Archivio di settembre 2009

Crotone-Cesena: le curve

14 settembre 2009

Ufficiosamente i tifosi abilitati ad entrare allo Scida sabato pomeriggio sono stati 2000 (gli abbonati). in realtà il numero esatto non è stato comunicato perciò non si sa ufficialmente quanti fossero presenti sugli spalti. Di certo si sa quanti cesenati c’erano: nessuno! Crotone, evidentemente è lontanissima da Cesena ed altrettanto evidentemente è una di quelle trasferte che si possono definire con un eufemismo proibitive.

La Curva del Crotone

Ma, come sempre, un manipolo di coraggiosi eroi avrebbe presenziato senz’altro sugli spalti dello stadio calabrese. Purtroppo questo non è stato possibile poichè al suddetto stadio mancano i famosi tornelli all’ingresso dei settori (ce ne sono esattamente tre che sono stati collaudati venerdì scorso). Ci viene quantomeno da chiederci come questo sia possibile visto che i tornelli sono obbligatori da due anni in tutti gli stadi d’Italia! Non crediamo che a Crotone non conoscessero questa legge, crediamo piuttosto che in certi stadi ci sia la possibilità di aggirare un po’ le leggi e applicarle quando non se ne può più fare a meno. Ci scuserete la vena polemica, ma a Cesena ogni legge è applicata con tempestività, ogni norma è rispettata: tornelli, biglietti nominali, steward agli ingressi, metal detector, parcheggi appositi per le tifoserie ospiti separati dalla nostra tifoseria, telecamere all’interno dei settori e chi più ne ha più ne metta!

Il settore ospiti desolatamente vuoto

Proprio in settimana discutevamo del fatto che, entrare allo stadio ormai è un lavoro! Quindi, visto e considerato questo fatto, ci ha a dir poco indispettito il non poter essere a Crotone sabato scorso, ma aver dovuto subire la partita in tv a causa delle mancanze altrui. Sappiamo perfettamente che quanto abbiamo scritto sono fatti noti ai più e chi, come noi, gira gli stadi d’Italia sa che ci sono differenze tra impianto ed impianto, ma volevamo sottolineare il fatto che Noi siamo il dodicesimo uomo in campo e non poter essere in tutti i campi comporta comunque uno svantaggio al Cavalluccio.

Crotone-Cesena 0-0

14 settembre 2009

Crotone, stadio Scida, sabato 12 settembre 2009, ore 15,30. Quarta giornata del campionato di serie B.

CROTONE (4-2-3-1): Concetti 6.5; Galeoto 6, Legati 6.5, Abruzzese 6, Grillo 6 (19′ st Morleo 6.5);  Beati 6.5, Galardo 6; Cutolo 6 (37′ st Daud n.g.), Coresi 6, Petrilli 5.5 (9′ st Zito 6); Bonvissuto 6.
All.: Lerda. A disp.: Farelli, Scognamiglio, Mazzarani, De Martino.
CESENA (4-2-3-1): Antonioli 7; Piangerelli 6, Volta 6.5, Biasi 6, Lauro 6; De Feudis 6, Parolo 6.5; Schelotto 5 (11′ st Matute 6), Do Prado 5, Giaccherini 6 (37′ st Pedrelli 6); Djuric 6 (33′ st Bucchi n.g.).
All.: Bisoli. A disp.: Teodorani, Segarelli, Malonga, Sinigaglia.
ARBITRO: Gallione di Alessandria 6.
AMMONITI: Beati, Schelotto, Djuric, Legati, Matute
NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in pessime condizioni. Presenti ufficialmente i soli abbonati crotonesi. Angoli 5-2 per Crotone. Recupero: 3′ pt, 5′ st.

 

Cesena e Crotone salutano il pubblico dello Scida

Seconda trasferta al Sud e secondo rientro a casa con punti per il Cesena che, dopo la vittoria in Puglia contro il Gallipoli, esce indenne anche dallo Scida di Crotone portando a casa un utile 0 a 0. Poco da dire per quanto riguarda la partita che, senza offendere nessuno, è stata di un livello veramente basso! Vuoi per il campo, indegno anche di un campionato UISP, vuoi per la pochezza dell’ avversario, al quale servirà più di un miracolo per salvarsi, i 90 minuti di sabato sono stati di una pochezza estrema. Al Cesena poteva andar bene il pareggio ma siamo sicuri che se non si fosse giocato in un campo di patate la partita sarebbe stata di ben altro tenore. I bianconeri, abili nel palleggio e nelle ripartenze veloci hanno trovato grosse difficoltà nel far girare la palla così che le uniche emozioni si sono avute solamente negli ultimi 5 minuti di gioco quando Parolo ha fiondato due siluri ( 85’ e 89’ ) verso la porta rossoblu con Concetti che ha avuto il suo bel da fare a respingere in angolo il primo e a parare in due tempi il secondo!

Il calcio d’inizio

Il resto? Noia infinita se si esclude un goal annullato ad uno spento Do Prado e una super parata di un sempre più decisivo Antonioli su colpo di testa di Beati.

Il Cesena durante il riscaldamento

I “bollini rossi” della partita arrivano perciò con due episodi ai margini dei tabellini di gara: al 37’ infortunio piuttosto serio a Giaccherini che dopo uno scontro con Galardo è costretto al cambio ( frattura composta della clavicola della spalla sinistra, si parla già di due mesi di stop ) e al 78’ quando a sorpresa Mister Bisoli toglie Djuric e inserisce Bucchi facendogli assaporare i primi minuti con la maglia bianconera.

Il terzo tempo a fine gara

Teniamoci quindi stretto questo punto ( unica cosa buona di un pomeriggio da dimenticare ) guardando con fiducia al futuro che per ora si chiama Triestina.

Il terreno di gioco dello Scida
 

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Cesena-Cittadella: le curve

7 settembre 2009

Circa 80 i tifosi del Cittadella sistemati in Curva Ferrovia. Qualche bandiera appesa alla balaustra e niente di più per poterli giudicare.

Ieri si è chiusa la campagna abbonamenti e il Cesena ha raggiunto la quota stellare di 8175. Noi Bianconeri siamo davvero i padroni della Romagna calcistica! L’affetto e la devozione che contorna il Cavalluccio è davvero commovente a volte!

Fuori dalla Curva Mare anche ieri pomeriggio sono stati esposti striscioni di protesta contro la tessera del tifoso: "Tessera del tifoso: divieti, business e disagi. Non vogliamo il vostro calcio." e "Articolo 9: ennesima libertà violata ai cittadini".

Cesena-Cittadella, le pagelle

7 settembre 2009

Antonioli 7.5: per una domenica ci dimentichiamo che è un ex bolognese e rendiamo merito alle sue tre decisive parate con le quali salva il risultato. Il migliore in campo del Cesena.

Volta 6.5: il più ordinato e pulito della linea difensiva bianconera.

Biasi 6: talvolta s’imbarca ed allora sono dolori per tutti. Per fortuna sua e del Cesena questi momenti di crisi sono piuttosto limitati nell’arco temporale.

Petras 5: clamorosa l’ingenuità con la quale si fa espellere, rimediando comunque il quarto cartellino giallo nelle ultime tre giornate. Probabilmente il direttore di gara, essendosi dimenticato di averlo già ammonito in precedenza, ha un po’ ecceduto nella sanzione.

Schelotto 5 sottotono rispetto al solito. Fatica in fase di spinta, soffre e non trova i ritmi giusti quando Bisoli lo arretra in posizione di terzino. (32′ st Pedrelli 6: altra gagliarda prova per l’ex trivigiano al Manuzzi).

Piangerelli 6: primo tempo in netta difficoltà a centrocampo, ripresa decisamente sopra le righe nella posizione già vista lo scorso anno di terzino destro.

De Feudis 6.5: solito carico extra di lavoro per il Conte, spesso lasciato solo in mezzo al rettangolo verde da un centrocampo composto da tanti trequartisti ma pochi uomini di fatica. E allora ci deve pensare lui.

Parolo 6: non vede la porta in avvia di gara, quando Do Prado gli offre un assist assai invitante. Positivo il suo debutto, anche se presto è chiamato a compiti di copertura al fianco di De Feudis. (28′ st Matute 6: una brutta palla persa a centrocampo ma poi tanta corsa e fisicità).

Giaccherini 7: grandissimo cuore nel primo tempo quando è chiamato a sacrificarsi spesso e volentieri in fase difensiva sulla corsia mancina. Il suo assist per Djuric è favoloso.

Djuric 7: trasforma in rete la prima palla, o quasi, che tocca in tutta la partita. Di più non gli si potrebbe chiedere.

Do Prado 6.5: solito fosforo a corrente alternata. Quando reggerà 90′ a pieno ritmo sarà pronto anche per il salto di categoria. (44′ st Cusaro n.g.: sfortunatissimo. Rischia di salutare il campionato di serie B, almeno per quest’anno.)

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Cesena-Cittadella 1-0

7 settembre 2009

Cesena, Stadio Dino Manuzzi, domenica 6 settembre 2009, ore 15. Terza giornata di campionato di serie B.

CESENA (3-5-2): Antonioli 7.5; Volta 6.5, Biasi 6, Petras 5; Schelotto 5 (32′ st Pedrelli 6), Piangerelli 6, De Feudis 6.5, Parolo 6 (28′ st Matute 6), Giaccherini 7; Djuric 7, Do Prado6.5 (44′ st Cusaro n.g.). All.: Bisoli. A disp.: Teodorani, Sinigaglia, Tattini, Malonga.
CITTADELLA (4-4-2): Villanova 6.5; Manucci 6.5, Pesoli 6, Cherubin 6, Teoldi 32′ st De Gasperi 6); Carteri 6.5, Bellazzini 6 (16′ st Curiale 6.5), Dalla Bona 6.5, Musso 5.5; Ardemagni 6.5, Iunco 6 (21′ st Volpe 5.5). All.: Foscarini. A disp.: Pierobon, Gorini, Pisani, Marchesan.
ARBITRO: Candussio di San Benedetto 5.
RETE: 41′ pt Djuric.
AMMONITI: Pesoli, Curiale.
ESPULSO: 43′ st Petras per doppia ammonizione.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 10.023 (compresi 8175 abbonati), incasso 31698,10 euro. Angoli 8-3 per il Cittadella. Recupero: 1′ pt, 5′ st.

CESENA. L’infortunio subito nel finale da Fabio Cusaro rovina una giornata di festa. La prima diagnosi parla di frattura scomposta di tibia e perone. Non era però necessario essere ortopedici per capire immediatamente che in quel maledetto finale di gara qualcosa di grave era successo. L’uscita in barella di Cusaro, trasportato immediatamente all’ospedale, ha tolto un po’ a tutti il sorriso. E dire che, prima dell’ìncidente, di motivi per essere felici ce n’erano in abbondanza.

Il primo era che anche di fronta ad una squadra che inizialmente era riuscita a mettere alle corde il Cesena, è arrivata una reazione da grande squadra. I ragazzi di Bisoli hanno mostrato di saper soffrire e lottare, chiudendo in vantaggio un primo tempo dominato dal Cittadella. Quasi a dire che la lezione di Atalanta e Reggina era stata assimilata: nel calcio non vince chi gioca semplicemente meglio, bensì chi mostra più cinismo e pragmatismo. Vale la pena di ripeterlo: il modo in cui è maturato il vantaggio, e soprattutto il modo in cui è stato difeso nella ripresa, è tipico delle grandi squadre.

Il secondo motivo per essere felici ovviamente è il risultato. Seconda vittoria consecutiva, ritorno al successo al Manuzzi dopo quattro mesi, classifica già bella rotonda con 6 punti dopo due giornate. Più di così, da questo avvio di campionato, era praticamente impossibile chiedere. Perchè vero che contro la Reggina almeno un punto, per non dire tre, sarebbe stato meritato, però allora saremmo stati già tutti qui a parlare di serie A, Meglio invece volare basso. Essere il prossimo anno ancora ai nastri di partenza del campionato cadetto sarebbe un risultato stratosferico, con tutto quello che questa affermazione comporta. Allora ricordiamocelo e restiamo umili.

Il terzo motivo per sorridere è che abbiamo una rosa davvero discreta. In attesa di un Bucchi possibile ciliegina, la torta è già bella e saporita. Magari mancherà qualche guarnizione per farla proprio bella e fighetta, ma l’impasto è di quelli buondi, da sguazzarci dentro. Il cioccolato di Do Prado, la spuma di Giaccherini, la base di Antonioli, lo zenzero di De Feudis.

E poi c’è "matalone" Djuric. Che farà arrabbiare quanto volete, però è davvero micidiale. In cinque incontro ufficiali è andato a segno due volte (Ternana e Cittadella), ha procurato due espulsioni avversarie (Atalanta e Gallipoli), un rigore (Gallipoli) e si è comunque fatto valere anche contro la Reggina. Decisamente non male come avvio.

Già, i motivi per sorridere non mancherebbero. Purtroppo con quello che è successo a Cusaro non possiamo nè sappiamo farlo. Allora chiudiamo con un in bocca al lupo Fabio, augurandoci che a fine campionato possa essere in campo a festeggiare con noi.

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Gallipoli-Cesena: le curve

1 settembre 2009

I tifosi del Gallipoli versione ‘trasferta’ a Lecce ( il loro stadio non è a norma per poter affrontare la serie B ) sono circa 1500 disseminati nei tre settori. La parte calda della tifoseria è posizionata in Curva e fa sfoggio di uno striscione giallorosso ‘Curva Sud Gallipoli’. Prima dell’inizio dalla partita fanno partire diversi cori di contestazione all’indirizzo del sindaco della città con il quale sono in aperta polemica a causa dei trasporti da e per Lecce che gli toccherà affrontare tutta la stagione.Tutto sommato figurano bene e cercano di incitare la squadra tutta la partita.

Un centinaio di valorosissimi Bianconeri sono scesi in Salento per la prima uscita fuori casa del Cavalluccio. Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma a tutti loro va un grandissimo applauso e attestato di stima vista la trasferta proibitiva, ma, si sa, chi è innamorato dei propri colori fa questo ed altro per essergli accanto in tutti i momenti.  Nonostante la stanchezza del viaggio una buona prova dei tifosi del Cesena che cantano per tutto il match e fanno festa al triplice fischio. Avanti così! Avanti Bianconeri!

Gallipoli-Cesena, le pagelle

1 settembre 2009

Antonioli 6.5: trema sul palo finale di Ginestra. Per il resto nonno Antonioli trascorre un sereno sabato pomeriggio.
Petras 6: non sempre pulitissimo, ma nemmeno troppo impensierito dagli attacchi salentini.
Volta 6.5: elegante negli anticipi, pericoloso nelle sortite offensive, si vede negare la gioia del primo gol con la maglia bianconera.
Biasi 6: un po’ in affanno nei duelli uno-contro-uno ma senza mai naufragare.
Lauro 6.5: gladiatorio. E dire che dalla sua parte Di Carmine e Moro provano anche a spingere, ma lui abbassa la saracinesca.
Piangerelli 6: ha ancora del fosforo nei piedi. Un po’ di meno, forse, di fiato.  (dal 19′ st Matute 6.5: con lui entra la fanteria corazzata. E i risultati non tardano a vedersi).
De Feudis 6: il Gallipoli si disunisce tra attacco e difesa lasciando ampi varchi nel mezzo. Quello è il terreno di caccia preferito del Conta.
Pedrelli 5.5: non ripete la prestazione maiuscola dell’esordio, complice qualche errore d’intesa di troppo con i compagni.  (dal 9′ st Schelotto 6.5: da lui nasce l’azione che porta al vantaggio cesenate. Che errore non lanciarlo dall’inizio).
Giaccherini 7:  prima rete in serie B, per di più di testa. Poco più di un anno fa Minotti faceva di tutto per darlo via. E’ rimasto solo per espressa volonta di Bisoli e lui lo sta ringraziando a modo suo. (dal 38′ st Castiglia n.g.: esordio tra i professionisti).
Do Prado 7: quando prova a far male è praticamente incontenibile. Segna su rigore ma si rivela determinante nel settore di sfondamento del Cesena.
Djuric 6: che rabbia quando spreca gol praticamente già fatti. Poi però finisce per farsi perdonare: rigore ed espulsione guadagnati.

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Gallipoli-Cesena 0-2

1 settembre 2009

Lecce, stadio via del Mare, sabato 20 agosto 2009, ore 19. Seconda giornata del campionato di serie B.

Cesena e Gallipoli a centrocampo per il saluto di inizio gara

GALLIPOLI (3-5-2): Korpivec 6.5 (35′ st Sciarrone n.g.); Pianu 4 (35′ st Ginestra 6), Tagliani 3, Abate 5; Moro 6, Mancini 5 (23′ st Taurino 6), Pederzoli 5, Mounard 5, Scaglia 6; Di Carmine 5, Di Gennaro 6.5.
All.: Giannini.
A disp.: Cota, Mandorlini, Maritato, Selvaggio.
CESENA (4-3-2-1): Antonioli 6.5; Petras 6, Volta 6.5, Biasi 6, Lauro 6.5; Piangerelli 6 (19′ st Matute 6.5), De Feudis 6, Pedrelli 5.5 (9′ st Schelotto 6.5); Giaccherini 7 (38′ st Castiglia n.g.), Do Prado 7; Djuric 6.
All.: Bisoli.
A disp.: Teodorani, Sinigaglia, Tattini, Cusaro.
ARBITRO: Tozzi di Ostia Lido 6.
RETI: 23′ st Giaccherini, 29′ st Do Prado (rig.).
AMMONITI: Abate, Petras, Tagliani.
ESPULSO: 33′ st Tagliani per fallo da ultimo uomo.
NOTE: Terreno in perfette condizione, pomeriggio caldo ma non afoso. Spettatori presenti 1599 (compresi 412) per un incasso complessivo di 19582,05 euro. Angoli 7-4 per Gallipoli. Recupero: 1′ pt, 5′ st.

LECCE. Ne era passato di tempo da quel pomeriggio barese della primavera 2007. Era  il 13 marzo: Pellicori e Papa Waigo fecero del San Nicola terra di conquista. Poi il buio, almeno lontano dal Manuzzi. Di vittorie in trasfera più niente, in serie B. Ce ne sono state in Prima Divisione, certo, ma non è la stessa cosa. Sabato finalmente siamo tornati a respirare quel sapore che solo un viaggio lungo e vittorioso può dare.

Corsi e ricorsi storici, era il 10 dicembre 2005 che non si tornava da una trasferta così lunga con i tre punti. Catanzaro-Cesena 2-4. Poi tutti quei viaggi della speranza, eccezion fatta per Bari appunto (che in realtà non è così lontana come città, praticamente come Torino), tutte sconfitte o quasi. Catania, Messina, Lecce (contro il Lecce e non il Gallipoli), Napoli, Avellino e un pareggio a Crotone. Forse qualcosa è cambiato.

Dal punto di vista tattico la partita magari è stata meno piacevole di quella con la Reggina; dal punto di vista del cuore i tre punti di Lecce sono infitamente meglio dei complimenti che hanno portato zero punti contro i calabresi.

Potremo discutere a lungo sull’assetto probabilmente troppo difensivista, almeno all’inizio di Bisoli. Della sua difesa a 4, dell’albero di Natale e dell’esclusione di Schelotto. Degli incredibili gol sbagliati dal solito Djuric, da Pedrelli e Giaccherini. E di un Cesena rigenerato dall’intervallo e dalla strigliata di Bisoli. Potremo criticare l’arbitro ed i suoi assistenti per i due gol annullati al Cesena. Probabilmente a ragione su Volta (strattonata a Di Gennaro), e certamente a torto su Giaccherini (fuorigioco frutto di una clamorosa allucinazione del primo assistente di linea).

Potremo discuterne in futuro oppure potremmo anche dimenticare tutto. Perchè quello che alla fine ci è davvero piaciuto sono stati i due gol. L’invenzione di Schelotto per Do Prado, il cross perfetto e l’incornata vincente di Giaccherini. E poi la fuga di Djuric, che contro uno scarsissimo Tagliani fa la figura del centrometrista Bold e si guadagna rigore ed espulsione del proprio controllore. Do Prado sigla e fa calare il sipario sull’incontro.

E il Gallipoli? Già, l’avversario non era certamente ai livelli di Atalanta o Reggina precedentemente affrontati. Non bisogna esaltarsi per il risultato raggiunto con uno sforzo moderato. Anche perchè quelli di GIannini sono ben lungi dall’essere già spacciati. Hanno ancora un sacco di tempo a disposizione per entrare in condizione e rimediare una situazione comunque già difficile in partenza.

Poco importa. Il viaggio in Salento è stato bello e fruttifero. Ora non servono miracoli. Basterebbero giusto altri tre punti domenica prossima con il Cittadella per dire che il colpo di Lecce non è stato un caso. Per dare continuità, serenità e fiducia in se stessi ad una squadra che potrebbe farci anche divertire.

Sotto al prossimo, dunque.

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