Ascoli-Cesena 1-1
Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca, martedì 22 settembre 2009, ore 20,45. Sesta giornata del campionato di serie B.
Cesena (in giallo) ed Ascoli a centrocampo
ASCOLI PICENO. Rammarico sì, sfortuna no. Al massimo chiamiamola ingenuità, quella commessa da Volta sul numero 82 dell’Ascoli. Una maglietta che si alza, quel tanto che basta per attirare l’attenzione del direttore di gara. Il loro numero 82 che sviene, con mestiere ed intelligenza, furbizia, tattica. Certo, gridare alla simulazione è facile. Ma a parti invertite avremmo sicuramente gradito. E’ stato un capolavoro tattico di quel giocatore e contemporaneamente una "patacata" clamorosa di Massimo Volta, fino a quel momento probabilmente il migliore della difesa bianconera. Per poi cadere nella più prevedibile delle trappole dell’82 marchigiano, fino a quel momento mai in partita.
Rigore a parte, non possiamo che essere soddisfatti del Cesena visto ad Ascoli. Non solo perchè finalmente torniamo a casa con un punto dopo anni di carestie (9 gol subiti nelle precedenti due uscite), non solo perchè siamo stati per almeno mezz’ora primi in classifica, non solo perchè guadagnamo un altro bel punto in classifica. Siamo contenti soprattutto perchè il Cesena sta sempre di più dimostrando di essere una squadra vera, quadrata, in grado di affrontare unita i momenti di difficoltà e di uscirne fuori. Insomma, lo spirito è quello giusto.
Sognare è mostruosamente proibito. Però confessiamo che l’idea di disputare un campionato sereno di centroclassifica, ad una distanza comunque sempre di sicurezza dalla zona play-off, non ci dispiacerebbe affatto. Le carte in regola sembrano esserci tutte.
Merito in primis di Pier Paolo Bisoli, tecnico destinato a raggiungere a breve i massimi livelli del calcio italiano. Un ringraziamento ed un riconoscimento doveroso in questa giornata va però fatto anche all’ormai ex direttore sportivo Antonio Recchi, di fatto "dimesso" dal Cesena per incompatibilità caratteriale con il presidente Igor Campedelli. Recchi in una sola estate ha costruito una rosa di valore con un parco ingaggi inferiore a quello della stagione precedente in Prima Divisione, riuscendo a piazzare altrove quasi tutta la zavorra che ancora pesa sulle casse societarie. Per questo, valutando esclusivamente la bontà del suo operato, il suo allontanamento appare inconcepibile.
Non essendo assolutamente questo il momento per fare polemica, ci limitiamo a salutare e ringraziare il miglior ds che Cesena abbia avuto dal 2000 ad oggi.