Archivio di 'Repressione'

11 novembre – Un anno senza Gabbo

11 novembre 2008

11 novembre 2007 – 11 novembre 2008

Gabriele Sandri

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La repressione che non si ferma (nemmeno davanti alla morte)

14 settembre 2008

Non servirebbero altre parole…

CESENA. Il ricordo, il dolore e la rabbia. In Curva Mare, sopra gli stendardi che compongono la scritta “Wsb” in sostituzione del vecchio striscione, c’è un lenzuolo bianco, con la scritta “Ciao Cali”. La stessa che la scorsa settimana ha accompagnato Mattia Calisesi, 17enne di Savignano deceduto una decina di giorni fa in un tragico incidente, durante il suo ultimo viaggio. La stessa che una settimana prima, al Benelli di Ravenna, non era stata fatta entrare. A scatenare la rabbia dei bianconeri, secondo i racconti degli stessi tifosi presenti nel settore ospiti dell’impianto ravennate, sarebbe stata la motivazione del diniego da parte delle autorità presente in loco, ovvero la mancanza della canonica settimana di preavviso nel presentare la domanda per l’esposizione dello striscione. Parole che devono aver fatto particolarmente male agli amici di Mattia, deceduto solo tre giorni prima del derby ravennate. Ieri, oltre al lenzuolo esposto in curva Mare, i tifosi bianconeri hanno esternato tutta la propria rabbia per la vicenda con un eloquente striscione esposto fuori dalle cancellate del Manuzzi, proprio sulla rotonda Olimpia: “La vostra repressione non si ferma neanche davanti alla morte, vergogna”. Toni civilissimi ma contenuto, e riferimenti, estremamente chiari.

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Ciao Bagna

1 aprile 2008

30 – 03 – 2008

 

Matteo, "Il Bagna", era un ultras, membro dei Boys Parma 1977. Era un giovane di 27 anni, con una famiglia, un lavoro e tante passioni. Tra queste c’era il Parma Calcio. Seguiva la squadra in casa e in trasferta e partecipava attivamente al tifo.
Oggi pomeriggio Il Bagna è morto. Si è spento in un autogrill, tra gli sguardi sgomenti dei suoi fratelli. Non rivedremo più il suo sorriso timido; non sentiremo più la sua voce amichevole e sanguigna. Qualcosa di caro, a cui eravamo abituati, c’è stato repentinamente sottratto. E adesso ne sentiamo la feroce mancanza.
E’ il momento delle lacrime e del dolore. Per la sua famiglia, per i suoi amici, per i suoi cari. Ed è il momento del rispetto e del silenzio, per chi ha un cuore e una coscienza.
Ma alcuni non si fermano neppure davanti alla morte. Stravolgono i fatti, e una giovane vita spezzata, grazie a mille menzogne, diventa il mezzo per supportare teorie, fare audience, inventare scoop. Un’opera di disinformazione che arriva al più becero sciacallaggio.
S’è parlato di catene, spranghe e bastoni. Ma né noi né gli juventini eravamo armati. S’è parlato di scontri e di tafferugli, ma le due fazioni non si sono date battaglia. S’è parlato ancora di tifo violento e di voler sospendere le trasferte dei tifosi, ma Il Bagna non è stato ucciso da altri ultras, è morto sotto le ruote di un pullman.
Un altro fatto di sangue, ma l’ultras non è il carnefice. E’ la vittima.
Si rispetti la verità, si rispetti la memoria di un ragazzo che non c’è più, si rispetti il dolore di chi a Matteo ha voluto bene.

BOYS PARMA 1977

 

Come raggiungere uno stadio in auto

7 marzo 2008

Il nostro gruppo ha sempre fatto trasferte in macchina. Ci sono state,è vero, alcune occasioni in cui abbiamo partecipato a trasferte di gruppo: siamo andati a Catania in aereo ( una trasferta grandiosa! ), a Bologna e Modena in treno e abbiamo organizzato alcuni splendidi pulman con partenza dalla nostra Piazzetta, ma in generale l’auto ci ha portato quasi ovunque in Italia. Da qualche tempo a questa parte ci siamo accorti che raggiungere lo stadio di una città che non conosci affatto è diventata quasi un’impresa. E’ successo infatti diverse volte che, usciti dall’autostrada ci si trovi a girovagare senza senso all’interno della città. Questo accade senza dubbio perchè le città sono assolutamente sprovviste di un’adeguata segnaletica che ti "accompagni" allo stadio, con il rischio vero e proprio di imbatterti nelle tifoserie avversarie che, ovviamente, circolano con miglior destrezza per le loro strade. Ci è venuto da pensare che il navigatore satellitare fosse ormai diventato obbligatorio per girare in auto e che magari fosse un’altra manovra delle istituzioni per scoraggiare le già difficilissime trasferte. In realtà a Cesena un tifoso che provenga da qualunque parte d’Italia ha la possibilità di raggiungere la Stadio Dino Manuzzi con la massima facilità. Avrete notato tutti quanti cartelli stradali e quanti cartelli gialli con la scritta "Stadio" sono posizionati in tutta Cesena. E’ praticamente impossibile arrivare dall’autostrada o dall’ E45 e perdersi. Inoltre, tanti cartelli recano la scritta "settore ospiti", perciò solo volendo non si arriva a destinazione. Abbiamo voluto scrivere di questo fatto perchè ci è sembrato deavvero ridicolo trovarci ( e non siamo stati i soli! ) più volte smarriti in città sconosciute e dover quasi elemosinare le informazioni e vogliamo in questo modo anche stimarci per come è stato risolto il problema nella nostra splendida città.

In conclusione vogliamo ricordare la trasferta di Genova dello scorso campionato : arrivati all’autostrada ci siamo accodati ai pullman, al momento di partire alla volta del Ferraris la polizia ci ha comunicato che avrebbero scortato solo i pullman e che noi avremmo dovuto raggiungere Piazzale Caviglia e da li prendere un tram che ci avrebbe portati allo stadio. Peccato che noi non siamo genovesi e che di indicazioni per quel Famoso piazzale non ne abbiamo viste. Abbiamo così raggiunto lo stadio e li ci siamo sentiti dire che li, anche se arrivati a destinazione, non avremmo potuto parcheggiare e ci hanno indirizzato nuovamente a quel Famoso piazzale. Eruditi delle nuove indicazioni dei vigili siamo arrivati  a Piazzale Caviglia e abbiamo parcheggiato, ma nel frattempo i tram navetta non c’erano più e ci è toccato arrivare allo stadio a piedi e quel Famoso piazzale non è vicino! Questo tanto per dire che siamo in mano al caos più assoluto e temiamo che questa non sarà l’ultima disavventura da trasferta.   

Quattro gatti e…..un funerale!

9 gennaio 2008

Chi l’avrebbe mai detto che proprio dalla nazione che ha sconfitto la violenza negli stadi, che ha rivoltato come un calzino il "giocattolo" calcio, che ha dato lezioni a tutto il mondo pallonaro su come sia semplice liberarsi dagli Hooligans, si alzasse un simile polverone!!!!

(Articolo tratto da "La Gazzetta dello Sport" – Clicca qui per ingrandire)

 

Se anche un santone della Premier League come Sir Alex Ferguson si permette di "provocare" un sistema che la nostra classe politica vuole adottare come unico ed impareggiabile provvedimento per estirpare il terribile cancro chiamato Tifo Organizzato, forse è arrivato il momento, prima che sia troppo tardi, che qualcuno si fermi e rifletta! E’ tempo che i soliti "benpensanti" che stanno con i loro assurdi decreti rendendo moribonde tutte le curve d’Italia e lobotomizzando ogni comune spettatore, aprano gli occhi e drizzino le orecchie perchè l’Inghilterra non è l’isola paradisiaca che si vuol far apparire!

Questi, ne siamo sicuri, sono solo i primi rigurgiti di quello che da tempo chiamiamo con il suo vero nome, ossia "REPRESSIONE"!

Non vogliamo aggiungere altro perchè i fatti e le parole chiariscono perfettamnte una situazione che, speriamo vivamente, non sia lo scenario futuro del nostro calcio (anche se, ahinoi, la strada è terribilmente questa!).

Ci permettiamo solo una riflessione: Manchester United-Birmingham è stata vista da 74.459 spettatori/mummie;in Italia quella partita potrebbe essere paragonata a Milan-Siena. Domanda: quanti spettatori/mummie prenderebbero posto nel loro comodo sarcofago….pardon…. seggiolino in un gelido pomeriggio di gennaio a San Siro a 1.500 euro minimo di abbonamento per seguire dal vivo tal "partitone"?????

Forse……quattro gatti……al funerale!!!!!!

Meditate gente, meditate!

 

Meno armi, meno morti

24 novembre 2007

Un sindacalista UIL di polizia, tal Ugo Vandelli, afferma attraveso il Corriere Romagna di oggi, venerdì 23 novembre 2007, che "essere in possesso di un’arma da fuoco non significa necessariamente saperla usare". Siamo d’accordissimo. Poi però prosegue con una soluzione, secondo noi, che si muove semplicemente nella direzione opposta di quella giusta: "Fondamentale è l’esercitazione", si legge nell’articolo riportato per comodità al termine di questo post.

Allora, tal Vandelli è descritto come "istruttore di tiro rapido", e ci risulta essere anche autore di un paio libri didattici sulla balistica e sulle ersercitazioni al poligiono. Ed è comprensibile che porti avanti la propria visione delle cose: non è a lui perciò che ci rivolgiamo, ma tutto il resto del mondo. Al resto delle forze dell’ordine, ai rappresentanti politici ed istituizionali, a tifosi e semplici cittadini: affermazioni del genere meriterebbero ben altra attenzione.

Il problema è semplicemente uno: se uno è armato, prima o poi finisce per usare quell’arma. Il modello americano, quello della Coloumbine High School per intenderci, è ormai stato importato anche in Italia ed in Europa.

Per avere meno problemi, meno incidenti e meno morti, devono circolare meno armi. Anche alle forze dell’ordine, anche ai Vigili Urbani (e pensare che qualcuno vorrebbe armare anche i Pompieri).

Ed il fatto di essere esercitati o meno, non è il problema.

Il poliziotto che ha ucciso Gabriele Sandri, in autogrill ad Arezzo, non ci sembra abbia avuto una cattiva mira. Non sappiamo se si sia o meno esercitato al poligono, ma colpire una persona da quella distanza, all’interno di un’auto, non è certo impresa da poco.

Anche chi a Genova, nel 2001, ha ucciso Carlo Giuliani (e non continuiamo a dare la colpa al povero ed ingenuo Placanica), aveva davvero una ottima mira.

Chi ha ucciso Ilaria Alpi, sparando da lontano (benchè gli stessi periti che hanno esaminato il caso Placanica-Giuliani sono quelli che si sono occupati di questa spinosa vicenda), aveva una buona mira.

La soluzione è una ed una sola: meno armi in circolazione. Altro che esercitazioni.

Vorremmo però che su questo tema prendessero posizione, per chiarezza e completezza di idee, anche gli altri soggetti coinvolti nell’articolo citato. Il segretario provinciale della UIL Giuliano Zignani, che sappiamo essere tifoso del Cesena e talvolta anche ospite di qualche trasmissione televisiva sulla squadra bianconera, è a favore o contrario ad una riduzione delle armi? Tra le forze dell’ordine così come tra i normali cittadini, s’intende…

Ed il commisariato di Cesena, e Prefetto e Questore, ed il Sindaco, e gli altri tifosi, secondo voi? Non è argomento sul quale si può tacere…

Promettiamo di pubblicare integralmente tutti i contributi che riceveremo in sede, circolo Arci Vigne, piazza Partigiani Cesena.

Corriere Romagna venerdì 23 novembre 2007

Lettera: striscioni e non solo…

16 novembre 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

ARGOMENTO: STRISCIONI ALLO STADIO DINO MANUZZI
e non solo

Invio la seguente notizia affinchè sia resa pubblica :

Ad inizio campionato a mie spese ho provveduto a far fare 2 striscioni in pvc con lo scopo di portarli allo stadio.
Non sapendo come comportarmi con le nuove normative sul calcio riferite agli striscioni ho provveduto a leggere la “Nuova disciplina sugli striscioni” presente anche nel sito del Cesena Calcio.
Ho di seguito chiamato la sede del Cesena per sapere a chi fornire tali richieste ed in maniera molto sorpresa ed imbarazzato mi hanno fatto capire di non sapere tanto invitandomi a chiamare allo stadio dove eseguono le prevendite. Così ho fatto e con fare sicuro mi è stato risposto di inviare a un numero di fax la richiesta con nominativo mio numero di abbonamento e vari allegati che poi lo avrebbero fatto avere in questura per farsi dare l’accettazione. Allora io ho inviato il mio fax (vedi allegato) in sede non sanno nulla del mio fax e nessuno si è mai degnato di rispondermi.
Credo che comunque una risposta potesse anche giungermi!!! non credete????
Oltrettutto uno striscione era un BENVENUTO A CESENA riferito al ritorno di Nicola Campedelli e quindi per nulla offensivo .
NESSUNA RISPOSTA!!!
Mi viene da pensare che non solo la Lega o il Governo MA anche il Cesena calcio non voglia striscioni allo stadio e quindi sia una scelta condivisa da tutti per paure forse di multe.
NON credete che uno stadio senza bandiere e senza striscioni sia di una tristezza assoluta?
Parlo di colori che creano una bellissima cornice e non di striscioni volgari o razzisti o di bandiere che ti vengono sventolate davanti alla faccia e ti impediscono di vedere la partita!!
Và bene porre limiti (anche se persone intelligenti -ed allo stadio ce ne sono tantissime NON DIMENTICATELO- non avrebbero bisogno di tali segnalazioni) ma che ci sia una logica.
Sono state inserite tante novità agli stadi con limiti di capienza quasi portando società ad avere per convenienza a possedere impianti con meno persone per evitare somme di adeguamenti molto costosi.
In questo credo che con tutto il rispetto per Ravenna e Rimini ed altri stadi (cito questi non perchè sono tifoso del Cesena ma perchè sono i più vicini a Cesena ed a me noti per esserci andato) non possano avere capacità da poter ospitare partite della serie B ed invece poi alla fine ne traggono vantaggi come quelli di non seguire le prescrizioni imposte con decreto Pisanu.
NON SI CAPISCE PIU’ NULLA IN QUESTO CALCIO!
Un poliziotto spara alla testa un tifoso e la colpa è dei tifosi !!!
L’anno scorso ci facevano vedere le partite su Sky oggi la B non viene considerata minimamente e in tv dobbiamo guardare uno “squallido 90° minuto” per vedere la nostra squadra del cuore .
Per chi ha poi ora il “blocco alle trasferte” ??? Il calcio lo segue solo alla radio????
Ho inviato anche una email al ministro Melandri (di cui ancora chiaramente attendo risposta!!) dove ho voluto esternare il mio disappunto per la condizione di disagio che prova oggi un tifoso di calcio.
Volevano fermare il calcio!! Hanno fermato la serie B e C che chiaramente non aveva nulla a che vedere con i fatti accaduti ma posso anche comprendere ma perchè non fermare la partita della Nazionale???
Perchè dobbiamo vincere per andare agli Europei e quindi gli interessi sono troppo grandi per prendere questa decisione!!!! Non è vero???
SALVIAMO IL CALCIO!!
Smettete di farci sentire e vedere persone che sparano sentenze e parlano di moralismi in maniera non impropria soprattutto quando questi vengono da persone del Governo Italiano (mi limito a questo comunque invitando tutti a leggere il libro LA CASTA di Stella G.Antonio e Rizzo dove meglio si possono conoscere le persone che ci riempiono di giudizi con moralismi di circostanza)
Bisogna a mio parere sanare e migliorare il rapporto tra TIFOSI e POLIZIA di STATO. E’ questo il problema e gli ultimi episodi parlano di questo e non di tifoserie che tra di loro hanno avuto scontri!!!
Cerchiamo di garantire un futuro a questo calcio andando allo stadio senza bisogno di essere schedati e senza essere privati di un entusiasmo o di una bandiera o uno striscione MA con il desiderio di poter urlare il nostro incitamento per i giocatori che rappresentano una città , un colore, una fede.

Giagia

VERGOGNA: Trasferte vietate per il Cesena

15 novembre 2007

Senza commento.
Riportiamo dal sito dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive

Vietate le trasferte a 15 tifoserie

Nella mattinata odierna si è tenuta la riunione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, con all’ordine del giorno l’analisi delle gare in programma, dopo la temporanea sospensione dei campionati, dal 16 al 27 novembre 2007.

Nell’occasione sono state analizzate 10 gare di serie “A”, 11 di “B” e 45 di “C” oltre a quelle della Nazionale, Coppa Italia serie “C” e del campionato dilettanti.

In considerazione delle decisioni assunte nel corso della riunione straordinaria di lunedì scorso, oltre alla consueta attività di valutazione di ciascuno incontro, l’Osservatorio ha valutato le trasferte di massa di quelle tifoserie che hanno dato luogo, fino ad oggi, a ripetute criticità lungo le vie di trasporto.

Al termine della riunione è stato condiviso che le tifoserie che non hanno dato luogo a criticità, potranno pertanto liberamente seguire le rispettive squadre mentre le 15 sottoindicate non potranno effettuare trasferte nella prossima giornata di campionato:

serie A: Atalanta, Catania, Milan, Roma, Sampdoria e Torino;
serie B: Bari e Cesena;
serie C: Potenza, Reggiana, Taranto, Ternana e Verona;
Dilettanti: Gragnano e Turris.

Per la gara “Virtus Volla – Alba Sannio” (serie D), attesa l’accesa rivalità tra le due tifoserie sfociata in gravi criticità in occasione del precedente incontro del 22 maggio 2005, sospesa a seguito di una rissa con il ferimento di 16 giocatori, l’Osservatorio ha ritenuto di richiedere alle competenti Autorità Provinciali di p.s. di valutare il differimento ad altra data non festiva della partita ed in orario diurno, nonché lo svolgimento in assenza di spettatori.
Per la gara Lazio Parma, infine , l’Osservatorio si è riservato di analizzare i profili di rischio della gara alla luce di più aggiornate informazioni.

15 novembre 2007

Silenzio

12 novembre 2007

Ieri mattina Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso laziale, è morto.

In segno di rispetto nei suoi confronti, della sua vita preziosa tanto quanto quella dell’ispettore Raciti, entrambe spezzate senza un perchè, ci fermiamo. Preferiamo rimanere in silenzio.

Corriere della Sera - Gabriele Sandri Day After


Foto tratta dalla home page del sito del Corriere della Sera

“Me lo hanno ammazzato con una pistola. Ora le istituzioni facciano la loro parte, con tutti i decreti di urgenza che hanno fatto me lo hanno ammazzato”. (Cristiano Sandri, fratello di Gabriele)

“È stato un omicidio volontario, voglio vedere se avete il coraggio di mettervi contro la polizia” (Luigi Conti, avvocato di famiglia, rivolto ai giornalisti).

Modena-Cesena, le curve

15 ottobre 2007

Per quanto interessante possa essere stato sul campo, sulle curve il derby del Braglia ha sostanzialmente deluso. Ma la colpa non è dei tifosi, o meglio, direttamente non dei tifosi presenti ieri sugli spalti. Nessuno striscione, nessun messaggio sbeffeggiatorio e pungente come quelli visti lo scorso anno, niente di niente. Solo qualche bella bandiera gialloblu nella curva modenese, e per il resto solo sciarpe. Un po’ scialba anche la prestazione canora dei nostri, troppo spesso condizionati dall’andamento della partita in campo.

Il punto sul quale riflettere però è un altro.

Cesenati a Modena

Cesenati a Modena

La filosofia del Bronx Vigne, senza pretendere di insegnare o peggio imporre niente a nessuno, è sempre stata quella di andare allo stadio per tifare e divertirsi. Sostenere la squadra mantenedo quello spirito di gruppo e di amicizia, quell’unità che per noi costituisce un valore unico ed irrinunciabile. Se e quando questi elementi verranno a mancare, allora sarà quello il momento giusto per noi per riporre definitivamente lo striscione in un baule al riparo dalla polvere ed accomodarci davanti alla tv.

Purtroppo, in Italia, non è per tutti così. Lo stadio è diventato il pretesto per vere azioni criminali, con motivazioni che vanno dall’ideologico all’economico. Il potere dei soldi ha fatto breccia da tempo nelle curve. La stupidità razzista, che va oltre un genuino (criticabile, ci mancherebbe, ma pur sempre genuino) campanilismo, è un altro elemento ormai incontrollato. Accade quindi che si parta per una trasferta con coltelli e machete, con molotov ed altre armi più o meno improprie, che si organizzino vere e propri assalti con tanto di pistola o per rubare uno striscione o per punire il responsabile economico di una curva.

Modenesi col Cesena al Braglia

Modenesi in casa col Cesena

Va detto: per colpa di questa gente i tifosi (e non parliamo dei soli ultras, ma di tutti) oggi devono subire mille umiliazioni quando si recano all’interno di uno stadio. Ci sono meno controlli per entrare in banca. E questo non deve suonare nemmeno come una assoluzione delle divise blu o di chi gioverna il calcio. L’inettitudine, l’apatia, l’inefficacia, l’indifferenza di questi soggetti nei confronti di chi stava rovinando il mondo delle curve italiane è alla base di questa situazione.

Ora si interviene, ma la malattia è ormai troppo avanzata. E’ arrivato un giro di vite impressionante. Paghiamo tutti.

Se il derby di Modena sugli spalti ha deluso, la colpa è di questi soggetti.