Oggi si parte. Inizia la nuova stagione. Alle ore 10,00 è previsto il raduno allo stadio del Cesena di mister Bisoli, che partirà per il ritiro di Castrocaro Terme fino al prossimo 2 agosto.
Nel frattempo il pensiero va all’Avellino. Le irregolarità sono accertate. Il ricorso del Cesena contro l’ammissione in C della società Irpina è quantomai suffragato da validi elementi. Di seguito l’articolo odierno del Corriere Romagna.
CESENA. Un fulmine all’improvviso, sull’Avellino, sulla Covisoc, su Matarrese, Abete e sul calcio italiano. A lanciarlo è Mario Macalli, presidente di Lega Pro. Durissimo nei confronti della Commissione di Vigilanza sulle Società, durissimo sul Consiglio Federale che ha accolto il ricorso praticamente disperato dell’Avellino. E potentissimo per il Cesena, che vede ora spalancate le porte per un ricorso in grado di riportarlo in B. E’ solo il preludio ad una lunghissima e calda estate, ma se fino a ieri gli Irpini si sentivano con un piede tra i cadetti, ora hanno più di una ragione per tremare.
Presidente, cosa è successo venerdì in Consiglio?
La Covisoc ci ha raccontato delle frottole, punto e basta. E io non tollero le farfanterie, non le permetto. Come presidente di Lega io avevo segnalato delle disfunzioni, delle cose che non andavano, nella situazione dell’Avellino ma non solo. Mancavano le liberatorie, quasi tutte, e c’era un pignoramento in atto di 342 mila euro.
E la Covisoc cosa ha fatto?
E’ venuta a raccontarci che i calciatori erano stati pagati, che il 14 luglio avevano provveduto a mandare un ispettore ad Avellino, il quale aveva verificato l’adempimento delle spettanze. Ma il regolamento è chiaro, su questo punto: sono richieste espressamente le liberatorie dei calciatori. E su venti, venticinque giocatori, di liberatorie ne abbiamo viste pochissime, quasi nessuna. E’ un dato di fatto.
Perchè mancavano, visto che a loro dire gli stipendi erano stati pagati fino a marzo?
Ci hanno spiegato di aver convocato in sede tutti i giocatori tramite telegramma per la firma delle liberatorie, ma nessuno, e sottolineo nessuno, si è presentato. Allora ho dichiarato di sentirmi dalla parte dell’Avellino, danneggiato gravemente dal comportamento dei calciatori, e ho proposto il loro deferimento con apertura di un’istruttoria da parte dell’Ufficio Indagini. Ovviamente si sono guardati bene dal procedere in tal senso.
E sul pignoramento?
Ne saprò più lunedì (domani, ndr), quando chiederò spiegazioni alla società esattrice, Equitalia. Gli ispettori della Covisoc hanno parlato solo di due o tre multe. Ma vanno forte, ad Avellino, per totalizzare 600 milioni delle vecchie lire di multe. Ma la storia non finisce qui: questi signori della Covisoc se ne devono andare a casa, il presidente Federale li avrebbe dovuti già cacciare, ed invece ha votato a favore.
Cosa prevede per il futuro?
Sicuramente il prossimo 25 luglio non si dovranno compilare i calendari di A e B come sperano di fare Matarrese ed Abete, e non si faranno fino a che questa storia non sarà chiarita. Nella mia carriera ne ho viste di tutti i colori, ma mai una cosa del genere. Potranno esserci ricorsi, vedremo: se il calcio è cambiato, è ora di dimostrarlo.
Raduno. Questa mattina intanto il Cesena (ore 10 allo stadio) partirà per il ritiro di Castrocaro Terme. Potrebbero non aggregarsi Ivan Piccoli e Maurizio Anastasi, in procinto di essere ceduti a titolo gratuito all’Ancona con il quale firmerebbero un contratto biennale. In cambio, i dorici potrebbero spedire in Romagna il giovane attaccante Andrea Staffolani, classe 1983.
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