Lo stadio è un diritto di tutti
29 ottobre 2009Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno nostro amico tifoso del Cesena, vittima anche sabato scorso di una clamorosa quanto odiosa ingiustizia. Come a lui anche a tante altre persone con disabilità motorie è stato impedito di raggiungere la gradinata del Dino Manuzzi con la propria auto, munita di regolare contrassegno. E’ una storia che fa male. Proprio sabato il sindaco di Cesena ed il presidente Campedelli inauguravano uno spazio nella gradinata destinato ai nuovi cesenati e più in generale alla città di Cesena. Iniziativa bellissima, ma priva di senso se poi a poche decine di metri avvengono scene come quelle descritte nella lettera del nostro amico Enrico.
La passione e l’amore per il Cesena sono di tutti, così come lo stadio e la possibilità di poter tifare e sostenere la squadra dagli spalti deve essere garantita a tutti. Una decisione incomprensibile da parte di chi gestisce l’ordine pubblico (caro questore, se sei un uomo rispondi a questa lettera: il nostro indirizzo è bronxvigne@gmail.com) ha trasformato un pomeriggio di passione e gioia in un momento di umiliazione e frustrazione personale.
Ci hanno circondato di tornelli, telecamere, tessera del tifoso e altre mille provvedimenti per lo più repressivi, tutt’altro che utili ai fini della garanzia di sicurezza dentro e fuori lo stadio. Poi arrivano disposizioni come queste che, come sempre, colpiscono i settori più deboli e vulnerabili.
Il Bronx Vigne, per quel che gli compete, esprime solidarietà a tutti i ragazzi vittima di questa enorme ingiustizia, augurandosi che possa essere al più presto ripristinato il diritto allo stadio ed al tifo per la squadra del cuore! Non mollate, la vostra (e la nostra) è una battaglia di civiltà.
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Cesena 28 Ottobre 2009 Mi chiamo Enrico, sono un ragazzo disabile per una problematica permanente nel camminare che mi costringe all’utilizzo delle stampelle. Scrivo questa mia lettera prendendo spunto e forza da quello che in data 26 ottobre 2009 sul Corriere Romagna un’altra persona tifoso del Cesena ha reso pubblico dando voce a una situazione che credo sia davvero sgradevole e fastidiosa. Cercando di non dilungarmi riporto i fatti avvenuti. In data 3 ottobre 2009 in occasione della partita Cesena – Salernitana come ogni sabato di campionato mi reco in auto allo stadio, cerco di parcheggiare nel solito settore posto dietro al “settore distinti”che in occasione della gare interne del Cesena è chiuso e non adibito a parcheggio, essendo riservato a biciclette motorini e alle persone disabili munite di regolare pass. In quell’occasione non è stato più concesso di parcheggiare a nessun tipo di mezzo in conseguenza dell’ordinanza riguardante il decreto per le manifestazioni sportive e la polizia municipale, ricevuto l’ordine dalla questura, ha dovuto rispettare questa ordinanza. Chiedendo spiegazioni mi è stato detto che non c’era nessun tipo di soluzione e di dover parcheggiare nel settore riservato ai disabili posto nella zona dietro la tribuna centrale. Per chi non conosce la zona dello stadio quel settore predisposto è dalla parte completamente opposta al settore dello stadio a cui sono abbonato. Per molti possono sembrare pochi passi, ma per una persona con difficoltà motorie i pochi passi sono ben più difficoltosi e complessi di quello che si può immaginare. Ho posto l’accaduto all’attenzione dei vigili urbani il lunedi successivo. In caserma mi hanno fatto notare che l’ordinanza partiva dalla questura e che non era possibile da parte loro fare nulla se non segnalare a loro volta l’accaduto. Mi è stato detto inoltre che ci sarebbe stato comunque a breve un incontro tra le varie parti per trovare una soluzione, visto che il disagio era stato riscontrato da diversi utenti. È ormai passato un mese da quello spiacevole evento e il 24 ottobre 2009 in occasione di Cesena – Grosseto, per l’ennesima volta, è stato ancora impedito di parcheggiare nel settore distinti, senza aver trovato una soluzione a questo problema. Di nuovo ho parlato e dibattuto sul posto con vigili e forze dell’ordine e la risposta è sempre stata sempre la stessa: in base all’ordinanza del questore la zona dello stadio deve essere lasciata libera dagli automezzi. Senza elencare le sensazioni di disagio fisico e psicologico che ho provato e che ho passato in quel momento e senza voler cadere nel retorico e nel vittimistico, cosa che detesto, questa mia lettera vorrebbe solo dare un segnale come quella del signore che ha scritto nei giorni scorsi alle istituzioni e a tutti i cittadini. Si parla troppo spesso di abbattimento di barriere non solo architettoniche, e molto spesso si crede di farlo utilizzando il termine “diversamente abile” per dare un segnale di “uguaglianza” . A mio modesto parere non è racchiudere in una parola che si dimostrano le cose, ma è con i fatti e i gesti concreti, e a volte non servirebbe molto, basterebbe quella piccola cosa chiamata BUON SENSO. Scusandomi per essermi dilungato sin troppo. porgo i miei distinti saluti
Enrico