Cesena, stadio Dino Manuzzi, 19 ottobre 2008, ore 15. Ottava giornata del campionato di Prima Divisione.

Cesena e Pro Sesto a centrocampo (clicca qui per la gallery delle foto)
CESENA (4-3-3); Ravaglia 6; Ceccarelli 6, Tonucci 5.5, Biasi 6, Lauro 6; Segarelli 6 (17′ st Sacilotto 5.5), De Feudis 6, Bonura 7 (44′ st Zebi n.g.); Giaccherini 7.5, Motta 6.5 (34′ st Djuric n.g.), Chiavarini 6.5.
A disp.: Tardioli, Ricci, Rossi, Ferretti.
All.: Bisoli.
PRO SESTO (4-2-3-1): Offredi 6; Tursi 6 (39′ st Kabine n.g.), Preite 6.5, Perfetti 5, Lambrughi 5.5; Bedin 6 (29′ st De Filippis 6), Fracassetti 5.5; Maah 6 (1′ st Valtulina 5), Boisfer 5.5, Bertolini 6; Beretta 6.
A disp.: Russo, Campi, Konè, Di Quinzio.
All.: Sala.
ARBITRO: Coccia di San Benedetto del Tronto 5.5.
RETI: 11′ pt Motta, 30′ pt Preite, 40′ pt Chiavarini, 49′ st Giaccherini.
AMMONITI: Segarelli, Boisfer, Preite.
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 5621 (compresi 4710 abbonati), per un incasso complessivo di 25813.69 euro. Angoli 2-1 per la Pro Sesto. Recupero: 3′ pt, 5′ st.
CESENA. Gol e bel gioco, la botte piena e la moglie ubriaca. Tre punti ed una classifica che inizia a farsi interessante, un doppio turno casalingo finalmente ben sfruttato con due bombe che valgono un gioco da sei punti: caro Cesena, davvero ben fatto. Per una domenica siamo usciti dallo stadio decisamente più sereni di quanto non lo fossimo un paio d’ore prima: proviamo ad avventurarci un flashback, risaliamo all’ultima partita che ci aveva visto uscire in queste condizioni dal Manuzzi. Troviamo la vittoria col Modena targata Croce, ma l’infarto in Curva Mare quel giorno minacciò più di una persona: no, non fu certo quella una giornata agevole. Occorre tornare alla stagione precedente, al girone d’andata forse: roba dell’autunno 2006, una vita fa.
Allora godiamoci questo momento felice del Cesena, consapevoli che il guado nel quale ci trovavamo due settimane fa è superato: ne siamo usciti dal verso giusto, sulla riva dove nasce la strada che porta fino alla B. Precisazione: dire che siamo sulla strada che porta in B non equivale assolutamente ad affermare che i bianconeri la percorreranno fino in fondo. Eppure ci siamo, ed è già in portante. Il meno è fatto, direbbe Adriano Celentano. Domenica prossima inizierà, con la trasferta a Padova, il vero tour de force, nel quale finalmente poter mettere in mostra la tecnica oltre ai polmoni, il cinismo oltre ai muscoli.
Con le formazioni di bassa classifica, vedi Pergocrema o Portogruaro, è richiesto un approccio totalmente diverso alle gare: spesso basta sbloccare il risultato, quindi l’incontro termina senza troppe emozioni. Formazioni anche come Legnano o Sambenedettese, oltre alla stessa Pro Sesto, non hanno certo punte in grado di tener testa a gente come Lauro o Biasi. Il Padova, il Novara, la Pro Patria, la Cremonese, la Spal, come è stato (e si è visto) con la Reggiana, devono forzatamente avere una concezione diversa del calcio di terza serie: più tecnico e più incisivo. Ci attenderanno incontro con avversari che se la giocheranno a viso aperto, in grado di far male anche una volta andati in svantaggio, contro i quali sarà obbligatorio prevalere prima di tutto sul piano della circolazione di palla.
Ritorniamo però al successo contro la Pro Sesto. Due errori in tutta la partita stavano per vanificare un lavoro massacrante e più che lodevole di tutto il gruppo: sul primo è arrivato il gol di Preite, sul secondo per una volta il palo è stato amico, e non avversario, del Cesena. Al di là di questi due episodi il bilancio resta più che positivo. Il ritorno al gol di tutte e tre le punte contemporaneamente, quando mai il Cesena aveva segnato più di un gol in una stessa partita in questo campionato, indica che finalmente qualcosa inizia a funzionare.
Qualche raggio di sole, in fondo, lo si incontra anche in questa schifosa palude chiamata Prima Divisione.
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