Novara-Cesena 1-0

Novara, stadio Silvio Piola, venerdì 30 marzo 2018 ore 19. Trentareesima giornata, e dodicesima di ritorno, del campionato di serie B Conte.it

Lo striscione in memoria di un tifoso bianconero non fatto entrare al Piola dalle forze dell’ordine

NOVARA (4-3-2-1): Montipò; Golubovic, Del Fabro, Chiosa, Calderoni; Casarini, Ronaldo (44′ st Seck), Sciaudone (18′ st Maniero); Moscati, Di Mariano (41′ st Troest); Puscas. A disp: Farelli, Benedettini, Macheda, Lukanovic, Orlandi, Dickmann, Bove. All: D. Di Carlo.

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Perticone, Esposito, Scognamiglio, Donkor; Kupisz (37′ st Chiricò), Di Noia (34′ st Fedele), Schiavone (37′ st Cacia), Dalmonte; Laribi; Jallow. A disp: Agliardi, Melgrati, Suagher, Eguelfi, Fazzi, Vita, Cascione, Emmanuello, Moncini. All: F.Castori.

ARBITRO: Luigi Nasca di Bari. Assistenti: Vecchi di Lamezia Terme e Citro di Battipaglia. Quarto uomo: Annaloro di Colegno.

NOTE: ammoniti Puscas (N), Scognamiglio (C)

RETE: Maniero (N) al 36′ st

E’ stato un venerdì di Passione come da programma, ma non finisce mica qui. E non è detto che finisca bene, come da racconto evangelico. Il Cesena perde lo scontro diretto per la salvezza contro il Novara e resta in una posizione di classifica da brividi: al quartultimo posto con 34 punti. Una ripresa meno brillante del primo tempo comunque aveva visto i bianconeri in controllo della partita (che nei primi 45′ poteva essere sbloccata grazie a Dalmonte e Laribi). Poi la mossa decisiva la fa Di Carlo. Mentre il suo collega Castori attende a lungo per il primo cambio senza stravolgere lo schema tattico (Fedele per Di Noia al 34′), il tecnico dei piemontesi spariglia le carte e mette Maniero al posto di Sciaudone. Un attaccante in più che coglie subito un palo clamoroso con un colpo di testa, galvanizza i suoi e al 36′ trova l’incornata vincente su calcio d’angolo. A quel punto il mister marchigiano tenta il tutto per tutto e manda in campo Chiricò e Cacia in un colpo solo. Due elementi di qualità ma che non si sposano esattamente con l’idea di calcio di Castori. Eppure al momento del bisogno tutti sono pronti a rinnegare (anche tre volte come Pietro, dato che siamo nel periodo più propizio) i propri dogmi e a cercare il gol in ogni maniera: vi ricordate Giampaolo con Bogdani? L’albanese non piaceva all’allenatore di Giulianova ma quando i bianconeri andavano sotto ed erano saltati tutti gli schemi, l’Aquila di Tirana era il primo a subentrare con la speranza che combinasse qualcosa di buono. La stessa che molti, Castori compreso, stasera hanno nutrito quando Chiricò e Cacia hanno svestito la tutina. Tuttavia il finale non è stato arrembante come ci si attendeva e anche i due neoentrati non hanno inciso (ovviamente non è il caso di addossare loro la colpa della sconfitta). Il prossimo impegno con l’Entella si preannuncia fondamentale, se non decisivo. Proprio i liguri (con una partita in meno) sono davanti al Cesena in classifica: non vincere significherebbe precipitare nel baratro. Che, con l’Ascoli incollato alle spalle del Cavalluccio, non sono neanche più i play out ma la retrocessione diretta. Che incubo: la peggiore sorpresa di Pasqua, un pesce d’aprile di cattivo gusto. (fonte: TuttoCESENA.it)

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