Archivio di aprile 2008

Statuto, 25 anni di rabbia&stile!

29 aprile 2008

Domani sera, mercoledì 30 aprile, il gruppo principe della scena mod italiana, gli Statuto, celebreranno con un concerto a Genova i loro primi 25 anni di attività. Da sempre vicini sia al mondo della curve e protagonisti della cultura giovanile, gli Statuto sono sempre stati uno dei nostri gruppi preferiti, compagni di mille pomeriggi e mille trasferte.

Per questo una delegazione del Bronx Vigne parteciperà domani sera a Genova alla loro festa, in attesa del nuovo album "Elegantemente rudi", disponibile sia in vinile che in doppio cd a partire dal 9 e dal 16 maggio 2008.

Buon compleanno Statuto!

Cesena-Triestina: le curve

28 aprile 2008

I tifosi alabardati sono una cinquantina. Al fischio d’inizio schiariscono la voce urlandoci "serie C" a più riprese, poi il nulla. Vanno comunque elogiati per avere affrontato il viaggio fino in Romagna in un momento del campionato che per loro non conta più niente.

Tifosi della Triestina in Curva Ferrovia

A sei giornate dalla fine del campionato, ultimi in classifica, serie C a un passo, la Curva Mare ha deciso che dopo tutta una stagione di delusioni era giunta l’ora di contestare. La squadra è stata accolta dai fischi e da tanti cori che sottolineavano il malumore del popolo bianconero e il disappunto per la situazione.

La Curva Mare ad inizio gara

Da sempre quest’anno viviamo in questo stato: in fondo alla classifica, senza mai avere avuto davvero un segnale di cambiamento da parte della squadra, abbiamo subito umiliazioni e delusioni praticamente in tutti gli stadi d’Italia e anche al Manuzzi non abbiamo avuto vita migliore. Noi non siamo una tifoseria che non lascia lavorare i giocatori o il Mister, noi non abbiamo iniziato una protesta alla prima sconfitta, noi non abbiamo mai fischiato il Cesena, neanche quando probabilmente se lo sarebbe meritato. Soltato al ritorno da  Ascoli c’era stato un accenno di contestazione, sfociata con le famose uova in testa a Salvetti. In quel frangente ci eravamo permessi di dissentire con quel gesto, ma sabato, dopo aver segnato il rigore ( realizzato facendo il "cucchiaio"! ) il modo di esultare del nostro capitano ci ha lasciato davvero male. Possiamo capire che i giocatori siano nervosi e forse i fischi accrescono il nervosismo, ma pensiamo di averli sostenuti SEMPRE e pensiamo a questo punto del campionato di avere il sacrosanto diritto di esserci rotti le palle! Siamo a conoscenza dei limiti di tutta la squadra ( di alcuni giocatori in particolare! ), ma abbiamo sempre e solo chiesto rispetto per la maglia che indossano e francamente pensiamo di non averlo avuto quasi mai. Per questo sabato la Curva Mare ha fischiato, ha contestato, ha cantato tutta la sua rabbia e delusione. Perchè noi la serie C non la meritiamo e perchè per noi la serie C è davvero inaccettabile!  

Marco Turati, lo scienziato coraggioso

27 aprile 2008

Leggiamo con attenzione questa storia: si sarebbe risolto tutto così, con una semplice contestazione verbale, se avesse fatto la stessa cosa nella sua ex squadra, a Verona?

CESENA. Marco Turati è il protagonista, ovviamente in negativo, della trentasettesima giornata di campionato. Talmente protagonista che non è sceso in campo ne’ è stato chiamato in panchina. Eppure ha contribuito a destabilizzare più di ogni altro il clima in casa bianconera.

L’antefatto. Stadio Picco di La Spezia, il Cesena si sta giocando un posto per gli spareggi salvezza in un delicatissimo scontro salvezza. Il punteggio è ancora fermo sullo 0-0, e Christian Jidayi in campo schierato nel ruolo di mediano di destra, accusa i crampi: Castori fa scaldare Turati, anche nel tentativo di contenere Gorzegno. Dalla curva occupata dai sostenitori bianconeri qualcuno, memore delle infelici prestazioni del passato dell’ex veronese, gli urla qualcosa. Un riferimento, tutto sommato civile, alla vita mondana del difensore bianconero, che commettete a questo punto un gravissimo errore: replica in malo modo all’ultrà contestatore.

La visita. Con la squadra ultima in classifica, con tutti i tifosi (non solo gi ultras, tutta la piazza in generale) che ha portato una immensa pazienza fino all’ultimo, che come a La Spezia si è sobbarcata centinaia di km per assistere all’ennesima figuraccia stagionale, la presa in giro di Turati è risultata inaccettabile. Ecco dunque che sabato, poco dopo l’ora di pranzo, circa 80 ultras giungono a Forlì, davanti all’albergo che ospita il ritiro del Cesena, per attendere che la squadra salga sul pullman. Pretendono che Turati sia lasciato a casa. Nasce un’accesa discussione con la dirigenza bianconera, l’ex veronese, piuttosto spaventato, è chiamato a scusarsi di fronte agli ultras. Quindi i contestatori se ne vanno e la squadra può raggiungere il Manuzzi, comprensibilmente scossa per l’episodio. Turati resta in tribuna, chiudendo così una stagione fallimentare.

Cesena-Triestina, le pagelle

27 aprile 2008

Artur 6: non ha colpe sul gol di Granoche, al quale nega pochi minuti dopo la gioia del raddoppio con un intervento sottomisura in due tempi.

Cusaro 6.5: alla prima presenza stagionale difende bene e si produce in buone proposizioni offensive spesso terminate coi cross. (25′ st Botta 5: irrilevante come tutto il suo campionato).

Tonucci 6: prova per quattro volte a colpire a rete ma non centra mai il bersaglio.  Sarà uno dei volti con i quali ripartire nella prossima stagione.

Doudou 5: Indisponente. Scompare totalmente in occasione del vantaggio alabardato: Granoche ringrazia. Rischia di combinarla grossa quando perde anche Della Rocca che sfiora il raddoppio. Nel finale prova a cercar maggior fortuna in avanti ma l’arbitro gli nega la gioia del sacrosanto rigore del possibile 2-1.

Biasi 6: chiude stremato, in apnea. Dirottato sulla corsia sinistra se la cava egregiamente ma mostra, come tutto il resto della squadra, una condizione fisica da campionato di bocce. (25′ st Cortellini 5: il boato di fischi che lo saluta all’atto dell’ingresso in campo esprime fedelmente i sentimenti nei suoi confronti del popolo bianconero. Assente).

Biserni 6: riproposto nel ruolo di mediano non più suo, come al solito ci mette l’anima, correndo (ed è uno dei pochissimi) dal primo all’ultimo minuto.

De Feudis 5.5: travolto dal nulla cosmico che nella ripresa avvolge tutto il centrocampo bianconero, annebbiando qualsiasi idea e rendendo pesante ogni movimento.

Salvetti 6: trova il primo gol stagionale, su rigore, solo alla trentasettesima giornata di campionato. Già questo basterebbe per raccontare un’annata decisamente disastrosa. Segna con il cucchiaio alla Pellè, poi entra in polemica con la curva Mare scatenando la reazione dei tifosi bianconeri.

Croce 6: ha nelle gambe poco più di 50′ di autonomia, ma sono 50′ di grande gioco. E’ uno dei principali rimpianti del Cesena di questo campionato: l’averlo sempre avuto disponibile avrebbe probabilmente evitato certe sofferenze.

Moscardelli 5.5: la traversa gli nega il gol della liberazione, e per l’ennesimo sabato l’urlo gli rimane strozzato in gola. Anima in pena, bomber in gabbia. Simbolo della tristezza cesenate.

Paponi 3: nel voto è compreso mezzo punto in più per l’assist a Croce che ha originato il rigore del pareggio. Nelle ultime tre partite ha visto la porta per tre sole volte: media da bomber dello Sporting Villalta, dove tra l’altro forse farebbe della panchina. (10′ st Ferretti 4: invocato a tutte le partite dagli esperti di calcio cesenati al momento del classico avvicendamento Paponi-Djuric ed usato come arma di critica nei confronti di Castori: l’augurio è che questi tecnici da bar sport abbiamo visto Cesena-Triestina).

 

Cesena-Triestina 1-1

26 aprile 2008

Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 26 aprile 2008 ore 16. Trentasettesima giornata di campionato, sedicesima di ritorno.

Cesena e Triestina si scambiano i saluti a centrocampo ad inizio gara

CESENA (4-3-1-2): Artur 6; Cusaro 6.5 (25′ st Botta 5), Tonucci 6, Doudou 5, Biasi 6 (25′ st Cortellini 5); Biserni 6, De Feudis 5.5, Salvetti 6; Croce 6; Moscardelli 5, Paponi 4 (10′ st Ferretti 4).A disp.: Rossini, Djuric, Vascak, Caidi. All.: Castori.

TRIESTINA (4-4-2): Dei 6.5; Kryzias 6, Petras 6, Minelli 6, Pesaresi 4; Sgrigna 6 (21′ pt Testini 6), Allegretti 6.5, Piangerelli 5.5 (37′ pt Gorgone 6), Rizzi 6; Della Rocca 6 (20′ pt Milani 6), Granoche 6.5.
A disp.: Acerbis, Audel, De Cristofaro, Lima. All.: Marana.

ARBITRO: Velotto di Grosseto 5.

RETI: 5′ pt Granoche, 13′ Salvetti (rig.)

AMMONITI: Moscardelli, Rizzi, Gorgone.

ESPULSO: 12′ pt Pesaresi.

NOTE: Terreno in ottime condizioni, pomeriggi soleggiato. Spettatori presenti 7529 (compresi 4783 abbonati) per un incasso complessivo di 29794 euro. Recupero 2′ pt, 4′ st. Angoli: 13-3 per il Cesena.

CESENA. In certi frangenti cavarsela con una battuta è la soluzione più semplice. E allora si può dire, con ovvio spirito ironico, che è tutta colpa del Vaticano. E delle sue battaglie contro l’eutanasia. Già, perchè il fatto di dover scrivere che con una vittoria, sabato prossimo a Frosinone, il Cesena tornerebbe in corsa per la salvezza, assomiglia tanto ad un dolorosissimo accanimento terapeutico.

La squadra bianconera è in stato vegetativo, e la definizione non è semplicemente sarcastica: è reale. Difficile descrivere altrimenti una formazione che non è in grado di vincere nemmeno quando dall’altra parte del campo ci sono squadre che non farebbero certamente drammi per una sconfitta. Fuor di metafora significa non saper battere squadre disposte nemmeno chi è disposto a lasciare strada: inaccettabile anche solo per sperare di strappare un posto per gli spareggi salvezza. E’ sufficiente ritornare di poco indietro con la memoria, alla vigilia del derby con il Rimini: la sfida con i biancorossi era descritta un po’ da tutti come l’ultima spiaggia per Paponi e compagni, e la si è persa. Poi è arrivata la trasferta di La Spezia, primo degli scontri diretti di questo caldo finale di campionato: match delicatissimo da non sbagliare per nessuna ragione al mondo. Ancora una volta, invece, combinata la frittata eccoci di nuovo a sperare di battere le Triestina per ritornare in corsa.

E la cosa in tutto ciò veramente ironica è che un successo contro gli alabardati avrebbe davvero proiettato il Cesena in una posizione più che favorevole per guadagnare un posto nei play-out, visti i favorevolissimi risultati provenienti dagli altri campi. Ancora una volta è tutto sbagliato, tutto da rifare, come sentenziava l’inarrivabile Ginettaccio Bartali.

Encefalogramma piatto. In realtà, da rifare, c’è solo il Cesena. Poter avere anche la benchè minima speranza di ottenere un risultato positivo al Matusa di Frosinone è da pazzi più che da ultras. Certo, Fabrizio Castori sarà l’ultimo a mollare, l’ultimo a smettere di credere in una salvezza che nemmeno mille pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo potrebbero regalare. La sua ostinazione, la sua grinta, sono da rispettare: tutto il resto va cancellato al più presto. Da un lato è presto per incominciare a far l’elenco degli errori, dall’altro è masochismo continuare a sperare che la prossima partita sarà quella buona per dare una svolta al campionato. Svolta che non c’è mai stata in 37 incontri e che non la si può certo attendere nelle ultime cinque giornate. L’eutanasia sarebbe forse in questo caso il male minore: chiudere qui il campionato, iniziare a programmare (si spera serenamente) la serie C, senza più illusioni nè figuracce in giro per l’Italia. Nè i tifosi, nè Castori, le meritano.

Fiocco azzurro in casa Bronx Vigne

21 aprile 2008

Ieri mattina è nato Matteo, figlio del nostro immenso presidente. Tutti noi facciamo le congratulazioni al nuovo arrivato nel Bronx, alla mamma e al babbo.

Spezia-Cesena, le curve

21 aprile 2008

Lo stadio Picco ha una buona cornice di pubblico, molto caloroso ed accalorato, al contrario di altri stadi, anche  i tifosi in gradinata fanno un buon tifo. La curva non è del tutto piena e vista la situazione dello Spezia  lo si può capire, ma incita la squadra con forza e al goal esplode anche coadiuvata dallo speaker che incalza i tifosi ad urlare il nome del marcatore.

Cesenati a La Spezia

NOI: un centinaio di valorosi al seguito del Cesena in terra ligure. Della serie "Noi non ci arrendiamo". Ennesima delusione, ma ennesimo applauso a tutti coloro i quali non smettono mai di credere in un sogno, contro tutto, contro tutti, contro chi ti dice "ma cosa ci vai a fare?" o al ritorno ti imbecca con "te l’avevo detto". Noi siamo da 10 in pagella.

La Curva dello Spezia

Al ritorno da La Spezia abbiamo fatto alcune considerazioni. E’ ovvio che la salvezza bisogna guadagnarsela in campo, con le tue forze, con i tuoi goal e con la tua voglia di vincere. Detto questo, ci permettiamo di ringraziare il Rimini che sabato ha perso ignobilmente in casa con il Ravenna. BRAVI!

Cesenati seduti ed increduli a fine partita

Voglio concludere con il pensiero che mi ha mandato dopo la partita la mia buona amica M. che di Cesena non sa niente, ma che condivide con me il mio percorso di passione di quest’anno calcistico: "Amica te l’ho detto, questa sconfitta fortificherà sia te che il Cesena! Lo so, fa male, ma non si può che lottare! ".

Spezia-Cesena, le pagelle

20 aprile 2008

Artur 6: poco attivo nel primo tempo, si oppone bene nella ripresa ai tentativi liguri sino al gol di Guidetti. Nega a Zizzari la gioia del 2-0.

Biserni 6: in fase di spinta alterna buone giocate a pericolose amnesie.

Ola 4: basta poco per capire che Eliakwu lo farà soffrife, quindi si arrende per noie muscolari: la grave insufficienza è dovuto all’espulsione rimediata quando si era già accomodato in panchina. (30′ pt Tonucci 5.5: piazzato in mezzo ad una difesa decisamente sotto pressione, crea un paio di buchi da urlo nella ripresa, quindi evita il possibile 2-0 spezzino fermando un contropiede quattro contro uno).

Cardone 5: perde la testa nel finale facendosi espellere un vaffa all’abitro meritato ma inutile. Salterà per squalifica il delicatissimo incontro di sabato prossimo.

Lauro 6: si ritrova espulso senza una ragione, con l’arbitro che vede la sua entrata sulla palla ma la interpreta come un tentativo di far male. La sua cacciata è il preludio al successo spezzino.

Jidayi 5.5: schierato come mediano di destra, è vittima di crampi dopo nemmeno 40’ di gara. Davvero incredibile per un ventenne come lui, che fino ad ora ha totalizzato solo poche presenza, in una giornata non ancora estiva. (13′ st Turati 5.5: parte come terzo di centrocampo, si propone come ala destra, chiude quasi come terza punta).

De Feudis 6: nel mezzo è uno dei pochi se sembra avere qualche idea (43′ st Djuric sv: due falli commessi).

Botta 6: è chiamato a costruire qualcosa, visto che chi gli sta davanti non sembra avere nè gambe nè idee.

Salvetti 4.5: non ha il passo per fare il trequartista, non costruisce praticamente nulla in tutto l’incontro.

Moscardelli 4.5: prova a scartare tutto e tutti, anche se stesso. Con risultati evidentemente scadenti. Non tira mai, nè in porta nè fuori: grave per una punta.

Paponi 5.5: corre molto ma come al solito tira poco, una volta sola, su punizione. Bello il suggerimento a metà ripresa per Moscardelli.

Fabrizio Castori commenta la sconfitta di La Spezia

20 aprile 2008

Tu e noi gli unici a non mollare!!!

 

Spezia-Cesena 1-0

19 aprile 2008

La Spezia, stadio comunale Aberto Picco, sabato 19 aprile 2008, ore 16. Trentaseiesima giornata di campionato, quindicesima di ritorno.

Spezia e Cesena a centrocampo. Col cazzo che poi a fine gara l’hanno fatto il terzo tempo, questa volta.

SPEZIA (4-3-1-2): Santoni 6; Bianchi 6, Zaninelli sv (15′ pt Tedeschi 6), Ceccarelli 6, Gorzegno 6; Herzan 5.5 (27′ st Fernandez 6), Romondini 6.5, Camorani 6; Di Vicino 6.5 (31′ st Zizzari 5); Guidetti 7, Eliakwu 7. A disp.: Pellegrino, Buda, Iovine, Millesi. All.: Soda.
CESENA (4-3-1-2): Artur 6; Biserni 6, Ola 4 (30′ pt Tonucci 5.5), Cardone 5, Lauro 6; Jidayi 5.5 (13′ st Turati 5.5), De Feudis 6 (43′ st Djuric sv), Botta 6; Salvetti 4.5; Moscardelli 4.5, Paponi 5.5. A disp.: Rossini, Cortellini, Esposito, Vascak. all.: Castori.
ARBITRO: Romeo di Verona 4.
RETE: 39′ st Guidetti.
AMMONITI: Gorzegno, Hernan, Tedeschi, Ola, Djuric.
ESPULSI: 34′ pt Ola dalla panchina, 38′ st Lauro, 41′ st Guidetti, 44′ st Cardone.
NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori paganti 6215 (compresi 5315 abbonati) per un incasso complessivo di 64.303 euro. Calci d’angolo 6-1 per lo Spezia. Recupero: 5′ pt, 6′ st.

 

LA SPEZIA. Perdere ci può stare, non è stata né la prima né l’ultima volta in questo campionato. Ma perdere in questa maniera proprio non va giù al Cesena, che ritorna da La Spezia con tanta rabbia ma con più convinzione in corpo che la salvezza è ugualmente possibile.

La chiave di un incontro nel quale, va sottolineato, i romagnoli hanno tirato pochissimo in porta, è tutta al minuto 38 del secondo tempo: Moscardelli prende una botta in faccia e cade a terra, la palla termina nei piedi di Salvetti che fa proseguire il gioco. Trascorrono circa 30 secondi nei quali il Cesena si fa pericoloso in avanti, ma Moscardelli rimane sempre a terra: il direttore di gara, Romeo di Verona, ferma il gioco d’imperio per consentire l’ingresso in gioco dei sanitari del Cesena.

Si riprende con una palla a due, come da regolamento: ai fianchi del direttore di gioco si presentano Camorani per parte spezzina e Biserni per gli ospiti. “Allontanati pure che tanto te la restituisco”, dice Camorani a Biserni, proprio davanti all’arbitro che sente tutto e poco più avanti si ricorderà di queste parole. Romeo fa rimbalzare la palla e Camorani, da piccolo uomo qual è, anziché mantenere fede alla parola data, un po’ come in un Atalanta-Milan di Coppa Italia di una vita (24 gennaio 1990), solo con Rijkaard al posto di Camorani, lancia in profondità Eliakwu. Lauro interviene come una saetta e toglie in maniera limpida quanto regolare la sfera dai piedi del piccolo spezzino: Romeo pensa ad un tentativo di far male da parte del cesenate come reazione per la mancata restituzione della palla ed espelle Lauro. Il Cesena si sente doppiamente beffato e sugli sviluppi del calcio di punizione Guidetti trafigge Artur, decretando la fine delle trasmissioni. Gli animi si surriscaldano, si fa cacciare prima lo stesso Guidetti per doppia ammonizione poi Cardone per proteste (pagando le polemiche del dopo-Udine, il vaffa di Totti per intenderci), ma non cambia nulla.

Il Cesena si ritrova ultimo in classifica, anche a fronte di risultati quantomento sorprendenti dagli altri campi, ma i play-out sono sempre a quattro lunghezze. E proprio questa è la buona notizia della settimana, cioè che la spina non è ancora stata staccata, il Cesena non è ancora morto. E se non è morto dopo una serie micidiale di risultati negativi del genere, allora forse c’è davvero la possibilità di restare in vita. Il calendario, così malamente sfruttato dai bianconeri nelle scorse settimane, potrebbe essere ancora una volta amico. Triestina in casa e Frosinone in trasferta, ovvero due squadre già tranquille a metà classifiche, saranno le prossime avversarie del Cesena. Che sarà chiamato a colmare almeno due gravi lacune se vorrà cercare di procurarsi qualche altra settimana di vita. Obiettivo numero uno: fare qualche gol, provare a tirare in porta. Le rivali dirette lo insegnano: senza gonfiare la rete, non si va da nessuna parte. Obiettivo numero due: migliorare la condizione fisica. Al Picco un ragazzo, ventenne, come Jidayi, con alle spalle appena poche presenza in prima squadra, in una giornata decisamente non estiva, ha accusato i crampi al 40′ del primo tempo. E’ il segno evidente che sul piano atletico il Cesena ha gravi problemi. Che vanno risolti, ed in fretta.

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Il ricordo: Atalanta-Milan di Coppa Italia, 24 gennaio 1990 tratto dal Corriere dello Sport (firma Fulvio Zara)

24 gennaio 1990 

Il fair play che non c’è. Stadio Brumana di Bergamo, è mercoledì. Si gioca Atalanta-Milan, Coppa Italia, a gironi: ci si gioca l’accesso alle semifinali. Succede una cosa, e non è una bella cosa. Manca un minuto alla fine, l’Atalanta è in vantaggio per 1-0, gol di Bresciani nel finale del primo tempo. Se resta così, passa l’Atalanta. Il Milan di Arrigo Sacchi è virtualmente eliminato. Però succede qualcosa, succede che l’attaccante del Milan Borgonovo finisce a terra in area atalantina, l’azione continua, però Borgonovo è a terra dolorante che si lamenta,  l’arbitro non se ne accorge e allora lo svedese Glenn Stromberg calcia il pallone in fallo laterale. Un bel gesto. Un gesto di fair play, proprio nel momento in cui Borgonovo si rialza da terra. Rimessa laterale per il Milan. Che si fa in questi casi? Si restituisce il pallone, di solito. Stavolta no. Rijkaard batte la rimessa, lanciando sulla fascia Massaro. Cross immediato, contatto in area tra Borgonovo e Barcella. L’arbitro Pezzella indica il dischetto del rigore. Quelli dell’Atalanta sono furiosi. Quelli del Milan fanno finta di niente. Sul dischetto ci va Franco Baresi. Ha davanti due scelte. Tira, segna. Finisce 1-1. Il Milan si qualifica, l’Atalanta ci resta di sasso, diciamo così.br

 

Furio Zara