Ascoli-Cesena 2-1

Ascoli, stadio Cino e Lillo del Duca, sabato 24 febbraio 2018 ore 15. Ventisettesima giornata, e sesta di ritorno, del campionato di Serie B Conte.it

ASCOLI (3-5-2): Lanni; De Santis, Bianchi, Martinho (28′ st Mignanelli); Gigliotti, Mogos (14′ st Baldini), Buzzegoli (40′ st Addae), Padella, Clemenza; Kanoute, Monachello. A disp: Agazzi, Cherubin, Castellano, Pinto, Carpani, D’Urso, Lores Varela, Ganz. All:Serse Cosmi.

CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Suagher, Scognamiglio, Fazzi; Emmanuello (19′ st Vita), Fedele, Schiavone, Di Noia; Laribi (41′ pt Jallow); Cacia (28′ st Moncini). A disp: Agliardi, Melgrati, Fazzi; Kupisz, Cascione, Ndiaye, Esposito, Dalmonte, Chiricò. All: Fabrizio Castori.

ARBITRO: Federico La Penna di Roma 1. Assistenti: Colella di Crotone e Citro di Battipaglia. QUARTO UFFICIALE: Dionisi di L’Aquila.

NOTE: ammoniti Scognamiglio (C), Kanoute (A), Fedele (C), Martinho (A). Espulso: Fedele (C)

RETI: Mogos (A) al 25′ pt, Fedele (C) al 40′ pt, Clemenza (A) al 6′ st

ASCOLI. Non cerchiamo l’alibi dell’espulsione e non gettiamo la croce addosso a Fedele. Il Cesena oggi non ha perso per l’uomo in meno, ha perso perché l’Ascoli, complessivamente si è dimostrata più squadra. Ha tenuto maggiormente palla come era nei programmi e fin qui non ci sarebbe niente di male. E’ stato il Cavalluccio a non recitare la propria parte: le ripartenze non si sono viste. E’ mancato quel gioco veloce e frizzante che in trasferta aveva fatto la fortuna di Castori a Perugia e a Frosinone, ad esempio. Sembra un secolo fa: le ultime prestazioni lontano dal Manuzzi si somigliano tutte e anche il risultato comincia a diventare una costante. Non c’è manovra, l’affidarsi al lancio lungo ormai costituisce una speranza più che una risorsa: le palle agli attaccanti arrivano col contagocce e non si può neanche chiedere a Cacia, Jallow o Moncini di andarsele a conquistare nella propria area di rigore. La squadra di Cosmi invece ha legittimato la propria superiorità con il bel gol di Clemenza e una serie di conclusioni insidiose. Il Cavalluccio ha fatto pochino, solo una zampata in area di Jallow a fine partita ha fato venire qualche brivido all’Ascoli. Si è trattata comunque di un’occasione episodica, un po’ come il pari di Cacia a tempo scaduto ad Avellino. Solo che oggi c’è stata mano fortuna. Tutto qua. Molto male, dunque. Siamo al punto più basso della gestione Castori e serve un cambio di rotta immediato perché la classifica si fa sempre più preoccupante. Con l’Ascoli rientrato in corsa, il Cesena è quartultimo, due punti sopra i marchigiani (penultimi) e a uno dall’Entella. In mezzo c’è la Pro Vercelli che martedì approderà al Manuzzi: inutile rimarcare l’importanza della posta in gioco (fonte: TuttoCesena.it). 

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