Archivio di marzo 2010

Grosseto-Cesena: le curve

28 marzo 2010

Lo stadio Zecchini di Grosseto è uno stadio da Lega Pro con accorgimenti da serie B. All’antica ossatura in muratura hanno aggiunto strutture in tubi innocenti per aumentare la capienza e renderlo, diciamo così, post moderno. La curva ospiti è infatti costituita da alcuni scalini e alle spalle di essi c’è una scalinata di metallo. Orrenda! Loro sono pochi e silenziosi e per nulla colorati. I migliori cori partono dalla tribuna, come nelle migliori tradizioni di Lega Pro per l’appunro! Assolutamente insufficienti.

Oltre 500 bianconeri hanno seguito il Cavalluccio in Maremma. La prima annotazione sulla giornata riguarda il percorso per raggiungere la città toscana:una trasferta tutt’altro che agevole, resa piacevole però dai paesaggi..almeno! Al contrario della tifoseria locale noi siamo stati carichi e festanti dall’inizio alla fine tanto che  abbiamo intonato un bel "giochiamo in casa! ". Tantissime le bandiere sventolanti per gran parte della partita e davvero ben sostenuti tutti i cori fatti. Ottima Curva Mare in trasferta ieri pomeriggio!

Come nelle altre occasioni, anche ieri pomeriggio non ci siamo dimenticati di salutare un altro "amico" dell’ultima retrocessione e l’ex di giornata Turati è stato apostrofato come doveva. Come sempre, nel bene e nel male noi abbiamo memoria lunga.

Grosseto-Cesena 1-1

27 marzo 2010

Grosseto, stadio Zecchini, sabato 27 marzo 2010 ore 15.30, trentaduesima giornata, undicesima di ritorno, del campionato nazionale di serie B.

GROSSETO (4-4-2): Caparco; Turati, Conteh, Melucci, Mora; Vitofrancesco, Carobbio, Asante, Job (38′ st D’Alessandro); Pinilla, Mau. Esposito (19′ st Joelson). A disp.: Acerbis, Crescenzi, Fautario, Federici, Pichlmann. All. Sarri

CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Petras, Volta, Biasi, Lauro; Parolo, De Feudis, Giaccherini (10′ st Schelotto); Do Prado (17′ st Djuric); Greco, Malonga (17′ pt Colucci). A disp.: Tardioli, Franceschini, Ceccarelli, Segarelli. All. Bisoli

ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo

RETI: 43′ pt Pinilla (rig.); 3′ st Do Prado (rig.)

AMMONITI: Volta, Lauro, Turati

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori 3.031 (paganti 1.429, abbonati 1.602). Incasso 42.180 €. Recupero: 1′ pt, 4′ st. Angoli: 6-3 per il Grosseto.

GROSSETO. Un punto che ricorda certi snack anni ’80, sano e nutriente. Un punto frutto di un’ora di battaglia ad appena quattro giorni dalla sfida del Rigamonti, un punto che consolida la seconda posizione in classifica del Cesena. Il pareggio di Grosseto è tutto questo: un ottimo intermezzo in attesa di chiudere il trittico di ferro contro l’Ancona.

Resta il rammarico per gli infortuni: perdere prima un Malonga finalmente incisivo quindi un Do Prado sempre fondamentale per le geometrie cesenati non è certo cosa da poco. Eppure ancora una volta i ragazzi di Bisoli hanno saputo far fronte con coesione e determinazione ad una situazione oggettivamente difficile.

Non era in effetti facile rientrare in campo, ad inizio ripresa, e recuperare la rete di svantaggio dovuta all’ingenuità di Lauro (pomeriggio in ombra dopo i fasti bresciani) causa del rigore trasformato dall’infallibile Pinilla. I bianconeri si sono invece gettati in avanti con ordine e determinazione, con un Colucci illuminante quanto Do Prado e con un Greco che ha giocato a tutto campo, attaccando e difendendo dal limite della propria area di rigore fin sotto alla porta maremmana.

Il rigore conquistato da un Giaccherini ancora in fase calante ha giustamente rimesso le cose in parità regalando agli spettatori un altro quarto d’ora di vera partita. Allo scoccare dell’ora, dato il precedente turno infrasettimanale e data la vicinanza con la giornata seguente, le due squadre hanno comprensibilmente tirato i remi in barca.

Un punto, si diceva all’inizio, sano e nutriente. Un punto per il quale probabilmente non valeva la pena rischiare ulteriormente. Anche il Cesena del sempre veemente Bisoli è capace di fermarsi ed effettuare qualche calcolo a freddo. Segno inequivocabile che la squadra è matura al punto giusto per puntare ad obiettivi importanti.

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Brescia-Cesena: le curve

24 marzo 2010

Lo stadio Rigamonti ha vissuto in un passato non troppo lontano gli onori della serie A, ma oggi purtroppo è sempre più desolatamente vuoto. I tifosi del Brescia sono divisi in settori lontani e ogni gruppo fa cori propri. Questa partita è sempre motivo di ritrovo di vecchi amici con i quali siamo gemellati da anni.

Trecento bianconeri armati di belle speranze al seguito del Cavalluccio nel turno infrasettimanale in terra lombarda. Partiti da Cesena con la consapevolezza che l’ultima vittoria in casa bresciana risaliva al lontanissimo 1979, con la certezza di affrontare una difficilissima partita contro un avversario a pari punti di tutto rispetto, ma con la convinzione che i ragazzi di Mister Bisoli avrebbero dato il massimo. E così è stato! Una vittoria grandiosa accompagnata minuto dopo minuto da noi, fedeli amanti dei nostri colori.

Una Curva Mare versione trasferta che si merita un applauso grande per l’impegno tenuto tutta la partita con la voce e con lo sventolio continuo dei nostri colori! Oggi siamo secondi, sognare non ci costa davvero niente e ci rende felici!

Avanti Bianconeri!

Brescia-Cesena, le pagelle

23 marzo 2010

Antonioli 7: una sicurezza. Poche volte chiamato in causa, ma è da questo che si evince che è un grande portiere: sempre attento e mai sopra le righe.
Ceccarelli 6.5: si regala i primi punti dell’anno dopo due apparizioni coincise con altrettante sconfitte. Il treno di Gambettola non è mai in ritardo.
Volta 6.5: e chi lo passa? Possanzini vede la palla solo fuori dall’area, tanto che a fine partita Volta gliene regala una autografata come ricordo della serata.
Biasi 6: sicuro, semplice ed efficace.
Lauro 7: uno spettacolo. Ripensare che solo due anni fa nel 70% dei contrasti prendeva la caviglia avversaria e rimediava ammonizioni e squalifiche, che un anno e mezzo fa era stato messo sul mercato, ed ora è un fluidificante meglio di Grosso. La sua serpentina che porta al gol è un esempio di calcio champagne.
Schelotto 6: i suoi cross non sono ancora perfetti, ma la ritrovata umiltà fa di lui un giocatore indispensabile per coprire ed attaccare sulla corsia destra.
De Feudis 7: encomiabile. E’ su tutti i palloni. Probabilmente ha due calamite nei piedi. Gigantesco.
Parolo 7: traccia un solco con l’aratro e lo difende con la spada. Il centrocampo è il suo regno di comabttimento: libero da compiti offensivi, si trasforma nel vietcong della zona mediana. (41′ st Franceschini n.g.: un poderoso contenimento per gli ultimi assalti bresciani).
Do Prado 7.5: umilia Budel, lo tartassa, lo blocca, e contemporaneamente illumina il gioco romagnolo. (26′ st Giaccherini 6: nelle ripartenze denota una condizione ancora lontana da quella ottimale, ma si preoccupa più che altro di dar manforte al reparto arretrato).
Greco 7: terzo gol in bianconero. Era stato preso per questo, e mattone dopo mattone, sta dando il suo contributo alla causa bianconera. (22′ st Segarelli 7: dopo De Feudis e Parolo, è il terzo cannibale della linea di centrocampo).
Malonga 6.5: non segna ma gioca con grande maturità. Non è più il giocatore disordinato e confusionario delle grigie apparizioni precedenti, stile Mantova.

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Brescia-Cesena 0-1

23 marzo 2010

Brescia, stadio Mario Rigamonti, martedì 23 marzo 2010 ore 20.45. Trentunesima giornata del campionato di Serie B e decima di ritorno.

BRESCIA (3-5-2): Arcari; Berardi, De Maio, Dallamano; Zambelli, Baiocco (41′ st Kozac), Budel, Vass (30′ st Cordova), W.Lopez (13′ st Taddei); Caracciolo, Possanzini. A disp.: Viotti, Mareco, Rispoli, Saumel. All. Iachini
CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Ceccarelli, Volta, Biasi, Lauro; Schelotto, De Feudis, Parolo (41′ st Franceschini); Do Prado (26′ st Giaccherini); Greco (22′ st Segarelli), Malonga. A disp.: Tardioli, Pedrelli, Di Matteo, Djuric. All. Bisoli.
ARBITRO: Banti di Livorno
RETE: 15′ st Greco
NOTE: Serata fresca, terreno in perfette condizioni. Spettatori 5.014 (paganti 3.814, abbonati 1.200): Incasso non comunicato. Ammoniti Budel e De Maio. Recupero: 1′ pt, 4′ st. Angoli 5-3 per il Brescia.

BRESCIA. Eccola l’impresa dell’anno. Espugnare Brescia al termine della partita perfetta è il miglior modo per proseguire il Grande Sogno. Gli aggettivi in questo caso si sprecano: l’impresa è di quelle da ricordare. Non solo perché non si espugnava il Rigamonti da 30 anni: l’impresa in trasferta è quella che caratterizza le stagioni da incorniciare. Fu così con Castori nel 2004, con la vittoria nella maledetta Pisa. E’ stato così l’anno scorso con Bisoli, con il colpaccio a Ferrara targato Schelotto. Sono partite, vittorie, che danno la svolta alla stagione.
A soli sette giorni dalla mini sconfitta (che pesava però come una di 90’) contro il Sassuolo, il Cesena ha cancellato il passo falso, ha riconquistato il secondo posto in classifica, in solitaria, ed ha le idee chiare sugli obiettivi futuri. La salvezza è ormai conquistata (51 punti verosimilmente anche quest’anno garantiranno la sopravvivenza in B, nonostante la farsa-Salernitana). Non resta che puntare in alto. E visto che nessuno lo vieta, lo si deve fare in grande: il secondo posto è più che mai alla portata di questo Cesena.
La partita. Bisoli ha semplicemente realizzato un capolavoro. Tatticamente ha annichilito il Brescia. Ha accettato la sfida di Iachini, mandando Do Prado al match-race con Budel. E il brasiliano ha fatto la parte del trimarano di Oracle contro il catamarano Alinghi: l’ha smontato, annientato, doppiato, rivelandosi eccellente in copertura senza perdere un colpo in fase di impostazione del gioco.
La difesa ancora una volta si è mostrata granitica, dando validità alla regola del girone di ritorno: segna al Cesena solo chi trova l’eurogol dalla distanza. Ancora: la difesa a quattro libera la bestia, ovvero Maurizio Lauro. Il terzino di Ischia con questo modulo è libero di scorrazzare sulla corsia mancina, con effetti devastanti per gli schemi avversari. Da encomio la sua discesa che ha portato al gol di Greco: un mix di lucidità, rapidità e potenza.
La quadratura del cerchio, dopo tanti esperimenti, ancora una volta, come già un anno fa, sembra raggiunta allo scoppiare della primavera. In attesa di recuperare Giaccherini, Bucchi e Colucci in forma migliore, Bisoli sa di avere una rosa sufficientemente ampia. Qualcuno potrebbe obiettare che Torino, Lecce o lo stesso Brescia hanno rincalzi da serie A, ed è verissimo, ma la grandezza del tecnico di Porretta è quella di saper ottenere il massimo anche da giocatori come Ceccarelli (eccellente a Brescia), Franceschini o Segarelli (una furia).
Ultima menzione per De Feudis e Parolo: la diga di centrocampo è stata semplicemente insuperabile. Biasi e Volta, i due pilastri al centro della difesa, non sono stati costretti agli straordinari per merito della coppia in mediana.
Avanti così. L’ostacolo Brescia è stato archiviato (6 punti su 6 nel doppio confronto, 3 reti all’attivo e zero subite, trionfo tecnico e tattico), ora sotto col Grosseto. La rincorsa verso il paradiso è semplicemente appena partita.
 

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Cesena-Vicenza: le curve

22 marzo 2010

I tifosi vicentini sono circa duecento. Sono fisicamente separati, una parte si accomoda nel settore superiore e una parte nel settore inferiore della Curva Ferrovia. Al piano di sopra appaiono più colorati appendono gli stendardi alla balaustra e fanno anche una sciarpata, i sostenitori del piano di sotto sembrano più rumorosi, noi abbiamo avuto modo di sentirli solo i minuti successivi al loro goal poichè il Manuzzi è rimasto per quel frangente gelato.

Davvero una prestazione eccellente quella di ieri. In gradinata tanti coriandoli hanno salutato l’ingresso delle squadre in campo e uno striscione"Vietato mollare, insieme per sognare". In curva un altro striscione che sapeva di profezia" Il nostro campionato inizia oggi ".

A parte i già citati minuti post goal vicentino che hanno lasciato interdetti gli amanti del Cavalluccio, è stato un crescendo di entusiasmo. La Curva Mare ha sfoderato una prestazione maiuscola e si è fatta davvero sentire per tutta la partita e oltre il triplice fischio.

Serviva una vittoria, serviva una partita giocata alla morte, serviva la grinta, servivano i tre punti  ed è arrivato tutto questo! Una vittoria ottima che ci accompagnerà fino a martedì a Brescia nel turno infrasettimanale. Noi ci crediamo, noi non molliamo, noi siamo di un’altra categoria e vogliamo che i sogni si avverino.

Avanti Bianconeri!

Cesena-Vicenza, le pagelle

20 marzo 2010

Antonioli 6: praticamente mai in casa. Solito eurogol sul quale nulla può.

Petras 6: un po’ rigido talvolta negli interventi.

Volta 6.5: maestoso, riesce sempre a metterci una pezza. 

Biasi 6: talvolta irritante per la leggerezza con la quale commette fallo, in generale sufficiente. 

Lauro 6.5: tornato in mancina nella difesa a quattro recupera lo scettro della corsia sinistra.

Parolo 6.5: combatte come un leone, sia in fase difensiva che d’accatto. 

De Feudis 6.5: si getta su ogni pallone, lo arpiona, lo trattiene, lo smista. Un ufficio postale in miniatura.

Giaccherini 5.5: dopo un buon primo tempo, nel quale serve anche un assist a Malonga, pasticcia troppo nella ripresa. (24’ st Schelotto 6: la tirata d’orecchie di Bisoli gli è servita, e si vede).

Colucci 6: peccato che la sua partita duri così poco. Il piede è da serie A, il fisico un po’ meno (41’ pt Do Prado 6: la condizione atletica non è delle migliori, ma l’acume tattico è sempre notevole).

Greco 6: non segna, eppure era stato preso per quello. Ma si muove bene (20’ st Djuric 6.5: torna al gol dopo una vita e dopo l’infortunio. Applausi per lui meritatissimi):

Malonga 7.5: eroe di giornata. Doppietta e palo, frizzante e straripante.

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Cesena-Vicenza 3-1

20 marzo 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 20 marzo 2010 ore 15,30.  Trentesima giornata del campionato di serie B e nona di ritorno.

CESENA (4-3-1-2): Antonioli 6; Petras 6, Volta 6.5, Biasi 6, Lauro 6.5; Parolo 6.5, De Feudis 6.5, Giaccherini 5.5 (24’ st Schelotto 6); Colucci 6 (41’ pt Do Prado 6); Greco 6 (20’ st Djuric 6.5), Malonga 7.5.
A disp.: Tardioli, Segarelli, Franceschini, Ceccarelli. All.: Bisoli.
VICENZA (4-4-2): Fortin 6; Ferri 4, Martinelli 5.5, Di Cesare 5.5, Brivio 6; Madonna 6 (28’ st Gavazzi 5.5), Botta 5, Gatti 6 (1’ st Signori 6), Sgrigna 6; Bjelanovic 5.5, Misuraca 5 (1’ st Huth 6).
A disp.: Russo, Braiati, Litteri, Margiotta,. All.: Maran.
ARBITRO: Baracani di Firenze 6.
RETI: 6′ pt Gatti, 14′, 25′ pt Malonga; 29′ st Djuric.
NOTE: Pomeriggio nuvoloso, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 10547 (compresi 8175 abbonati) per un incasso complessivo di 51262,10 €. Ammoniti Biasi, Do Prado, Petras, Djuric, Bjelanovic, Madonna, Brivio. Espulso: 18’ pt Ferri per cnr. Angoli 11-3 per il Cesena. Recupero: 6’ pt, 3’ st.

CESENA. Rieccolo, il Cesena che volevamo vedere. Umile, lottatore, incisivo, poi spavaldo e straripante. Un Cesena che non si arrende, non si ferma, non si riposa. Un Cesena a tutto cuore, un Cesena che ci fa spellare le mani per gli applausi e che ci riempie di gioia. Rieccolo il Cesena di inizio stagione, quello che passava senza chiedere permesso, quello che non faceva prigionieri.

Il primo capolavoro del Cesena è stato quello di aver saputo essere più forti anche della sfortuna o comunque del caso. L’ennesimo gol capolavoro da fuori area, per di più maturato dopo appena 6 minuti di gioco, con lo spettro della mini sconfitta del martedì prima con il Sassuolo, rischiava di essere fatale. Invece lo spirito battagliero di questa squadra ha ribaltato la situazione. Certo, l’espulsione di Ferri ha aiutato, ma già dopo il gol di Gatti si era capito che il Cesena era stato colpito ma tutt’altro che affondato.

Abbiamo riscoperto un super Malonga, Colucci si è confermato giocatore di categoria superiore (peccato per l’infortunio, ma se non fosse stato in così precarie condizioni fisiche non sarebbe mai sceso in serie B), abbiamo rivisto la voglia di far male sia in Schelotto che Djuric, ci siamo alzati ad applaudire l’impeto e l’imperio di Parolo e De Feudis.

Guardando la classifica resta il rammarico per quell’inopinata ed incredibile sconfitta con il Sassuolo. Con un punto in più il Cesena sarebbe solo al secondo posto visto che i neroverdi se ne starebbero due lunghezze sotto. Ma poco importa. Ora due importantissime trasferte attendono i ragazzi di Bisoli. Brescia martedì in serale e sabato Grosseto.

Serve l’impresa. Almeno una delle due è da vincere, per gettare ogni maschera e far presente a tutti che il Cesena c’è.

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Cesena-Sassuolo (ultimi 16′), le curve

17 marzo 2010

 Tremila spettatori, di martedì pomeriggio, per 16′ di partita. Una sola parola: splendidi.

La curva Mare durante gli ultimi minuti di Cesena-Sassuolo

Complimenti ai cinque ultras neroverdi presenti in Curva Ferrovia.

Neroverdi in Curva Ferrovia.

Cesena-Sassuolo 0-1 (ultimi 16′)

16 marzo 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, martedì 16 marzo 2010, ore 15,30. Ultimi 16′ della partita precedentemente sospesa per neve.

Cesena e Sassuolo alla ripresa del gioco

CESENA (4-2-3-1): Antonioli 6.; Petras 6 (39’ st Bucchi n.g.), Franceschini 6, Biasi 5, Lauro 6; De Feudis 5.5, Parolo 6; Schelotto 5, Colucci 6.5, Do Prado 6; Greco 5.5. A disp.: Teodorani, Ceccarelli, Giunchi, Segarelli, Tattini, Malonga. All.: Bisoli.

SASSUOLO (4-3-1-2): Bressan 6.5; Consolini 6, Rossini 6, Minelli 6, Consolini 7; Fusani 6, Magnanelli 6, Riccio 6; Quadrini n.g. (38’ st Piccioni n.g.); Martinetti 6, Masucci 6. A disp.:: Pomini, Polenghi, Bianco, C. Valeri, Titone, Noselli. All.: Pioli .

ARBITRO: Valeri di Roma.

RETE: 31′ st Donazzan.

NOTE:  Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 3095 (compresi 2730 abbonati presenti (su 8.175) per un incasso di euro 1478 €.  Ammoniti: Consolini e Bressan. Recupero: 4′.  Angoli: 3-0 per il Cesena.

CESENA. Una doccia fredda. Un colpo al cuore. Dal quale è necessario rialzarsi al più presto. I 16 minuti più recupero del completamento di Cesena-Sassuolo pesano come macigni sul morale dei giocatori bianconeri. Contro il Vicenza la vittoria, sul piano del gioco per riscattare un periodo di appannamento ancor prima che nel punteggio, è quantomeno necessaria.

I primi caldi non sono ancora arrivati. In quel momento si deciderà il campionato. Ma sprecare occasioni come quelle di Salerno e del finale di gara di Cesena-Sassuolo è un lusso che una squadra come quella bianconera non si può permettere.

Tre minuti. Tanti sono bastati a Donazzan, al rientro dopo un infortunio ed un calvario lungo nove mesi, per trovare un sinistro al volo da favola e sorprendere Francesco Antonioli. Se il Cesena fosse partito all’arrembaggio, alla ricerca dei tre punti, ed avesse preso il gol fatale in contropiede, tutto avrebbe avuto un altro senso. La delusione sarebbe comunque stata alta, ma non come dopo questa sconfitta.

Il Sassuolo è partito come avrebbe dovuto fare la squadra di Bisoli, spingendo forte sull’acceleratore e trovando un gol spettacolare ma non certo ingiusto.

La reazione è stata scomposta, e nemmeno così dirompente. Gli emiliani sono stati bravissimi a chiudersi ordinatamente senza concedere nulla ai padroni di casa, a parte un colpo di testa di Schelotto (poi giudicato in fuorigioco) ed una conclusione di Colucci che ha richiesto l’unico intervento di giornata di Bressan.

Occorre ripartire. E’ ancora troppo presto per parlare di crisi o treni già passati. Il Cesena vede ancora, non solo la zona play-off, ma i primi due posti, a portata di mano. E allora, visto che ormai ci eravamo abituati a sognare, già col Vicenza Bisoli dovrà trovare il modo per continuare a viziarci così.

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