Brescia-Cesena 0-1
Brescia, stadio Mario Rigamonti, martedì 23 marzo 2010 ore 20.45. Trentunesima giornata del campionato di Serie B e decima di ritorno.
BRESCIA (3-5-2): Arcari; Berardi, De Maio, Dallamano; Zambelli, Baiocco (41′ st Kozac), Budel, Vass (30′ st Cordova), W.Lopez (13′ st Taddei); Caracciolo, Possanzini. A disp.: Viotti, Mareco, Rispoli, Saumel. All. Iachini
CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Ceccarelli, Volta, Biasi, Lauro; Schelotto, De Feudis, Parolo (41′ st Franceschini); Do Prado (26′ st Giaccherini); Greco (22′ st Segarelli), Malonga. A disp.: Tardioli, Pedrelli, Di Matteo, Djuric. All. Bisoli.
ARBITRO: Banti di Livorno
RETE: 15′ st Greco
NOTE: Serata fresca, terreno in perfette condizioni. Spettatori 5.014 (paganti 3.814, abbonati 1.200): Incasso non comunicato. Ammoniti Budel e De Maio. Recupero: 1′ pt, 4′ st. Angoli 5-3 per il Brescia.
BRESCIA. Eccola l’impresa dell’anno. Espugnare Brescia al termine della partita perfetta è il miglior modo per proseguire il Grande Sogno. Gli aggettivi in questo caso si sprecano: l’impresa è di quelle da ricordare. Non solo perché non si espugnava il Rigamonti da 30 anni: l’impresa in trasferta è quella che caratterizza le stagioni da incorniciare. Fu così con Castori nel 2004, con la vittoria nella maledetta Pisa. E’ stato così l’anno scorso con Bisoli, con il colpaccio a Ferrara targato Schelotto. Sono partite, vittorie, che danno la svolta alla stagione.
A soli sette giorni dalla mini sconfitta (che pesava però come una di 90’) contro il Sassuolo, il Cesena ha cancellato il passo falso, ha riconquistato il secondo posto in classifica, in solitaria, ed ha le idee chiare sugli obiettivi futuri. La salvezza è ormai conquistata (51 punti verosimilmente anche quest’anno garantiranno la sopravvivenza in B, nonostante la farsa-Salernitana). Non resta che puntare in alto. E visto che nessuno lo vieta, lo si deve fare in grande: il secondo posto è più che mai alla portata di questo Cesena.
La partita. Bisoli ha semplicemente realizzato un capolavoro. Tatticamente ha annichilito il Brescia. Ha accettato la sfida di Iachini, mandando Do Prado al match-race con Budel. E il brasiliano ha fatto la parte del trimarano di Oracle contro il catamarano Alinghi: l’ha smontato, annientato, doppiato, rivelandosi eccellente in copertura senza perdere un colpo in fase di impostazione del gioco.
La difesa ancora una volta si è mostrata granitica, dando validità alla regola del girone di ritorno: segna al Cesena solo chi trova l’eurogol dalla distanza. Ancora: la difesa a quattro libera la bestia, ovvero Maurizio Lauro. Il terzino di Ischia con questo modulo è libero di scorrazzare sulla corsia mancina, con effetti devastanti per gli schemi avversari. Da encomio la sua discesa che ha portato al gol di Greco: un mix di lucidità, rapidità e potenza.
La quadratura del cerchio, dopo tanti esperimenti, ancora una volta, come già un anno fa, sembra raggiunta allo scoppiare della primavera. In attesa di recuperare Giaccherini, Bucchi e Colucci in forma migliore, Bisoli sa di avere una rosa sufficientemente ampia. Qualcuno potrebbe obiettare che Torino, Lecce o lo stesso Brescia hanno rincalzi da serie A, ed è verissimo, ma la grandezza del tecnico di Porretta è quella di saper ottenere il massimo anche da giocatori come Ceccarelli (eccellente a Brescia), Franceschini o Segarelli (una furia).
Ultima menzione per De Feudis e Parolo: la diga di centrocampo è stata semplicemente insuperabile. Biasi e Volta, i due pilastri al centro della difesa, non sono stati costretti agli straordinari per merito della coppia in mediana.
Avanti così. L’ostacolo Brescia è stato archiviato (6 punti su 6 nel doppio confronto, 3 reti all’attivo e zero subite, trionfo tecnico e tattico), ora sotto col Grosseto. La rincorsa verso il paradiso è semplicemente appena partita.