Archivio di 'Da bordo campo'

Ciao Emilio

25 Marzo 2009

Il Bronx Vigne applaude il presidente bianconero Igor Campedelli per aver dedicato la vittoria di lunedì a Emilio Bonci, storica bandiera bianconera scomparsa nella notte tra sabato 21 e domenica 22 marzo.

Emilio Bonci (foto Cesena Calcio)

Dal sito del Cesena Calcio:

Nato a Cesena il 4 marzo 1928, ricoprì da calciatore il ruolo di mediano di centrocampo, disputando con la prima squadra cinque campionati di Serie C dal 1947 – ’48 al 1950 – ’51 e poi a seguire nella stagione 1961 – ’62 con 96 presenze e 4 reti segnate. Da allenatore subentrò nel ruolo di guida tecnica nelle annate 1966 – 67 (Serie C) e nel 1969 – ’70 (Serie B). E’ stato allenatore in seconda dalla stagione 1978 – ’79 a quella 1986 – ’87, restando poi nello staff tecnico bianconero fino al 1996 – ’97 collaborando con tecnici quali Osvaldo Bagnoli, Giuseppe Marchioro, Adriano Buffoni, Bruno Bolchi, Alberto Bigon, Marcello Lippi, Attilio Perotti, Gateano Salvemini e Azeglio Vicini.

Alla famiglia di Emilio ed a tutte le persone che l’avevano conosciuto e sostenuto vanno le nostre condoglianze ed il più caloroso abbraccio.

 

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Campedelli, Bisoli e Minotti – 2 (Corriere Romagna)

25 Novembre 2008

Editoriale del Corriere Romagna

di Alessandro Burioli

Il 21 novembre 2007 l’assemblea dei soci incoronava Igor Campedelli quale futuro presidente del Cesena. Il giorno stesso, il di lì a poco numero 1 della società più importante della Romagna nominava Lorenzo Minotti responsabile dell’area tecnica. E’ passato un anno, da quell’epocale passaggio di consegne dalla famiglia Lugaresi a Igor Campedelli. Ed è quindi arrivato il tempo di stilare un primo bilancio. Un bilancio, dal punto di vista calcistico, assai negativo. Nelle 42 partite (proprio come quelle che ci sono in serie B) della nuova gestione, il Cesena ha raccolto 41 punti, che sono il frutto di 9 vittorie, 14 pareggi e 19 sconfitte. Un bottino magrissimo, testimoniato anche dalla retrocessione in terza serie e da questo deludente inizio di stagione.
L’ultimo posto in B dell’anno passato non fu esclusivamente farina del sacco di Campedelli & Minotti, visto che quando arrivarono loro il Cesena era già alle spalle di tutti con 7 punti in 13 partite. Però la gestione del mercato di gennaio, dalla quale tutta Cesena si aspettava tantissimo, non migliorò affatto una squadra con problemi strutturali evidentissimi. Sarebbe servito un centravanti vero, ma invece di Sforzini (che il Vicenza aveva offerto al Cesena e che poi finì al Ravenna dove segnò 9 gol in 21 partite), Minotti volle Paponi, che forse diventerà un campione ma che era troppo acerbo. Bisognava prendere un regista di esperienza e personalità, arrivarono due emeriti sconosciuti senza pedigree nè attributi.
Nonostante la retrocessione, tutta Cesena in estate ha rinnovato in pieno la propria fiducia a Igor Campedelli. La dimostrazione si ha leggendo il numero degli abbonati: 4.710. Una fiducia figlia anche della battaglia legale portata avanti contro l’iscrizione dell’Avellino in B, di un’intelligente campagna-abbonamenti e della scelta di un allenatore come Pierpaolo Bisoli. Tanto per essere chiari, dopo una retrocessione come quella dello scorso anno a Giorgio Lugaresi questa fiducia non sarebbe stata concessa. Soprattutto prima della fine del mercato.
Un mercato che ha partorito una squadra incompleta e con tante lacune nonostante sotto contratto ci siano più di 30 giocatori. E se ora il Cesena non è nè carne nè pesce è per colpa di Bisoli e di Minotti. Bisoli perché ha creduto di poter esportare il modello-Foligno a Cesena senza tenere conto che Cesena è una piazza esigente, che mastica calcio e vive di pallone 7 giorni su 7 e quindi mette un’enorme pressione addosso a giocatori come Zebi e Bonura, abituati ad altri palcoscenici. E poi perché non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, come dimostrano i mille moduli utilizzati finora. E perché alle prime difficoltà ha “tradito” il progetto iniziale basato sui giovani (Regini va in tribuna fissa e ha perso la Nazionale, a Ricci e Tonucci viene preferito Cusaro, Rossi e Djuric il campo non lo vedono mai: alla fine gioca solo Ravaglia). Le colpe di Minotti sono invece quelle di aver regalato alla Spal capolista un giocatore come Bracaletti, che al Cesena avrebbe fatto benissimo, ma soprattutto di aver costruito ancora una volta una squadra senza leader. Senza cioè giocatori, in difesa e in particolare a centrocampo, di personalità che oltre a saper giocare il pallone sappiano alzare la voce e comandare (non è un caso che il Cesena, dopo essere andato sotto, abbia finora recuperato solo la gara con il Lecco). E amino vincere, non solo partecipare.

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Campedelli, Bisoli e Minotti – 1 (Il Resto del Carlino)

25 Novembre 2008

Articolo tratto dal Blog di Luca Serafini (Il Resto del Carlino)

Per Campedelli, Bisoli e Minotti sono intoccabili

Il presidente Campedelli lo ha detto oggi appena alcune testate (noi  tra queste) hanno evidenziato i ripetuti errori del tecnico e del direttore sportivo (in sede di mercato) chiedendo che entrambi siano messi in discussione e ricordando che l’ìmmunità a priori non deve esistere per nessuno. Il patron ha risposto arciconvinto che l’allenatore e soprattutto Minotti (del quale nessuno ha mai messo in dubbio l’onestà, ma che si è già dimostrato inadeguato in due mercati: quello del gennaio scorso e quello estivo) non sono assolutamente da mettere in discussione, che fanno parte di un progetto. In un mondo dove tutto e tutti sono sempre sotto esame, beati loro che possono contare su un presidente così. Sfruttino questo vantaggio unico; in altre piazze non solo sarebbero già in bilico ma probabilmente anche colpiti da provvedimenti drastici. La speranza sincera è che abbia ragione lui: per ora, in questo anno di gestione, l’ha avuta raramente. Comunque l’allarme deve essere più che rosso, la mancanza di personalità della squadra trova conferma anche in quello che precisa Fontanelli: se gli stessi giocatori dicono che hanno problemi mentali (calcistici) allora la situazione è davvero pesante. Accusare questo deficit contro un Venezia che aveva tutto contro, significa proprio essere al minimo del minimo. Poi l’eterno, e sempre attuale, discorso sulla mancanza di qualità (a centrocampo in particolare); inutile rimpiangere Valdifiori e Salvetti, le colpe di Minotti non sono queste ma quelle di aver completamente fallito (con la complicità di Bisoli) i sostituti e di aver varato una squadra che non ha sugo: generosa, ma senza cattiveria sportiva e spessore tecnico di  rilievo. Pare poi un dettaglio ma non lo è e siamo d’accordo con Filippo.Tutti hanno specialisti nei calci di punizione e nei calci d’angolo. spesso infatti le partite si decidono così. Il Cesena invece queste situazioni non le sfrutta mai, anzi anche qui mette in evidenza una qualità tecnica modesta. Comunque non è un problema di oggi. A memoria l’ultimo gol su punizione ci pare sia stato quello di Salvetti nello spareggio play off con il Torino due anni e mezzo fa. Campedelli quindi è convintissimo di Bisoli e Minotti, dalle sue parole è intenzionato ad andare fino in fondo con loro. Speriamo veda più lontano di tutti noi; per  ora la classifica e soprattutto quello che la squadra non ha fatto vedere gli danno totalmente torto.

 

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Arrigoni, bentornato a Borello

4 Novembre 2008

Il Bronx Vigne ringrazia sentitamente il borellese rossoblu Daniele Arrigoni per aver regalato così tante soddisfazioni in questo inizio di campionato ai suoi concittadini, relegando, speriamo il più stabilmente possibile, nelle zone basse della classifica, il Bologna Football Club.

Magari adesso hai anche un po’ più di tempo per andare via in bicicletta, che forse è meglio. Magari con quegli altri due che ti sei portato dietro a Casteldebole.

BRONX VIGNE 1989 – BOLOGNA ODIO ETERNO

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Cesena-Cremonese 0-2 (Coppa Italia Lega Pro)

30 Ottobre 2008

Cesena, stadio Dino Manuzzi, ore 18,30, mercoledì 29 ottobre 2008. Terzo turno Coppa Italia Lega Pro.

CESENA (3-4-3): Tardioli 5; Ricci 6.5, Cusaro 5, Vignati 6; Biserni 6, Sacilotto 5.5, Palumbo 5 (15’ st Segarelli 6), Rossi 6.5; Ferretti 5.5, Djuric 5 (1’ st Giaccherini 6.5), Regini 6.5 (11’ st Motta 5). A disp.: Ravaglia, Tonucci, Righini, Tattini. All.: Bisoli.
CREMONESE (4-4-2): Paoloni 6; Rizzo 6.5, Argilli 6, Cremonesi 6 (49’ st Beati n.g.), Vitofrancesco 6 (15’ st Saverino 6); Gherardi 6.5, Fietta 6, Tacchinardi 5.5, Pradolin 5.5 (43’ st Fanfoni n.g.); Graziani 6.5, Temelin 5.5. A disp.: Vino, Davini, Paoletti, Borilli. All.: Iaconi.
ARBITRO: Vivenzi di Brescia 6.
RETI: 11’ pt Rizzo, 36’ st Graziani.
NOTE: serata gradevole, terreno in buone condizioni. Spettatori 712 per un incasso di 4.335 euro. Angoli 6-4 per il Cesena.

CESENA. Fuori anche dalla Coppa. Importanza relativa, se non altro per il morale non fa mai piacere perdere. Soprattutto se si è reduci da una batosta come quella di domenica scorsa a Padova.

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Intanto in serie A e B..

3 Ottobre 2008

Lo ammetto, sono una di quelle persone che segue tutti gli avvenimenti che riguardano il calcio. Ovviamente il Cesena prima di tutto, ma mi piace vedere le partite di altre squadre, mi piace vedere certi splendidi goal ( anche perchè la serie C, l’abbiamo già detto, offre davvero spettacoli mediocri ), mi sono commossa quando Terry del Chelsea ha sbagliato il rigore in finale di Champions. Insomma, sono una persona che inizia il giornale dalle ultime pagine, nelle quali si parla di sport e che legge la Gazzetta. Per questo motivo il sabato so com’è andato il campionato di serie B (che fino a poco fa ci riguardava da vicino) e la domenica conosco i risultati e tutto quanto è successo in serie A. Nel week end appena trascorso ci sono state alcune notizie positive (almeno per me!) : il Bologna e il Rimini hanno nuovamente perso! Questa cosa certamente non mi ha fatto digerire meglio il pessimo pareggio del Cesena, ma a volte bisogna accontentarsi!

Fabrizio Castori intervistato da Rtv San Marino dopo la vittoria della sua Salernitana a Piacenza

Per quanto riguarda la serie B, le immagini di sabato mi hanno fatto notare ancora una volta di quanto siano pessimi i tifosi del Rimini, si è visto uno scorcio della loro curva e si potevano quasi contare. Non l’ho scoperto sabato che i riminesi sono tifosi modaioli, l’avevamo già detto in questa sede, ma mi è proprio venuto da pensare che un’altra sconfitta potrebbe far chiudere alcuni settori per mancanza di pubblico…e noi in serie C…no comment!

Un’ altra riflessione che mi è venuta da fare riguarda il Sassuolo, non per la squadra o i suoi tifosi (non ne so nulla, lo ammetto), ma per uno dei loro giocatori che fu uno dei nostri: Emiliano Salvetti. In questo avvio di campionato, in cui il Sassuolo è primo in classifica, Salvetti è sempre uno dei migliori, segna, fa segnare e non sbaglia rigori, tutti gli opinionisti lo descrivono come giocatore che fa la differenza in serie B. Vero, Salvetti in forma fa la differenza in tutte le squadre di serie B e sono sempre stata convinta che lui fosse uno dei migliori giocatori della categoria. L’anno scorso però, ha giocato poco e male nel Cesena e tutto il suo campionato è stato caratterizzato da infortuni e discontinuità di rendimento. E’ bastato un mese a Sassuolo quest’estate per rimetterlo in forma smagliante? Allora le cose sono due: o a Sassuolo c’è un’aria miracolosa, o a Cesena c’era qualcosa che non andava al di là dei guai fisici.

La serie A non ci appartiene da ormai molti anni. Per noi è un sogno che speriamo di poter rivivere presto. Nel frattempo domenica mi è piaciuto molto il goal del fenomeno di turno Zarate della Lazio, ma soprattutto mi è piaciuto molto il goal dell’ex Cesena Denis, ora giocatore del Napoli che ha condannato il Bologna ad un’altra sconfitta. Mi piace pensare che ci abbia in qualche modo vendicato e mi piace anche pensare che forse Bernacci avrebbe fatto meglio ad andare all’Atalanta quest’estate. Solo il tempo potrà smentirmi.    

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Cesena-Portogruaro, i commenti

14 Settembre 2008

CESENA. E’ un Bisoli guerriero quello che affronta la sala stampa del Manuzzi dopo aver finalmente mosso la classifica del Cesena. Il fardello delle due sconfitte consecutive rimediate nelle prime due giornate contro Reggiana e Ravenna è ancora pesante, ed il tecnico dei romagnoli non lo nasconde. “Voglio fare un passo indietro di sette giorni – spiega – dopo il ko di Ravenna ho letto critiche ingiustificate nei confronti dei miei ragazzi. Questa è una squadra che ha sempre dato tutto, ed anche oggi (ieri, ndr) contro il Portogruaro, pur avendo fatto un passo indietro sul piano del gioco, siamo stati tremendamente concreti. Abbiamo lavorato sugli errori commessi in precedenza, ed in quello siamo migliorati. Abbiamo offerto una prova concreta di maturità”.

Emanuele Giaccherini nel dopopartita di Cesena-Portogruaro

Avversario tenace. Pierpaolo Bisoli rende quindi merito agli ospiti: “Il Portogruaro è una senza dubbio una buona squadra – ammette – ed anche alla vigilia eravamo ben coscienti che l’avremmo dovuta prendere con le molle. Siamo stati poi bravi a sfruttare le nostre occasioni ed a gestire bene il risultato. Nella ripresa i nostri avversari non hanno praticamente mai tirato in porta, mentre noi ci siamo presentati in almeno un paio di occasioni davanti al loro portiere”.

Successo sofferto. La prima vittoria dell’anno contribuisce indubbiamente a riportare il sereno in casa bianconera: “Ci dovremo abituare a soffrire – prosegue Bisoli – e la sofferenza anche contro il Portogruaro è stata necessaria per portare a casa la vittoria. Ci tenevamo, ed io in particolare, ci tenevo tantissimo: per i tifosi e per la società, che ci sono sempre stati vicini in questo avvio di stagione difficile. In settimana lavoriamo bene e la crescita credo sia da questo punto di vista piuttosto evidente”.

E’ un Roberto Biserni sereno e soddisfatto quello che esce dal campo del Manuzzi, forte della prima vittoria in campionato della sua squadra ottenuta indossando la fascia di capitano.

Quella di oggi è stata la sua prima partita in campionato, soddisfatto della sua prestazione?

“Se dovessi darmi un voto credo che mi meriterei un 6, ho fatto il mio lavoro senza correre troppi rischi e i risultati si sono visti, evidentemente la fascia di capitano mi ha portato fortuna.”

Come valuta la partita del Cesena?

“Credo che noi siamo stati molto bravi a capitalizzare subito la prima occasione da rete, poi è venuto fuori il Portogruaro che è certamente una buona squadra ma siamo rimasti sempre ordinati in campo e, alla fine, non abbiamo mai corso grossi rischi. Devo dire che nei minuti finali siamo stati un po’ condizionati dalla paura di non vincere e abbiamo peccato di poca lucidità in certe situazioni. Però ora che ci siamo levati quel brutto zero in classifica siamo più tranquilli e sono convinto che le cose non potranno che migliorare.”

Della stessa opinione è Emanuele Giaccherini: “Oggi contava solo la vittoria, la scorsa settimana avevamo disputato una bella partita contro il Ravenna ma senza portare a casa un punto. Oggi forse la nostra gara non sarà stata spettacolare ma, alla fine, sono arrivati tre punti importantissimi per il nostro campionato.

Per lei era anche l’esordio al Manuzzi con una maglia da titolare:

“Si e devo dire che è stata un’emozione fortissima, io sono cresciuto nel vivaio bianconero e sognavo da sempre di giocare in questo stadio e oggi finalmente ci sono riuscito. Tra l’altro sono particolarmente contento della mia prestazione, il mister mi ha schierato nel ruolo di esterno destro, che è quello che io prediligo, e credo di essere riuscito a rendermi utile. Ho anche realizzato l’assist per il gol quindi non chiedevo di meglio al mio esordio da titolare.”

Alla fine, però, è arrivata una doppia ammonizione

“In questo caso credo che l’arbitro abbia commesso un errore, il primo giallo me lo meritavo perché ho colpito la palla con una mano, però in occasione della seconda ammonizione credo sia stato un po’ troppo rigido. Io ero intervenuto in un normale contrasto di gioco e non credo proprio che il cartellino fosse meritato. I ogni caso va bene così, mi dispiace un po’ dover saltare la prossima partita ma vorrà dire che mi farò di nuovo trovare pronto tra due settimane al Manuzzi”

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Forlì-Cesena 0-1

11 Settembre 2008

Forlì, 11 settembre 2008, ore 15. Incontro amichevole. 

Forlì e Cesena a centrocampo

FORLI’ primo tempo (4-3-3): Chiadini; Molinari, Magnani, Rocchetti, Sassi; Valentini, Balestra, Sozzi; Biserni, Muratori, Ceschi.

FORLI’ secondo tempo (4-4-2): Spada; Brighi, Magnani, Rocchetti, Camporesi (13′ st Montanari); Sozzi, Cuttone, Baldinotti; Valgimigli, Ancarani, Corzani. All.: Scardovi.

CESENA primo tempo (3-4-1-2): Ravaglia; Ricci, biasi, Lauro; Biserni, Zebi, Segaelli, Molino; Chiavarini; Veronese, Motta.

CESENA secondo tempo (3-4-1-2): Tardioli; Cusaro, Vignati, Rossi; Sacilotto, De Feudis, Mondini, Giaccherini; Palumbo; Ferretti, Djuric. All.: Bisoli.

ARBITRO: Balzani di Forlì.

RETE: 7′ pt Veronese.

CESENA. Finalmente il Cesena vince un derby. Dopo i ko rimediati contro Reggiana e Ravenna, sono i cugini del Forlì, squadra militante in Eccellenza, a piegarsi ai ragazzi di Bisoli, al termine di un’amichevole ricca comunque di indicazioni, non tutte positive, per il tecnico emiliano.

Modulo confermato
. Dopo i buoni risultati visti al Benelli, almeno finchè arbitro e nervi hanno retto, Pierpaolo Bisoli decidere di confermare la difesa a tre. Al posto dello squalificato Tonucci c’è Luca Ricci, una delle sorprese più piacevoli di questo inizio di stagione, mentre al posto di Ceccarelli, anch’esso confinato nel box dei cattivi, si rivede Roberto Biserni con la fascia di capitano. Il soldatino di Meldola, colpito duro alla caviglia destra nella terza amichevole estiva, quella con gli universitari giapponesi, non è ancora riuscito ad esordire in campionato; difficilmente avrà 90 minuti nelle gambe, ma il passo è già quello buono. In attesa di recuperare Bonura, che salterà con ogni probabilità anche il Portrogruaro e potrà essere disponibile solo per il posticipo televisivo di San Bendetto del Tronto, completano il reparto Zebi e Segarelli al centro e Molino a sinistra. Vasco Regini, dopo aver giocato un’intera partita martedì con la nazionale Under 20, persa per 5-2 con la Svizzera ed essere rientrato solo in tarda nottata, è rimasto totalmente a riposo.


Avvio brillante
. L’inizio di gara, davanti a quasi duecento spettatori, è ricco di brio da parte dei bianconeri. Dopo solo 7′ Motta dalla sinistra pesca Veronese sul vertice opposto dell’area piccola che con una pregevole acrobazia trova l’angolino basso alla sinistra di Chiadini. Chiavarini è brillante, Veronese corre e si sacrifica tantissimo anche in fase di copertura mentre sulla corsia mancina Molino gioca senza timori meritandosi, a fine partita, anche i complimenti di Bisoli. Il tecnico bianconero richiama spesso Motta, colpevole di muoversi sempre in ritardo, e Zebi, ancora in difficoltà nel settore mediano del campo. Quando il Forlì riparte dalla difesa, tutti e tre gli attaccanti cesenati salgono contemporaneamente per pressare già al limite dell’area di rigore avversaria, mettendo in difficoltà i biancorossi che si affidano quindi a lanci inevitabilmente preda della contraerea difensiva cesenate. Un gioco così dispendioso prosciuga però in breve tempo il Cesena delle energie residue, reduci com’era da due giorni di lavoro piuttosto intenso. Il ritmo nel finale di tempo non può che calare: ne approfitta il Forlì che al 43′ con Valentini da pochi metri centra in pieno il palo alla destra di Ravagalia.

Ripresa blanda.
Quello che decisamente non ha funzionato, in casa bianconera, è la ripresa. Bisoli cambia tutte le undici pedine, ma sembra di vedere giocare la stessa squadra completamente esausta che ha terminato il primo tempo, almeno dal punto di vista del ritmo del gioco. Gli errori si sprecano, e con qualche eccezione, Rossi e Giaccherini, talvolta De Feudis, il resto è tutto da dimenticare. La linea difensiva è composta da Cusaro, Vignati e Rossi, mentre a centrocampo Bisoli compie qualche esperimento. Inizia con Sacilotto a destra e Giaccherini a sinistra, più Mondini e De Feudis al centro; quindi fa scalare tutti di una posizione e sposta Giaccherini e destra: il folletto aretino è micidiale in entrambi i fronti. Palumbo è il trequartista dietro a Djuric e Ferretti.

Proprio il reggiano avrebbe anche l’occasione per anche segnare ma, solo davanti al portiere Spada del Forlì, si volta a controllare la bandiera del guardialinee perdendo l’attimo giusto per l’impatto con la sfera e tentando un disperato pallonetto.

Finale con brivido
. Allo scoccare dell’ora di gara c’è da registrare anche un contatto tra Djuric e Camporesi: entrambi si gettano sulla palla che termina in fallo laterale ed il serbo finisce per colpire col ginocchio la testa del forlivese. Camporesi è costretto prima ad uscire e poi a ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli è stato in seguito riscontrato un trauma cranico. A scopo precauzionale ha trascorso la nottata in osservazione.

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Calma ragazzi

8 Settembre 2008

CESENA. Primo obiettivo dare tutto, secondo mantenere i nervi ben distesi. Il Cesena di Bisoli è una squadra giovane, soggetta contemporaneamente a tutti i classici errori di gioventù e ad una pressione bestiale. Magari involontaria, ma 4500 abbonati, stampa, dirigenza, tutti insomma, hanno ancora negli occhi i disastri dello scorso anno e fremono per poterli cancellare. Viene a mancare così l’elemento essenziale per poter costruire un progetto che, c’è da scommetterlo, non si esaurirà a giugno del prossimo anno: quello basato sulla grinta di Bisoli e sul vivaio bianconero.

Eppure la pressione, come anticipato, volontaria o meno, si sente. Si taglia a fette. Soprattutto in derby come quelli contro la Reggiana ed il Ravenna. Ecco spiegati, in parte, anche i passi falsi, o meglio, i crolli psicologici accusati da un Cesena che per due volte prima ha graziato l’avversario di turno (mancando il 2-1 contro gli emiliano e lo 0-2 contro i giallorossi) finendo poi per smarrire completamente la bussola. Le espulsioni di Ceccarelli e Tonucci, stupide quanto comprensibili, sono solo il sintomo più evidente di quanto appena descritto. Intendiamoci: il 4 in pagella al capitano bianconero è più che sacrosanto. Quella fascia non è un semplice riferimento per l’arbitro: essere capitano del Cesena, per un giocatore calcisticamente nato e cresciuto in questa società, deve essere prima di tutto un onore. Equivale a portare la bandiera in battaglia: va difesa ed onorata. Non si può abboccare all’esca di un provocatore come Anzalone, perchè poi, per quanto squallida possa essere la cosa, la ragione ce l’ha lui: Ceccarelli è stato espulso, ad Anzalone nemmeno un richiamo. Questione di esperienza, certo usata non nel migliore dei modi da parte del giallorosso, ma questa è un’altra storia. Giusto anche richiamare Tonucci per il secondo giallo: in Prima Divisione gli arbitri sono scarsi, si sa, e se un fallo non è fischiato occorre prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Avere ragione da vendere durante la moviola della sera purtroppo non conta nulla.

Fare quadrato, spiegare a questi ragazzi che vogliamo il massimo da loro ma che allo stesso tempo devono sentirsi liberi di completare il loro percorso di crescita: esattamente quello che sta cercando di fare Pierpaolo Bisoli. Avanti dunque, ma con più serenità e decisamente meno nervosismo. L’invito vale per tutti: tifosi, stampa e dirigenza compresi.

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Cesena-Ancona 2-1

23 Agosto 2008

Cesenatico, sabato 23 agosto 2008, ore 16. Settima amichevole precampionato.

Cesena ed Ancona in azione (clicca per ingrandire)

CESENA (4-3-1-2): Ravaglia; Biserni (22′ st Ricci), Cusaro (1′ st Vignati), Biasi, Regini (1′ st Rossi); Ceccarelli (21′ st Sacilotto), Zebi (1′ st Palumbo), Segarelli (22′ st Mondini); Bonura (1′ st De Feudis); Chiavarini (31′ st Molino), Motta (24′ st Djuric). A disp.: Tardioli. All.: Bisoli.

ANCONA (4-4-2): Sirigu; Masiero (1′ st Di Fausto), Olivieri (1′ st Comazzi), Castro (37′ st Arcuri), Rizzato; Surraco (24′ st Staffolani), Camillucci (31′ st Catinali), De Falco, Miramontes (1′ st Guadalupi); Mastronunzio, Nassi (11′ st Eusepi). A disp.: Da Costa, Anastasi, Schiattarella. All.: Monaco.

ARBITRO: D’Alesio di Forlì.

RETI: 8′ pt Chiavarini, 44′ pt Mastronunzio, 35′ st Djuric.

CESENA. Un buon Cesena piace e vince contro l’Ancona, avversario di categoria superiore. A soli sette giorni dall’esordio in campionato, la creatura di Bisoli inizia così a mostrare il proprio volto, anche grazie al recupero dei principali infortunati. Il primo tempo di grande spessore è comunque motivo di fiducia più di quanto lo stesso risultato finale non faccia supporre. Grande inizio romagnolo.

Si parte con il saluto di Azeglio Vicini allo spogliatoio bianconero. Nell’undici iniziale manca ancora Veronese, allenatosi a parte ma senza palla, oltre a Giaccherini e Ferretti, bloccati da leggeri infortuni rimediati in allenamento. Marca visita anche Tonucci, in permesso per il matrimonio della sorella: il suo posto al centro della difesa è preso da Cusaro. Il resto della formazione sulla carta è una delle più serie candidate ad esordire dal primo minuto domenica prossima contro la Reggiana. Una delle caratteristiche del Cesena di questa stagione è la grande versatilità: tra centrocampo e attacco Pierpaolo Bisoli ha già mostrato di poter disporre di più soluzioni. Si parte con Bonura, già fondamentale per questa squadra ma con solo un tempo nelle gambe, dietro le due punte, Chiavarini e Motta. La fascia di capitano è indossata invece da Roberto Biserni: il soldatino meldolese sarà il riferimento bianconero anche in campionato.

Cesena bello e giocoliere. Sin dalle prime minute si capisce che i bianconeri sono più frizzanti, ben disposti al palleggio e soprattutto saldamente padroni del gioco. L’Ancona è costretta a difendersi e ad attendere le giocate cesenati, che non tardano ad arrivare. L’ottavo minuto è iniziato da appena 10” quanto sulla corsia di destra Chiavarini triangola con Motta, si libera in area del marcatore, mette nel mirino l’angolino alla sinistra di Sirigu e porta in vantaggio i bianconeri. Il filo conduttore del primo tempo non cambia, con il Cesena sempre alla ricerca del varco giusto ed i marchigiani, ieri in tenuta blu con bordi biancorossi, a serrare le fila in difesa. Ceccarelli recupera una quantità industriale di palloni, Bonura ha il fosforo nei piedi e le due punte hanno già lo scatto giusto, anche se mancano l’ultima combinazione. Sulla corsia mancina Segarelli e Regini creano una staffetta così sincronizzata da far invidia alla 4×100 Usa. Il Cesena ha la colpa di non capitalizzare adeguatamente l’evidente superiorità mostrata in campo, concretizzando la superiorità nel palleggio, e finisce per essere punito. L’Ancona sfrutta quello che appare al momento se non l’unico almeno il più evidente punto debole nell’organico: la difesa. Da un cross apparentemente innocuo dalla trequarti sinistra di Rizzato, mentre Ravaglia la chiama e Cusaro non salta, Mastronunzio anticipa tutti di testa e mette in rete .

Ripresa smorta. Come da tradizione in questo precampionato bianconero, nei secondi 45′ entrano tutte le riserve e la partita cala notevolmente di intensità. Gli ultras del Cesena salutano alla loro maniera il certo non rimpianto ex di giornata, Maurizio Anastasi, rimasto però sempre in panchina. Prima che il direttore di gara fischi tre volte, c’è gloria quindi anche per Milan Djuric. Nasce tutto da una punizione dalla trequarti sinistra battuta alla grande da Mondini, con il serbo bosniaco che anticipa Sirigu in uscita e riporta avanti il Cesena (80′), siglando il punto della vittoria. Finisce con Bisoli che porta tutta la squadra sotto la curva a salutare i tifosi: sono applausi meritati, ma il tempo delle amichevoli ora è finito. Da domenica prossima si farà sul serio.

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