Archivio di 'Da bordo campo'

Cesena-Ternana, le curve

22 marzo 2017

Questa è senza dubbio una stagione che non ha regalato grandi gioie o soddisfazioni. Purtroppo, come spesso accade in queste situazioni, l’andamento del campo non aiuta affatto quello della Curva. Certo, siamo tutti d’accordo che si dovrebbe cantare a perdi fiato nonostante tutto, ma non sempre è facile, non sempre si riesce a trascinare la gente quando le partite annoiano a dire poco o i risultati sono negativi e la paura di retrocedere è grande. Nonostante questo sabato scorso oltre 1000 Bianconeri hanno raggiunto Ferrara e ieri la curva Mare ha fatto il suo dovere. Cori giusti e abbastanza seguiti dal settore superiore, a tratti anche dalla gradinata che è letteralmente andata in visibilio a pochi minuti dal termine per una vittoria che mancava in casa da tempi immemorabili.

 
Di fronte a noi 150 ternani. Uno striscione tenuto su a lungo con un eloquente ‘vergognateve‘.
 
Nell’intervallo tutto lo stadio ha applaudito i ragazzi dell’associazione Asca di Savignano che, proprio sotto la Curva Mare, si cimentavano in tenerissimi calci di rigore. 

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Sassuolo-Cesena, le curve

20 gennaio 2017

In un mercoledì gelato di gennaio 183 Bianconeri mossi dalla passione hanno raggiunto Reggio Emilia per la partita contro il Sassuolo.

sassuolo-ces

Una desolazione infinita al Mapei stadium. Curva e gradinata chiuse, tribuna mezza vuota e noi. Pensare che i neroverdi hanno disputato l’Europa league fa venire i brividi!! Abbiamo fatto un buon tifo, a tratti roboante in un silenzio agghiacciante.

Tanti i cori contro Giorgio Lugaresi in virtù dei recenti fatti societari e relative chiacchiere da Facebook.

Non abbiamo mollato mai e per una volta siamo stati ripagati! Finalmente! I pochi tifosi del Sassuolo non li abbiamo sentiti mai.

Adesso sarebbe proprio il caso di vincere anche in campionato e svoltare il campionato!

Avanti Bianconeri!

 

Sassuolo-Cesena, le curve

27 dicembre 2014

Il sabato prenatalizio e la distanza non impossibile hanno fatto sì che diverse centinaia di cesenati fossero presenti nel settore ospiti del Mapei Stadium di Reggio Emilia, impianto che in passato ha visto i bianconeri impegnati in tante battaglie contro la Reggiana ora di fatto scippata del proprio impianto.

Bello il colpo d’occhio, almeno per quel che si poteva vedere con la tipica nebbia da Val Padana, con frequenti cori e tante bandiere bianconeri. Per una volta l’effetto casa è stato ribaltato, dal momento che il supporto del pubblico locale, come era lecito aspettarsi, è stato pressoché nullo.

Il Sassuolo è la terza squadra, per storia e risultati, della provincia di Modena (dopo Modena e Carpi) e oggi raccoglie perlopiù tifosi occasionali interessati alla Serie A molto più che ai colori neroverdi.

RB Lipsia, ultima frontiera del calcio moderno

11 maggio 2014

Appartenenza, storia e passione: sono questi gli elementi che ci portano ad innamorarci ed a seguire ogni maledetta domenica la nostra squadra del cuore. Elementi che non sono mai mancati a Lipsia (Leipzig in tedesco), città dell’ex Germania Orientale (DDR) sede di storici club, il più famoso del quale è il Lokomotiv Lipsia. Dopo tanti anni da protagonista nelle Coppe Europee, anni nei quali era molto più difficile qualificarsi visto il ristretto numero di posti a disposizione, il Lokomotiv Lipsia è stato spazzato via dalla riunificazione tedesca. È arrivato il fallimento, poi il club è stato rifondato e adesso gioca nell’equivalente della serie D tedesca (quarta serie). 

RB Leipzig - FC Saarbrücken

Intuendo un vuoto in termini di marketing, ignorando la passione, l’appartenenza e soprattutto la storia dei tifosi dei vari club di Lipsia, nel 2009 entra in scena Dietrich Mateschitz, nientemeno che il patron e fondatore della Red Bull. Mateschitz fonda un nuovo club comprando una licenza di quinta serie (la nostra Eccellenza) e lo chiama RasenBallsport Leipzig: il simbolo è praticamente lo stesso della Red Bull (compaiono i due famosi tori) ed anche il soprannome è Roten Bullen, ovvero Tori Rossi. Sono stratagemmi perché una norma della federcalcio gli impedisce di chiamare la squadra con il nome dello sponsor, come avviene ad esempio nel basket. Mateschitz dichiara di vole portare nel giro di una decina d’anni la squadra stabilmente in Bundesliga (la serie A) ed a competere per il titolo entro il 2020. Arriva subito il primo posto in Eccellenza (Oberliga), poi tre anni in serie D (Regionalliga): quarti, terzi ed infine primi, promossi in C nella passata stagione. Quest’anno, al primo tentativo, riesce il nuovo salto di categoria: i Tori Rossi di Lipsia vincono la 3. Liga e conquistano la promozione in 2. Liga, la serie B, dove dovranno affiancare formazioni del calibro del’Union Berlino (la miglior formazione dell’ex DDR) e del St. Pauli. In particolare – lo vedremo dopo – saranno tante e profonde le differenze con la squadra di Amburgo, che di fatto rappresenta tutto il contrario dei valori commerciali e di marketing incarnati dal RB Lipsia.

A questo punto interviene la federcalcio tedesca: niente licenza per il RasenBallsport Leipzig, ed è un vero e proprio braccio di ferro con il patron della Red Bull. Il motivo: l’aver infranto una delle norme principali su cui si fonda il calcio tedesco, ovvero quella del 50+1. Tale norma prevede che nessun azionista di un club sia in grado, da solo, di controllare il 50% più una delle azioni del club stesso. In aggiunta, il club deve avere un consiglio di amministrazione in grado di rappresentare i diversi soci e naturalmente tutto questo fa sì che la società non si identifichi con un solo sponsor o una sola azienda.

Il Lipsia infrange, anche se velatamente, tutte queste norme: Mateschitz possiede praticamente tutto il club, in consiglio di amministrazione siedono suoi dipendenti (ed in ogni caso se uno volesse diventare socio, dovrebbe pagare circa 800 euro all’anno, contro ad esempio i circa 60 euro per diventare socio del Bayern Monaco) e il simbolo è di fatto coincidente con il logo RedBull. La federcalcio tedesco ha mandato quindi un messaggio chiaro: o il Lipsia di adegua alle regole, o è fuori dal sistema.

Perchè è importantissimo questo scontro? Perché in caso di vittoria del RasenBallsport Leipzig anche in Germania, la nazione più evoluta al mondo attualmente a livello calcistico, lo strapotere del denaro schiaccerebbe ogni forma di passione e tifo tradizionale. Non sono per l’est, che già ha sofferto la riunificazione, bensì per tutta la nazione. Mateschitz ha creato dal nulla una squadra portandola in cinque anni dall’Eccellenza alla Serie B, facendola giocare in uno stadio da 44mila posti (costruito per i mondiali del 2006) senza nemmeno mai assistere ad una partita dal vivo. Del resto lui è austriaco, e possiede diverse squadre in giro per il mondo (Salisburgo in Austria, poi negli Stati uniti, Brasile e Ghana), oltre ad un paio di team di Formula uno ed altre entità sportive. Per lui il Lipsia è solo uno strumento per conquistare anche il mondo del calcio, che di fatto manca al suo impero. 

Il RasenBallsport Leipzig ha calpestato la più che centenaria storia calcistica di una città, Lipsia, sottraendo la nuova squadra al controllo del tifosi: come anticipato, si tratta di un modello totalmente opposto a quello del St. Pauli, squadra di un quartiere popolare di Amburgo, e simbolo dell’organizzazione dal basso e della gestione collettiva. Mateschitz contando su di un consiglio di amministrazione formato da suoi dipendenti può alzare a piacimento il prezzo dei biglietti e prendere altre decisioni impopolari senza il pericolo di alcun veto. Soprattutto potrebbe andarsene così come è arrivato.

La Germania fino ad oggi è l’unica nazione immune al potere ed ai dollari degli sceicchi, proprio grazie a questa norma detta del 50+1: il Bayern Monaco non potrebbe mai essere comprato, come il Man City o il Psg, da qualche miliardario arabo, perché più della metà delle azioni resterebbe in mano ad altri azionisti.

Riassumendo in ballo non c’è una semplice licenza di serie B, bensì la difesa della storia, dei tifosi e della passione popolare dall’attacco degli euro. Il 28 maggio sapremo se il principio del 50+1 avrà retto o se la diga si sarà inesorabilmente spezzata ed una squadra con appena cinque anni di storia, riempiendo uno stadio da 44 mila posti (Red Bull Arena, e come si sarebbe potuta chiamare altrimenti?), avrà la possibilità presentarsi come il futuro del calcio tedesco ed europeo.

50+1muss_bleiben

PS: per chi mastica un po’ di tedesco e volesse ulteriormente informarsi, è sufficiente usare come chiave di ricerca su Google "50+1 muss bleiben", ovvero "la regola del 50+1 deve restare". Sono tantissime le tifoserie tedesche che hanno esposto questo striscione di protesta e tanti i forum in cui se ne parla. Nella foto la curva del Borussia Dortmund, con la scritta "I club non sono giochi per bambini,  – 50+1 senza limitazioni".

Cesena-Novara 1-3 (Coppa Italia)

28 ottobre 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, mercoledì 27 ottobre 2010, ore 20. Terzo turno di Coppa Italia.

CESENA (4-3-3): Cavalieri 6; Piangerelli 6, Pellegrino 5, Benalouane 4, Lauro 6; Appiah 5.5, Gorobsov 5, Parolo 6.5 (1’ st Caserta 6.5, dal 1’ st Von Bergen 5.5); Schelotto 6 (11’ st Jimenez 6), Malonga 5.5, Ighalo 5.
A disp.: Teodorani, Paonessa, Fatic, Tachtsidis. All.: Ficcadenti.
NOVARA (4-3-1-2): Fontana 6; Gheller 6 (5’ p.t.s Morganela 6), Centurioni 6, Coubronne 6.5, G. Gigliotti x; E. Gigliotti 5.5, Drascek 6, Shala 6 (27’ st Gemiti 6); Scavone 6; Rubino 7, Ventola 5 (1’ st Evola 6.5).
A disp.: Strukelj, Ludi, Motta, Strizzolo. All.: Tesser.
ARBITRO: Gervasoni di Mantova.
RETI: 44’ pt Schelotto, 9’ st Rubino, 15’ pst Evola, 7’ sst G. Gigliotti (rig.).
AMMONITI: Shala, Benalouane, Scavone, Jimenez.
NOTE: Serata fresca, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 2142 circa. Recupero: 1’ pt, 3’ st. Angoli 8-6 per il Cesena.

CESENA.  E’ passato solamente poco più di un mese da quella tiepida serata di fine estate in cui il Cesena sconfisse 2 a 0 i superblasonati e pluridecorati rossoneri di Milano. Ripensandoci a mente fredda doveva essere proprio inguardabile quel Milan per prendere due goal dal nostro piccolo Cesena!
Sì perchè quel minestrone messo in campo ieri da Mister Ficcadenti è apparso come un insieme eterogeneo di verdure buttate nel pentolone del Manuzzi prendendo a caso quello che si trovava nella mediocre dispensa di Villa Silvia!
Una squadra senz’anima, senza capo nè coda, con giocatori molli e con nessuna intenzione di sfruttare l’ occasione per conquistare fiducia e morale.
Un’ altra prova deludente insomma. E non vorremmo che la sceneggiata del supponente e presuntuoso Benalouane nell’ azione che ha portato al rigore del 3 a 1 fosse il primo sintomo di un’ irrequietezza che sarebbe il caso di fermare immediatamente per non incancrenire una situazione che a questo punto della stagione potrebbe essere ancora rimediata! Prima che sia troppo tardi!

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Cesena-Lecce 1-0

20 settembre 2010

Cesena, domenica 19 settembre 2010, ore 15. Terza giornata del campionato di Serie A. E incredibilmente davanti ci siamo noi.

CESENA (4-3-3): Antonioli 6; Ceccarelli 7, Pellegrino 5,5, Von Bergen 7, Nagatomo 7; Appiah 6,5, Colucci 6, Parolo 7; Schelotto 7 (88′ Lauro s.v.), Bogdani 7,5 (68′ Malonga 6), Giaccherini 7 (90′ Jimenez s.v.). (A disp.: Cavalieri, Benalouane, Gorobsov, Tachtsidis). All.: Ficcadenti 8.

LECCE (4-1-4-1): Rosati 7; Vives 5,5, Gustavo 5(58′ Corvia 5,5), Ferrario 5,5, Giuliatto 5; Giacomazzi 5,5; Munari 5, Piatti 5,5, Grossmuller 5,5, Olivera 4,5 (59′ Di Michele 5,5); Chevanton 4,5 (68’ Coppola 5,5). (A disp.: Benassi, Sini, Mesbah, Jeda). All.: De Canio 5.

ARBITRO: Sig. Rocchi di Firenze 4

RETE: 10′ st Bogdani.

AMMONITI: Appiah, Gustavo, Piatti e Ferrario.

ESPULSI: al 38′ pt Colucci per doppia ammonizione, al 79′ Munari per fallo di reazione

NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno leggermente scivoloso. Spettatori presenti 14 mila compresi 10800 abbonati. Angoli 8-3 per il Cesena, recupero 1′ pt, 3′ st.

CESENA. Quando alle 16:30 uno dei miei più cari amici mi ha inviato via sms la classifica della pagina del televideo che fotografava il Cesena solitario al primo posto, ho pensato di non essermi ancora svegliato dal sogno iniziato sabato scorso! Ok, poi, il goal di Eto’o ha permesso all’ Inter di agganciarci ( ma vi rendete conto!?!!???!??) in vetta alla classifica ma questo avvalora ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, questo incredibile e favoloso inizio di campionato che i bianconeri stanno regalandoci! Primi, dopo tre giornate in coabitazione con la multinazionale, multimiliardaria e multidecorata Inter! DA NON CREDERE!

Questa con il Lecce era la partita che l’ Italia pallonara aspettava per ridimensionare la favola Cesena! Finito l’ entusiasmo della matricola e terminata la possibilità di giocare di rimessa c’era in più di una persona quella voglia di vedere i romagnoli incapaci di produrre gioco e di portare in porto una partita contro una squadra che avrebbe usato le stesse armi che avevano fatto la fortuna dei bianconeri nelle prime due giornate!

Ed invece così non è stato! Certo, non è stata una passeggiata ma non vincere oggi avrebbe lasciato ancor più amaro in bocca dell’ eventuale mancato pareggio ottenuto all’ Olimpico di Roma o della vittoria sul Milan! Anche se qualcuno vestito da evidenziatore ha provato a metterle i bastoni fra le ruote, il Cesena partito con la convinzione di menar le danze e trovatosi nella possibilità di passare in vantaggio già dopo pochi minuti con Bogdani viene messo alle corde da un’ assurda espulsione per un evidente errore tecnico ( secondo giallo a Colucci per un fallo commesso da Nagatomo!) che costringe i padroni di casa a rintanarsi per una decina di minuti per riordinare le idee in attesa di un quantomai provvidenziale riposo!

Il Lecce visto nel primo tempo è troppo sfilacciato e anarchico e non riesce ad approfittare di qualche amnesia difensiva che permette ai due ex-talenti Chevanton-Olivera di presentarsi in area di rigore avversaria senza però mai impensierire più di tanto un attento e sereno Antonioli.

E quando alla ripresa dei secondi quarantacinque minuti di gioco ci si aspetta un Cesena attendista per non prestare il fianco alle ripartenze giallorosse accade esattamente il contrario. I bianconeri entrano in campo ai cento all’ ora e dopo una paratona di Rosati su Giaccherini passano in vantaggio al 55’ con un destro chirurgico del gigante albanese Bogdani! Ed è qui che i romagnoli vincono la partita, non indietreggiando di un centimetro davanti alla caotica voglia di pareggio dei pugliesi ma sfiorando in più di un’ occasione il raddoppio con Ceccarelli, Malonga e Nagatomo che ha il merito di chiudere la contesa facendo espellere Munari per fallo di reazione, consentendo così ai dieci bianconeri in campo di controllare gli ultimi minuti di gioco fino al boato del Manuzzi che sancisce la vittoriosa fine delle ostilità.

Vittoria netta quella del Cesena che non si disunisce con l’ uomo in meno, anzi, raddoppia le energie fin lì profuse e mette in campo tutta la voglia, la velocità e la caparbietà per raggiungere un risultato che permette agli uomini di Ficcadenti di rimanere almeno per 3 giorni in cima alla classifica!

Ripeto, DA NON CREDERE!

E IL SOGNO CONTINUA……… 

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Cesena-Pavia 3-0

15 agosto 2010

Santarcangelo di Romagna, mercoledì 11 agosto 2010, ore 20,30. Amichevole.

CESENA (4-3-3): Antonioli (31’ st Teodorani); Ceccarelli (24’ st Galuppo), Pellegrino (1’ st Petras), Von
Bergen (31’ st Cusaro), Lauro (1’ st Nagatomo); Colucci (16’ st Tachtsidis), De Feudis (1’ st Piangerelli),
Parolo; Do Prado (1’ st Ighalo), Djuric (1’ st Malonga), Giaccherini (24’ st Mezacolli). All.: Ficcadenti.

PAVIA (4-4-2): Facchin; Daffara (25’ st Pellegrini), Caidi, Balnchard, Squillace; Tattini (31’ st Boldrini), Ferrini,
Giannattasio (14’ st Mangiarotti), Beretta (14’ st L. D’Errico); Del Sante, Ferretti (32’ st st A. D’Errico). All.: Andrissi.

ARBITRO: Losito di Pesaro.

RETI: 25’ pt Giaccherini, 28’ pt Parolo, 30’ pt Giaccherini.

NOTE: Serata calda, presenti circa 500 persone.

SANTARCANGELO. Cinque minuti di vero Cesena. E poi gambe tanto pesanti ed una serata calda estiva. Qualche buono sprazzo di Colucci, Parolo e soprattutto Giaccherini, l’unico già pimpante. Un test contro un’avversaria ripescata in Prima Divisione ma con la rosa da Seconda Divisione, quindi non troppo significativo. C’è ancora tempo per migliorare.

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Benvenuto Massimo Ficcadenti

15 giugno 2010

 Il Bronx Vigne saluta il nuovo allenatore del Cesena, Massimo Ficcadenti.

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Massimo Ficcadenti e Igor Campedelli

L’augurio è quello che sappia al più presto lasciarsi alle spalle ogni dubbio ed incertezza legate al suo arrivo a Cesena, legittimando sul campo la fiducia che ogni tifoso bianconero è sin da ora pronto ad accordargli.

Quindi benvenuto mister e soprattutto buon lavoro!

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Grazie di tutto PierPaolo Bisoli!

2 giugno 2010

Ieri PierPaolo Bisoli ha comunicato ufficialmente che non sarà l’allenatore del Cesena per la prossima stagione. Dopo averci preso in Prima Divisione e quindi regalato la serie A, ha salutato tutti e se n’è andato. Ufficialmente è la mancanza di stimoli la ragione alla base della scelta del tecnico di Porretta Terme. Più verisimilmente è il rapporto con il presidente Campedelli e con la dirigenza ad essersi veramente logorato. Bisoli aveva preso la sua decisione già da tempo; noi la rispettiamo e lo ringraziamo. 

Lo ricardiamo con questa foto, il giorno della sua presentazione a Cesena, quando raccolse una società retrocessa, piena di debiti, demotivata, con una dirigenza inesperta e un clima ostile. Seppe fare quadrato attorno alla squadra, difenderla dalla società e dalle pressioni esterne, ed in un due anni portarla in A.

Oggi il Cesena è una società viva, in gradi di ripianare il debito, grazie a Bisoli ed alla sua impresa. 

Per questo eternamente grazie Bisoli. Grazie di tutto, di come sei arrivato, di quello che hai fatto ed anche di come te ne sei andato. Con stile. Da vincitore.

Grazie di tutto PierPaolo Bisoli.

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Cesenatico-Cesena 0-1

21 agosto 2009

Giovedì 20 agosto 2009, ore 20.45, stadio Moretti di Cesenatico. Ultima amichevole precampionato.

CESENATICO (4-3-1-2): Renna; Politi (27′ st Semeraro), Farabegoli (43′ st Ugone), Bamonte (32′ st Ceccarelli), Vicini (20′ st Falchetti); Lombardini (4′ st Candoli), Bari (20′ st Zavattini), Candoli (1′ st Rispoli); Teodorani Alessandro (32′ st Bartolini); Rondina (43′ st Sancisi), Merloni (20′ st Groppi). All.: Campedelli.

CESENA (3-5-2): Antonioli (20′ st Teodorani Alex); Volta (18′ st Petti), Biasi (11′ st Petras), Lauro (18′ st Righini); Schelotto (18′ st Giunchi), Segarelli (1′ st Pedrelli), De Feudis (18′ st Erba), Piangerelli (13′ st Castiglia), Giaccherini (15′ st Do Prado); Sinigaglia (1′ st Cusaro), Djuric (13′ st Gavoci). All.: Bisoli.

ARBITRO: Pieraccini di Cesena.

RETE: 4′ st Giaccherini (rig.)

NOTE: Serata afosa, terreno in discrete condizioni. Spettatori presenti 300 circa. Angoli 5-3 per il Cesena.

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