Cesena, Stadio Dino Manuzzi, 28 settembre 2008, 0re 15 (Alessandro Ballan campione del mondo
). Quinta giornata di campionato di Prima divisione.

Cesena e Lecco a centrocampo (clicca qui per la gallery con le foto ad alta risoluzione)
CESENA (4-3-1-2): Ravaglia 7.5; Biserni 6, Ricci 6, Biasi 6, Lauro 6.5; Ceccarelli 5, Segarelli 5 (19′ st Ferretti A. 5), Molino 5 (37′ pt Giaccherini 6); Bonura 5; Chiavarini 5, Motta 6 (14′ st Djuric 5.5).
A disp.: Tardioli, Tonucci, Zebi, Rossi.
All.: Bisoli.
LECCO (4-2-3-1): Orlandi 6.5; D’Ambrosio 6, Villagatti 5.5, Galeotti 6.5, Guglieri 6; Sangiovanni 6 (42′ st Santoni ng), Carrara 7; Carlini 6.5 (45′ st Buda ng), Corti 6.5, Romanelli 5.5; Alteri ng (22′ st Montalto 6).
A disp.: Andreoletti, Mateo, Danieli, L. Ferretti.
All.: Cadregari.
ARBITRO: De Favero di San Donà 4.5.
RETI: 9′ st Corti, 39′ st Bonura.
AMMONITI: Molino, Lauro, Biserni, Montalto.
NOTE: Giornata autunnale, terreno scivoloso. Spettatori presenti 5744 (compresi 4710 abbonati) per un incasso complessivo di 26125,69 euro. Calci d’angolo 4-1 per il Lecco. Recupero: 0′ pt, 5′ st. Espulso al 37′ st l’allenatore del Lecco Cadregari.
CESENA. Quando un giocatore sbaglia è giusto, e normale, dargli un brutto voto in pagella. E quando, come oggi contro il Lecco, sbaglia l’allenatore? Mezzo voto in più in pagella a tutti i giocatori del Cesena, perchè principalmente le cause della scarsa resa sono da imputare alle scelte di Pierpaolo Bisoli. Che sembra aver capito davvero poco della partita.
Centrocampo disastroso. Il turno di riposo a Zebi sembra sacrosanto, ma l’ipotesi Segarelli, una mezzala, schierato in mezzo al campo, si rivela disastrosa. Segarelli è bravo a far fatica, a distruggere: è naturale che in fase di costruzione soffra qualche imbarazzo.
Molino, che tanto era piaciuto sulla corsia sinistra a San Benedetto del Tronto, è dirottato nel ruolo di mezzala. Col risultato di sfiorare l’espulsione, il rigore e far sprecare un cambio dopo soli 37′ di gioco.
Bonura, reduce da un lungo stop, è gettato in campo per tutti i 90′. Realizza il gol del pareggio, è vero, ma per il resto vaga perennemente escluso dal gioco.
Per non parlare poi di Ceccarelli, sgrammaticato all’inverosibile, o di Chiavarini, grigio più del cielo di questo pomeriggio invernale.
Per fortuna una pezza (più di una, per la verità) ce l’ha messa Ravaglia. Grandi parate: quello che ci voleva anche per il suo morale.
Infine il Lecco. Ripescata, già, ma questo non significa niente. Un’altra ripescata, la Pro Patria, fino ad ora le ha vinte tutte ed in classifica vanta giù un +10 rispetto al Cesena. Il Lecco, dicevamo, ha fatto la sua partita. Attenta, accorta, cinica. Fino a diventare straripante nel finale, dove l’inerzia del pareggio avrebbe dovuto invece favorire il Cesena. Invece sono stati gli ospiiti a sfiorare pià volte il colpo del micidiale 1-2.
Prendiamo un punto e ce lo teniamo stretto, consapevoli che questo è quello che passa il convento. Si sarebbe potuto fare di più, è ovvio e soprattutto è vero. Ma essere distruttivi in questa fase di campionato non porta a nulla di buono. Attendiamo, fiduciosi, ancora un po’, questo bendetto passo in avanti.
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