Cesena-Pergocrema 1-0
12 ottobre 2008Cesena, domenica 11 ottobre 2008, stadio Dino Manuzzi, ore 15. Settima giornata di campionato Lega Pro.
I festeggiamenti del Cesena a fine partita (clicca qui per la galleria di Cesena-Pergocrema)
CESENA (4-3-3): Ravaglia 6.5; Ceccarelli 6.5, Tonucci 6, Biasi 6, Lauro 6 (33′ st Rossi n.g.); Segarelli 6 (22′ st Sacilotto 6), Zebi 4.5 (1′ st De Feudis 6), Bonura 5.5; Chiavarini 6, Motta 5, Giaccherini 6.5.
A disp.: Tardioli, Ricci, Djuric, Ferretti.
All.: Bisoli.
PERGOCREMA (4-3-3): Brivio 5; Marconi 6.5, Ragnoli 5.5, Finetti 5, Federici 6; Sambucaro 6.5 (36′ st Guerci n.g.), Brambilla 6, Garavelli 5.5 (22′ st Andreini n.g.); Facchinetti 6, Le Noci 5, Bonazzi 5 (14′ st Florean n.g.).
A disp.: Russo, Pilleri, Ghilardi, Boscolo, Florean.
All.: Fortunato.
ARBITRO: Trentalange di Nichelino 6.
RETI: 8′ pt Chiavarini.
AMMONITI: Florean, Andreini. Marconi.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 5756 (compresi 4710 abbonati) per un incasso complessivo di 27542,69 euro. Angoli: 6-1 per il Cesena. Recupero: 2′ pt, 4′ st.
CESENA. Alzi la mano chi non ha gradito questa importantissima vittoria contro il Pergocrema. Bene, contatevi. E adesso andate a vedere il Rimini, la serie C non fa per voi. Non avete capito nulla di questa nuova realtà nella quale il Cesena si è dovuto, giocoforza, calare. Siamo retrocessi, è ora di impararlo. In Prima Divisione non vince chi ha il gioco migliore, il miglior palleggio, il maggior tasso tecnico. Vince chi ha più fame degli altri, più esperienza, più cinismo. Tutto il resto sono chiacchiere che appartengono a presuntuosi da tribuna del Romeo Neri.
Bene così, quindi, Cesena. Certo, un successo per 1-0 contro una squadra che ricorda quasi la Savignanese (ma uno come Michele Basini, mediano delel Vigne in forza alla formazione gialloblù, del resto non avrebbe certo sfigurato tra le fila del Pergocrema), non è il massimo della vita. Ma più in generale è questa categoria a non essere il massimo della vita. Si incontrano ex portieri come il quarantunenne Brivio, goffo quasi quanto l’infelice Artur in occasione della rete di Chiavarini, all’8′ del primo tempo, infilata per giunta sul suo palo. Si incrociano centravanti come Le Noci, dalla capigliatura improponibile che nemmeno Anastasi portava della roba del genere. E degli allenatori fenomeno come tale Fortunato che al termine della conferenza stampa chiede di guardare le pagine 251 e 253 del Televideo Rai, cioè serie D lombardo-veneta, ovvero i campionato che gli appartengono.
La partita è facile da raccontare: il Cesena ha segnato praticamente al pronti via e poi non ha corso più alcun rischio. Come al solito non è riuscita a concretizzare le occasioni avute nel proseguo dell’incontro, anche se in numero decisamente ridotto rispetto alla grandinata di Legnano. Ma ha fatto quello che era sufficiente per vincere e rilanciarsi anche in classifica: segnare un gol in più degli avversari. Dopo il successo di mercoledì in Coppa Italia Lega Pro con il Lumezzane ecco quindi una vittoria giustamente definita fondamentale: vincere è sempre il modo per risolvere una crisi e spegnere ogni malumore. Vittoria in Coppa, in campionato e si spera anche nel secondo torno consecutivo domenica prossimo contro la Pro Sesto.
Fiducia al modulo. Bisoli ripropone il 4-3-3 con qualche novità. Ceccarelli è reinventato terzino destro con ottimi risultati, mentre Motta al centro dell’attacco fatica come un mulo e conclude pochissimo. A centrocampo Zebi mostra di attraversare un pessimo periodo di condizione psicofisica, mentre i rientri di De Feudis e Sacilotto pesano ed incidono positivamente nell’economia di un secondo tempo nel quale il Pergocrema quasi non passa la metà campo.
Piace la verstilità di Bisoli, diversa dalla confusione mostrata nelle prime 5 giornate nelle quali ha sempre cambiato modulo. Dalla sesta in poi (Legnano) ecco il 4-3-3, con alcuni punti fermi e con tante pedine pronte e riempire le altre caselle dello scacchiere. La filosofia è semplice: gioca chi mostra di averne più voglia in settimana, ed in campo va solo gente motivatissima. La strada sembra essere quella giusta: domenica sera potremmo affermarlo con maggior certezza.
