Archivio di luglio 2008

Cinquantotto giorni per togliere i rifiuti

19 luglio 2008

Ad Avellino già lo giocheranno al lotto. Cinquantotto, numero magico, evocato da Berlusconi per togliere i rifiuti. Anzi, per farli scomparire. Non dalle strade, non dalle piazze, ma dai media. Spariti dall’informazione, nessuno ne deve parlare più. E tutto torna magicamente a posto. In cambio, per i campani costretti comunque a subire una delle tante vergogne italiche, qualche piccolo favore qua e là. Come il ripescaggio dell’Avellino.

In fondo è un po’ colpa anche dei tifosi cesenati. Voi che dentro l’urna scegliete il candidato in base alle risposte che promette ai vostri problemi: casa, lavoro, servizi sanitari, pensioni, tutela del territorio, rispetto per l’ambiente ed altre simili amenità. Se magari decideste chi mandare a Roma in Parlamento sulla base di chi più ha aiutato la vostra squadra del cuore, forse le cose cambierebbero anche a Cesena. E’ una provocazione, d’accordo, è palese. Siamo infinitamente più ORGOGLIOSI che i nostri politici, nei quali vediamo comunque tanti e pur gravi difetti, continuino ad occuparsi di cose diverse dal calcio. Anzi, non si può fare mistero che l’establishment politico economico cesenate abbia accolto con un certo ostracismo l’arrivo di Igor Campedelli ai vertici della società bianconera. Non in tutta italia funziona così.

Leggiamo dunque che ad Avellino l’amministratore unico tratta la cessione della società con personaggi quali il figlio dello storico presidente Sibilia, attualmente parlamentare di maggioranza, dichiari di voler entrare nel mondo dell’editoria con Marcello Dell’Utri e sia in guerra continua con il sindaco di Avellino, appartenente alla sponda politica (si fa per dire) opposta. Un intreccio vomitevole, indipendentemente dalla fazione prescelta cui far affidamento dai Pugliese.

Pubblichiamo di seguito la lettera integrale degli amici dei club "Chi Burdel", alla quale ci associamo senza ombra d’esitazione.

 

Che momento meraviglioso…..dopo anni in cui ci siamo sorbiti processi e processucoli e dove ogni bel direttoruccio di qualsiasi testata giornalistica e televisiva nazionale ci ha voluto far credere che dopo Moggiopoli il calcio fosse tornato splendido splendente ecco per Lega Calcio e compagnia bella il momento di dimostrare davvero che il palone è tornato pulito. Sparisce una squadra in serie b,per motivi ancora ignoti ai piu’ per essere ripescati non basta essere i primi della fila dei retrocessi (e per noi bianconeri è una manna dal cielo anche se alquanto strano),si tiene conto di vari parametri ma la cosa deve essere talmente contorta che in lega nessuno riesce a stilare una lista ufficiale. Ufficiosamente la copolista di questa ennesima porcata all’italiana è una squadra campana già fallita varie volte e ripartita dai campionati dilettantistici ancora una volta in odore di sparizione e bocciata dalla CO.VI.SO.C. per la nuovissima e prestigiosissima PRIMA DIVISIONE (vuoi mettere la differenza tra dire di essere in serie c o P.D.). Sempre da questa fantomatica lista pare che la seconda classificata a tornare in serie b sia l’unica squadra esistente in Romagna…..il CESENA……meritatamente capitolato in prima divisione dopo un campionato al limite del sopportabile arrivando ultimissimo in modo passivissimo e non attivissimo!!!!!!!!!!!!!!!!! Però questa squadra che noi tutti amiamo è in regola con i conti…..i vari igor e soci si sono fatti un mazzo grosso come un condominio per salvare questo enorme patrimonio di Romagna e adesso devono passare alla cassa a risquotere il dovuto!!!!!!!!!!!!!! Adesso è venuto veramente il momento di dimostrare che questo cacchio di calcio è davvero pulito e che amicizie con indagati per associazione mafiosa o psiconani dalla corte dei miracoli immensa e alquanto hot non servono piu’ perchè siamo un Paese con la P maiuscola e non per l’ennesima volta una repubblica fondata sulla furbizia e la ruberia…… e se cosi non dovesse essere,caro igor,non ti preoccupare…..MEGLIO UNA PRIMA DIVISIONE ONESTA CHE UNA SERIE B OTTENUTA GRAZIE AD AMICIZIE CON GALEOTTI O PSEUDO TALI LIBERI SOLO PERCHE’ HANNO DECISO DI FARSI UNA LEGGIUCOLO CHE LI FA DIVENTARE CITTADINI MIGLIORI DI ALTRI….del resto si sa LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI…..ma per qualcuno di piu’…….AV SALUT

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Il calcio, il Treviso, l’Avellino

16 luglio 2008

Ci mancava solo Berlusconi, a rendere insopportabile un’estate già di per se terribile. Ci mancava che si mettesse in mezzo anche il presidente del consiglio per salvare chi non ha ragione nè possibilità di essere salvato. Ennesima beffa di una stagione che sembra non volersi mai concludere. Perchè, per chi non l’avesse ancora capito, paghiamo ancora gli errori, gli orrori, del peggior campionato almeno degli ultimi quarant’anni.

Paghiamo quella maledetta partita di Ravenna, all’ultima giornata, praticamente giocata in infradito e occhiali da sole. Il destino sembra davvero bizzarro, e sia con una vittoria che con una sconfitta avremmo (ma parliamo di ipotesi) agguantato l’Avellino in quella fantomatica graduatoria per il ripescaggio. Invece abbiamo pareggiato. E siamo qui a maledire quel punto, perchè ci avrebbe tolto le castagne dal fuoco.

Siamo qui a maledire un sistema calcio malato. Le vicende dell’Avellino hanno superato da un pezzo la soglia del ridicolo. Pugliese, Ercolino, Sibilia, proprietari dimezzati, azioni sequestrate, ipotetici compratori, fidejussioni non depositate, sanzioni mai applicate da parte della Lega di A e B, minacce di non iscrivere la squadra al campionato, liberatorie mai giunte o forse depositate in ritardo, volontà di vendità e cambiamenti di rotta improvvisi, bilanci societari che sarebbe davvero bello rendere pubblici. Ce ne sono per tutti i gusti.

Il dato di fatto è che lo scorso 11 luglio l’Avellino non era in regola per l’iscrizione al campionato di Prima Divisione ed ora negli ambienti irpini già si brinda al ripescaggio in B. Un triplo o quadruplo salto mortale, dalla virtuale partecipazione alla Serie D o all’Eccellenza dritti dritti tra i cadetti: nemmeno la Fiorentina di Della Valle nell’estate della vergogna del calcio italiano (ben più di moggiopoli) era riuscito a compiere un simile balzo, salendo di "appena" due categorie in una volta sola, dalla C2 (vinta) alla B.

E poi? Siamo pronti a rivivere quello che abbiamo passato nell’estate del 2000, quando il Cesena non venne ripescato al posto di un Ravenna che tutti sapevano essere malato terminale e che fu comunque, scandalosamente, ammesso al campionato di B. Quel Ravenna, prima di rinascere sotto forma di società sana così come è adesso, agonizzò fino al termine del campionato per poi sparire dai campionati professionistici.

Possiamo parlare anche del Treviso, e del suo parco ingaggi di circa 15 milioni di euro (fonte: il Resto del Carlino di oggi). La domanda è una: come è anche solo pensabile di poter iscrivere una società alla cadetteria con un parco ingaggi di questa dimensione, quando gli introiti previsti, tra mutualità, diritti tv ed incassi, non raggiunge nemmeno un terzo di tale cifra? Evidentemente, come da regolamento, nella scorsa stagione l’extra deficit è stato coperto da regolari fidejussioni. Ma chi può essere così sconderato da offrire la propria fidejussione per coprire una passività del genere?

Abbiamo scoperto in questi giorni che il presidente Setten ha versato in ritardo l’Iva sugli stipendi relativi alla stagione 2006, qualcosa come 2,5 milioni di euro. Almeno così ha dichiarato lo stesso presidente biancazzurro. Ammettiamo, e non concediamo, che riesca ad iscriversi al prossimo campionato. Ma sarà poi in grado di condurlo a termine?

Qui si innesta l’ultimo interrogativo di giornata: quali parametri deve valutare la Covisoc (e di rimando il Consiglio Federale)? E’ importante che una società sia perfettamente in regola allo scadere di una deadline o che, in generale, goda di buona salute, dal punto di vista economico, tanto da garantire la sopravvivenza dignitosa nel medio termine? Non si tratta della stessa cosa, sono due diversi elementi di valutazione.

Vabbeh, chiudiamo ricordando che comunque noi la C ce la siamo meritati. Vediamo nel frattempo di liberarci di quei bidoni di Cortellini, Turati e rifiuti vari.

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Riflessioni di inizio luglio

5 luglio 2008

Un saluto a tutti i nostri amici, compagni e lettori che con passione ci seguono tutto l’anno in curva, nel quartiere e qui nel web. Dopo l’amara retrocessione  e la delusione per le note vicende di mercato (leggi: quello che se ne è andato a Bologna), ci siamo presi un periodo di silenzio. L’attività al nostro interno è comunque proseguita, ci siamo incrontati per la cena sociale (quest’anno niente festa: ne riparliamo nel 2009 quando ci sarà da festeggiare il nostro ventennale), abbiamo avuto il consueto scambio di saluti con gli amici dei Tipi Tosti, abbiamo già iniziato a programmare l’attività per la prossima stagione. Pubblicamente, come era giusto, ci eravamo però presi una pausa: di riflessione, certo, ma più che altro per lasciare tempo a tante cose distabilizzarsi, delinearsi, chiarirsi. Parlare sull’onda dell’emozione momentanea non ci piace.

Siamo ad inizio luglio, mancano dieci giorni al raduno del Cesena, ed è tornato il tempo di esprimere qualche riflessioni.

La prima, e più sentita, riguarda lo schifo che ci fa un calcio completamente in balia di signori della mafia, della politica e dell’opportunismo. Non è tanto il fatto del tanto denaro che circola in questo mondo quello che ci disgusta: in fondo tutti noi speriamo sempre che il nostro presidente disponga di risorse illimitate per allestire una squadra faraonica. E’ sempre stato così, i padroni delle squadre sono sempre stati i presidenti, almeno in Italia. La cosa davvero odiosa è l’intreccio mafioso-politico presente all’interno del Palazzo che impedisce l’applicazione di regole chiare ed uguali per tutte.

Sul campo siamo retrocessi, è vero, e la C (ma che cazzo è sta storia della Prima Divisione?) ce la siamo meritata. Ma sapere di non aver combattutto ad armi pari con le altre squadre risulta intollerabile. A gennaio noi abbiamo preso dei cadaveri come Esposito (lo vuole davvero il Rimini? E’ proprio cambiato il vento anche per i nostri bagnin… ops, cugini!), Paolucci, Artur oltre ai due insopportabili parmensi: il Vicenza ha comprato il mondo e si è salvato, altre squadre in lotta per la salvezza si sono notevolmente rafforzate. Però noi siamo sempre stati in regola, altre squadre no. Il Treviso, per dire una che si è salvata, già a dicembre non era in regola con il pagamento degli stipendi di settembre, infrazione che in teoria avrebbe dovuta essere punita con un deferimento che per quel fatto non è mai arrivato. Il Grosseto, non ha pagato l’Irpef, ed è stato deferito, ma al momento non ha pagato nulla. Lo Spezia, che ci ha tolto comunque punti fondamentali per la lotta salvezza, ha fatto bancarotta praticamente già in inverno, e non so come sia riuscita comunque a terminare il campionato: anche loro sono stati deferiti, ma al momento senza conseguenza. Per non parlare della tragicomica vicenda dell’Avellino (sulla quale tornerò più avanti).

Sul campo siamo retrocessi, grazi ai vari Turati, Ola, Cortellini, Paponi, Cardone, Vascak ed altre decine di inutili scarti. Però non abbiamo combattutto ad armi pari.

E il Pisa? Secondo voci di corridoio è prossimo all’implosione, con probabilità tendenti a zero di riuscire ad iscriversi al prossimo campionato. Ha fatto un campionato di vertice, ci ha portato via 6 punti, ma in realtà erano 6 punti drogati: è doping amministrativo, grave tanto quanto quello atletico.

Il Messina è ormai da mesi al centro di vicende stucchevoli. Probabilmente non si sarebbe dovuto iscrivere nemmeno allo scorso campionato di serie B. Adesso cerca di farlo senza aver presentato le necessarie liberatorie: ma che cazzo di comportamento è? Se ci fosse un governo serio del calcio, non drogato da quegli interessi politico-mafiosi che negli ultimi anni ha portato all’incredibile salvataggio di squadre come Lazio, Roma, Catania (ripescaggio) e ancor prima Parlemo (avrebbe dovuto fare la C2), Franza verrebbe rispedito fuori da palazzo con un bel calcio nel sedere. Invece se ne sentono ancora di tutti i colori.

Avellino, il meglio che si possa trovare, in senso tragicomico, ovviamente. Dispiace per i tifosi, dai quali siamo divisi da una fiera rivalità sportiva, condannati ormai da anni ad vivere stagioni d’entusiasmo alternate ad annate nerissime a causa di persone quantomeno ambigue che si alternano in sella alla società. L’Avellino (3 punti portati via all’andata) ha sforato nello scorso campionato il rapporto spesa\ricavi fissato per la B, non coprendo l’extra debito con regolai fidejussioni. Per questo la Lega gli aveva, come da regolamento, negato il contributo di 4 milioni di euro. Poi che fine hanno fatto quesi soldi? Sono stati sbloccati? Intanto anche loro hanno disputato un campionato nel quale hanno goduto dell’innegabile vantaggio del non aver rispettato certe regole e limiti economici. Nel frattempo la magistratura ha sbloccato il 50% delle azioni sotto sequestro, e grazie ad un aumento di capitale i Pugliese sono tornati proprietari di tutte le azioni ma sembrano non in grado di iscrivere comunque la squadra al prossimo campionato. E ricordiamo che l’Avellino potrebbe essere davanti al Cesena in una ipotetica graduatoria di ripescaggio.

Il ripescaggio ci fa schifo, lo diciamo senza troppi scrupoli. Preferiremmo in ogni caso disputare e vincere il campionato di Prima Divisione, con giocatori seri e preparati in grado di riconquistare quello che un branco di mercenari ci ha tolto.

Va comunque detto che, al termine di tutte le precedenti considerazioni, il ripescaggio sarebbe solo un atto di giustizia, non un regalo fatto al Cesena. Noi di regali non ne vogliano nè ne abbiamo mai ricevuti.

Bologna sempre merda, buona estate a tutti

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