giorgi (75′ Rodriguez); Garritano (30′ Agliardi); Marilungo, Djuric (64′ Hugo Almeida). A disp.: Bressan, Kranjc, Nica, Magnusson, Perico, Zè Eduardo, Carbonero, Succi, Mazzotta. All.: Bisoli.

INTER (3-5-2): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan; Obi (68′ Mbaye), Hernanes, Medel, Kovacic, Dodò; Icardi, Palacio. A disp.: Carrizo, Berni, Andreolli, Vidic, Kuzmanovic, Puscas, Camara, Krhin, Bonazzoli. All.: Mazzarri.

ARBITRO: Mazzoleni.

RETE: 31′ Icardi (I)

AMMONITI: Garritano, Giorgi, Campagnaro, Volta, Rodriguez, Cascione

ESPULSO: Leali.

CESENA. La maledizione dell’Inter continua: il Cesena gioca, soffre e perde. Ormai sono cinque le gare consecutive in cui i nerazzurri immeritatamente fanno bottino pieno contro i bianconeri: il Cesena però può sorridere, perché lo spirito mostrato è quello giusto per raggiungere la salvezza.

La sufficienza e la supponenza con la quale Mazzarri e la sua armata Brancaleone ha affrontato la gara ha certamente aiutato il Cesena: un simile vantaggio non sarà certo concesso da altre squadre come Verona o Chievo, ma ciò non toglie nulla alla prova di carattere, in inferiorità numerica, sfoderata dai padroni di casa.

Tutta la partita ruota attorno ad un episodio: il rigore (con espulsione) per il contrasto tra Leali in uscita su Palacio. Difficilissimo da valutare, Leali tocca probabilmente la palla senza comunque deviarne significativamente la traiettoria, poi si scontra con l’interista: a velocità normale Mazzoleni assegna rigore ed estrae il cartellino rosso. Decisione severissima, ma comunque ai limiti del comprensibile.

Bisoli sacrifica quindi Garritano e il Cesena inizia a correre anche per l’uomo in meno: sfiora il pareggio in più occasioni (su palla inattiva) ma sia per le parate di Handanovic, sia per la minore lucidità dovuta al grande sforzo, il gol non arriva. Tutti si sacrificano, Cascione pur claudicante si fa tutta la fascia così come Renzetti, Marilungo e Djuric aiutano la difesa come dei mediani qualsiasi, De Feudis è semplicemente grandioso.

Non basta, tutto lo stadio fischia Mazzoleni, fischia l’Inter ma resta a mani vuote. Il Cesena comunque c’è, questa sconfitta può scatenare la voglia di riscatto dei bianconeri, a partire già dalla proibitiva trasferta di mercoledì prossimo a Roma.

AVANTI BIANCONERI!

 

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Palermo-Cesena, le pagelle

19 ottobre 2014

Leali 6.5: incolpevole sui gol, è uno dei migliori portieri della categoria.

Perico 5.5: più ombre che luci, la sua partenza da titolare è la prima scommessa persa di Bisoli (9′ st Rodriguez 6: segna il rigore e cambia l’inerzia della partita, ma sbaglia due gol piuttosto clamorosi).

Capelli 5: il cartellino giallo nel finale per proteste gli costa mezzo punto in meno in una gara in cui ha perso la bussola.

Volta 5: Palermo non è il suo campo fortunato e perde Gonzalez in pieno recupero in occasione del gol del ko.

Magnusson 6: la sufficienza la strappa per il rigore, in cui accentua la caduta per richiamare l’attenzione dell’arbitro. Non una prova da ricordare, comunque.

Defrel 4.5: una sostituzione dopo mezz’ora vale più di mille 4 in pagella (32′ pt Giorgi 5.5: il suo impatto sulla gara è piuttosto limitato. Meglio di Defrel. d’accordo, ma non ci voleva molto).

De Feudis 6: battaglia fino alla fine, ma giocare con il solo Coppola al fianco in serie A è davvero dura.

Coppola 3: inaccettabile ed inammissibile il suo comportamento. Lo sapevano tutti che si sarebbe fatto espellere, l’arbitro lo grazia una prima volta e poi commette uno stupido fallo tattico.

Renzetti 6: uno dei pochi che prova a salire palla al piede.

Brienza 5: sottotono per tutto l’incontro, quando però potrebbe accendersi viene fermato dai crampi. (28′ st Ze Eduardo 4: entra in campo e combina disastri, insieme a Coppola è il maggiore responsabile di questa sconfitta).

Marilungo 6: fa tenerezza quando conquista palla, va sulla fascia per crossare e si rende conto di non avere il dono dell’ubiquità, per cui non può darla a nessuno. Noi vogliamo 11 Marilungo.

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Palermo-Cesena 2-1

19 ottobre 2014

Palermo, stadio Renzo Barbera, domenica 19 ottobre 2014 ore 15. Settima giornata di serie A.

PALERMO: Sorrentino; Munoz (42’ st Makienok), Gonzalez, Andelkovic; Morganella, Chochev (21′ st Belotti), Rigoni, Bolzoni, Lazaar (37′ st Emerson); Vazquez, Dybala. A disposizione: Ujkani, Pisano, Silva, Ngoyi, Terzi, Quaison, Bamba, Feddal, Maresca. Allenatore: Giuseppe Iachini.

 

CESENA: Leali; Perico (9′ st Rodriguez), Capelli, Volta, Magnusson; Defrel (32’pt Giorgi), De Feudis, Coppola, Renzetti; Brienza (28′ st Ze Eduardo), Marilungo. A disposizione: Agliardi, Bressan, Mazzotta, Valzania, Giorgi, Carbonero, Krajnc, Djuric, Succi, Garritano. Allenatore: Pierpaolo Bisoli

 

ARBITRO: Damato di Barletta.

RETI: Dybala 32’pt, 16′ st Rodriguez (rig), 47’ st Gonzalez.

Ammoniti: Perico, Chochev, Andelkovic, Vazquez, De Feudis, Coppola, Munoz, Rigoni, Capelli.

Espulso: Coppola.

PALERMO. Arriva al 91′ il tracollo bianconero che permette a Iachini di salvare la panchina e agganciare il Cesena in classifica. Ancora una volta il Cesena raccoglie meno di quello che avrebbe potuto portare a casa: a Udine con tanta fortuna arriva uno striminzito pareggio (sarebbe potuta essere una vittoria), mentre a Palermo il pari sfuma in pieno recupero. Tutto questo dice che il Cesena non è ancora totalmente pronto alla serie A sul piano mentale e della gestione della gara.

Senza Cascione, la cui assenza si somma a quella dei lungodegenti Cazzola e Pulzetti, il Cesena si presenta con la coppia Coppola-De Feudis in mezzo al campo ed una difesa a quattro che fa acqua da tutte le parti. I padroni di casa partono forte e dopo neanche un quarto d’ora Bisoli passa alla 3-5-1-1, rafforzando il settore centrale dove ogni duello si risolveva inevitabilmente a favore del Palermo.

È però sugli sviluppi di un calcio d’angolo che il Palermo passa meritatamente in vantaggio, dopo aver anche scheggiato una traversa su punizione. Il Cesena sembra impotente e nemmeno il cambio Giorgi-Defrel proprio poco prima del gol sembra cambiare l’inerzia della partita.

La mossa della svolta arriva nella ripresa: esce Lucchini ed entra Rodriguez che prima sbaglia solo davanti al portiere, poi trasforma il rigore guadagnato da Magnusson. Lo stesso Rodriguez avrebbe anche la palla del possibile 1-2 ma sparecchia a lato. Nel frattempo Brianza accusa i crampi ed è costretto ad uscire: Bisoli lo sostituisce con Ze Eduardo e, oltre a terminare le sostituzioni, iniziano i guai. Coppola, provocato, rischia il rosso con un’entrata da killer (solo ammonito) e pochi minuti più tardi, su contropiede causato da un errore di Ze Eduardo, commette il fallo tecnico che gli vale l’espulsione. 

In inferiorità numerica il Cesena prova a resistere ma sull’ennesimo calcio d’angolo, al minuto 91, arriva la (meritata) beffa che permette ai rosanero di conquistare il primo successo in campionato. Ora tre gare durissime in otto giorni per chiudere il ciclo infernale: vietato scoraggiarsi!

AVANTI BIANCONERI!

 

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Udinese-Cesena, le pagelle

5 ottobre 2014

Leali 7: un paio di parate come sempre decisive.
Capelli 6: un giallo evitabile, per il resto non ha difficoltà né contro Di Natale né contro Thereau.
Lucchini 6.5: finalmente una prova senza sbavature anche se rimedia il quarto giallo che gli costerà la trasferta di Palermo.
Magnusson 7.5: l’inizio è brivido, ma non perde mai le staffe e chiude ogni varco. Un debutto da incorniciare.
Defrel 5.5: un po’ spento, deve fare tutta la fascia ma in fase offensiva non punge (dal 26′ st Rodriguez 6.5: sbaglia un gol già fatto ma si procura un rigore compensatorio). 
Cascione 7: nel suo ruolo prediletto dà il meglio. Dal dischetto è sempre freddissimo.
De Feudis 6.5: un cuore come al solito immenso. Era la sua partita, secondo la profezia di Bisoli, e non ha deluso le attese (dal 38′ st Garritano s.v.: prova a partecipare all’assalto finale). 
Coppola 6: picchia e tampona. Quello gli si chiede, e quello lui fa.
Renzetti 6: tanti errori ma anche tanti chilometri. Fa gli straordinari sia dietro che davanti.
Brienza 6.5: il migliore del Cesena per oltre un’ora, peccato per l’errore da cui nasce il gol dei padroni di casa (dal 42′ st Djuric. s.v.: centimetri per provare a fare male) 
Marilungo 7: il top-player del Cesena. Sfiora il vantaggio e tiene in scacco tutta la retroguardia friulana.

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Udinese-Cesena 1-1

5 ottobre 2014

Udine, stadio Friuli, domenica 5 ottobre 2014 ore 15. Sesta giornata del campionato di serie A.

UDINESE (4-4-2): Karnezis; Widmer, Heurtaux, Danilo, Piris; Badu, Kone (dal 17′ p. Bruno Fernandes), Allan,Guilherme; Di Natale (dal 42′ s Belmonte), Thereau (dal 33′ st Muriel). A disp.: Meret, Brkic, Coda, Domizzi, Bubnjic, Pasquale, Pinzi, Hallberg, Lucas Evangelista. All. Stramaccioni.

CESENA (3-5-1-1): Leali; Capelli, Lucchini, Magnusson; Defrel (dal 26′ st Rodriguez), Cascione, De Feudis (dal 38′ st Garritano), Coppola, Renzetti; Brienza (dal 42′ st Djuric); Marilungo. A disp.: Agliardi, Krajnc, Volta, Mazzotta, Perico, Pulzetti, Carbonero, Zè Eduardo, Succi. All. Bisoli.

RETI: 17′ st Fernandes, 47′ st Cascione (rig).

ARBITRO: Mariani di Roma.

AMMONITI: Lucchini (C), Coppola (C), Capelli (C), Widmer (U) per gioco scorretto.

NOTE: Angoli 7-1. Recuperi 2′. p.t. 3′ s.t.

UDINE. Un gagliardo Cesena strappa fortunosamente un punto che ironicamente le va stretto. Lo fa con un rigore contestatissimo dai padroni di casa, con una mano in pieno recupero di Widmer che si allunga sul neoentrato Rodriguez che vola a terra: per il direttore di gara la spinta è quanto basta per assegnare la massima punizione. Cascione si presenta sul dischetto per la prima volta dopo Latina e l’esito è sempre lo stesso: palla in rete. Polemiche e un po’ di fortuna non cancellano però la grande prova dei bianconeri.

L’Udinese del tanto celebrato Stramaccioni si limita ad aspettare il Cesena e a ripartire in contropiede: un po’ troppo poco per una squadra che a metà secondo tempo, in attesa del big match tra Juve e Roma, si era addirittura ritrovata in prima posizione. Sul fronte opposto Bisoli schiera Magnusson al debutto assoluto (si rivelerà uno dei migliori in campo) e conferma, come nel secondo tempo col Milan, De Feudis fatanti alla difesa e Cascione mezz’ala. Le occasioni migliori, grazie ad un combattivo Marilungo e ad un inspirassimo Brienza, sono tutte per gli ospiti che si presentano per tre volte davanti a Karnezis ma trovano sempre le super parate del portiere greco.

In serie A tre errori così grossi non si possono concedere a nessuno e puntualmente arriva il gol udinese: Brienza spreca malamente una buona palla, i friulani ripartono in contropiede e Fernandes s’inventa un bellissimo diagonale sul quale Leali nulla può. Bisoli butta dentro sia Rodriguez (altro incredibile errore a tu per tu con Karnezis) e Djuric, ma solo all’ultimo assalto arriva il rigore il pareggio dell’uomo di ghiaccio Cascione.

Ora due settimane di sosta per ricaricare le pile e far rientrare qualche infortunato (Pulzetti, forse Cazzola, sicuramente Volta) e per far migliorare la condizione di Carbonero. E magari per inserire Almeida. Perché questo Cesena ha ancora una volta dimostrato di sapersi ritagliare spazio in serie A e di voler lottare fino alla fine.

DifendiAmolA! Avanti BiAnconeri!

 

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Cesena-Milan: le curve

29 settembre 2014

Nella giornata in cui il Manuzzi, o la Fiorita se preferite, prendeva il nome di Orogel Stadium ( dai non scherziamo per favore!! ) il Cesena e i Cesenati, quelli Bianconeri tutto l’anno, si sono tolti la soddisfazione di portare a casa un ottimo punto contro una delle grandi, contro il Milan. La serie A, si sa, fa gola a tutti, anche a tanta, troppa gente che, non solo di calcio non capisce niente, ma a seconda dell’occasione mette al collo una sciarpa piuttosto che un’altra. Delle persone della gradinata non ci stupiamo più e ancora deve venire la Juve, ma aver visto gente in Curva Mare con i bambini con le maglie di Torres ci ha davvero indignato. Quella è casa nostra, un po’ di rispetto!!!

Comunque, fatte le doverose considerazioni in merito ai tanti tifosi occasionali, doppiosciarpisti, diciamo che la Curva Ferrovia era davvero un bel colpo d’occhio in termini numerici, meno a livello di colore e di voce. Al centro del settore lo striscione Curva sud, di fianco altre pezze dei gruppi. All’ingresso in campo delle squadre una bandiera Sodalizio rossonero. Per il resto dobbiamo dire che si sono sentiti poco o niente. Ovvio, al goal di Rami. Poi basta.

Popolo Bianconero in trepidante attesa già da ore prima della partita. Queste sono occasioni per noi per dimostrare il nostro valore e il nostro orgoglio di Romagnoli di fronte ai giganti che vivono di business. Tantissimo il calore con cui è stata accolta la squadra all’ingresso in campo per il riscaldamento, poi chiamata sotto la Curva per la carica. Poi abbiamo sovrastato in tutto e per tutto i Milanisti. Cori forti, battimani fragorosi e coinvolgimento anche della gradinata a tratti. Bravissimi noi, davvero una prova d’eccellenza la nostra! Al termine applausi scroscianti per tutta la squadra e il Mister sotto la Curva a festeggiare con noi.

In tribuna Sacchi, Zaccheroni, Mancini. Ma soprattutto ieri con noi c’era Dario Hubner per il quale abbiamo fatto un coro.

Avanti Bianconeri!