Padova-Cesena 1-0
Padova, stadio Euganeo, venerdì 11 dicembre 2009, ore 20.45. Diciottesima giornata del campionato di serie B.
Un momento di Padova-Cesena
PADOVA (4-3-1-2): Agliardi; V.Cesar, V.Faisca, Trevisan, Renzetti; Bovo, Italiano, Cuffa (46′ st Jidayi); Rabito (24′ st F.Lazzari); Cani (28′ st Soncin), Di Nardo. (A disp.: Cano, Giovannini, Darmian, Patrascu). All. Sabatini.
CESENA (4-2-3-1): Antonioli; Piangerelli, Volta, Franceschini, Lauro; Segarelli, De Feudis; Schelotto (28′ st Malonga), Do Prado (13′ st Parolo), Giaccherini; Bucchi (35′ st Ceccarelli). (A disp.: Tardioli, Pedrelli, Giunchi, Sinigaglia). All. Bisoli.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata.
RETE: 36′ st Soncin.
AMMONITI: Cani, Trevisan, Segarelli, Volta.
NOTE: Spettatori 6.288 (paganti 2.250, abbonati 4.038). Incasso 22.990 € . Angoli 4-1 per il Padova. Prima dell’inizio della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Vittorio Casali, ex accompagnatore ufficiale del Cesena deceduto in settimana. I bianconeri sono scesi in campo con il segno di lutto al braccio.
CESENA. Furto con scasso. Non c’è altro modo per descrivere la sconfitta di Padova. Un gol in netto fuorigioco di Soncin, due metri oltre il limite regolamentare, a otto minuti dal termine, condanna il Cesena alla seconda sconfitta consecutiva in trasferta. Una caduta immeritata che giunge dopo una partita bruttina, in cui i bianconeri hanno fatto oggettivamente poco per fare posta piena. In altre parole l’incontro scorreva placido sui binari del pareggio: solo un gol palesemente irregolare ha regalato i tre punti agli odiati veneti.
Il Cesena parte con la formazione annunciata alla vigilia: indisponibile Petras, rimpiazzato da Piangerelli nel ruolo di terzino destro e con Segarelli in mediana. I primi minuti denotano un Bucchi destinato a soffrire una grave carestia di palle giocabili, un Do Prado sempre brioso ma soprattutto uno Schelotto in condizioni impresentabili. Quella dell’italo-argentino è stata probabilmente la sua peggior prestazione stagionale: non solo inutile bensì dannoso. La quantità di errori e di palle perse è stata a dir poco impressionante.
Ci si è messa poi la sfortuna a colpire quelli di Bisoli, con Do Prado colpito duro ad una caviglia nel primo tempo e costretto a dare forfait ad inizio ripresa. Parolo, inizialmente destinato a rilevare Schelotto, è entrato invece al posto del brasiliano, mentre l’italo-argentino è stato sostituito solo alla mezz’ora della ripresa da un evanescente Malonga. Discutibile anche il terzo cambio, che ha visto Bucchi accomodarsi in panchina per far posto all’impresentabile Ceccarelli, al debutto stagionale.
I tentativi del Cesena di far male un avversario davvero di poco conto sono tutti racchiudibili nelle conclusioni fuori misura di Do Prado e soprattutto Giaccherini: troppo poco per avanzare pretese. Costruendo così poco non ci si può poi lamentare che sia un episodio, per quanto irregolare e che grida vendetta, a decretare la sconfitta.
Resta la questione campionato-falsato. E’ indiscutibile che il Cesena sia stato bersagliato un po’ troppo frequentemente, tra rigori, ammonizioni e gol in fuorigioco. Pensiamo ai due rigori contro a Mantova, alle due giornate di squalifica impartite ad Antonioli per toglierlo di mezzo con il Torino (e non a caso il gol dei granata è stato propiziato da un errore di Tardioli, con evidenti problemi di vista in notturna), alle ammonizioni chirurgiche che colpiscono di volta in volta il giocatore diffidato (Volta, Parolo, etc…), al gol in millimetrico fuorigioco giustamente annullato al Cesena (contro il Torino) al gol in netto fuorigioco non annullato contro il Cesena (Padova) ed al rigore non dato contro l’Empoli. Nel dubbio tutto finisce per penalizzare il Cesena.
E di tutto questo ci siamo veramente stancati.
A buon intenditor, poche parole.