Archivio di novembre 2010

Bari-Cesena, le curve

30 novembre 2010

Solita vergogna a Bari, trasferta vietata per i non tesserati, ai quali è peraltro impedito anche il semplice raggiungimento del capoluogo pugliese. 

i tifosi bianconeri tesserati sono un centinaio, ai quali si aggiungono altri 7 misteriosamente sistemati inizialmente in un settore barese e poi spostati tra gli ospiti.

Buon tifo per i baresi, che riempiono la curva nord e incitano dall’inizio Ventura e giocatori nonostante i deludenti risultati. Degno di nota il boato di fischi che accompagna il rigore di Colucci, tale da dare il senso all’espressione "fattore campo".

Bari-Cesena, le pagelle

30 novembre 2010

Antonioli 6.5: come sempre inappuntabile.

Ceccarelli 6: soffre ma non sbanda.

Von Bergen 6: sbaglia sul gol, ma il suo è un concorso di colpe. Perfetto per il resto.

Benalouane 5: inadeguato per la categoria.

Nagatomo 6: pesanti responsabilità sulla rete del Bari, ma la sua prestazione è monumentale.

Schelotto 6: si batte, si sbatte, insomma finalmente lotta. (25′ st Fatic 6: prova a spingere e soprattuto a vedere la porta).

Colucci 6.5: il rigore è perfetto, la sua presenza insostituibile.

Parolo 6.5: onnipresente.

Giaccherini 6: finisce come al solito stremato. Mette una palla meravigliosa per Budan. (45′ st Lauro ng: forza alla difesa).

Jimenez 5.5: guadagna in maniera perfetta il rigore, ma tanto altro non fa.

Bogdani 5.5: tanto lavoro, come al solito zero conclusioni. (11′ st Budan 6: incoraggiante esordio, fondamentale sul rigore, meno preciso sul possibile colpo del ko)

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Bari-Cesena 1-1

29 novembre 2010

Bari, stadio San Nicola, domenica 28 novembre 2010, ore 15. Quattordicesima giornata del campionato di serie A.

BARI (4-4-2): Gillet; Raggi, Belmonte, M. Rossi II, Parisi (36′ pt E. Alvarez); A.Masiello, Almiron, Donati (37′ st D’Alessandro), Pulzetti; Rana (17′ st Rivas), Caputo
A disp.: Padelli, Crimi, Galasso, Gazzi. All. Ventura
CESENA (4-3-2-1): Antonioli; Ceccarelli, Von Bergen, Benalouane, Nagatomo; Schelotto (25′ st Fatic), Colucci, Parolo; Giaccherini (45′ st Lauro), Jimenez; Bogdani (11′ st Budan)
A disp.: Cavalieri, Pellegrino, Gorobsov, Malonga. All. Ficcadenti
ARBITRO: Tagliavento di Terni
RETI: 16′ st Colucci (rig.), 18′ st Caputo
AMMONITI: Parisi, Donati, Caputo, Benalouane, Colucci
NOTE: Terreno pesante, pomeriggio freddo. Spettatori presenti circa 15 mila (compresi 14 mila abbonati). Angoli 7-3 per il Cesena, recupero: 4′ pt, 3′ st.

BARI. Due risultati su tre erano a disposizione del Cesena e l’obiettivo è stato raggiunto. Il come conta relativamente poco. Che sia il solito Cesena, in grado di vincere e perdere contro chiunque, è secondario: dopo settimane passate a recriminare per l’infruttuoso bel gioco, eccoci a gustarci il sapore di un punto lontano dal Manuzzi che mancava dal caldo agosto (0-0 a Roma).

Tre parti. Un primo tempo noioso, in cui il Cesena, giustamente, ha atteso un rimaneggiatissimo Bari senza esporsi inutilmente e controllando la manovra. Il gol su rigore di Colucci chiude, nella ripresa, questa fase: fino a questo momento in pratica ecco la partita perfetta. Ovvero possesso palla, zero rischi e capacità di pungere. Poi arriva la reazione del Bari, che pareggia con troppa facilità e rischia seriamente il sorpasso. Solo per una casualità il 2-1 non arriva. A cinque minuti dalla fine i ragazzi di Ventura, cosa che troppo spesso è mancata al Cesena, hanno l’umiltà di capire che il punto è comunque meglio della sconfitta e smettono di spingere. Improvvisamente torna in auge il Cesena, che con due guizzi di Budan sfiora la vittoria. Fine delle trasmissioni.

La classifica. Il quartultimo posto è ora agganciato, e due lunghezze più in alto, pur con una partita in meno, c’è il Bologna, prossimo avversario del Cesena domenica prossima. In quell’occasione i romagnoli avranno a disposizione un solo risultato, al contrario della trasferta di Bari: sarà fondamentale vincere. Senza nascondersi dietro a facili scaramanzie, una vittoria col Bologna darebbe senso a questa prima parte di campionato e permetterebbe di arrivare alla sosta con rinnovato ottimismo anche indipendentemente (quasi) dal risutlato col Cagliari. 

Entriamo ora nella settimana del derby. L’unico vero derby. La Romagna contro l’Emilia, l’orgoglio della provincia operaia contro la sbruffonaggine ed arroganza del capoluogo. Il derby sarà la partita della vita, occasione da non lasciarsi sfuggire. Caricaaa!!!

 

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Cesena-Palermo: le curve

22 novembre 2010

Gli amici di Palermo si dividono in ben tre settori. I tesserati nella parte superiore della Curva Ferrovia, i non tesserati un po’ nella parte inferiore e un po’ nell’angolo in basso a sinistra dei distinti. Forse 200 in tutto. Per un quarto d’ora dall’inizio della gara li abbiamo sentiti cantare, ma non c’era nessuna nota di colore in nessun lato da loro occupato.

Fuori dalla Curva Mare è stato appeso uno striscione " Firenze l’ha dimostrato,essere ultras è un reato" con chiaro riferimento a quanto accaduto nel capoluogo toscano, raccontato la settimana scorsa. sempre per lo stesso motivo tutti i gruppi ultras sono entrati alle 15,15 e fino a quel momento la Mare ha mantenuto più o meno il silenzio richiesto per rispetto. Poi il solito entusiasmo. Il solito manuzzi che cerca di portare i ragazzi al risultato. al termine della gara la Mare ha chiamato il Cesena sotto la curva. Non vi lasceremo mai!

Domenica saremo di scena a Bari. Trasferta vietata ai non tesserati. La terza consecutiva. Ormai appare fin troppo chiaro che le motivazioni dei divieti sono quantomeno arbitrarie. Ormai appare fin troppo chiaro che chi non si è omologato verrà eliminato. Nel frattempo il ministro Maroni continua ad elogiare i benefici della Tessera e a confermare che gli stadi non hanno subito variazioni a livello di spettatori. Falso! Ogni maledetta domenica si verificano problemi, gli stadi sono sempre più disabitati, sempre più grigi, privi di colore e di entusiasmo. Certo, se si guardano le grandi piazze ( Inter, Milan, Juve..) le differenze non si notano granchè, ma il mondo del pallone non è solo di loro proprietà. Forse il nostro ministro non sa che esiste anche la serie B e poi c’è la Lega Pro. Pensiamo che il nostro ministro non sappia tante cose che riguardano il mondo del calcio, pensiamo che parlare di violenza negli stadi e fare una tessera sia quantomeno semplicistico e superficiale. Pensiamo che chi decide dei nostri destini ( calcistici ovviamente! ) dovrebbe avere il buongusto di confrontarsi con gli addetti ai lavori e non avere la presunzione di pensare che nonostante le proteste arrivate da più parti vada comunque tutto bene!

Cesena-Palermo, le pagelle

21 novembre 2010

Antonioli 6.5: incolpevole come al solito sui due gol. Impossibile in particolare chiedergli di uscire su Ilicic in occasione dello 0-1.

Nagatomo 7: il migliore del Cesena. Corre come un matto su tutta la fascia e sfodera ottimi cross. Da uno di questi l’assist per il gol di Bogdani.

Von Bergen 6.5: prestazione quasi perfetta per il giovane Svizzero, attendo e padrone della retroguardia.

Pellegrino 6: qualche sbavatura in avvio di gara, nella quale regala alcuni pericolosi contropiede al Palermo.

Lauro 5.5: sottotono, falloso, colpevole sul primo gol con una diagonale non seguita. (25’ st Ceccarelli 6.5: la sua permanenza in panchina ha del misterioso. Con lui il Cesena spinge e crea occasioni).

Appiah  5.5: sempre morbido sui contrasti, sbaglia colpevolmente il gol del possibile 2-1. (16’ st Schelotto 5: piuttosto inutile in questo Cesena. Non mette un cross fatto bene nemmeno a pagamento).

Colucci 6.5: il capitano è il solito uomo-ovunque.

Parolo 6: ha sulla coscienza il possibile 2-2 in uno dei suoi micidiali inserimenti.

Giaccherini 6.5: generosissimo, come sempre conclude stremato (34’ st Malonga 6: due conclusioni in porta dopo il lungo castigo).

Bogdani 7: gol e difesa della palla. L’albanese torna a farsi decisivo.

Jimenez. 5.5: decisamente sotto alle aspettative, non ha mai il cambio di passo vincente.

 

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Cesena-Palermo 1-2

21 novembre 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 21 novembre 2010, tredicesima giornata di campionato di serie A.

CESENA (4-3-3): Antonioli; Nagatomo, Von Bergen, Pellegrino, Lauro (25’ st Ceccarelli); Appiah (16’ st Schelotto), Colucci, Parolo; Giaccherini (34’ st Malonga), Bogdani, Jimenez. A disp.: Cavalieri, Fatic, Ighalo, Piangerelli. All.: Ficcadenti.
PALERMO (4-3-2-1): Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic (23’ st Rigoni), Nocerino; Pastore (33’ st Goian), Ilicic; Miccoli (16’ st Maccarone). A disp.: Benussi, Kasami, Garcia, Maccarone, Martinez. All.: Rossi.
ARBITRO: De Marco di Chiavari.
RETI: 11’ pt Ilicic, 24’ pt Bogdani, 6’ st Miccoli.
AMMONITI : Appiah, Lauro.
NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno pesante. Spettatori presenti 15068 (compresi 10924 abbonati) per un incasso totale di 198783,42 euro. Angoli 3-0 per il Cesena. Recupero: 3’ pt, 4’ st.

CESENA. Ci risiamo. Nove tiri in porta, due incredibili occasioni create e sprecate da Parolo ed Appiah ed i soliti zero, sconsolanti, punti portati a casa. Il Cesena di Ficcadenti mostra domenica dopo domenica di essere una squadra volitiva ma troppo poco incisiva. Troppo poco cattiva per portare a casa quei punti indispensabili per conquistare la salvezza in serie A.

Ormai è diventato un incubo. Tenere testa a tutte le squadre e poi perdere è la cosa più beffarda ed atroce che possa capitare. Questo Cesena fa male non perchè è chiaramente e nettamente inferiore al resto della serie A, bensì perchè lo è ma solo di poco. E allora lotta, alle prese con tutti i propri limiti, lotta e non si arrende, e poi capitalo. Questo Cesena è una bella ed avvincente favola senza lieto fine. 

Ci sono giocatori – è chiaro – che stanno rendendo davvero poco, di molto sotto le aspettative. Jimenez non ha ancora fatto la differenza come gli è stato chiesto, Appiah gioca malissimo e gli infortuni tengono fuori causa uomini chiave come Caserta e soprattutto Budan. Ficcadenti fa con quello che ha. Sbaglia, a volte molto a volte poco, ma cerca di spremere al massimo un gruppo oggettivamente limitato. Volonteroso, diligente, ma limitato tecnicamente.

Bari, Bologna e Cagliari: tre scontri diretti sono alle porte. Tre scontri che separano il Cesena dalla riapertura del mercato invernale, nel quale il presidente dovrà obbligatoriamente correre ai ripari. Un difensore centrale di categoria, un centrocampista che si sappia inserire e, dipende da come sarà Budan, qualcuno che sappia fare gol. La ricreazione è finita: da Bari in avanti ci si gioca la permanenza in categoria.

 

 

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Fiorentina-Cesena: le curve

14 novembre 2010

Il 14 novembre 2009 si teneva a Roma la manifestazione contro la tessera del tifoso alla quale partecipavano tutti i gruppi ultras d’Italia. Esattamente un anno dopo noi a Firenze abbiamo assistito alla messa in pratica della delegittimazione dei diritti del cittadino che più comunemente è conosciuta come tessera del tifoso appunto. Siamo arrivati nel capoluogo toscano muniti di regolare biglietto, regolarmente acquistato in un regolare rivenditore, ma ci è stato impedito di entrare allo stadio Franchi. La trasferta di Firenze era vietata ai tifosi sprovvisti del bancomat del tifoso residenti in Romagna, così, nonostante il tagliando tra le mani e nessuna intenzione bellicosa, siamo stati rispediti al mittente. A quel punto abbiamo pensato di andare a  vedere la partita in tv( come da piano del governo studiato a puntino! ) e poi tornare a Cesena.All’interno dello stadio circa 800 sostenitori bianconeri tesserati. Questa la cronaca.

Alcune considerazioni: nel mentre che attendevamo di sapere che cosa ne sarebbe stato di noi fuori dallo stadio mi veniva da pensare all’assurdità del divieto imposto per quella trasferta. Perchè mai? Ma poi ho pensato al divieto imposto ai Doriani giovedì scorso per la trasferta di Parma, due tifoserie gemellate da 20 anni e mi sono rassegnata. Siamo nelle mani di gente che legifera sul nostro destino senza avere quasi mai la minima cognizione di causa! So perfettamente di non dire nulla di nuovo e neanche di averlo scoperto ieri che le cose stanno così, ma fa davvero una tristezza infinita trovarsi nella condizione in cui ci siamo trovati a vivere ieri pomeriggio a Firenze. Trattati per l’ennesima volta da delinquenti, da gente che non vuole stare alle regole e perciò da eliminare, trattati come golpisti. La verità è un’altra, le verità sono altre che ruotano attorno alla tessera del tifoso. Una carta di credito per fidelizzare i tifosi buoni che andrà sempre più ad incrementare gli interessi delle banche e delle tv e sempre più a svuotare gli stadi, veri palcoscenici del gioco del calcio. Noi, come tanti altri in Italia, prima di compilare i moduli per ricevere tale tessera abbiamo voluto informarci, documentarci, sapere di cosa si trattava e alla fine dei conti, sostenuti anche da una serie di avvocati, abbiamo deciso che, no, non era il caso di tesserarci e non perchè siamo facinorosi, ma perchè, più semplicemente siamo esseri pensanti che hanno ritenuto che certe imposizioni fossero al limite del ridicolo e della dittatura. Abbiamo pensato che facendola saremmo andati contro ai nostri diritti di liberi cittadini e così, noi non ci siamo tesserati. Noi non abbiamo alcun bisogno di essere fidelizzati, noi il Cesena ce l’abbiamo nel cuore, noi siamo il Cesena e per quanto riguarda l’eliminazione della violenza negli stadi mi viene da pensare che atti di violenza si sono sempre più verificati fuori dall’impianto e perciò le soluzioni contro la "famosa" violenza negli stadi dovrebbero essere decisamente altre. Cosa sarebbe successo, a tale proposito, se ieri pomeriggio al nostro posto si fossero presentati 1000 Napoletani o Romani? 

L’amarezza che mi porto addosso da ieri pomeriggio alle 18 è una cosa che nessun Ministro potrà mai capire. Chi sta decidendo delle nostre sorti allo stadio non sa che essere accanto ai nostri colori è una parte importante della nostra vita. O forse lo sa e proprio per questo sta uccidendo più o meno lentamente la nostra passione.

Fiorentina-Cesena, le pagelle

14 novembre 2010

Antonioli 6: inoperoso ed incolpevole.

Nagatomo 6.5: si danna l’anima su tutta la corsia laterale. Bravo anche in fase difensiva.

Von Bergen 6: sarebbe una prestazione da 7, con un solo errore, su Gilardino, che costa però la sconfitta al Cesena.

Benalouane 6: cerca a tutti i costi (e trova) l’ammonizione che gli farà saltare il Palermo. Parte nervoso poi emerge alla distanza.

Lauro 5.5: impreciso soprattutto sul gol della Fiorentina, quando perde Cerci e ne devia il cross (29′ st Fatic: positivo debutto per il montenegrino);

Schelotto 5.5: ennesima prestazione incolore. I suoi cross sono qualcosa di inguardabile (29′ st Ceccarelli 6.5: dà fiato all’assalto bianconero nel finale),

Colucci 6: qualche errore di troppo, ma tutto passa dai suoi piedi (41′ st Ighalo; n.g.: ma chi è?),

Parolo 7: monumentale come sempre. Finisce esausto.

Jimenez 6.5: le sue giocate sono vitali per il Cesena per trovare spazio in avanti.

Giaccherini 6.5: mille dribbling e l’unico tiro in porta di giornata per i romagnoli.

Bogdani 5: non pervenuto.

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Fiorentina-Cesena 1-0

14 novembre 2010

Firenze, stadio Artemio Franchi, sabato 13 novembre 2010 ore 18. Anticipo della dodicesima giornata di campionato.

FIORENTINA (4-2-3-1): Boruc; Comotto, Gamberini, Kroldrup, Pasqual; Santana (15′ st D’Agostino), Donadel; Cerci, Mutu (42′ pt Ljajic), Vargas (39′st Marchionni); Gilardino. A disp: Avramov, De Silvestri, Bolatti, Gulan. All. MIhajlovic

CESENA (4-3-2-1): Antonioli; Nagatomo, Von Bergen, Benalouane, Lauro( 29′ st Fatic); Schelotto (29′ st Ceccarelli), Colucci (41′ st Ighalo), Parolo; Jimenez, Giaccherini; Bogdani.  A disp.: Cavalieri, Pellegrino, Piangerelli, Appiah). All. Ficcadenti

ARBITRO: Giannoccaro di Lecce

RETE: 14′ st Gilardino

AMMONITI: Comotto, Benalouane

ANGOLI: 5-4 per il Cesena.

FIRENZE. Contro una modesta Fiorentina il Cesena non sfonda e lascia l’intera posta agli ospiti. Decide una rete di quello che manca ai bianconeri: il bomber, ovvero Alberto Gilardino. L’unico guizzo del centravanti toscano degno di nota è la splendida girata al 14′ della ripresa che vale la vittoria dei toscani.

E il Cesena? Tanto possesso palla, una buona manovra, qualche buona idea, molte belle intenzioni ma un solo tiro nello specchio, di Giaccherini. Bogdani semplicemente non pervenuto. Troppo poco per provare a portare via punti dal Franchi. Sarebbe stata la classica partita da 0-0 se la Fiorentina non avesse avuto l’uomo in grado di risolvere la gara da solo.

Visto che Budan tarda il suo rientro e che Malonga è fuori causa per decisione disciplinare di Ficcadenti, la crisi del reparto offensivo è quantomai evidente. Il mercato di gennaio è ancora lontano ma fino a quel momento il Cesena dovrà cercare in tutti i modi di restare in scia al treno salvezza.

La squadra di Ficcadenti ha mostrato infatti in queste prime dodici gare di avere un potenziale tale da permettergli di lottare per la salvezza. Qualche errore arbitrale e qualche mancanza di esperienza nei finali di gara han fatto sì che i risultati ottenuti siano di molto inferiori a quelli meritati. Però il gruppo e la squadra ci sono. E’ solo evidente che basterebbe qualche innesto – non si parla di rifondazioni o innesti decisivi in ogni reparto – darebbero al Cesena quel quid in più per conquistare una importantissima salvezza.

Riassumento, senza paura di essere troppo brutali, è ora di tirare fuori i soldi per far fruttare gli interessi a fine campionato, a salvezza ottenuta.

 

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Cesena-Lazio: le curve

12 novembre 2010

Mercoledì sera si sono accomodati in Curva Ferrovia circa 300 laziali tesserati. Alcune bandiere appese in balaustra e nient’altro. Un centinaio i laziali non tesserati al seguito della squadra nonostante il divieto imposto sono stati posizionati al lato della gradinata inferiore. "Settore" che sembra ormai destinato ai dissidenti della tessera. Come in ogni occasione per noi è davvero molto difficile poterli sentire o vedere, vista la posizione.

Nonostante le recenti sconfitte e nonostante la serata a dir poco uggiosa, il popolo bianconero ha risposto presente in massa anche nel turno infrasettimanale. Uno striscione dedicato a Gabriele Sandri in occasione dell’anniversario del suo tristissimo omicidio "No all’impunità di stato.Giustizia per Gabriele. Ultras.". Anche quest’anno vogliamo ricordare Gabriele con tutto l’affetto e come sempre siamo tutti quanti a chiedere che venga fatta giustizia per lui e per la sua famiglia. Un altro striscione, di tutt’altro tenore nella parte superiore della Mare recitava" Sono Pazzi Questi Romagnoli " con chiaro riferimento all’SPQR romano. Una buona Curva Mare ha accompagnato il Cesena ad una meritata vittoria, il goal di Parolo all’ottantacinquesimo è stato accolto da un vero e proprio boato liberatorio. Non vincevamo da due mesi e l’entusiasmo si è davvero sentito bello forte. Sabato saremo di scena in quel di Firenze. Noi non molliamo!Noi ci crediamo!

Avanti Bianconeri!