Rimini, noi non dimentichiamo
19 aprile 2008Rimini-Ravenna 3-4
Non vi preoccupate.
Ricchiuti ed Acori.
Non vi preoccupate.
Rimini-Ravenna 3-4
Non vi preoccupate.
Ricchiuti ed Acori.
Non vi preoccupate.
Un bel colpo d’occhio di Riminesi tutti di biancorosso vestiti a gremire la Curva Ferrovia. Loro, si sa, per la partita contro il Cesena ci vivono e quindi anche in questa occasione sono tanti, forti anche del fatto che si presentano con una posizione di classifica di tutto rispetto. I Riminesi, comunque, e anche questo si sa, sono tifosi modaioli, perciò ci permettiamo di giudicare in questa occasione anche la scarsa affluenza di pubblico al Neri di tutte le altre partite disputate. Non osiamo pensare se avessero loro 26 punti e fossero da tutto l’anno in fondo alla classifica.
Bagnini e trans in curva ferrovia
CURVA MARE: STRAORDINARIA! Ieri, più che mai l’attaccamento alla nostra maglia e la voglia di riscattare un campionato infame si è sentita per tutta la partita. Alcuni cori assordanti, l’entusiasmo tenuto sempre alto e soprattutto una sciarpata commovente dopo il pareggio riminese. Al termine della partita, lo sgomento, il triplice fischio commentato con un silenzio davvero chiassoso. Nessuna contestatazione da parte del popolo bianconero che ha visto un buon Cesena, ma che deve raccogliere, per l’ennesima volta quest’anno, solo un pugno di mosche, tanta rabbia e delusione.Lo spettro della retrocessione sempre più vicino, sempre più reale, sempre più matematico. Comunque vada a finire siamo orgogliosi di noi, di tutti i gruppi della curva Mare. Orgogliosi anche del gesto delle WSB che hanno attaccato fuori dallo stadio uno striscione per salutare Matteo, ultras del Parma.
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La Curva Mare contro i trans riminesi
La Mentalità non si diffida e le Fede non retrocede. MAI!
Fabrizio Castori, fortissimamente Fabrizio Castori.
Il protagonista del derby, per parte cesenate, è ancora lui. Ha diviso Cesena: chi li ritiene responsabile quasi di ogni male, chi continua a difenderlo a spada tratta. Come tutto ciò che di buono c’è in Italia, suscita inevitabilmente polemiche. I suoi cambi, le sue scelte, sono fonte continua di critica. Critiche qualunquiste, superficiali ed ingeneroso. Come se fosse colpa sua la scarsa qualità del materiale umano a sua disposizione. Acori nel derby dalla panchina ha trovato le risorse per migliorare la squadra. Castori, quando va bene, trova le risorse per non peggiorare troppo l’undici iniziale. Non ha nessuno di decente a disposizione.
Ha rimasto solo una grande arma: la sua grinta, dettata direttamente dal suo vero cuore. Forse non basterà per la salvezza, ma nessuno potrà mai rimproverargli di non averci provato.
Per sempre castorizzati.
Artur 4: ha perso la fiducia delle prime partite in bianconero, ed ora per lui la palla scotta come in porta ci fosse ancora Berti.
Biserni 5: Bene, benino, praticamente un disastro.
Ola 4: continuando così potrebbe strappare per la prossima stagione un contratto da bodyguard al Pineta. Ma come fa a giocare in B uno così?
Biasi 4: il più amaro e inutile dei gol. Nessuno l’ha visto nell’1-2 riminese.
Lauro 5: miracolato dopo due entrate assassine di Cardinale da far impallidire Olindo Romano e Rosa Bazzi. Travolto nel disastroso finale.
Campedelli 6: stoico, combatte contro il dolore e la malasorte. Fatica, ma il Cesena scompare quando esce lui dal campo. (30′ st Doudou 3: pensate a qualcosa di orribile. Ma di molto orribile. E poi provate a buttare dentro Doudou sull’1-0 contro il Rimini ad un quarto d’ora dalla fine. Qual è peggio?)
De Feudis 5: finchè il Rimini passeggia aggredisce bene, poi quando a centrocampo i biancorossi partono con la rumba finisce per ubriacarsi.
Botta 5: bella prestazione per circa un’ora, poi si fa piccolo piccolo fino a scomparire.
Croce 7: quando c’è lui in campo è un altro Cesena. Salta l’uomo, crea superiorità, aggredisce gli spazi. Solo i muscoli lo costringono ad abbandonare il campo. (28′ st Esposito 4: sul gol di Greco guarda la sfera entrare in rete a pochi passi da lui con lo stesso interesse con il quale una Paris Hilton qualunque potrebbe visitare gli Uffizi).
Moscardelli 4.5: troppo grave l’errore sotto la Curva Mare che costa il possibile 2-0 al Cesena. Il suo cuore è enorme e gli va dato l’onore delle armi, ma con quella palla in rete i bianconeri si sarebbero salvati. E’ l’anno dei “sarebbe potuto essere ma non è stato”.
Paponi 5: alla fine anche lui ha provato l’ebbrezza di tirare in porta. E’ stato bello no? E allora perchè non farlo anche prima? (40′ st Regini sv: entra nel momento peggiore dell’incontro. L’augurio è che abbia sportivamente parlando la possibilità in carriera di riscattare i due minuti peggiori della storia).
Cesena, stadio comunale Dino Manuzzi, sabato 12 aprile 2008, ore 16. Trentacinquesima giornata di campionato, quattordicesima di ritorno.
Cesena e Cooperativa Bagnini Rimini a centrocampo
CESENA (4-3-1-2): Artur 4; Biserni 5, Ola 4, Biasi 4, Lauro 5; Campedelli 6 (30′ st Doudou 3), De Feudis 5, Botta 5; Croce 7 (28′ st Esposito 4); Moscardelli 4.5, Paponi 5 (40′ st Regini sv).
A disp.: Rossini, Ferretti, Villar Rodriguez. All.: Castori.
RIMINI (4-2-3-1): Consigli 6; Vitiello 6, Peccarisi 6.5, Porchia 6, Regonesi 6; Cardinale 5 (1′ st Paraschiv 6), Lunardini 6.5 (20′ st Basha 6); Pagano 6.5, Greco 7, Ricchiuti 7; Vantaggiato 6 (27′ st Docente sv).
A disp.: Pugliesi, Catacchini, Bravo, Rinaldi. All.: Acori.
ARBITRO: Bergonzi di Genova 5.
RETI: 29′ pt Biasi, 40′ st Greco, 41′ st Richiuti
AMMONITI: Ola, Croce, Biasi, Doudou, Cardinale.
NOTE: Pomeriggio con sole e pioggia, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 9463 (compresi 4783 abbonati), per un incasso complesso complessivo di 71432 euro. Calci d’angolo 3-2 per il Cesena. Recupero: 2′ pt, 3′ st.
CESENA. Certe partite si perdono o si vincono con il cuore prima che con le gambe. Cesena-Rimini è proprio una di queste. Dominare per 86′ non è sufficiente se non si possiedono le qualità, prima caratteriali che tecniche e fisiche, per meritarsi una salvezza. E il derby di Romagna palesa che il Cesena non è all’altezza della serie B. Manca di cuore e di personalità per compiere il miracolo chiamato salvezza.
Lo aveva detto Ferreira Pinto in settimana, l’ultimo ad aver deciso un derby in favore del Cesena, va ribadito più che mai dopo questa debacle: si pagano i risultati di una pessima gestione societaria. Non si tratta di un’opinione, ma di un dato di fatto: 26 punti dopo 35 partite sono qualcosa di incontrovertibile. Inopinabile, incontestabile.
Dall’altra parte della barricata c’era un Rimini che sembrava non avesse più nulla da chiedere al campionato. Sembrava. Perchè poi quando la curva Ferrovia, quella riservata ai tifosi ospiti, ha iniziato ad urlare “venduti” ai propri giocatori, un moto d’orgoglio ha scosso Ricchiuti e compagni. Che nel giro di soli due minuti hanno ribaltato un incontro che sembrava ormai segnato a favore dei bianconeri. Proprio con quell’orgoglio che dall’inizio del campionato manca a chi indossa la maglia del Cesena.
Tutto il resto è contorno. E’ lecito discutere degli ennesimi errori arbitrali che hanno penalizzato il Cesena, di Cardinale che andava espulso dopo l’ennesima entrata killer su Lauro o del rigore non dato a Paponi, vistosamente strattonato in area di rigore. Ma attaccarsi a questi episodi non avrebbe alcun senso. Si può discutere dei cambi di Castori, della punta non inserita al posto di Paponi e dell’ingresso del disastroso Doudou, si potranno analizzare le sostituzioni di Acori che hanno rinvigorito un Rimini a tratti soporifero, ma non servirà per illustrare la chiave dell’incontro.
Il Rimini ha vinto perchè è più squadra del Cesena, il Cesena ha perso perchè è scarsa. Tutto qui. Non c’entra Castori né Ricchiuti. E’ semplicemente andata come era lecito prevedere alla vigilia, ovvero che se fosse stata partita vera, gli ospiti avrebbero avuto vita facile. E’ stata partita vera per due minuti, e si è visto.
Poche ore al fischio d’inizio di Cesena-Rimini. Mi sento uno schifo! Dopo la prevedibile sconfitta a Lecce ho cominciato comunque seriamente ad allarmarmi. Sono stanca, lo ammetto. Sono delusa. Mi sento un’innamorata tradita. Mai come nell’ultima settimana ho sentito attorno a me, da parte di molte persone, la sfiducia, la rassegnazione, lo sgomento di fronte all’inevitabile. Questo non è un atteggiamento che mi piace. Sono stanca, torno a ripeterlo e stasera ho paura. Non sono una della teoria dell’ "ultima spiaggia" e neanche della barzelletta "abbiamo comprato la partita", ma in questo momento le sto pensando tutte perchè domani si possa vincere. IO VOGLIO VINCERE! E’ da tutto il campionato che mi sento allo sbando e non mi piace. IO VOGLIO VINCERE! E domani, più che mai…
NOI NON MOLLIAMO!
D’accordo, non si potranno fare le coreografie come in quel fantastico Cesena-Rimini 2-0 della semifinale play-off, ma un saluto a pescivendoli, bagnini e trans in arrivo al Manuzzi non lo potevamo non fare.
E’ un’indicazione stradale, per trovare la vostra curva, non quella della statale…
Benvenuti in Romagna, merde!!!
Fabrizio Castori intervistato da Daniele Magnani alla parteza del ritiro
Ancora una volta un grosso applauso per i 56 bianconeri che hanno raggiunto il settore ospiti dello stadio salentino. Diciotto erano del Centro Coordinamento, 48 erano ultras.
Ultras Cesena a Lecce
Questi ultimi sono entrati allo stadio circa due ore prima della partita, iniziando a sostenere i propri colori già dal riscaldamento. Il coro "Noi vogliamo questa vittoria" la dice lunga sullo spirito battagliero presente nella gente di Romagna. Ed il "vergognatevi" di fine partita è davvero poca cosa se si pensa ai sacrifici affrontati dai tifosi per sobbarcarsi questa lunga trasferta.
Il coro degli Ultras del Cesena in uno stadio ancora deserto
I salentini dal canto loro, senza strisioni in curva, non sono poi tantissimi. In tutto poco più di cinquemila spettatori, ma fanno un buon tifo. Si beccano con quelli del Cesena in un paio di occasioni, ma il loro apporto alla squadra, certamente facilitato dal risultato, è costante e significativo.
La curva del Lecce
Fabrizio Castori come ultima spiaggia per raggiungere il miraggio spareggio salvezza.
L’Avellino, quartultima della cadetteria, è quattro lunghezze più avanti. Non un divario incolmabile a otto giornate dal termine. Il problema è che una squadra normale, magari scarsa ed in crisi, ce la potrebbe anche fare. In fondo, visti gli scontri diretti che attendono i bianconeri, basterebbe davvero poco. Invece questo Cesena, popolato da troppi giocatori senz’anima e senza dignità calcistica, è qualcosa di peggio che una squadra scarsa. E’ un aggregato informa di giocatori scarsi. Tutto il contrario del loro allenatore, quel Fabrizio Castori messo in croce per espiare colpe altrui.
Ecco dunque, che nel condottiero di San Severino Marche i tifosi romagnoli ripongono le ultime speranze di salvezza: o ci pensa lui, o sarà terza serie.