Archivio di febbraio 2010

Cesena-Ascoli: le curve

28 febbraio 2010

I tifosi ascolani al seguito della squadra sono circa 300. Alla balaustra appendono diversi stendardini e al centro fa bella mostra di sè una bandiera "AP". Un tifo tutto sommato sostenuto, tanti gli insulti al nostro indirizzo e all’indirizzo di Do Prado ( inqualificabili! ).

Ieri pomeriggio è andata in scena la vendetta della Curva Mare nei confronti dell’ex Marco Bernacci. Senz’altro il numero 82 dell’Ascoli si aspettava un trattamento di "favore", ma crediamo non si attendesse tanti fischi e tanti insulti tutti per lui! Il popolo bianconero si è letteralmente scatenato ad ogni suo tocco di palla e l’apoteosi è stata il momento della sua espulsione.

Riteniamo che i tradimenti debbano necessariamente essere pagati e pensiamo che nel gioco del calcio, come nella vita, spesso ( non sempre ) si raccoglie quello che si semina. Forse siamo anche andati un po’ sopra le righe con gli improperi, ma ci viene da dire che anche lui, nell’esercizio del suo mestiere non ce ne ha risparmiata una. Questa volta non potrà certo dire di non averci visti e sentiti come capitò in tempi non sospetti a Mantova!

Ora attendiamo con ansia la partita di venerdì sera contro il Sassuolo dove incontreremo un altro ex di lusso che ha lasciato Cesena da gran signore e che per questo verrà salutato come merita.

Triestina-Cesena: le curve

21 febbraio 2010

Lo Stadio Rocco di Trieste è una gigantesca struttura sviluppata verso l’alto davvero imponente. E’ coperto per intero e meno male, altrimenti ieri pomeriggio ci saremmo letteralmente affogati vista la pioggia battente che ha caratterizzato la partita. Gli spettatori sono pochi e la loro curva è semideserta, senza bandiere o striscioni e a conti fatti del tutto silenziosa se non contiamo i "bu" rivolti all’indirizzo di Do Prado.

Cesenati al Nereo Rocco di Trieste

Quasi 250 Bianconeri hanno raggiunto Trieste ieri pomeriggio per vedere una partita al limite dell’impraticabilità. A dire il vero noi riteniamo che fosse la classica partita da rinvio, visto il diluvio in corso e le condizioni pessime del campo, ma è stato deciso diversamente ed allora abbiamo potuto assistere ad un match dove chi sa giocare a calcio, non può giocare. Ci domandiamo come mai sia la partita di ieri che quella innevata di Modena non siano state sospese o meglio, mai cominciate, ma sappiamo che di risposte sensate non ce ne sono. Un tifo, il nostro tutto sommato sufficiente e da menzionare uno striscione in ricordo di un tifoso scomparso, Davide.

Triestini in casa

Concludiamo con una delle nostre solite note polemiche al ritorno dalla trasferta: usciti a Trieste abbiamo trovato la prima indicazione per lo stadio a pochi chilometri dallo stesso. Meno male che hanno inventato il navigatore perchè altrimenti ieri arrivare in Slovenia era davvero un attimo! 

Triestina-Cesena 0-0

20 febbraio 2010

Stadio Nereo Rocco di Trieste, sabato 20 febbraio 2010, ore 14. Quinta giornata di ritorno, ventiseiesima del campionato di serie B.

Triestina e Cesena ad inizio gara si scambiano il saluto a centrocampo

TRIESTINA (4-4-2): Calderoni; Colombo, Cottafava, Scurto, Pit; Siligardi (24′ st Gorgone), D’Aversa, Gissi, Testini; Godeas (37′ st Della Rocca), Pasquato (41′ st Pani). A disp.: Dei, Brosco, Volpe, Stankovic. All. Arrigoni.

CESENA (4-2-3-1): Antonioli; Petras, Volta, Biasi, Lauro; De Feudis, Parolo; Schelotto (44′ st Malonga), Do Prado (39′ st Segarelli), Giaccherini (22′ st Bonura); Djuric. A disp.: Grandi, Franceschini, Pedrelli, Piangerelli. All. Bisoli.

ARBITRO: Ciampi di Roma.

AMMONITI: D’Aversa, Djuric, Parolo.

ESPULSO: Al 19′ pt Colombo per fallo su chiara occasione da gol, al 10′ st il tecnico Bisoli per proteste

ANGOLI: 5-3 per la Triestina. 

TRIESTE. Mai Dire Banzai o Giochi Senza Frontiere avrebbero apprezzato un campo del genere. Noi che vogliamo vedere del calcio no. Una partita, quella del Rocco, in cui era impossibile giocare. Da non disputare nemmeno, tanto era fangoso il terreno di gioco. Azzerati tutti i valori tecnico-tattici, sono stati 90 minuti più recupero alla ricerca della pozzanghera fortunata. Ovvero quella che, grazie ad un colpo di buona sorte, avrebbe potuto causare il rimbalzo falso in grado di mandare in porta qualcuno. Non è accaduto, l’arbitro non ha nemmeno aiutato con una direzione di gara sotto le righe, e l’incontro si è concluso in parità.

Bisoli a fine gara si è rammaricato per le decisione arbitrali. Un rigore nettissimo, per fallo di mano, non concesso al Cesena, più tante polemiche almeno per un altro episodio, il fallo su Djuric giudicato fuori area e che ha determinato l’espulsione di Colombo. Ormai ci siamo abituati: nel dubbio gli arbitri vanno sempre contro al Cesena.

Questione punte: indisponibili sia Bucchi che Greco, si è rivisto Djuric titolare, autore di un incredibile errore sottoporta. Eppure l’inerzia della gara non è cambiata. E’ vero che l’incontro di Trieste, viste le condizioni di gioco, non fa molto testo, però i ragazzi di Bisoli hanno segnato un solo gol nelle ultime quattro uscite, ovvero Gallipoli, Cittadella (Greco all’esordio), Crotone e Triestina. Troppo poco per tenere il passo delle prime, troppo poco per restare in scia. E non a caso il Cesena è ora quinto in classifica.

Pierpaolo Bisoli nella conferenza stampa post partita

C’è poi l’aspetto emotivo. In settimana Bisoli si è sfogato in conferenza stampa contro chi cerca di destabilizzare l’ambiente in vari modi. Ad esempio mettendo in giro varie voci su presunti dissidi tra Campedelli e lo stesso Bisoli. Il tecnico di Porretta non ha fatto nomi e cognomi, e non li faremo certo noi in questa sede. Il riferimento però a personaggi di un passato per nulla recente, e forse non ancora passato, sono evidenti. 

E’ inevitabile quindi una presa di posizione chiara e netta a sostegno di Bisoli. Noi del Bronx Vigne siamo al suo fianco senza se e senza ma. Fino alla fine di questo campionato e fino a quanto ci vorrà onorare allenando la nostra squadra del cuore.

Ci auguriamo che tutti, tifosi e soprattutto dirigenti, si associano e rendano palese questa presa di posizione. A partire dal presidente Igor Campedelli, che vogliamo vedere e sentire sostenere Bisoli, e le sue scelte ed i suoi progetti, a gran voce.

Stiamo lottando per un sogno, le ripicche e le invidie da campagna non solo non ci interessano ma ci fanno decisamente schifo.

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Cesena-Crotone: le curve

14 febbraio 2010

 

Circa un centinaio i tifosi calabresi al Manuzzi ieri pomeriggio. Tre stendardi attaccati alla balaustra e molto tifo fatto sugli spalti ( li abbiamo visti più che sentiti, ma immaginiamo sia stato così visto il loro movimento). Al termine della gara festa grande in Curva Ferrovia. Complimeti per la lunghissima trasferta affrontata e per l’attaccamento alla squadra.

Innanzi tutto una considerazione sull’orario di inizio della partita di ieri. Fuori dalla Curva Mare è stato esposto uno striscione: " Ore 14?Andate tutti a Fancuver ". Ieri pomeriggio, infatti, alcune partite di serie B si sono giocate alle 14, altre alle 16,15. Il tutto per dare la possibilità a sky di trasmettere le olimpiadi invernali che si tengono a Vancuver. Indecente! Non è novità di oggi che siamo in qualche modo ostaggi delle trasmissioni televisive ( evviva la nuova frontiera del calcio moderno! ), ma come sempre ci sentiamo in qualche modo di dissentire con chi si permette di giostrare le nostre passioni a piacimento! Senza nulla togliere a chi segue lo sci, ovviamente!

Nonostante l’orario da digestivo, comunque oltre 10000 bianconeri sugli spalti! All’ingresso delle squadre in campo 4000 cartoncini bianchi con un cuore nero hanno salutato l’undici iniziale e uno striscione "Cesena: nostro unico amore" a testimoniare,alla vigilia di San Valentino, che noi tutti siamo innamorati dei nostri colori, più di tutto.

San Valentino è anche la ricorrenza della morte dell’indimenticato Marco Pantani. Nel sesto anniversario della sua tragica scomparsa la Mare gli ha dedicato uno striscione commovente " In rosa e in giallo per anni ci hai fatto sognare. In bianconero dopo sei anni ti portiamo nel cuore. Ci manchi campione". Il nome del Pirata si alzato dalla Curva seguito da un lungo applauso. Noi non dimentichiamo.

Un’ultima considerazione sarcastico-scaramantica a chiusura del pezzo. La nostra mascotte "Marino" ha fatto la sua prima apparizione col Gallipoli ( un pareggio ) e ieri è tornato in campo prima della partita ( una sconfitta in casa dopo molti mesi ). Se non è proprio necessario avere una mscotte, perchè non la lasciamo negli spogliatoi fino alla fine del campionato??

Nonostante il risultato di ieri, comunque noi continuiamo a lottare e crederci!

Cesena-Crotone, le pagelle

14 febbraio 2010

Antonioli 6: sempre attento sulle conclusioni dalla distanza del Crotone, incolpevole sui due eurogol.

Ceccarelli 5.5: nuovamente titolare dopo una vita, non lascia il segno. (20′ st Djuric 5: rientra in campo dopo tre mesi ma i suoi centimetri non incidono sull’economia dell’incontro).

Biasi 4: irritante. Quando c’è Volta che gli fa da balia si salva, quando è da solo come in questi casi commette errori incredibili. La responsabilità della punizione che ha portato alla sconfitta è la sua.

Lauro 5: festeggia le 100 presenze in bianconero con un filo d’amarezza.

Petras 5: dopo l’infortunio non ha ancora ritrovato il giusto passo.

Segarelli 6: nel mezzo è l’unico che ci dà (9′ st Piangerelli 4.5: decisamente privo del ritmo partita, schierato nel ruolo di terzino sbaglia tantissimo).

Parolo 5: in difficoltà per colpe non sue in un ruolo non suo.

Giaccherini 6: ci prova, serve assist perfetti, ha dinamismo. Un guaio muscolare lo toglie di mezzo troppo presto. (25′ st Pedrelli 5: fa quello che può, cioè poco o niente).

Schelotto 6: insieme a Giaccherini è uno dei pochi a salvarsi nel grigiore generale.

Bucchi 5: un gol regolare lo metterebbe anche a segno, poi però è il nulla.

Greco 5: sbaglia un gol già fatto schiacciando troppo la palla e non fa niente per recuperare.

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Cesena-Crotone 0-2

14 febbraio 2010

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 13 febbraio 2010 ore 14. Venticinquesima giornata e quinta di ritorno del campionato di serie B.

Le due formazioni a centrocampo e sullo sfondo la coreografia della Curva Mare

CESENA (4-3-3): Antonioli 6; Ceccarelli 5.5 (20′ st Djuric 5), Biasi 4, Lauro 5, Petras 5; Segarelli 6 (9′ st Piangerelli 4.5); Parolo 5; Giaccherini 6 (25′ st Pedrelli 5); Schelotto 6, Bucchi 5, Greco 5; A disp.: Teodorani, Giunchi, Pedrelli, Di Matteo, Ambrogetti. All.: Bisoli.

CROTONE (4-2-3-1): Concetti 6; Galeoto 6, Legati 6, Abruzzese 6, Morleo 6.5; Beati 6, Galardo 6; Cutolo 6.5 (20′ st Russotto 6), Mazzarani 6 (15′ st Degano 6.5), Gabionetta 6.5; Ginestra 6 (27′ st Viviani 6). A disp.: Farelli, Digao, Bonvissuto, Perpetuini All.: Lerda.

ARBITRO: Giancola di Vasto 3.

RETI: 49′ st Morleo, 50′ st Degano.

NOTE: Pomeriggio soleggatio terreno in buone condizioni. Spettatori presenti 10060 (compresi 8175 abbonati) per un incasso complessivo di 47919,10 euro. Ammoniti: Bucchi, Legati, Gabionetta, Ceccarelli, Lauro, Biasi, Morleo. Calci d’angolo: 7-0 per il Cesena. Recupero: 0′ pt, 4′ st.

CESENA. Come un pugno nei denti quando ormai ti eri abituato all’idea di non darle contemporaneamente a quella di non prenderle. Un risveglio bruttissimo, per usare la metafora di Bisoli in sala stampa. Un Cesena che cade ben due volte in pieno recupero contro il Crotone del sempre odioso Franco Lerda al termine di una partita che ancora una volta non è riuscito a chiudere. D’accordo, il pessimo Giancola di Vasto ha annullato tre gol al Cesena dei quali almeno uno sembrava più che regolare. D’accordo, nel dubbio al Cesena i gol si annullano mentre quando capitano contro (vedi Padova) sono convalidati anche in situazioni imbarazzanti.

Fatte le doverose premesse, bisogna ammettere che sia Bisoli che i giocatori sono stati determinanti nella sconfitta. Il tecnico di Porretta ha rivoluzionato, anche in corsa, un modulo che non offre più punti fermi alla squadra e che ha finito per spezzare il Cesena in due tronconi distinti, attacco e difesa. Il centrocampo è naufragato, senza De Feudis, con un Parolo fuori ruolo ed in evidente difficoltà, con un Segarelli sacrificato sull’altare tattico e con due mezze ali, Schelotto e Giaccherini, più propense a guadagnare il fondo del campo che (giustamente) a fare legna in mezzo. Con il ritorno di Do Prado, fermo per squalifica, occorrerà vedere chi deciderà di lasciar fuori, e soprattutto se Bisoli confermerà l’attacco a due punte.

Poi ci sono i giocatori, come Greco, grande protagonista all’esordio, decisamente sottotono con il Crotone, ed autore in errore macroscopico sottoporta.

I numeri non mentono mai: nelle ultime due uscite a domicilio il Cesena ha totalizzato zero reti all’attivo subendone due, compiendo un significativo passo indietro nella corsa alla promozione diretta. La vittoria al Manuzzi manca da oltre un mese, 9 gennaio 2010, dal secco 3-0 al Piacenza. Di più: febbraio è stato un mese nerissimo per la formazione di Campedelli, bloccato al mercato dalle bizze dell’Atalanta che hanno creato non pochi problemi economici alle casse romagnole e dal solo punto raccolto tra Cittadella e Crotone.

Riguardando gli ultimi gol subiti, sono tutti bellissimi e frutto di magie individuali, sulle quali ben poco si può fare. Anche questo ha inciso. Piangersi addosso resta comunque a cosa peggiore da fare. Occorre rialzarsi, ed in fretta.

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Cittadella-Cesena: le curve

6 febbraio 2010

Lo stadio Tombolato di Cittadella è, a tutti gli effetti, niente di più di un campo sportivo di Lega Pro. Anche gli spettatori, come numero sono gli stessi ( non stiamo pensando a Verona ovviamente! ) inoltre non c’è la Curva e non ci sono tifosi che fanno il tifo. Surreale.

Cesenati al Tombolato

Noi Bianconeri di Romagna abbiamo raggiunto il suddetto campo sportrivo in provincia di Padova in circa 700. Animati, come sempre, dal nostro spirito guerriero, abbiamo cantato e incitato la squadra come ci compete. Come diciamo, quasi in ogni occasione, possiamo fare sempre di più perchè noi siamo una tifoseria che merita la massima serie e abbiamo il dovere di dimostrarlo ogni volta che scendiamo in campo.

Sullo sfondo gli ultras del Cittadella

Cittadella-Cesena, le pagelle

6 febbraio 2010

Antonioli n.g.: ennesima domenica da spettatore.

Petras 6: non ancora brillantissimo, da un suo errore nasce il cross che giunge poi a Iunco per il pareggio (34′ st Piangerelli n.g: debutto nel 2010).

Volta 6.5: non perde un duello.

Biasi 5.5: i suoi rilanci confusionari e fuori misura macchiano la prestazione.

Lauro 6.5: sulla fascia sembra inarrestabile, anche se perde Iunco in occasione del pareggio.

Parolo 7: un vero leader del centrocampo anche schierato sul versante opposto a quello abituale.

De Feudis 7: arpiona ogni palla che gli capiti nel raggio di venti metri.

Giaccherini 6: piuttosto sacrificato fino a che Greco resta in campo, si divora il possibile 0-2. (37′ st Malonga n.g.: non troppo utile).

Do Prado 6.5: pura intelligenza bianconera.

Bucchi 6: si sacrifica tantissimo sia davanti che dietro, corre e non si ferma mai. Non punge.

Greco 7: esordio da incorniciare. Rischia di essere determinante anche sotto il profilo tattico. (14′ st Segarelli 6: entra per tamponare ed assolve egregiamente il suo compito.) 

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Cittadella-Cesena 1-1

6 febbraio 2010

 Cittadella, stadio Tombolato, sabato 6 febbraio 2010 ore 15,30. Ventiquattresima giornata, e terza di ritorno, del campionato di serie B.

 

Cesena e Cittadella a centrocampo per il saluto iniziale

CITTADELLA (4-4-2): Villanova; Manucci, Nocentini, Cherubin, Marchesan; Volpe (10′ st D.Oliveira), Carteri (29′ st Magallanes), Dalla Bona, Bellazzini (19′ st Curiale); Ardemagni, Iunco. (A disp.: Pierobon, Gorini Teoldi, Bellazzini, De Gasperi). All. Foscarini
CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Petras (34′ st Piangerelli), Volta, Biasi, Lauro; Parolo, De Feudis, Giaccherini (37′ st Malonga); Do Prado; Bucchi, Greco (14′ st Segarelli). (A disp.: Tardioli, Ceccarelli, Giunchi, Tattini). All. Bisoli.
ARBITRO: Sig. Nasca di Bari.
RETI: 5′ pt Greco; 33′ st Iunco.
AMMONITI: Dalla Bona, Iunco, Ardemagni, Do Prado, Volta, De Feudis, Lauro. 
NOTE: Spettatori 2.803 (paganti 1.085, abbonati 1.718). Incasso 17.916,60 €. Angoli: 6-5 per il Cittadella.

CITTADELLA (PD). Un eurogol di Iunco ferma il Cesena che vede la coppia di testa Lecce-Sassuolo andarsene a +5. Non una bella giornata per i bianconeri, che pur guadagnando qualcosa sulla zona play-off, subiscono un’altra battuta d’arresto dopo il pareggio di quindici giorni prima con il Gallipoli. 

Come al solito vediamo di isolare ed evidenziare le note positive e negative emerse dall’incontro veneto. Il primo più di giornata va indubbiamente assegnato a Giuseppe Greco. Esordio in bianconero e dopo nemmeno cinque minuti arriva il gol. Condito da una prestazione efficace, in grado di dare profondità alla manovra, che finisce per esaltare anche le caratteristiche di Bucchi. Certo, una rondine non fa primavera, ma il reparto fino ad ora più problematico di questo Cesena, ovvero l’attacco, potrebbe essere prossimo ad una svolta proprio grazie all’ingresso di Greco.

L’altra nota positiva è data dalla prova come sempre solita della difesa: oltre ad un super Antonioli, praticamente a digiuno di parate per la seconda giornata consecutiva, al Cittadella non è stato concesso nulla. Il gol è arrivato come al solito su un cross sbagliato e su un capolavoro balistico di Iunco. Niente da imputare ai difensori romagnoli, di fronte a gol così c’è solo da applaudire.

Passiamo alle note negative: la più banale è il risultato. Il Cesena cerca di capitalizzare, in trasferta, sempre tutto al massimo, ma con un solo gol non sempre si vince. Era giù successo ad Ascoli, con l’episodio del rigore a rovinare il viaggio serale. Non era capitato a Mantova per merito di uno strepitoso Antonioli. E’ ricapitato a Cittadella. Se davvero questa squadra vuole puntare ai primi due posti, non sempre si può accontentare di arrivare in porto con lo scarto minimo possibile.

E’ questa la mancanza più grave del Cesena, quella di non essere riuscito a chiudere l’incontro. E’ da schiacciasassi chiudere facilmente ed anticipatamente gli incontri, ed il Cesena non è certamente un rullo compressore. E’ solo una squadra meglio gestita delle altre, forte tecnicamente ma non eccelsa. Che fa dell’intelligenza la sua principale arma. Forse è sbagliato chiedere di dominare gli incontri anche in trasferta. Eppure sarà costretto a farlo, per arrivare tra le prime due.

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