Archivio di settembre 2008

Cesena-Portogruaro 1-0

14 settembre 2008

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 14 settembre 2008, ore 15. Terza giornata di campionato.

Cesena e Portogruaro a centrocampo (altre foto qui)

CESENA (4-4-2): Ravaglia 6; Biserni 6, Ricci 6, Biasi 6, Lauro 6.5; Giaccherini 6, Zebi 5, Segarelli 6, Regini 6 (1′ st Sacilotto 5); Motta 6 (17′ st Djuric 5.5), Chiavarini 6,5 (34′ st Ferretti sv). A disp.: Tardioli, Cusaro, Vignati, Palumbo. All.: Bisoli.

PORTOGRUARO (4-2-3-1): Rossi 5.5; Cardin 6, Montero 5.5, Madaschi 5, Cherubini 6; Cuffa 6.5, Giardina 6 (13′ st Mattielig 5); Carboni 6, Levacovich 6 (19′ st Mortelliti 5.5), Abate 6; Da Silva 7 (23′ st Maniero 6).
A disp.: Marcato, Peana, Gargiulo, Specchia. All.: Domenicali.

ARBITRO: Gallione di Alessandria 6. RETI: 13′ pt Chiavarini
AMMONITI: Da Silvia, Lauro, Cardin, Mattielig, Cuffa, Madaschi.
ESPULSO: 42′ st Giaccherini per doppia ammonizione.
NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno pesante. Spettatori presenti 5687 (compresi 4712 abbonati) per un incasso complessivo di 25766,69 euro. Calci d’angolo: 7-3 per il Cesena. Recupero: 2′ pt, 4′ st.

 CESENA. Finalmente la prima vittoria. Gioca bene per il primo quarto d’ora, il Cesena, poi subisce il ritorno del Portogruaro, mentre nella ripresa addormenta l’incontro e conduce in porto il successo senza troppi patemi. Il calcio spettacolo è rimandato, lo zero nella casella dei punti in classifica pesava troppo, ed un po’ di timore a piegare le gambe dei bianconeri lanciati verso la prima vittoria era comprensibile. Bisoli ha dichiarato che rispetto a Ravenna, sul piano del gioco, si è fatto un passo indietro: su quello dei punti, e della classifica, il passo in avanti è invece evidente. Ed è quello che più conta: i campionati, in serie C, si vincono così. Avevamo elogiato il cinismo della Reggiana, l’entusiasmo del Ravenna e contemporaneamente criticato il pavoneggiarsi del Cesena in un gioco bello ma non sufficiente per coprire tutti i 90′ e quindi per regalare i punti. Ora che la squadra si è adattata a questo verbo, prima i punti poi il resto, bersagliarla di nuovo sarebbe ancor più incoerente che da ingrati. Signori, questa è la Prima Divisione e se volete del buon calcio andate a vedere la Champions League.

Inizio bagnato. Si parte sotto un nubifragio di dimensioni bibliche, con il prato del Dino Manuzzi che, pur pesante, regge alla grande e permette il regolare avvio della gara. I padroni di casa, ancora a zero punti in classifica, provano a far la gara prendendo in mano saldamente il pallino del gioco. Il Cesena al 13′ concretizza la partenza sprint. Capitan Biserni sulla destra lancia lungolinea Giaccherini, il quale si produce in una corsa di circa 30 metri fino alla trequarti avversaria, resistendo anche al tentativo di gambizzazione di Cuffa. Dal destro del folletto bianconero nasce un cross perfetto sul secondo palo per la testa di Franco Chiavarini che anticipa Rossi in uscita imperfetta e schiaccia la palla in rete (1-0).

Tentativo di reazione
. I granata provano subito a reagire e nel giro di cinque minuti creano due pericoli per la retroguardia bianconera. Allo scoccare del quarto d’ora il cross teso di Abate è fermato con una mano da Giaccherini a qualche metro dal limite destro dell’area di rigore bianconera: sulla seguente punizione di Giardina ci pensa Regini ad anticipare tutti ed a mettere in angolo. Al 17′ è invece Levacovich a provarci dalla distanza, con la sfera che termina di poco a lato alla sinistra di Ravaglia. Al 26′ lo stesso portiere è chiamato a fare un figurone, rischiando invece l’errore: Da Silvia salta Zebi e cerca, dal limite dell’area, di metterla sotto la traversa. L’estremo difensore romagnolo è un passo avanti e si salva con un volo plastico che gli consente di mettere la palla in corner. Il Portogruaro si identifica con i tentativi di sfondamento della propria punta brasiliana: Da Silvia crea nuovamente i brividi al pubblico di casa quando al 31′ trova l’angolino basso su calcio di punizione, con il numero uno bianconero che vola ancora per cercare rifugio nel corner. Minuto 42′: Ricci perde una bruttissima palla al limite dell’area ed uno straripante Da Silva ne approfitta incuneandosi tra le linee difensive cesenati con la velocità di una saetta. Biserni riesce a disturbarlo quel tanto che basta per consentire a Ravaglia di parare in due tempi.

Ancora Romagna
. Il Cesena reagisce con uno sprint da velocista giamaicano di Giaccherini, senza dubbio il migliore in campo, il quale triangola con Motta e si presenta dentro l’area pronto per il colpo del ko: per fortuna del Portogruaro la mira è pessima e la sfera incoccia su Madaschi. Il direttore di gara dice che può bastare e manda tutti negli spogliatoi per l’essenziale, vista la giornata novembrina, tè caldo.

Ripresa sterile
. Il rientro in campo delle due formazioni lascia pensare ad una ripresa all’arma bianca da parte dei veneti, mentre il gioco scivola via in uno squallore unico. Doppio errore del Portogruaro al 53′: Montero perde palla e la regala a Motta, il quale serve Chiavarini ma Madaschi prima anticipa poi perde nuovamente palla. La recupera ancora l’argentino del Cesena che prova il diagonale vincente centrando l’esterno della rete alla destra di Rossi. Sia Bisoli che Domenicali provano a cambiare un po’ di pedine ma l’incontro rimane grigio, ed il pubblico del Manuzzi (quasi seimila gli spettatori presenti) inizia a fischiare sonoramente. Nel bel mezzo del boato generale, Levacovich ci prova dalla distanza: mira da rivedere.

Portogruaro graziato.
Al 75′ il Cesena ha il secondo match point di giornata: Giaccherini triangola con Biserni sulla corsia destra ed entra in area di rigore, quindi si libera della marcatura e la mette in mezzo per Djuric. Lo slavo è solissimo proprio sul dischetto del rigore ma al posto dei piedi ha due martelli e colpisce con rara oscenità. Finale incandescente: Giaccherini sbaglia un calcio piazzato, perde palla, e nel tentativo di fermare l’azione commette il fallo che gli costa il secondo giallo. I bianconeri si trovano in 10, quindi si fa male anche il neo entrato Sacilotto (sospetto stiramento) che rimane in campo ad onor di firma. Il Portogruaro attacca 11 contro 9, ma ormai non c’è più tempo per pungere.

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Forlì-Cesena 0-1

11 settembre 2008

Forlì, 11 settembre 2008, ore 15. Incontro amichevole. 

Forlì e Cesena a centrocampo

FORLI’ primo tempo (4-3-3): Chiadini; Molinari, Magnani, Rocchetti, Sassi; Valentini, Balestra, Sozzi; Biserni, Muratori, Ceschi.

FORLI’ secondo tempo (4-4-2): Spada; Brighi, Magnani, Rocchetti, Camporesi (13′ st Montanari); Sozzi, Cuttone, Baldinotti; Valgimigli, Ancarani, Corzani. All.: Scardovi.

CESENA primo tempo (3-4-1-2): Ravaglia; Ricci, biasi, Lauro; Biserni, Zebi, Segaelli, Molino; Chiavarini; Veronese, Motta.

CESENA secondo tempo (3-4-1-2): Tardioli; Cusaro, Vignati, Rossi; Sacilotto, De Feudis, Mondini, Giaccherini; Palumbo; Ferretti, Djuric. All.: Bisoli.

ARBITRO: Balzani di Forlì.

RETE: 7′ pt Veronese.

CESENA. Finalmente il Cesena vince un derby. Dopo i ko rimediati contro Reggiana e Ravenna, sono i cugini del Forlì, squadra militante in Eccellenza, a piegarsi ai ragazzi di Bisoli, al termine di un’amichevole ricca comunque di indicazioni, non tutte positive, per il tecnico emiliano.

Modulo confermato
. Dopo i buoni risultati visti al Benelli, almeno finchè arbitro e nervi hanno retto, Pierpaolo Bisoli decidere di confermare la difesa a tre. Al posto dello squalificato Tonucci c’è Luca Ricci, una delle sorprese più piacevoli di questo inizio di stagione, mentre al posto di Ceccarelli, anch’esso confinato nel box dei cattivi, si rivede Roberto Biserni con la fascia di capitano. Il soldatino di Meldola, colpito duro alla caviglia destra nella terza amichevole estiva, quella con gli universitari giapponesi, non è ancora riuscito ad esordire in campionato; difficilmente avrà 90 minuti nelle gambe, ma il passo è già quello buono. In attesa di recuperare Bonura, che salterà con ogni probabilità anche il Portrogruaro e potrà essere disponibile solo per il posticipo televisivo di San Bendetto del Tronto, completano il reparto Zebi e Segarelli al centro e Molino a sinistra. Vasco Regini, dopo aver giocato un’intera partita martedì con la nazionale Under 20, persa per 5-2 con la Svizzera ed essere rientrato solo in tarda nottata, è rimasto totalmente a riposo.


Avvio brillante
. L’inizio di gara, davanti a quasi duecento spettatori, è ricco di brio da parte dei bianconeri. Dopo solo 7′ Motta dalla sinistra pesca Veronese sul vertice opposto dell’area piccola che con una pregevole acrobazia trova l’angolino basso alla sinistra di Chiadini. Chiavarini è brillante, Veronese corre e si sacrifica tantissimo anche in fase di copertura mentre sulla corsia mancina Molino gioca senza timori meritandosi, a fine partita, anche i complimenti di Bisoli. Il tecnico bianconero richiama spesso Motta, colpevole di muoversi sempre in ritardo, e Zebi, ancora in difficoltà nel settore mediano del campo. Quando il Forlì riparte dalla difesa, tutti e tre gli attaccanti cesenati salgono contemporaneamente per pressare già al limite dell’area di rigore avversaria, mettendo in difficoltà i biancorossi che si affidano quindi a lanci inevitabilmente preda della contraerea difensiva cesenate. Un gioco così dispendioso prosciuga però in breve tempo il Cesena delle energie residue, reduci com’era da due giorni di lavoro piuttosto intenso. Il ritmo nel finale di tempo non può che calare: ne approfitta il Forlì che al 43′ con Valentini da pochi metri centra in pieno il palo alla destra di Ravagalia.

Ripresa blanda.
Quello che decisamente non ha funzionato, in casa bianconera, è la ripresa. Bisoli cambia tutte le undici pedine, ma sembra di vedere giocare la stessa squadra completamente esausta che ha terminato il primo tempo, almeno dal punto di vista del ritmo del gioco. Gli errori si sprecano, e con qualche eccezione, Rossi e Giaccherini, talvolta De Feudis, il resto è tutto da dimenticare. La linea difensiva è composta da Cusaro, Vignati e Rossi, mentre a centrocampo Bisoli compie qualche esperimento. Inizia con Sacilotto a destra e Giaccherini a sinistra, più Mondini e De Feudis al centro; quindi fa scalare tutti di una posizione e sposta Giaccherini e destra: il folletto aretino è micidiale in entrambi i fronti. Palumbo è il trequartista dietro a Djuric e Ferretti.

Proprio il reggiano avrebbe anche l’occasione per anche segnare ma, solo davanti al portiere Spada del Forlì, si volta a controllare la bandiera del guardialinee perdendo l’attimo giusto per l’impatto con la sfera e tentando un disperato pallonetto.

Finale con brivido
. Allo scoccare dell’ora di gara c’è da registrare anche un contatto tra Djuric e Camporesi: entrambi si gettano sulla palla che termina in fallo laterale ed il serbo finisce per colpire col ginocchio la testa del forlivese. Camporesi è costretto prima ad uscire e poi a ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli è stato in seguito riscontrato un trauma cranico. A scopo precauzionale ha trascorso la nottata in osservazione.

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Calma ragazzi

8 settembre 2008

CESENA. Primo obiettivo dare tutto, secondo mantenere i nervi ben distesi. Il Cesena di Bisoli è una squadra giovane, soggetta contemporaneamente a tutti i classici errori di gioventù e ad una pressione bestiale. Magari involontaria, ma 4500 abbonati, stampa, dirigenza, tutti insomma, hanno ancora negli occhi i disastri dello scorso anno e fremono per poterli cancellare. Viene a mancare così l’elemento essenziale per poter costruire un progetto che, c’è da scommetterlo, non si esaurirà a giugno del prossimo anno: quello basato sulla grinta di Bisoli e sul vivaio bianconero.

Eppure la pressione, come anticipato, volontaria o meno, si sente. Si taglia a fette. Soprattutto in derby come quelli contro la Reggiana ed il Ravenna. Ecco spiegati, in parte, anche i passi falsi, o meglio, i crolli psicologici accusati da un Cesena che per due volte prima ha graziato l’avversario di turno (mancando il 2-1 contro gli emiliano e lo 0-2 contro i giallorossi) finendo poi per smarrire completamente la bussola. Le espulsioni di Ceccarelli e Tonucci, stupide quanto comprensibili, sono solo il sintomo più evidente di quanto appena descritto. Intendiamoci: il 4 in pagella al capitano bianconero è più che sacrosanto. Quella fascia non è un semplice riferimento per l’arbitro: essere capitano del Cesena, per un giocatore calcisticamente nato e cresciuto in questa società, deve essere prima di tutto un onore. Equivale a portare la bandiera in battaglia: va difesa ed onorata. Non si può abboccare all’esca di un provocatore come Anzalone, perchè poi, per quanto squallida possa essere la cosa, la ragione ce l’ha lui: Ceccarelli è stato espulso, ad Anzalone nemmeno un richiamo. Questione di esperienza, certo usata non nel migliore dei modi da parte del giallorosso, ma questa è un’altra storia. Giusto anche richiamare Tonucci per il secondo giallo: in Prima Divisione gli arbitri sono scarsi, si sa, e se un fallo non è fischiato occorre prenderne atto e comportarsi di conseguenza. Avere ragione da vendere durante la moviola della sera purtroppo non conta nulla.

Fare quadrato, spiegare a questi ragazzi che vogliamo il massimo da loro ma che allo stesso tempo devono sentirsi liberi di completare il loro percorso di crescita: esattamente quello che sta cercando di fare Pierpaolo Bisoli. Avanti dunque, ma con più serenità e decisamente meno nervosismo. L’invito vale per tutti: tifosi, stampa e dirigenza compresi.

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Ravenna-Cesena, le pagelle

8 settembre 2008

RAVAGLIA 6: si inchina per l’ottava volta in quattro incontri ufficiali. E’ protagonista dell’episodio che segna l’incontro: lui prende prima la palla poi Bettega, l’arbitro vive un blackout cognitivo ed inverte gli eventi, assegnando ingiustamente la massima punizione che lancia il Ravenna.

TONUCCI 5: d’accordo, l’azione che ha originato il secondo giallo era probabilmente viziata da un precedente fallo di mano di Gerbino Polo, ma il modo plateale con il quale poi lo atterra richiama inevitabilmente l’attenzione dell’arbitro che non può non ammonirlo per la seconda volta.

BIASI 6.5: il migliore dei bianconeri. In mezzo alla difesa è una sicurezza, sia quando gioca da solo sia quando lo affianca Lauro. Forte di testa, preciso nelle chiusure.

LAURO 6: è tornato il difensore arcigno e rude dei vecchi tempi. Picchia a priori: in serie B finiva spesso per essere ammonito, in Prima Divisione fa la differenza. .

CECCARELLI 4: certe ingenuità non sono permesse in assoluto, ancor di più se si indossa la fascia da capitano e soprattutto se il momento dell’incontro è quello decisivo. Dimentica di avere a che fare con una vecchia volpe come Anzalone e con grande ingenuità cede alla provocazione del ravennate che non chiedeva altro, se non un buffetto di spalla, per gettarsi a terra.

ZEBI 4.5: Calzi prima e Bettega poi sono i suoi innocui dirimpettai: anziché aggredirli e mandare in crisi quel che resta del centro di comando di un Ravenna privo del fosforo di Sciaccaluga, sbaglia tutto quello che può.

SEGARELLI 5.5: primo tempo da vera classe operaia, tanta corsa e tanti sacrifici sul settore mancino del campo. Nella ripresa, anche se le colpe principali non sono le sue, partecipa al crollo del centrocampo cesenate.

REGINI 6: finalmente libero dalla maggior parte dei compiti difensivi, prova a spingere ma senza sfondare. Nel primo tempo opera davanti a Bisoli che con i suoi urli non lo abbandona un momento (11’ st RICCI 6: si merita la chiamata in campo in virtù dei suoi centimetri, ma è solo testimone del tracollo bianconero).

CHIAVARINI 6: tre delle cinque principali occasione da rete capitano sui suoi piedi. Sulla prima Rossi è fenomenale, sulla seconda si fa 50 metri palla al piede segnando un bellissimo gol, sulla terza prova un tacco che fa disperare gli 800 tifosi cesenati distanti solo pochi metri.

VERONESE 6: encomiabile sia in avanti che in difesa, dove ritorna sempre sugli angoli per dare il proprio contributo nel gioco aereo. Per tre volte nella ripresa è vittima di crampi. (27’ st DE FEUDIS n.g.: fino ad ora aveva perso derby solo con Bologna e Rimini, da ieri almeno per le statistiche ha perso anche contro il Ravenna).

MOTTA 6: a tu per tu con Rossi sbaglia, come Chiavarini, la palla del possibile 0-2 che avrebbe chiuso l’incontro. Rifinitore proprio per l’argentino nell’azione del provvisorio 0-1 (11’ st GIACCHERINI 6: porta brio all’esausto attacco cesenate, ma come al solito non finalizza i suoi pregevoli dribbling).

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Ravenna-Cesena: le curve

8 settembre 2008

Lo stadio Benelli non ha mai regalato grandi cornici di pubblico e ieri non si è smentito. I ravennati sono pochi e per lo più silenziosi. Un solo striscione appeso e tante bandierine giallorosse ad inizio partita. Da segnalare, dopo che sono andati in vantaggio, una sciarpata sulle note di  "Romagna mia" e al termine del coro si è alzato "Bologna, Bologna": VERGOGNATEVI!!!

La curva Mero del Ravenna con lo striscione "Coreografia non autorizzata" ad inizio gara

Noi eravamo circa un migliaio, partiti alla volta di Ravenna con il nostro solito carico di speranza e fiducia. Com’era già successo al Neri di Rimini, anche ieri ci è toccato di assistere a una sorta di filtro nell’antistadio ( prima di arrivare ai tornelli ) che ha impedito l’ingresso a bandierine, sciarpe e magliette. Da immemorabili tempi ci chiediamo quale sia la motivazione di questo tipo di comportamento, ci chiediamo come possa essere motivo di discussione la maglietta con il nome del gruppo, come, una sciarpa al collo possa provocare violenza negli stadi. Ovviamente non abbiamo una risposta adeguata a queste domande, ma ci viene sempre da pensare che chi legifera conosce poco o niente dell’ ambiente della curva e questo senz’ altro non aiuta. Una parte di noi, per questo motivo ha deciso di non entrare allo stadio poichè l’ingresso comportava lasciare fuori i propri nomi e i propri colori, la propria appartenenza al gruppo.

Sciarpata bianconera al Benelli

All’inizio della partita alcuni buoni cori, soprattutto quando abbiamo cantato "giochiamo in casa!". Poi alcuni momenti un po’ sottotono e altri decisamente meglio, in generale una prova sufficiente per noi.

Anche ieri pomeriggio siamo tornati a casa con il solito carico di mestizia, come accade da un anno a questa parte. Ma la cosa più grave è che da un anno a questa parte raccogliamo cori di scherno da parte di tutti. Ora, noi sappiamo bene chi siamo, sappiamo bene qual è il nostro valore a livello di tifoseria, ma sentirsi prendere in giro e insultare da parte di tifoserie ridicole quali Rimini o Ravenna dà comunque fastidio. Sentirsi denigrare da gente che va allo stadio a seconda del tempo e della stagione rompe un bel po’ e ieri pomeriggio, sinceramente, siamo usciti dal Benelli con le palle per terra. Ovviamente questa non è motivazione per mollare ( non lo faremo MAI!! ), ma a volte ti viene da pensare che la vita dei tifosi del Cesena ultimamente è davvero molto dura.

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Ravenna-Cesena 2-1

7 settembre 2008

Ravenna, stadio Benelli, domenica 7 settembre 2008, pre 15. Seconda giornata di campionato di Prima Divisione

Ravenna e Cesena a centrocampo (qui le foto del derby)

 

RAVENNA. Meglio non commentare a botta calda il furto subito oggi. Altro derby, altra sconfitta.

Aggiornamento: il commento post partita, con qualche giorno di ritardo per sbollire la rabbia, è disponibile qui.

 

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Cesena-Reggiana, le pagelle

3 settembre 2008

Ravaglia 4: sbaglia sul primo gol, incerto in altre occasioni, rimedia solo in parte con qualche bella parata. Seconda uscita al Manuzzi, dopo il Chioggia, e secondo errore. La paura deve passare in fretta.

Nicola Ravaglia in sala stampa

Ricci 5: esordio non negativo in fase difensiva, ma il timore reverenziale per il debutto in prima squadra non lo porta mai a spingere sulla corsia.

Tonucci 5: il migliore della difesa, prova ancora una volta a salvare la baracca spingendosi in avanti. Questa volta senza fortuna.

Biasi 4.5: al Cesena serve un leader carismatico che non è certamente Biasi. Felici di rimangiarci queste parole a fine stagione. Felicissimi, diteci dove firmare.

Regini 4: lo vorrà anche mezza serie A, ma ancora ha grosse lacune in fase difensiva. Non a caso Castori non lo considerava terzino puro.

Ceccarelli 5: a centrocampo prova ad imbastire un paio di azioni e di cross, ma se i cross li fa lui è segno evidente che qualcosa non funziona.

Zebi 5: in ritardo di condiziona, si affida a lanci lunghi che regalanco costantemente palla alal Reggiana.

Moreno Zebi

Segarelli 5: prova ad aiutare Regini sulla corsia mancina, ma alla fine non incide nè in avanti nè indietro. (35′ st Palumbo sv: entra quando il Cesena ormai è già uscito).

Chiavarini 5: insipido, non riesce mai a trovare la giocata giusta. (11′ st Bonura 6: il suo ingresso è la mossa giusta, rivitalizza il Cesena).

Veronese 5.5: lotta con volontà, ma fatica ancora troppo a trovare i movimenti ed i tempi giusti (28′ st Djuric 5: qualcuno gli chieda a cosa stesse pensando quando ha sbagliato di testa quel gol già fatto).

Motta 6: seconda partita seria, dopo quella con l’Ancona, e seconda rete. Una delle poche note positive della giornata.

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Cesena-Reggiana: le curve

1 settembre 2008

Circa 600 i tifosi reggiani che si sono accomodati in Curva Ferrovia. Alla balaustra hanno appeso uno striscione e diversi stendardi con i nomi dei loro gruppi. Ad inizio partita hanno sventolato tante bandierine granata ed hanno fatto un bel colpo d’occhio. Per quasi tutta la durata della gara hanno sostenuto la squadra. Nel complesso una buona prestazione Reggiana.

La Curva Mare contro la Reggiana

La nostra incrollabile fede bianconera ci ha fatto sottoscrivere durante l’estate circa 4500 abbonamenti e ieri pomeriggio altre 2000 persone hanno preferito sedersi sui gradoni del Manuzzi piuttosto che raggiungere la spiaggia: Noi siamo davvero OTTIMI! L’ingresso della squadra è stato accolto con un entusiasmo commovente, quasi che fossimo stati promossi l’anno scorso e invece..Comunque, nonostante la buona prova di tutta la curva per tutta la partita siamo nuovamente usciti dallo stadio come avevamo finito l’anno scorso: senza risultato. Ieri pomeriggio qualcuno dei nostri commentatori del sito, preso da delusione e sconforto e, probabilmente assalito dai recenti fantasmi del passato con ancora negli occhi ( per citare la fanzine delle WSB ) lo scempio del campionato scorso si era lasciato un po’ andare a un commento a caldo che oggi, a mente fredda ha corretto. Nessuno di noi, ovviamente, è stato contento del risultato ottenuto alla prima di campionato: siamo tremendamente affamati di vittorie e come dice il famoso detto " Chi ben comicia…", ma non per questo vogliamo cadere subito nella polemica e contestazione alla squadra o alla  nuova dirigenza.

Ultras Reggiana a Cesena

Abbiamo fiducia nel Mister, che appare determinato e desideroso di far bene e vogliamo credere che quello di ieri sia stato solo uno scivolone. Se così non sarà, ne riparleremo e avremo tutto il tempo per fare altre valutazioni ed eventualmente per apostrofare e fischiare chi lo merita. 

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