Bari, stadio San Nicola, domenica 28 novembre 2010, ore 15. Quattordicesima giornata del campionato di serie A.
BARI (4-4-2): Gillet; Raggi, Belmonte, M. Rossi II, Parisi (36′ pt E. Alvarez); A.Masiello, Almiron, Donati (37′ st D’Alessandro), Pulzetti; Rana (17′ st Rivas), Caputo
A disp.: Padelli, Crimi, Galasso, Gazzi. All. Ventura
CESENA (4-3-2-1): Antonioli; Ceccarelli, Von Bergen, Benalouane, Nagatomo; Schelotto (25′ st Fatic), Colucci, Parolo; Giaccherini (45′ st Lauro), Jimenez; Bogdani (11′ st Budan)
A disp.: Cavalieri, Pellegrino, Gorobsov, Malonga. All. Ficcadenti
ARBITRO: Tagliavento di Terni
RETI: 16′ st Colucci (rig.), 18′ st Caputo
AMMONITI: Parisi, Donati, Caputo, Benalouane, Colucci
NOTE: Terreno pesante, pomeriggio freddo. Spettatori presenti circa 15 mila (compresi 14 mila abbonati). Angoli 7-3 per il Cesena, recupero: 4′ pt, 3′ st.

BARI. Due risultati su tre erano a disposizione del Cesena e l’obiettivo è stato raggiunto. Il come conta relativamente poco. Che sia il solito Cesena, in grado di vincere e perdere contro chiunque, è secondario: dopo settimane passate a recriminare per l’infruttuoso bel gioco, eccoci a gustarci il sapore di un punto lontano dal Manuzzi che mancava dal caldo agosto (0-0 a Roma).
Tre parti. Un primo tempo noioso, in cui il Cesena, giustamente, ha atteso un rimaneggiatissimo Bari senza esporsi inutilmente e controllando la manovra. Il gol su rigore di Colucci chiude, nella ripresa, questa fase: fino a questo momento in pratica ecco la partita perfetta. Ovvero possesso palla, zero rischi e capacità di pungere. Poi arriva la reazione del Bari, che pareggia con troppa facilità e rischia seriamente il sorpasso. Solo per una casualità il 2-1 non arriva. A cinque minuti dalla fine i ragazzi di Ventura, cosa che troppo spesso è mancata al Cesena, hanno l’umiltà di capire che il punto è comunque meglio della sconfitta e smettono di spingere. Improvvisamente torna in auge il Cesena, che con due guizzi di Budan sfiora la vittoria. Fine delle trasmissioni.
La classifica. Il quartultimo posto è ora agganciato, e due lunghezze più in alto, pur con una partita in meno, c’è il Bologna, prossimo avversario del Cesena domenica prossima. In quell’occasione i romagnoli avranno a disposizione un solo risultato, al contrario della trasferta di Bari: sarà fondamentale vincere. Senza nascondersi dietro a facili scaramanzie, una vittoria col Bologna darebbe senso a questa prima parte di campionato e permetterebbe di arrivare alla sosta con rinnovato ottimismo anche indipendentemente (quasi) dal risutlato col Cagliari.
Entriamo ora nella settimana del derby. L’unico vero derby. La Romagna contro l’Emilia, l’orgoglio della provincia operaia contro la sbruffonaggine ed arroganza del capoluogo. Il derby sarà la partita della vita, occasione da non lasciarsi sfuggire. Caricaaa!!!
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