Archivio di marzo 2009

Novara-Cesena 1-1 (alla radio!)

30 marzo 2009

Stadio Silvio Piola di Novara, domenica 29 marzo 2009, ore 15. Ventisettesima giornata e decima di ritorno di quel campionato nel quale vietano queste assurde trasferte, chiamato Prima Divisione

NOVARA: Brichetto, Legati, Maggiolini ( 75‘Matteassi), Evola, Centurioni, Ludi, Brizzi ( 13‘Lorenzini), Porcari, Rubino, Sinigaglia ( 65‘Tombesi), Bertani. A disp.: Tani, Lanteri, Chiappara, Virga.
All. Notaristefano

CESENA: Ravaglia, Ceccarelli, Rossi, De Feudis, Lauro, Cusaro, Giaccherini, Sacilotto, Veronese, Bonura ( 29’ Zebi ( 55‘Djuric)), Motta ( 74‘ Chiavarini). A disp.: Tardioli, Tonucci, Molino, Righini.
All. Bisoli

ARBITRO: La Mura di Nocera.
RETI: 1′ st Rubino, 46′ st Djuric.
AMMONITI: Bonura, Sinigaglia, Tombesi, Legati, Sacilotto, Porcari.

“OBBLIGATI” AD UNA DOMENICA ALLA RADIO!

Come successo per i novaresi all’ andata, anche per noi cesenati viene vietata la trasferta in Piemonte, costringendoci all’ “umiliazione” dell’ ascolto di questa importantissima partita, sulle frequenze di Radio Bruno. Abbiamo già espresso il nostro parere sulla pessima situazione radiofonica che è costretto a subire chi non riesce ( o, come in questo caso, viene obbligato!) a seguire i bianconeri in trasferta e non ci ripeteremo. Speriamo solo che, anche questa seconda volta alla radio, termini come la prima quando le condizioni fisiche e lavorative non ci permisero di seguire il Cesena a Lumezzane dove si impose con un netto 3 a 0! La radiocronaca comincia con la denuncia da parte del giornalista di un tentativo di aggressione subito dai rappresentanti della carta stampata venuti dalla Romagna per mano di un gruppetto di facinorosi locali nei pressi dello Stadio Piola. I novaresi, ricordiamolo, hanno deciso di scioperare non entrando in Curva per protestare sia contro gli assurdi divieti imposti dal CASMS sia per il periodo negativo della squadra.

Le formazioni sono quelle annunciate alla vigilia con i padroni di casa che sostituiscono l’ infortunato dell’ ultima ora Gallo con Brizzi mentre il Cesena si presenta piuttosto rattoppato con Bisoli che si affida al 4-2-3-1 con Cusaro, Rossi e Bonura che prendono il posto degli acciaccati Biasi e Biserni e dello squalificato Segarelli.

Il campo viene descritto come una risaia ( e come non potrebbe esserlo visto che ci troviamo a Novara!) e questo non permette ai romagnoli di sfruttare il più alto tasso tecnico con le ripartenze fulminee di Giaccherini e le giocate millimetriche di Bonura e Motta, bensì di affidarsi, senza fortuna, ai lanci lunghi per Veronese.

Il primo tempo è una noia mortale nel quale le uniche annotazioni sono date dall’ ammonizione e dalla sostituzione di Bonura (brutta botta al ginocchio) con Zebi al 29’ e di Brizzi con Lorenzini al 13’ e l’ unico velleitario tiro in porta dei primi 45 minuti nientepopòdimeno di Ceccarelli al 44’! Insomma, prima frazione di gioco da dimenticare che si chiude sulle splendide note di Pride degli U2 nella speranza che l’ orgoglio romagnolo prenda il sopravvento nei confronti di un campo in pessime condizioni che rischia di condizionare decisamente anche i secondi 45 minuti di gioco!

La ripresa viene anticipata dalla canzone “disco dance” dei Db Boulevard “Change of A Miracle” che contiamo sia di buon auspicio per le sorti del match! Ma così non è!!!!!! E’ passato neanche un minuto quando Ceccarelli, ancora con la testa negli spogliatoi, lascia crossare liberamente Maggiolini che trova sul secondo palo l’ incornata vincente di Rubino! Improperi vari di Bisoli per il capitano bianconero per la leggerezza con cui è entrato in campo che è costata lo svantaggio al Cesena!

Gli ospiti faticano a riorganizzarsi e non sono aiutati neanche dalla buona sorte quando al 55’ anche Zebi è costretto ad uscire dal campo con un braccio dolorante per far posto a Djuric.

I bianconeri cercano di farsi vivi dalle parti di Brichetto ma la porta di casa non corre mai particolari rischi. Al 74’ entra anche Chiavarini al posto di Motta ma il cambio non sortisce gli effetti sperati con i romagnoli che non riescono a concludere a rete ostacolati sempre da un campo che da risaia è passato a piscina!!!!! Il miracolo però avviene al 90’: Giaccherini si guadagna caparbiamente un angolo che batte prontamente per l’ incornata vincente di Djuric! Ormai non ci speravamo più!!!!! Il recupero è una sofferenza con il Novara che porta gli ultimi assalti alla porta ospite senza però ottenere risultati! Fischio dell’ arbitro e il Cesena riesce in piena Zona Cesarini ad agguantare un preziosissimo pareggio che lo mantiene in testa alla classifica! L’ orgoglio romagnolo che auspicavamo a fine primo tempo è venuto fuori ed è riuscito a rimediare ad una situazione che pareva oramai compromessa! Questo è il classico punto che, oltre a far classifica, conferma la forza e la caparbietà dei bianconeri per prepararsi al meglio al posticipo da vertigini di lunedì prossimo contro la Pro-Patria dove ci sarà spazio per un solo risultato: LA VITTORIA!

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Ciao Emilio

25 marzo 2009

Il Bronx Vigne applaude il presidente bianconero Igor Campedelli per aver dedicato la vittoria di lunedì a Emilio Bonci, storica bandiera bianconera scomparsa nella notte tra sabato 21 e domenica 22 marzo.

Emilio Bonci (foto Cesena Calcio)

Dal sito del Cesena Calcio:

Nato a Cesena il 4 marzo 1928, ricoprì da calciatore il ruolo di mediano di centrocampo, disputando con la prima squadra cinque campionati di Serie C dal 1947 – ’48 al 1950 – ’51 e poi a seguire nella stagione 1961 – ’62 con 96 presenze e 4 reti segnate. Da allenatore subentrò nel ruolo di guida tecnica nelle annate 1966 – 67 (Serie C) e nel 1969 – ’70 (Serie B). E’ stato allenatore in seconda dalla stagione 1978 – ’79 a quella 1986 – ’87, restando poi nello staff tecnico bianconero fino al 1996 – ’97 collaborando con tecnici quali Osvaldo Bagnoli, Giuseppe Marchioro, Adriano Buffoni, Bruno Bolchi, Alberto Bigon, Marcello Lippi, Attilio Perotti, Gateano Salvemini e Azeglio Vicini.

Alla famiglia di Emilio ed a tutte le persone che l’avevano conosciuto e sostenuto vanno le nostre condoglianze ed il più caloroso abbraccio.

 

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Cesena-Padova: le curve

24 marzo 2009

I tifosi biancoscudati sono circa 350: ottimo numero in un posticipo di serie C di lunedì sera! Avevamo sentito dire che fossero in protesta e perciò non avrebbero sostenuto la squadra e invece così non è stato, hanno cantato e sventolato le loro bandierine biancorosse per tutta la partita. Alla balaustra hanno appeso alcuni stendardi.

Per chi, come me, associa a certe squadre alcuni avvenimenti di vita, la partita contro il Padova è sempre motivo di ricordi nefasti. Il Padova è quello di quel 15 guigno del 1994, spareggio per la serie A, a Cremona. Negli occhi il vantaggio dell’indimenticato ed indimenticabile Dario Hubner, il mancato raddoppio e poi la beffa. Il ritorno a casa col pensiero di aver perso con una squadra nella quale giocava un chitarrista di professione! Ma questa è un’altra storia..

Ieri sera fuori dalla Curva Mare era appeso uno striscione con scritto: ADESSO TOCCA A NOI, FUORI LA VOCE…UNA MARE D’ ENTUSIASMO! La Fiorita ieri sera contava 9000 spettatori, numeri che certi stadi di categorie superiori si sognano! Vero è che, nonostante l’invito degli Ultras, la Mare per buona parte dell’incontro non è stata all’altezza della situazione. La svolta c’è stata nel secondo tempo, sia in campo, sia sugli spalti, quando il Cesena ha iniziato ad attaccare sotto di noi. Inutile, la spinta che noi sappiamo dare loro è una freccia in più all’arco di Mister Bisoli. Da segnalare due cori  "Cesena, Cesena" partiti dalla gradinata e un "Salutate la capolista" tutto lo stadio da pelle d’oca. Noi meritiamo queste emozioni e molto di più.

Cesena-Padova, le pagelle

24 marzo 2009

Ravaglia 6,5: forse leggermente in ritardo sul goal patavino però stasera ha mostrato sicurezza, più che fra i pali, dove non è stato particolarmente impegnato, nelle uscite sia alte sia basse dove ha fatto valere alla grande la sua reattività.

Ceccarelli 5,5: dopo una serie di partite alla grande, questa sera è tornato il Ceccarelli arruffone e impreciso del girone d’ andata. Speriamo sia stato solo un caso perché nelle ultime partite ci aveva abituato piuttosto bene!

Biserni 5,5: tiene a bada senza particolari problemi sia Pederzoli sia Baù ma quando a 1 minuto dalla fine perde quella palla nella sua trequarti lanciando l’ offensiva biancoscudata, tutto lo stadio l’ avrebbe strozzato!!!!!

De Feudis 6,5: partita perfetta del Conte sia nell’ impostazione dove si prende più responsabilità del solito con lanci e aperture precise sia nell’ interdizione dove impedisce più di una ripartenza dei patavini.

Cusaro 7: che dire di nuovo del biondo di Novara! Sta diventando il simbolo della stagione! In silenzio e a testa bassa, quando viene chiamato in causa non tradisce mai e oggi si toglie ancora la soddisfazione dopo Verona di siglare un goal da 3 punti!

Biasi 6,5: diligente e cattivo quanto basta, ha un cliente veramente scomodo come Di Nardo ma gli lascia solo le briciole.

Segarelli 5,5: viene sopraffatto dai piedi buoni del centrocampo del Padova. Non riesce ad emergere in una partita dagli alti contenuti tecnici. (dal 260′ st Zebi 6: minuti per tenere la palla il più lontano possibile dall’ area di rigore.)

Sacilotto 7
: combatte alla pari con i marcantoni biancorossi non sfigurando e siglando un goal che sta diventando ormai il suo marchio di fabbrica.

Veronese 6: bistrattato sia dalla coppia centrale Faisca-Cesar sia dall’ arbitro, tiene finchè può il baricentro più alto possibile della manovra bianconera. (dal 15′ st  Chiavarini 5,5: rientra dopo 2 mesi di naftalina e si vede che ancora la condizione è alquanto approssimativa)

Giaccherini 7,5: i due assist sono i suoi, le azioni più pericolose nascono dai suoi piedi, rincorre gli avversari fino alla propria area di rigore, tiene palla rischiando le gambe nel finale…..chiedergli altro è impossibile!!!!!

Motta 6: cerca con più insistenza il goal che sta diventando ormai tabù. Ce la mette tutta ma anche stasera non riesce ad essere decisivo. (35′ st Bonura n.g.)

Bisoli 6,5: ha modellato una squadra di combattenti a sua immagine e somiglianza che sopperisce alla maggior qualità degli avversari con una grinta e una condizione fisica straripanti.

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Cesena-Padova 2-1 (salutate la capolista)

24 marzo 2009

Stadio Dino Manuzzi di Cesena, lunedì 23 marzo 2009, ore 20,45. Ventiseiesima giornata e nona di ritorno di quel campionato nel quale speriamo al più presto di lasciare il posto ad Avellino e Treviso, cioè Prima Divisione

CESENA (4-3-1-2): Ravaglia, Ceccarelli, Biserni, De Feudis, Cusaro, Biasi, Segarelli (26′ st Zebi), Sacilotto, Veronese (15′ st Chiavarini), Giaccherini, Motta (35′ st ‘Bonura). A disp.: Tardioli, Tonucci, Rossi, Djuric.
All. Bisoli

PADOVA (4-3-1-2): Cano 6, Carbone 5, Falsini 5,5 (83‘Di Venanzio n.g.), Jidayi 6,5, Cesar 6, Faisca 5,5, Patrascu 7, Bovo 7, Di Nardo 6,5, Pederzoli 5,5 (63‘Rabito 6,5), Filippini 5,5 (75‘ Baù 5,5). A disp: Facchin, Donadoni, Gentili, Lewandowsky.
All. Sabatini 6,5

ARBITRO: Magno di Catania.
RETI: 14′ pt Sacilotto, 24′ pt Jidayi; 4′ st Cusaro.
AMMONITI: Segarelli, Sacilotto, Jidayi, V.Cesar.
NOTE: Spettatori 8.977 (paganti 4.267, abbonati 4.710). Incasso 52.324,69 €.Angoli: 9-4 per il Cesena.

CESENA. Con una grintosa prova di carattere e forza, il Cesena supera un Padova in gran spolvero nel posticipo di lusso della 26’ giornata di Lega Pro!

La formazione bianconera è quella annunciata alla vigilia con il rientro di Veronese al centro dell’ attacco e gli inserimenti di Cusaro per lo squalificato Lauro e di Segarelli per l’infortunato Piangerelli.

La partita si dimostra subito vivace con repentini ribaltamenti di fronte che portano da una parte Jidayi al colpo di testa su angolo di Patrascu, ben parato da Ravaglia e dall’ altra Motta che si accentra dalla sinistra per concludere a fil di palo. E dalla conseguente rimessa in gioco di Cano nasce il goal del Cesena: siamo al 13’ quando De Feudis intercetta il rinvio del portiere ospite, allarga per Giaccherini che punta il fondo del campo, salta senza problemi Falsini e crossa basso al centro per l’ accorrente Sacilotto che ancora una volta non ha difficoltà ad insaccare! A questo punto però il Cesena si smarrisce e lascia campo libero alle scorribande patavine che con una fitta trama di passaggi brevi e ficcanti mette in seria difficoltà il più compassato centrocampo romagnolo. Arriviamo così al 25’ quando Jidayi intercetta ancora una volta un errato disimpegno dei bianconeri, mette in moto le sue lunghe leve e prima di entrare in area lascia partire una staffilata un po’ sporca che finisce alle spalle di un sorpreso Ravaglia. 1 a 1, tutto da rifare!

E’ il Padova che ora giostra a suo piacimento senza però riuscire a sfondare la muraglia alzata da Biasi e Cusaro! E’, anzi, il biondo di Novara che su angolo di Giaccherini costringe Cano alla più bella parata di serata per alzare in angolo il colpo di testa del n. 5 di casa.

Si va al riposo quindi con il risultato di parità con un Padova più convincente rispetto agli arruffoni romagnoli.

Alla ripresa delle ostilità è però il Cesena che parte più convinto alla ricerca del vantaggio. Subito al 47’ è Motta che spara a rete colpendo la schiena di Cesar che impenna la palla sopra la traversa. Sul seguente angolo è ancora Cusaro che schiaccia verso la porta dove Pederzoli appostato sulla linea riesce a liberare! Il Cesena preme sull’ acceleratore e al 50’ dopo un altro angolo battuto da Giaccherini, la difesa ospite libera sui piedi Di Feudis che di prima intenzione ridà la palla all’ Haessler di Romagna che rimette al centro dove un liberissimo Cusaro vola a incornare alle spalle dell’ incolpevole Cano! Vantaggio meritato dei romagnoli che concretizzano al meglio un inizio secondo tempo a dir poco tambureggiante!

Dopo i primi quindici minuti inizia la girandola dei cambi. Veronese, colpito da crampi, lascia il posto a Chiavarini al 60’ mentre al 63’ Rabito subentra ad uno spento Pederzoli. Il Padova ci prova prima, al 65’, con un bel tiro da fuori di Bovo, poi al 73’ con una incursione in area di Rabito che si spegne fra le braccia attente di Ravaglia . Intanto due minuti prima nel Cesena era entrato Zebi al posto di Segarelli. Al 75’ entra anche Baù per Filippini ma a farsi pericoloso è ancora Bovo con una spingardata dai trenta metri fuori di poco! Il Cesena non molla, Bonura prende il posto di Motta all’ 80’ e tre minuti più tardi un Falsini da “bombole d’ ossigeno” viene rilevato da Di Venanzio. Chiavarini cerca invano di tenere palla, Giaccherini si prende ogni tipo di responsabilità scorazzando per tutto il campo con la palla fra i piedi. All’ 88’ il Manuzzi trattiene il respiro: Rabito dai trentacinque metri lascia partire una castagna che Ravaglia può solo controllare mentre si stampa sulla parte alta della traversa! E’ ormai finita! C’è solo il tempo per l’ ammonizione per frustrazione del mastino Cesar che attenta le caviglie del furetto Giaccherini e per una palla persa di Biserni che poteva causare guai peggiori quando al 94’ il signor Magno decreta la fine delle ostilità.

Partita gagliarda dei romagnoli contro una delle più belle squadre viste quest’ anno al Manuzzi. E’ anche per questo che la vittoria assume ancora più valore perché caccia a 10 punti di distanza un Padova che poteva creare seri grattacapi nella corsa al primo posto. Complimenti a tutti, quindi; la strada è sempre più quella giusta e le partite sono sempre di meno! Un bel segnale per l’ obbiettivo che tutti noi vogliamo raggiungere!

SALUTATE LA CAPOLISTA!

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Hellas Verona in lutto

21 marzo 2009

Nella notte tra giovedì e venerdì si è spento Pietro Arvedi, patron dell’Hellas Verona. Il Bronx Vigne porge le condoglianze alla famiglia.

ProSesto-Cesena: le curve

15 marzo 2009

Lo Stadio Breda di Sesto San Giovanni è uno dei tanti stadi di Lega Pro: una pena! Anche ieri siamo usciti dall’impianto con la volontà e soprattutto la speranza di non doverci mai più mettere piede. Una sola curva, la loro, dove sono posizionati circa 200 sostenitori con 8 stendardi attaccati alla balaustra, li abbiamo sentiti cantare perchè praticamente eravamo attaccati. Sul 2a0 per noi hanno intonato " Noi vogliamo gente che lotta! " belli convinti. Anche in questa occasione sottolineamo la stima nei confronti di chi sostiene una squadra di Lega Pro, quando a pochi chilometri giocano in serie A.

I Bianconeri in terra lombarda sono circa 300 posizionati in una parte di gradinata. Alla balaustra appaiono tutti gli stendardi dei gruppi.

Prima dell’inizio dell’incontro viene osservato un minuto di silenzio in memoria di un amico della ProSesto, poi un crescendo del nostro tifo. Ieri pomeriggio siamo stati davvero impeccabili, calorosi, entusiasti e alla fine abbiamo meritato la festa da prima in classifica!

AVANTI COSì! AVANTI BIANCONERI! 

Pro Sesto-Cesena, le pagelle

15 marzo 2009

Ravaglia 6: a fine partita ha lanciato la maglia a un tifoso: era talmente pulita che sembrava fosse appena stata ritirata dalla lavanderia. Questo la dice lunga sul pomeriggio di assoluto riposo passato dal n. 1 bianconero!
Ceccarelli 7: a parte due tiri finiti in fallo laterale, produce una prestazione di assoluta sostanza, sovrapponendosi a Giaccherini e arrivando al cross in più di un’occasione.
Biserni 6
: non deve faticare particolarmente per contenere le discese dello spauracchio Valtulina.
De Feudis 6,5: dà il solito ordine ad una centrocampo che ha trovato una quadratura perfetta.
Lauro 6,5: Beretta non gli crea problemi se non al novantesimo per i postumi di un calcione da dietro che, giustamente, viene sanzionato con il cartellino rosso.
Biasi 6,5: controlla e rilancia senza affanni. Il buco con il Legnano è ormai acqua passata.
Piangerelli 5,5: un’altra prestazione opaca per l’ acquisto di gennaio. Aspettiamo con impazienza che batta il primo colpo! (21’ st Bonura 6: entra sul 2 a 0 per congelare qualche palla bollente).
Sacilotto 7,5: ottimi novanta minuti conditi dal goal che sblocca la partita. Certi tocchi fanno capire la sua origine brasiliana ma la sostanza che dà a tutto il reparto inizia ad essere il vero marchio di fabbrica.
Djuric 5,5
: mezzo voto in più per la sponda non del tutto volontaria nel goal di Sacilotto! Per il resto, molti falli e poco costrutto! (35’ st Zebi n.g.)
Giaccherini 7,5: è il valore aggiunto di questo Cesena. Forse l’ unico giocatore veramente insostituibile! Fa dannare chiunque gli capiti a tiro e sigla di potenza il goal della sicurezza. (45’ st Alessandro n.g.)
Motta 6: anche per lui, mezzo voto in più per la sponda, volontaria, per il goal di Giaccherini. Quest’oggi sbaglia anche qualche passaggio di troppo.

Bisoli 7: le strigliate post Legnano e Pergocrema hanno sortito gli effetti sperati! Oggi i ragazzi non mollano la presa nemmeno per un secondo portando in porto una vittoria di fondamentale importanza.

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Pro Sesto-Cesena 0-2

15 marzo 2009

StadioBreda di Sesto San Giovanni, sabato 14 marzo 2009, ore 14,30. Venticinquesima giornata e ottava di ritorno di quel campionato dal quale speriamo di togliere al più presto il disturbo comunemente detto (da Macalli) Prima Divisione

PRO SESTO: Offredi 5,5, Tursi 6, Mannoni 5 (32’ st Bugno n.g.), Bedin 6 (45’ st Mele n.g.), Lambrughi 6, Perfetti 6, Valtulina 5, Boisfer 6, Beretta 4,5, Bertolini 5, Porro 5 (10′ st Bottoni 5,5). All. Sala 5,5
CESENA: Ravaglia, Ceccarelli, Biserni, De Feudis, Lauro, Biasi, Piangerelli (21’ st Bonura), Sacilotto, Djuric (35’ st Zebi), Giaccherini (45’ st Alessandro), Motta. All. Bisoli.ARBITRO: Sig. Guida di Torre Annunziata.
RETI: 10′ st Sacilotto, 14′ st Giaccherini.
AMMONITI: Bedin, Lambrughi, Lauro, Djuric.
ESPULSO: Al 41′ st Beretta per gioco falloso.
ANGOLI
: 8-3 per il Cesena.

SESTO SAN GIOVANNI: Il Cesena espugna il campo rivestito di sabbia di Sesto San Giovanni lanciando un segnale chiaro e forte a tutta la Lega Pro: la prima posizione vuole vestirsi di bianconero fino a fine stagione!
Mister Bisoli conferma la formazione anticipata alla vigilia preferendo la difesa a quattro e schierando Djuric al posto dell’ infortunato Veronese. La Pro Sesto si presenta con qualche defezione di troppo che costringe Sala a rimpolpare gli undici da mandare in campo con un paio di giovani del vivaio.
Il primo tempo non registra particolari emozioni se non con un paio di tiri da fuori di Sacilotto ( 25’ e 35’) che riesce a centrare entrambe le volte la sagoma di due difensori lombardi e le conclusioni, prima di Ceccarelli ( 26’), fuori di poco, e poi di Motta ( 39’), respinta con i pugni da Offredi. La Pro Sesto ci mette tanta buona volontà ma i risultati sono veramente scarsi causa un centrocampo grintoso ma modesto e un attacco che definire sterile è già un complimento. I Bianconeri, da par loro, tengono in mano la partita con un martellante e progressivo lavoro ai fianchi, supportando la fluida manovra con una fitta serie di passaggi precisi e pericolose sovrapposizioni sulle fasce. L’ unica pecca, le conclusioni, che per i primi 45 minuti non portano al goal che per quanto fatto vedere sarebbe anche meritato.
Nel secondo tempo i romagnoli partono a spron battuto alla ricerca del goal. E, nel giro di neanche 4 minuti ne arrivano addirittura 2, che chiudono la contesa già dopo nemmeno un quarto d’ ora.
E’ l’ 11′ quando Giaccherini entra in area, cerca il tiro che viene rimpallato dalla difesa lombarda; la palla finisce a Djuric, che spalle alla porta cerca laconclusione favorendo però l’ accorrente Sacilotto che non ha difficoltà ad insaccare di piatto a un metro dalla linea di porta. Non c’ è nemmeno il tempo di esultare che al 14’ Ceccarelli entra in area, crossa basso per Motta che controlla e appoggia per Giaccherini che spara una cannonata di destro dove Offredi non può arrivare. 0 a 2 palla al centro. La Pro Sesto è a terra e non possiede le forze per reagire. Il Cesena controlla senza problemi la restante mezzora finale dove c’ è da registrare solamente l’ espulsione da frustrazione di Beretta al 89’ e l’ esordio in Lega Pro di Alessandro che entra nei minuti di recupero.
Vittoria importantissima dei bianconeri che ora si trovano da soli in vetta alla classifica. Mancano nove partite alla fine della stagione regolare e i giocatori stanno facendo vedere di volercela mettere tutta perché questo sia il termine anche della vincente stagione del Cesena! Giocando così sta diventando più di una speranza!

 

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A libro teso

10 marzo 2009

Inauguriamo oggi, vista l’ennesima assurda ed incomprensibile sosta del campionato, una nuova – speriamo gradita e duratura – rubrica. Si intitola "A libro teso – entrate scorrette tra gli scaffali", e nelle nostre intenzioni dovrebbe raccontare un po’ le nostre incursioni, più o meno clandestine, in un mondo non da tutti associato alla curva o alla vita da quartiere. Lo spirito rimane sempre lo stesso con il quale settimanalmente ci muoviamo al seguito della nostra squadra: siamo tifosi innamorati dei colori bianconeri. E crediamo di mantenere questa caratteristica in ogni nostra azione: questo primo tentativo – e ci scuserete se ce lo diciamo da soli – ci sembra davvero ben riuscito. Vedremo di continuare… per il momento buona lettura!

A libro testo – Entrare scorrette tra gli scaffali, Volume I

Nei mesi scorsi mi è capitato di leggere un paio di libri, per così dire "calcistici", che hanno come comune denominatore la violenza!
Il primo, che mi permetto di consigliare a tutti i frequentatori degli stadi d’ Italia, è "TIFARE CONTRO" di Giovanni Francesio. Lo scrittore è stato un Ultras e, anche se non viene mai riportato nel libro, dalle mie informazioni dovrebbe essere di Mantova e tifare Mantova.
Fondamentale, per capire immediatamente cosa si andrà a leggere è il sottotitolo e la prefazione di Francesio. Viene, infatti, raccontata "una storia" degli Ultras italiani, per meglio dire, "la sua storia", distinguendosi e prendendo le distanze dalla moltitudine di libri scritti sia da sociologi, giornalisti e pseudo tali che hanno cercato, seduti dalla loro scrivania, di analizzare con risultati sconcertanti il mondo Ultras, sia dai racconti stile inglese, ripresi anche da alcuni gruppi italiani, in cui si enfatizzano solamente le "prestazioni" dei propri colori di appartenenza.
Questo libro può essere definito un "report" nel quale Francesio racconta, prendendo spunto dai più violenti fatti di cronaca, 40 anni di mondo Ultras (1968-2007) dalla fondazione del primo gruppo fino agli omicidi Raciti e Sandri. Vengono spiegati termini come curva ("…il principale, quando non l’ unico, luogo di aggregazione collettiva spontanea"), mentalità ultras, scontro (".…l’ errore del movimento ultras è quello di non aver mai capito che non esiste lo scontro leale…"), repressione, fino ad arrivare ad una sua soluzione alla sua storia:" l’ Italia è un paese poco serio. Sono state ideate solo leggi repressive…..non sposo il modello inglese in toto ma se c’è da scegliere tra la situazione italiana composta di repressione, violenza, morti e clima squallido, e quella inglese, scelgo la seconda".
Noi del Bronx che ci riconosciamo in "tutti quei tifosi non violenti ma affezionati alla dimensione popolare e un pò avventurosa della partita, stretti da una morsa: violenza da un lato, polizia repressiva dall’ altro", abbiamo apprezzato particolarmente il lavoro di Francesio anche se i suoi ragionamenti e le sue conclusioni non lasceranno, come è giusto che sia, tutti daccordo nel movimento ultras, soprattutto in quello più duro e crudo.
Ma, come conclude lo scrittore, "rubando" le parole della madre di Federico Aldrovandi, adesso più che mai, " ‘serve verità, non violenza’: non c’è niente da aggiungere". Per salvare la curva è l’ unica strada da percorrere!

Il secondo libro, "GAMBA TESA" di Furio Zara, è uno di quei libri che mai nessuno si sognerebbe di comprare per se stesso ma che gli appassionati di calcio si trovano, spesso e volentieri, o sotto l’ albero di Natale (come è capitato a me!) o come regalo di compleanno!
Vengono raccontati dal giornalista del Corriere dello Sport-Stadio, 100 personaggi duri e cattivi che con le loro performance sopra le righe hanno caratterizzato il mondo del calcio dai suoi albori fino ai giorni nostri.
Sono suddivisi in 8 categorie, fra le quali "detenuti in attesa di giudizio" in cui rientrano Bruno, Materazzi, Davids…; "geni e raptus" con Cantona, Edmundo; "scene del crimine" come la famosa testata di Zidane a Materazzi, fino ad arrivare alla sezione che ci riguarda più da vicino: "lacrime e sangue", pagine 255 e 256, Lumezzane, Italia, 20 giugno 2004:

Ci hanno lasciato di stucco le inesattezze e la poca conoscenza dei fatti del giornalista dello Stadio che riporta il presunto referto arbitrale! Non occorre puntualizzare e correggere il racconto di Zara perchè oramai tutti i veri bianconeri sanno come andò esattamente quel giorno! Ma, almeno, se ironia deve essere, che venga fatta correttamente!
Grazie ancora, anche per quel giorno, MISTER! Non ti dimenticheremo mai!

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