Sassuolo-Cesena 1-1
Modena, stadio Braglia, sabato 26 settembre 2009 ore 15,30. Settima giornata del campionato di serie B
Sassuolo e Cesena a centrocampo per il saluto iniziale
SASSUOLO (4-3-3): Bressan; Polenghi, Rossini, Minelli, Gorzegno (17′ st Bianco); Fusani, Riccio (33′ st Magnanelli), Salvetti; Masucci (15′ st Quadrini), Zampagna, Noselli. A disp.: Pomini, Consolini, Filkor, Martinetti. All. Pioli.
CESENA (4-2-3-1): Antonioli; Petras, Volta, Biasi, Lauro; Piangerelli (17′ st Matute), De Feudis; Schelotto, Parolo, Sinigaglia (41′ pt Bucchi); Djuric (37′ st Do Prado). A disp.: Teodorani, Pedrelli, Tattini, Malonga). All. Bisoli.
ARBITRO: Orsato di Schio.
RETI: 18′ pt Salvetti, 7′ st Bucchi.
AMMONITI: Gorzegno, Polenghi, Lauro.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in ottime condizioni. Spettatori presenti 2.661 (paganti 957, abbonati 1.704) per un incasso di 8.135 euro. Angoli 3-3, recpuero: 1′ pt, 4′ st.
MODENA. Seconda trasferta, secondo punto e secondo gol dell’ex che ci ha rinnegato. E molto probabilmente odiato. Ma va bene così, sottolineamo il fatto per dovere di cronaca, ma pensiamo solamente a portare a casa un’altra gagliarda prestazione, piena di sostanza. Ha segnato Salvetti, d’accordo, e la sua gioia è esplosa manifestandosi un una corsa con il dito alzato, idealmente puntato verso il suo passato. Gesti che possiamo ignorare senza troppa fatica. Come per il numero 82 dell’Ascoli, anche Salvetti è uno dei tanti ricordi (in alcuni frangenti persino belli) del nostro passato che ha optato per delle scelte per nulla condivisibili. Sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Oggi sembra che se una cosa è accetabile dal punto di vista professionale, il lato umano possa passare in secondo piano. Niente di più falso. Proprio perchè Salvetti in passato ci ha anche regalato grandi gioie (il gol nella semifinale play-off con il Torino, quello nel derby con il Bologna, solo per citarne alcuni) ci saremmo aspettati un comportamento diverso da parte sua. Che non ha tenuto nè durante l’ultimo anno in bianconero nè dopo la sua partenza. Allora Salvetti va pure dove vuoi, sapendo che nessuno di noi ti rimpiange.
Come per il numero 82 dell’Ascoli riteniamo opportuno non dedicare altro tempo a questo giocatore. In futuro non ritorneremo più sull’argomento Salvetti e rimandiamo comunque alla lettura del sempre efficace intervento "Chi è il calciatore, chi è l’uomo".
Per quel che riguarda la partita, giocata in un clima surreale senza la presenza dei tifosi bianconeri, non possiamo non esprimere soddisfazione. Prima di tutto per il pareggio. Era la prima volta, Reggina a parte nel quale il gol comunque arrivò nel finale, che il Cesena si trovava in svantaggio, ed ha saputo recuperare egregiamente l’incontro. Come già ad Ascoli ha saputo stringere i denti nel momento di maggiore sforzo dell’avversario, il primo tempo, evitando di cadere al tappeto dopo il vantaggio neroverde, per poi iniziare all’assalto al ripresa sfiorando anche il colpaccio. Tutto questo implica, ed evidenzia, una grande organizzazione di gioco, una compattezza di gruppo non indifferente, un tasso tecnico più che adeguato al campionato.
Poi c’è il gol di Cristian Bucchi, di tacco, davvero bellissimo. Importantissimo per lui sotto il profilo psicologico, importantissimo per il Cesena e per tutta la piazza per far capire che finalmente il bomber di razza, l’animale da area di rigore, e pronto per tornare a far male.
Si chiude così la settimana delle due trasferte, con un bilancio che non può certo essere sottovalutato. Certo, soprattutto dopo Ascoli è rimasta la sensazione che questa squadra avrebbe meritato almeno 4 punti in due incontri, ma il due pareggi sono sostanzialmente giusti contro due squadre di medio-alta classifica, probabili protagoniste della lotta per i play-off. Al di là del risultato è poi la personalità dimostrata che ha incantato: ora arriva la Salernitana, avversario da trattare con i guanti così come fatto con la Triestina. E’ il momento di correre il più possibile e mettere fieno in cascina in vista dell’inverno.