Archivio di settembre 2009

Sassuolo-Cesena: le curve

30 settembre 2009

 

Nonostante gli sforzi economici esorbitanti della Mapei, allo stadio Braglia di Modena solo un migliaio di persone seguono il Sassuolo. Questo fa senz’altro sorridere perchè probabilmente ci si aspettava tutta un’altra cornice di pubblico per una siffatta squadra. Non giudicabili.

Per la seconda volta nel giro di qualche settimana il Cesena non ha avuto al seguito i suoi tifosi. A Crotone per "problemi" con i tornelli, a Modena perchè l’osservatorio ce l’ha impedito. Stremati.

Sassuolo-Cesena, le pagelle

28 settembre 2009

Antonioli 6.5: esperienza e attenzione gli permettono di proteggere con maestria la porta bianconera. Incolpevole sul gol.

Petras 6.5: un armadio sulla corsia di destra. Ben sigillato, tra l’altro.

Volta 6.5: puntuale, mai in ritardo, anche se probabilmente un po’ più rigido con ancora nella mente il ricordo dell’errore di Ascoli.

Biasi 7: per una volta il migliore del reparto difensivo bianconero, abile nello sbrogliare più di una situazione complicata.

Lauro 6: terza ammonizione stagione, entra in diffida, al termine di una giornata di dura battaglia, e qualche sofferenza, sul suo settore.

Piangerelli 6: si fa prendere nel mezzo nell’azione del gol del Sassuolo, anche se poi si arrabbia con Schelotto (dal 17′ st Matute 6: fare l’esterno di destra non è il suo ruolo, apprezzabile comunque per fisicità e spirito di sacrificio).

De Feudis 6.5: il suo ruolo è cruciale: accorciare la squadra e chiudere gli spazi davanti alla difesa. Encomiabile.

Schelotto 6.5: arma in più del Cesena, devastante nelle ripartenze, decisamente più stonato al momento di concretizzare tutto ciò che di buono si sa costruire.

Parolo 6: da esterno rende decisamente meno rispetto al ruolo di mediano, eppure gode dell’illimitata fiducia di Bisoli.

Sinigaglia 6: un paio di movimenti azzeccati prima che sia sacrificato da Bisoli sull’altare tattico del 4-4-2 (dal 41′ pt Bucchi 7: uomo partita per il Cesena. La condizione atletica non è il massimo, ma il piede è ancora fantastico).

Djuric 6: continua a non vedere la porta, leggermente meno ispirato rispetto alle ultime uscite (dal 37′ st Do Prado n.g.: scampoli di partita senza troppa convinzione).

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Sassuolo-Cesena 1-1

28 settembre 2009

Modena, stadio Braglia, sabato 26 settembre 2009 ore 15,30. Settima giornata del campionato di serie B

Sassuolo e Cesena a centrocampo per il saluto iniziale

SASSUOLO (4-3-3): Bressan; Polenghi, Rossini, Minelli, Gorzegno (17′ st Bianco); Fusani, Riccio (33′ st Magnanelli), Salvetti; Masucci (15′ st Quadrini), Zampagna, Noselli. A disp.: Pomini, Consolini, Filkor, Martinetti. All. Pioli.
CESENA (4-2-3-1): Antonioli; Petras, Volta, Biasi, Lauro; Piangerelli (17′ st Matute), De Feudis; Schelotto, Parolo, Sinigaglia (41′ pt Bucchi); Djuric (37′ st Do Prado). A disp.: Teodorani, Pedrelli, Tattini, Malonga). All. Bisoli.
ARBITRO: Orsato di Schio.
RETI: 18′ pt Salvetti, 7′ st Bucchi.
AMMONITI: Gorzegno, Polenghi, Lauro.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in ottime condizioni. Spettatori presenti 2.661 (paganti 957, abbonati 1.704) per un incasso di 8.135 euro. Angoli 3-3, recpuero: 1′ pt, 4′ st.

MODENA. Seconda trasferta, secondo punto e secondo gol dell’ex che ci ha rinnegato. E molto probabilmente odiato. Ma va bene così, sottolineamo il fatto per dovere di cronaca, ma pensiamo solamente a portare a casa un’altra gagliarda prestazione, piena di sostanza. Ha segnato Salvetti, d’accordo, e la sua gioia è esplosa manifestandosi un una corsa con il dito alzato, idealmente puntato verso il suo passato. Gesti che possiamo ignorare senza troppa fatica. Come per il numero 82 dell’Ascoli, anche Salvetti è uno dei tanti ricordi (in alcuni frangenti persino belli) del nostro passato che ha optato per delle scelte per nulla condivisibili. Sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Oggi sembra che se una cosa è accetabile dal punto di vista professionale, il lato umano possa passare in secondo piano. Niente di più falso. Proprio perchè Salvetti in passato ci ha anche regalato grandi gioie (il gol nella semifinale play-off con il Torino, quello nel derby con il Bologna, solo per citarne alcuni) ci saremmo aspettati un comportamento diverso da parte sua. Che non ha tenuto nè durante l’ultimo anno in bianconero nè dopo la sua partenza. Allora Salvetti va pure dove vuoi, sapendo che nessuno di noi ti rimpiange.

Come per il numero 82 dell’Ascoli riteniamo opportuno non dedicare altro tempo a questo giocatore. In futuro non ritorneremo più sull’argomento Salvetti e rimandiamo comunque alla lettura del sempre efficace intervento "Chi è il calciatore, chi è l’uomo".

Per quel che riguarda la partita, giocata in un clima surreale senza la presenza dei tifosi bianconeri, non possiamo non esprimere soddisfazione. Prima di tutto per il pareggio. Era la prima volta, Reggina a parte nel quale il gol comunque arrivò nel finale, che il Cesena si trovava in svantaggio, ed ha saputo recuperare egregiamente l’incontro. Come già ad Ascoli ha saputo stringere i denti nel momento di maggiore sforzo dell’avversario, il primo tempo, evitando di cadere al tappeto dopo il vantaggio neroverde, per poi iniziare all’assalto al ripresa sfiorando anche il colpaccio. Tutto questo implica, ed evidenzia, una grande organizzazione di gioco, una compattezza di gruppo non indifferente, un tasso tecnico più che adeguato al campionato.

Poi c’è il gol di Cristian Bucchi, di tacco, davvero bellissimo. Importantissimo per lui sotto il profilo psicologico, importantissimo per il Cesena e per tutta la piazza per far capire che finalmente il bomber di razza, l’animale da area di rigore, e pronto per tornare a far male.

Si chiude così la settimana delle due trasferte, con un bilancio che non può certo essere sottovalutato. Certo, soprattutto dopo Ascoli è rimasta la sensazione che questa squadra avrebbe meritato almeno 4 punti in due incontri, ma il due pareggi sono sostanzialmente giusti contro due squadre di medio-alta classifica, probabili protagoniste della lotta per i play-off. Al di là del risultato è poi la personalità dimostrata che ha incantato: ora arriva la Salernitana, avversario da trattare con i guanti così come fatto con la Triestina. E’ il momento di correre il più possibile e mettere fieno in cascina in vista dell’inverno.

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Ascoli-Cesena: le curve

23 settembre 2009

 

Lo stadio "Del Duca" è una struttura d’altri tempi. Tutto in cemento armato, salvo qualche piccolo ritocco degli ultimi anni e un’imponente curva gremita di tifosi. Anche gli Ascolani hanno abbandonato gli striscioni per lasciare spazio a bandiere appese e sventolate. Il loro è un buon tifo, tenuto acceso per tutta la partita.

Circa 400 cuori romagnoli allo stadio marchigiano ieri sera. Un buon numero, dopotutto era martedì e la gente lavora! La nostra prestazione non è stata, a dire il vero, delle migliori mostrate in trasferta, ma comunque la nostra passione ci consente sempre un risultato più che sufficiente.

Il Bronx Vigne esprime totale disinteresse nei confronti del giocatore numero 82 dell’Ascoli. Per noi non merita nient’altro che indifferenza. In un’altra occasione in questo sito abbiamo espresso il nostro parere in merito a chi è un uomo e che cos’è un giocatore di calcio. Di più non vale la pena aggiungere.

Avanti Curva Mare!

Ascoli-Cesena, le pagelle

23 settembre 2009

Antonioli 6: sicuro nelle uscite anche se mai chiamato in causa per veri e propri miracoli. Cade solo su rigore.

Lauro 6.5: primo tempo in netto affanno, ripresa eccellente. Si inventa ancora una volta uomo assist e dal suo cross nasce l’autogol di Portin.

Biasi 6.5: finalmente protagonista negli anticipi, di testa annulla Bernacci.

Volta 6: prestazione sopra le righe macchiata dall’ingenuità del calcio di rigore. Cade nella trappola di Bernacci come un ragazzino.

Petras 6.5: spinta e copertura, copertura e spinta. La corsia di destra, grazie all’ottima intesa con Schelotto, è il reparto meno perforabile del Cesena.

De Feudis 6.5: encomiabile cerniera di centrocampo, recupera quantità industriali di palloni da smistare prevalentemente a Do Prado.

Parolo 5.5: parte come mediano e tutto sommato non dispiace. Una volta spostato sulla sinistra fatica decisamente più del dovuto (29′ st Matute 6: porta in avanti un paio di palle interessanti, gettando in campo fisicità e tonicità).

Schelotto 6: ha il demerito di non essere sufficientemente lucido e cinico quando si ritrova tra i piedi la palla dei possibili contropiede decisivi.

Do Prado 7: il fosforo, la mente del Cesena. Si accende a intermittenza, ma quando lo fa sono dolori per tutti.

Pedrelli 5: fuori fase, lascia completamente sguarnita la corsia mancina. Bisoli di vede costretto a lasciarlo negli spogliatoi all’intervallo. (1′ st Piangerelli 6: entra con Bisoli che in sottofondo gli canta "Una vita da mediano". Recepisce il messaggio).

Djuric 6.5: impressionante il miglioramento fisico e tattico. Veloce, scaltro, imbattibile sulle sponte, difende palla e ne spreca pochissime. Propizia l’autogol. Certo, tira ancora poco: allora sarebbe davvero di catogoria superiore (34′ st Bucchi n.g.: fischiato dal suo ex pubblico. Lo scatto non è certo quello dei tempi migliori).

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Ascoli-Cesena 1-1

23 settembre 2009

Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca, martedì 22 settembre 2009, ore 20,45. Sesta giornata del campionato di serie B.

Cesena (in giallo) ed Ascoli a centrocampo

ASCOLI PICENO. Rammarico sì, sfortuna no. Al massimo chiamiamola ingenuità, quella commessa da Volta sul numero 82 dell’Ascoli. Una maglietta che si alza, quel tanto che basta per attirare l’attenzione del direttore di gara. Il loro numero 82 che sviene, con mestiere ed intelligenza, furbizia, tattica. Certo, gridare alla simulazione è facile. Ma a parti invertite avremmo sicuramente gradito. E’ stato un capolavoro tattico di quel giocatore e contemporaneamente una "patacata" clamorosa di Massimo Volta, fino a quel momento probabilmente il migliore della difesa bianconera. Per poi cadere nella più prevedibile delle trappole dell’82 marchigiano, fino a quel momento mai in partita.

Rigore a parte, non possiamo che essere soddisfatti del Cesena visto ad Ascoli. Non solo perchè finalmente torniamo a casa con un punto dopo anni di carestie (9 gol subiti nelle precedenti due uscite), non solo perchè siamo stati per almeno mezz’ora primi in classifica, non solo perchè guadagnamo un altro bel punto in classifica. Siamo contenti soprattutto perchè il Cesena sta sempre di più dimostrando di essere una squadra vera, quadrata, in grado di affrontare unita i momenti di difficoltà e di uscirne fuori. Insomma, lo spirito è quello giusto.

Sognare è mostruosamente proibito. Però confessiamo che l’idea di disputare un campionato sereno di centroclassifica, ad una distanza comunque sempre di sicurezza dalla zona play-off, non ci dispiacerebbe affatto. Le carte in regola sembrano esserci tutte.

Merito in primis di Pier Paolo Bisoli, tecnico destinato a raggiungere a breve i massimi livelli del calcio italiano. Un ringraziamento ed un riconoscimento doveroso in questa giornata va però fatto anche all’ormai ex direttore sportivo Antonio Recchi, di fatto "dimesso" dal Cesena per incompatibilità caratteriale con il presidente Igor Campedelli. Recchi in una sola estate ha costruito una rosa di valore con un parco ingaggi inferiore a quello della stagione precedente in Prima Divisione, riuscendo a piazzare altrove quasi tutta la zavorra che ancora pesa sulle casse societarie. Per questo, valutando esclusivamente la bontà del suo operato, il suo allontanamento appare inconcepibile.

Non essendo assolutamente questo il momento per fare polemica, ci limitiamo a salutare e ringraziare il miglior ds che Cesena abbia avuto dal 2000 ad oggi.

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Cesena-Triestina: le curve

20 settembre 2009

I tifosi alabardati erano circa 30 e hanno partecipato allo sciopero indetto da tutte le tifoserie restando i primi 15 minuti della gara in silenzio. dopodichè non si sono potuti ovviamente sentire nella bolgia del Manuzzi. Hanno appeso alcune bandierine alla balaustra e ne hanno  sventolate alcune durante la gara.

La Curva Mare per Cesena-Triestina

Prima dell’inizio del match viene osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato a Kabul e anche di Brian Filipi, giocatore del Ravenna morto a causa di un incidente venerdì sera. Il Bronx Vigne si unisce al dolore della famiglia del ragazzo.

La Curva Mare ieri pomeriggio ha scioperato contro la tessera del tifoso rimanendo in silenzio il primo quarto d’ora di gara, all’ingresso delle squadre in campo si è letteralmente coperta di  cartoncini bianchi e neri con scritto NO ( attaccato alla balaustra uno striscione recitava "alla tessera" ). I tifosi di Cesena, ultras e non, sono contro l’imposizione della suddetta tessera che dal primo gennaio 2010 diventerà operativa. Pensiamo che tutti, ultras e non, dovrebbero sapere realmente di cosa si tratta e che cosa prevede perchè l’introduzione di questa tessera è veramente un mettere la parola fine a quello che lo stadio e la vita da stadio è sempre stato per noi tutti amanti del gioco del pallone.

No alla Tessera (coreografia Cesena-Triestina)

Dopo il silenzio il delirio della Fiorita! Aiutati da una prestazione maiuscola del Cavalluccio (Noi diamo a loro, loro devono dare a Noi!) la Curva Mare si è sempre più infiammata fino al termine della partita chiusa,come d’obbligo, con un bel coro "Vi vogliamo così" cantato da tutto lo stadio. Adesso ci attende la trasferta di Ascoli martedì sera con la speranza che l’ex (da noi delle Vigne rinnegato!) Bernacci non voglia anche stavolta metterci i bastoni tra le ruote. Avanti Curva Mare!

Triestini in Curva Mare

Oggi, a mente fredda, passata la "sbornia" del risultato di ieri, vogliamo fare questa considerazione: ci piacerebbe, ma davvero tanto, che a Cesena si cominciasse a parlare del Cesena un po’ di più. Ci piacerebbe che in certe situazioni, in certi ambienti si cominciasse a parlare un po’ di più di Giaccherini, di Do Prado, di Lauro, invece che di Milito, Pato, Iaquinta e compagnia bella! Il Cesena è squadra che inorgoglisce la città di Cesena tutta, una squadra che ha sempre vissuto di giovani di belle speranze, di giocatori (nella maggior parte dei casi) operai, mai prime donne, che lottano e corrono per la maglia. Vorremmo davvero che il Cesena cominciasse ad essere l’UNICA squadra per cui fare il tifo perchè quando saremo in serie A, poi non ci saranno più scuse!

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Cesena-Triestina, le pagelle

19 settembre 2009

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Cesena-Triestina 4-1

19 settembre 2009

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 19 settembre 2009, ore 15,30. Quinta giornata del campionato di Serie B.

Cesena e Triestina si scambiano il saluto a centrocampo prima del fischio d’inizio

CESENA (4-2-3-1): Antonioli 6; Petras 6.5, Volta 6.5, Biasi, 6, Lauro 6; Piangerelli 6.5 (34′ st Matute n.g.), De Feudis 7; Schelotto 7, Do Prado 7.5, Sinigaglia 6.5 (17′ st Parolo 6); Djuric 7 (28′ st Bucchi 6);
A disp.: Teodorani, Pedrelli, Tattini, Malonga.
All.: Bisoli 6.
TRIESTINA (4-4-2): Agazzi 6; Tabbiani 6, Scurto 5, Cottafava 5, Magliocchetti 6; Sedivec 6 (11′ st Siligardi 5), Gissi 5.5, Princivalli 6 (11′ st Cossu 5.5), Testini 6.5; Godeas 5 (38′ st Figoli n.g.), Della Rocca 5.
A disp.: Dei, Volpe, Crovetto, Audel. All.: Gotti 5.
ARBITRO: Nasca di Bari 6.
RETI: 3′ pt Sinigaglia, 9′ pt Testini, 31′ pt De Feudis, 16′ st Do Prado, 33′ st Schelotto
AMMONITI: Princivalli, Gissi, Magliocchetti.
NOTE: pomeriggio calda, terreno in ottime condizioni, spettatori 11mila circa (compresi 8mila abbonati) incasso non comunicato. Angoli 4-2 per il Cesena. Recupero 1′; 0′.

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Crotone-Cesena, le pagelle

15 settembre 2009

Antonioli 7: per essere un ex bolognese non sta facendo affatto male. Dopo le paratone salva tutto contro il Cittadella si ripete a Crotone. Sono segnali importanti per un portiere titolare alla soglia degli “anta”.
Piangerelli 6: altro vecchietto arzillo della truppa bianconera. Si sacrifica in maniera lodevole nel ruolo di terzino destro, con risultati egregi, nonostante davanti a lui Schelotto gli crei una vero e proprio saliente per gli attacchi avversari.
Volta 6.5: Personalità, tecnica e tattica: finalmente un difensore da serie B, di quelli che a Cesena non si vedevano dai tempi del mercenario Ficagna.
Biasi 6: pomeriggio tutto sommato tranquillo. Beneficia della linea di difesa a quattro, nella quale è decisamente meno pericoloso di quando ricopre il ruolo di centrale a tre.
Lauro 6.5: spinge e convince sulla sinistra. Si toglie anche lo sfizio di triangolare con Giaccherini e sfoderare un cross per il fratello scarso di Do Prado. La patacata è però sempre in canna, come la “cintura” su Bonvissuto che gli sarebbe potuta costare il calcio di rigore.
De Feudis 6: il capitano grazie al suo passo corto non perde mai la bussola né si impantana in un campo infame. Dirige la manovra, erige barricate ma chiedere a lui di fare anche da regista basso è come chiedere a Livia Turco di partecipare a Bulli e Pupe: decisamente e doppiamente fuori luogo.
Parolo 6.5: due sue staffilate sul far della sera potrebbero cambiare il corso dell’incontro. E’ Concetti a dirgli di no, aiutato da una buona dose di fortuna apportata dal rimbalzo della sfera. Già indispensabile nel centrocampo di Bisoli.
Schelotto 5: non riesce a fare un cross che sia uno, perde palla con facilità irrisoria e non copre mai in fase difensiva. Se non avesse avuto l’attenuante del campo, il voto sarebbe stato anche più basso (dal 11′ st Matute 6: sufficienza generosa solo perchè il differenziale con la prestazione di Schelotto è positiva. Ci mette una pezza in fase difensiva, però scarabocchia tutto quello che gli passa tra i piedi).
Do Prado 5: non potrà mai fare il soldato, questo ormai l’abbiamo capito. Basta un terreno come quello dello Scida per mandarlo letteralmente in crisi, rendendo impossibile anche ogni semplice tentativo di assalto.
Giaccherini 6: è l’unico che può mettere qualche additivo nella benzina bianconera fino a che il Dio del calcio (che non è Moggi, bisogna specificarlo per gli juventini) decide di continuare a rompere le scatole (e le ossa) al Cesena (dal 37′ pt Pedrelli 6: sostituire Giaccherini è impresa pressochè impossibile. In linea con il resto della squadra la prestazione in fase offensiva, meglio quando si tratta di difendere).
Djuric 6: il “matalone” si conferma un giocatore importantissimo per l’economia della squadra. I compagni non gli concedono praticamente nemmeno un cross, ma lui battaglia alla grande su ogni palla. Con il rientro di Bucchi sarà dura lasciarlo fuori. (dal 33′ st Bucchi n.g.: finalmente una bella notizia. Esauriti i problemi al ginocchio nati da una infiltrazione fatta “alla napoletana”, compie l’esordio con la maglia bianconera. Si attendono grandi cose da lui).
 

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