Archivio di aprile 2010

Albinoleffe-Cesena, le pagelle

10 aprile 2010

Antonioli 7: un paio di mirate che sanno di miracoloso, contro le leggi della fisica.
Ceccarelli 6.5: incisivo a destra, sicuro quando Bisoli lo sposta sulla corsia sinistra.
Volta 6.5: protegge la palla come il bene più prezioso del mondo e non stecca mai.
Biasi 7: per una volta il migliore della difesa, non perde un duello, aereo o terrestre che sia.
Lauro 6.5: in campo solo un tempo prima di abbandonare per una botta al capo. Un paio di errori in mezzo alla solita classe (1’ st Petras 6: un po’ troppo legnoso, schierato sulla corsia di destra soffre gli spifferi dell’Albinoleffe).
Schelotto 7: inarrestabile, guadagna il fondo che è un piacere, confeziona l’assist del primo gol e si guadagnerebbe anche un rigore (17’ st Franceschini 5: sembra sempre di più un altro Cardone. Il gol subito è tutta colpa sua).
De Feudis 7: dal suo recupero di palla nasce l’azione del vantaggio bianconero. Onnipresente.
Segarelli 7: come direbbe il capufficio Pacchi, ci dà che ci dà che ci dà.
Colucci 7: il Do Prado bianco, forse anche più ordinato. Prova di gran classe, come di classe è la palla con la quale innesca Schelotto per l’1-0. (26’ st Djuric 6: tanti duelli aerei in fase difensiva ed un paio di contropiede con annesso tentativo di sfondamento).
Giaccherini 7: di ritorno al gol dopo quasi quattro mesi, ha i movimenti e soprattutto il dribbling dei tempi migliori. Incisivo e determinante come punta centrale.
Malonga 6: il rischio è il suo mestiere. Ancora non si rende conto di quanto pesasse quel pallone sul dischetto del rigore.

Technorati Tags: , , , , , , ,

Albinoleffe-Cesena 1-2

10 aprile 2010

Bergamo, stadio Atleti Azzurri d’Italia. Sabato 10 aprile 2010, ore 15,30. Trentaquattresima giornata, tredicesima di ritorno, del campionato di serie B.

Albinoleffe e Cesena a centrocampo per il saluto iniziale

ALBINOLEFFE (4-4-2): Pelizzoli; Perico, Garlini, Passoni, Piccinni; Laner, Previtali, Hatemaj (1′ st Geroni), Cristiano (12′ st Foglio); Ruopolo, Cellini (14′ st Torri). A disp.: Layeni, Cioffi, Bergamelli, Cia. All. Mondonico

CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Ceccarelli, Volta, Biasi, Lauro (1′ st Petras); Schelotto (16′ st Franceschini), De Feudis, Segarelli; Colucci (25′ st Djuric); Malonga, Giaccherini. A disp.: Tardioli, Piangerelli, Giunchi, Bucchi. All. Bisoli

ARBITRO: Doveri di Roma

RETI: 17′ pt Giaccherini; 12′ st Malonga (rig.), 35′ st Laner

AMMONITI: Laner, Passoni, Garlini, Segarelli

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori non comunicati. Angoli: 6-5 per il Cesena. Recupero: 1′ pt, 4′ st.

BERGAMO. Vincere da queste parti è sempre bello. Vincere dopo la sconfitta pasquale lo è ancora di più. Il Cesena riscatta il passo falso con l’Ancona e riacciuffa il secondo posto in classifica, pur in coabitazione con Sassuolo e Brescia ma con una classifica avulsa che premierebbe i bianconeri, e torna a guardare verso l’alto.

La vittoria contro la presunzione di un Mondonico che avrebbe voluto replicare le barricate dell’andata è un capolavoro di Bisoli che inventa Giaccherini punta centrale al fianco di Malonga e Colucci rifinitore dietro ai due d’attacco. Ironia della sorte – oltre ad una buona dose d’ignoranza montanara – a fine partita è stato proprio Mondonico, che tra mille difetti non sa perdere, ad accusare il Cesena di aver eretto barricate.

Simpatia del tecnico bergamasco a parte, il Cesena ha steso l’Albinoleffe nonostante i tanti errori in fase offensiva e gli infortuni. Distorsione alla caviglia per Schelotto, botta al capo per Lauro ed affaticamento per Colucci: subentrano giocatori come Petras e soprattutto Franceschini che di questi tempi rappresentano il vero punto debole della retroguardia bianconera.

Menzioni di merito per Schelotto, Giaccherini e Colucci, con quest’ultimo che non ha fatto per la prima volta rimpiangere l’assenza di Do Prado. Il galgo italo argentino su campi perfetti come quello dell’Azzurri d’Italia è semplicemente devastante ed incontenibile, mentre il folletto di Talla è tornato ai livelli di forma della fine del 2009.

Contro l’Albinoleffe il Cesena ha sofferto. E questa è la nota conclusiva. Ma ha mostrato bel gioco e – grande novità di giornata – incisività in fase offensiva grazie alla ritrovata vena delle ali. Il Cesena sa soffrire, e questo è vero da sempre. Colmando le lacune in fase offensiva, si potrebbe continuare a sognare. Otto partite al termine, 14 punti almeno da totalizzare. Noi ci proviamo.

Technorati Tags: , , , , , , , ,

Cesena-Ancona: le curve

3 aprile 2010

I tifosi marchigiani sono accorsi numerosi nella giornata di venerdì che anticipa la Pasqua. Quasi un migliaio si accomodano in Curva Ferrovia. Davvero un ottimo esodo. Alla balaustra diversi stendardi attaccati e molte bandiere sventolano per tutta la partita. Per la prima volta in stagione abbiamo sentito cantare i tifosi avversari, cori per tutta la durata del match. Senz’altro il vantaggio dopo pochi minuti ha aiutato l’entusiasmo, ma ci viene da dire che la loro prestazione è stata veramente buona. Alcune sciarpate e il solito scempio del nostro inno nazionale Romagna mia.

In Curva Mare vengono esposti due striscioni in ricordo di due tifosi non più con noi. Il primo " Chi ha il Cesena nel cuore non muore mai..Ciao Ariele " e il secondo per ricordare un tifoso del Saint Etienne " Après un an Cesena crie encore, Maxime toujours avec nous " (Dopo un anno Cesena piange ancora, Maxime sempre con noi).

Poi il solito grande cuore della Mare a cercare di spingere il Cesena verso il sogno più grande. Dopo pochi minuti il vantaggio dorico, ma la Curva non si spegne, non si demoralizza e cerca in tutti i modi di sostenere i ragazzi. Nel secondo tempo alcuni cori che sono boati veri e propri salgono dal nostro settore. Molti gli insulti nei loro confronti ( è mancato il coro di auguri pasquali agli avversari che si fa ogni anno al termine della partita, peccato! ) e al triplice fischio un coro che esprime tutti i nostri sentimenti per i nostri colori " Siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai ". Una brutta sconfitta, certo, ma non è certo una brutta sconfitta che può demoralizzarci o farci smettere di sognare!  Avanti Bianconeri!

Cesena-Ancona, le pagelle

2 aprile 2010

Antonioli 6: potrebbe quasi essere n.g. vista l’inoperosità di giornata. Due tiri, due gol sui quali è incolpevole, zero parate.

Ceccarelli 6: un paio di sgroppare interessanti, un paio di cross da rivedere.

Franceschini 5.5: ci dà come un mulo, ma è lento e troppo spesso impreciso.

Biasi 4: d’accordo, il fallo su Surraco probabilmente non c’era. Però chissà come mai lui c’entra sempre.

Petras 5.5: schierato fuori ruolo, prova a spingere qualche volta senza troppi risultati ma troppo spesso in difesa perde l’uomo (1’ st Schelotto 5.5: arriva una sola vola sul fondo ma il cross è inguardabile).

Parolo 6: prova a tamponare, ma è preda come tutti della sindrome dell’errore facile (35’ Di Matteo n.g.: esordio in B ed un bel duello a centrocampo, poco altro da segnalare).

De Feudis 6: in un paio di occasioni prova anche la conclusione dalla distanca, ma contro l’Ancona tutti risulta più difficile.

Giaccherini 6: una delle poche note positive di giornata. Il passo sembra tornato quello dei tempi migliori, ora il piede si dovrebbe adeguare…

Do Prado 5.5: stanco e per questo spendo. Incredibile e potente in elevazione, sullo stacco: se si spegne lui, si spegne il Cesena.

Colucci 6: uomo onnipresente, in grado di dare geometrie e tempi ai bianconeri. Ingenuo sull’episodio del rigore finale.

Greco 6: noie muscolari lo tolgono di mezzo troppo presto (1’ st Djuric 5.5: imperdonabile l’errore solo davanti al portiere avversario).

Technorati Tags: , , , , , ,

Cesena-Ancona 0-2

2 aprile 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, venerdì 2 aprile 2010 ore 19. Trentatreesima giornata, e dodicesima di ritorno, del campionato di serie B.

CESENA (4-3-2-1): Antonioli 6; Ceccarelli 6, Franceschini 5.5, Biasi 4, Petras 5.5 (1’ st Schelotto 5.5); Parolo 6 (35’ Di Matteo n.g.), De Feudis 6, Giaccherini 6; Do Prado 5.5, Colucci 6, Greco 6 (1’ st Djuric 5.5). A disp.: Tardioli, Giunchi, Segarelli, Bonura. All.: Bisoli.

ANCONA (4-4-2): Da Costa 6; Schiattarella 6 (32’ st Milani X), Cosenza 6, Cristante 6, Zavagno 6.5; Surraco 6, Catinali 6, De Falco 6, Miramontes 6.5 (37’ st Piccoli n.g.); Mastronunzio 5.5, Colacone 6.5 (42’ st Pisacane). A disp.: Sollitto, Mirchev, Mustacchio, Camillucci. All.: Salvioni.

ARBITRO: Pierpaoli di Firenze 5.

RETI: 3’ Miramontes, 45’ st Mastronunzio.

NOTE: Pomeriggio freddo, terreno umido. Spettatori presenti 12839 per un incasso complessivo di 78061.10 euro (compresi 8175 abbonati). Ammoniti: Biasi, Do Prado, Cosenza, Miramontes, Zavagno. Angoli 6-3 per il Cesena. Recupero: 1’ pt, 3’ st.

CESENA. Un brusco risveglio, un frenata inaspettata, una sconfitta clamorosa. Chiamatela come volete ma la sostanza non cambia. Il Cesena ha perso in una maniera stranissima contro un’Ancona che nel girone di ritorno fino ad ora aveva totalizzato un solo punto lontano dalle mura amiche.

Una punizione – che probabilmente non c’era – dopo tre minuti spiana la via ai Dorici che uniscono grinta e pressing ad una difesa ordinatissima e numericamente consistente. Il Cesena spinge in maniera disordinata, il suo uomo migliore, Do Prado, non è in giornata, e la via del gol non si trova. E quando sembra che possa farcela, ecco che Djuric decide di far fare bella figura a Da Costa. Poi nel finale arriva il rigore (anche questo probabilmente fuori area) a rendere più amara la giornata bianconera.

Il trittico di ferro, Brescia-Grosseto-Ancona, iniziato con una entusiasmante vittoria al Rigamonti, termina con una sconfitta che fa malissimo. E che vanifica il successo in terra lombarda. Ora la classifica fa davvero paura, grazie sia al ritorno in ballo dell’Ancona che al sorpasso del Torino, ora davanti ai bianconeri. Tutto sembra più stramaledettamente complicato: non solo il secondo posto appare questa sera improbabile, bensì l’accesso ai play-off diventa problematico.

Ci sarà da lotta ancora molto, e soprattutto fino alla fine ed anche oltre (leggi: spareggi). Occorre ripartire al più presto e la lezione da imparare, è che ogni match fa storia a sè. Vincere a Brescia è stato più facile che perdere in casa con Ancona o Crotone. Non bisogna dare più nulla per scontato. Mai mollare.

Technorati Tags: , , , , , , , ,