Archivio di marzo 2008

Cesena-Ascoli, Fabrizio Castori

21 marzo 2008

Cesena-Ascoli, le pagelle

21 marzo 2008

Artur 6.5: chiude la saracinesca quando serve, incolpevole sul gol di Bernacci.

Cardone 6: parte bene, ma quello che dovrebbe essere il miglior innesto di gennaio sta accusando un po’ troppi problemi fisici. (42′ pt Biserni 5: non è Cardone, e coi piedi si vede. Troppi appoggi errati in fase di costruzione del gioco).

Ola 6.5: il generale inanella la terza prova consecutiva senza sbavature. Chiude in attacco da vero centravanti.

Biasi 6.5: autoritario e sicuro, perde mezzo punto per essersi fatto superare da Bernacci in occasione del gol. Nel finale si inventa terzino sinistro.

Lauro 6: quando c’è da picchiare duro, il difensore di Ischia è sempre in prima fila. Stremato al 90′, si scambia di ruolo con Biasi.

Campedelli 5: non merita di giocare così, per tutti i sacrifici che ha fatto per riconquistare la maglia bianconera. Ma contro l’Ascoli è uno dei peggiori in campo tra le fila romagnole.

De Feudis 6: solite lotte nel settore mediano del campo, anche se Belingheri e Di Donato gli rendono la vitta assai complicata.

Salvetti 6: il suo unico limite al momento è che non ha ancora i 90′ nelle gambe. Quando tocca lui la palla, è però sempre uno spettacolo. Anche in questo caso decisivo in occasione del gol, peccato si sia assentato un po’ troppo durante la ripresa.

Croce 7: la sua uscita per un problema muscolare cambia l’inerzia dell’incontro. Quando ha la sfera tra i piedi tutto è possibile, si conferma il migliore del Cesena (9′ st Esposito 6: non avrà la velocità e la classe di Croce, ma è un lottatore, di quelli che servono a questa squadra).

Ferretti 5: per la seconda volta consecutiva si divora un gol che grida ancora vendetta. Troppo grave come errore. (23′ st Djuric 6: di riffa o di riffa ci arriva sempre. Fa comodo nel caldo finale di gara).

Moscardelli 6.5: ritorna al gol su azione dopo una vita, quando ormai quasi più nessuno ci credeva. Il suo recupero era la condizione necessaria per poter continuare a lottare nella salvezza, speriamo sia arrivato.

 

Cesena-Ascoli 1-1

21 marzo 2008

Cesena, stadio Dino Manuzzi, venerdì 21 marzo 2008, ore 19. Trentaduesina giornata di campionato, undicesima di ritorno.

Cesena ed Ascoli a centrocampo


CESENA (4-3-1-2
): Artur 6.5; Cardone 6 (42′ pt Biserni 5), Ola 6.5, Biasi 6.5, Lauro 6; Campedelli 5, De Feudis 6, Salvetti 6; Croce 7 (9′ st Esposito 6); Ferretti 5 (23′ st Djuric 6), Moscardelli 6.5. A disp.: Rossini, Regini, Doudou, Paponi. All.: Castori.

ASCOLI (4-4-2)
: Paoloni 7; Nastos 6, Cioffi 5.5, Micolucci 6, Pesce 6; Job 6.5, Belingheri 7 (45′ st Saverino sv), Di Donati 6, Guberti 6 (25′ pt Giallombardo 5.5); Bernacci 7.5, Gaeta 6 (19′ st Soncin 6). A disp.: Bremec, Maniero, Aquilanti, Bellusci. All.: Iaconi.

ARBITRO : Marelli di Como 6.

RETI: 19′ st Bernacci, 51′ st Moscardelli.

AMMONITI
: Biasi, Lauro, Micolucci, Gaeta, Biserni, Di Donato, Pesce.

NOTE
: Pomeriggio freddo, terreno in buone condizioni. Spettatori presenti 8688 (compresi 4783 abbonati) per un incasso complessivo di 39.549 euro. Angoli:6-5 per l’Ascoli. Recupero: 2′ pt, 6′ st.

 

CESENA. Cuore. Vecchio cuore romagnolo. Bianconero. Si può riassumere così la serata di oggi contro l’Ascoli, giocata contro tutto e contro tutti. Contro una formazione già tranquilla è vera, contro Marco Bernacci, contro un destino che sembrava voler schiacciare il Cesena, contro un Ascoli sempre vittorioso con Castori, contro la lunga astinenza da gol su azione di Davide Moscardelli, contro anche quel vigliacco del Vaticano che con le sue storie malate ha imposto come orario d’inizio per la B le 19 di un venerdì sera. Tanto i preti non lavorano, ma i tifosi sì. Sistemato anche quel tedesco dunque: in croce non c’è finito il Cesena, almeno per una sera.

E’ stato solo con il cuore che la squadra di Castori è riuscita, al sesto ed ultimo minuto di recupero, raddrizzare una partita che sembrava nata malissimo. Semplicemente stregata. Il palo interno di Ferretti con la sfera che corre lungo la linea e poi chissà per quale mistero della fisica e della balistica decide di uscire, la botta del Mosca che incoccia la parte inferiore della traversa, rimbalza sulla riga e carambola fuori, ed ancora le mille occasioni sprecate ad un passo dalla linea della felicità. Tutto sembrava essere contro il Cesena.

Invece questa squadra, questo allenatore, questa curva, tutto Cesena ha un cuore grande così. Immenso, infinito. E che questa sera non ha tradito. Certo, un solo punto non serve poi a molto. Se non al morale. A tener viva la speranza, visto che le dirette concorrenti hanno tutte pareggiato, lasciando praticamente immutata la classifica. Ed intanto sono stati rotti i due tabù, quello di Castori contro l’Ascoli e di Moscardelli con il gol. E per la seconda giornata consecutiva, i bianconeri hanno mutato a proprio favore le sorti dell’incontro nel finale di gara, eventi mai visti prima d’ora in questo campionato.

Un gol in pieno recupero, un gol utile ai fini di punti in palio, non lo si ricordava da tempo. E’ arrivato quando in campo non c’era più quel Daniele Croce migliore in campo in tutte le ultime uscite del Cesena. E’ arrivato, non a caso, a seguito di uno dei tanti guizzi di capitan Salvetti.

Cuore, morale, grinta e gol. Voglia di lottare, tanta. Ingredienti che il Cesena di Castori ha dimostrato di avere, o perlomeno di aver ritrovato. Ora saranno tutti da sfruttare, a partire da sabato prossimo, quando al Manuzzi arriverà il Mantova, altra squadra tradizionalmente avare di soddisfazioni per la Romagna bianconera. Ma non importa. Serve solo vincere e, ancora una volta, vittoria sarà

Bari-Cesena, il commento di Daniele Magnani

19 marzo 2008

Daniele Magnani, telecronista del Cesena per E’ Tv Emilia-Romagna, commenta a caldo il pareggio tra Bari e Cesena.

Bari-Cesena, le curve

19 marzo 2008

I trenta del Cesena presenti in un anonimo martedì sera nel settore ospiti del San Nicola di Bari sono dei veri e propri eroi. Numericamente si tratta della trasferta meno consistente almeno dal ritorno in B, eppure emotivamente il segno di presenza è importantissimo. Il vero tifoso ha dimostrato di seguire la squadra anche e soprattutto nel momento più difficile. Un plauso quindi ai presenti, giustamente tributato anche da tutta la squadra a fine partita.

Cesenati nel settore ospite

Ancora uno scatto dei cesenati presenti al San Nicola

Per quel che riguarda la tifoseria barese, si può ben parlare di una netta ripresa dopo le sofferenze delle ultime stagioni, nelle quali la pesante contestazione contro la dirigenza Matarrese inficiava il livello del tifo, sia dal punto di vista coreografico che delle presenze. Settemila spettatori sono un buon numero, anche per una squadra con un passato recente piuttosto importante come il Bari. Da segnalare la presenza di almeno un tambuto in curva biancorossa, l’accensione di alcuni fumogeni e tutta una serie di altre "particolarità" che, se fatte al Manuzzi o meglio ancora in Curva Mare, si tradurrebbero tutte in pesanti diffide per i bianconeri. Ma l’Italia è anche questa, dei due pesi e delle due misure.

Sciarpata in curva barese

Bari-Cesena, le pagelle

19 marzo 2008

ARTUR 6: per una volta l’unico tiro in porta degli avversari non lo trafigge. Attento sulla punizione di Bonanni, sicuro nelle uscite.

TURATI 5.5: Bonanni parte forte e sembra incontenibile, ma dopo qualche sofferenza riesce a prendergli, più o meno, le misure. Quando entra Kamata è costretto a cedere il posto a Biserni (dal 26′ st Esposito 6: ha la tendenza ha pasticciare, e qualche volta rischia anche di combinarla grossa, ma combatte bene, e sfiora anche il gol con una bella conclusione).

OLA 7: il gol contro il Modena ha galvanizzato questo bestione, insuperabile di testa e negli anticipi. Ad ogni contrasto cade contorcendosi dal dolore a terra.

BIASI 7: l’unica pecca, che sarebbe potenzialmente anche letale, arriva nel finale, quando si perde Ganci: il colpo di testa termina fuori e la prestazione del difensore veronese resta immacolata.

LAURO 6: in crisi nel primo tempo, encomiabile nella ripresa quando addirittura prova anche una paio di discese sulla corsia sinistr.a

BISERNI 5: nel ruolo di mezzala destra è in netta difficoltà, soprattutto quando si trova il pallone tra i piedi. Meglio nel ruolo di terzino, quando spegne il franco-angolano Kamata.

DE FEUDIS 6.5: una furia nel mezzo, lotta su ogni pallone. Nel finale erige una vera e propria diga quando Castori lo posiziona, insieme ad Esposito, davanti alla difesa.

BOTTA 6: complimenti a Castori per essere riuscito, per il momento, a tirar fuori del buono anche da una delle maggiori delusioni di questo campionato. (dal 9′ st Salvetti 7: con il suo ingresso il Cesena si trasforma. I bianconeri, che fino a quel punto suonavano da band dell’azione cattolica, si trasformano nei Clash),

CROCE 6.5: accusa un po’ di stanchezza, ma è decisamente l’arma in più del reparto avanzato bianconero. Con Salvetti in campo moltiplica la sua pericolosità.

PAPONI 6: si batte con generosità, facendo anche l’esterno di destra in fase di contenimento. Ha però il solito problema: davanti fatica ad essere incisivo.

DJURIC 5: troppo solo in avanti, vede la porta solo una volta, quando la sua incornata è fermata sulla linea di porta da Lanzafame (dal 30′ st Vascak 4.5: giocava per il Bari o per il Cesena? A vedere quello che ha combinato, si direbbe per il Bari),

 

Bari-Cesena, l’analisi di Fabrizio Castori

19 marzo 2008

Fabrizio Castori risponde alle domande dei cronisti nella sala stampa del San Nicola

Bronx Vigne Video

Bari-Cesena 0-0

19 marzo 2008

Bari, stadio San Nicola, martedì 18 marzo 2008, trentunesima giornata di campionato e decima di ritorno, ore 20,30.

Bari e Cesena a centrocampo prima del fischio d’inizio

BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Galasso 6 (1′ st Belmonte 6.5), Masiello 6.5, Stellini 6, Marchese 6; Lanzafame 6, Donda 6.5, Gazzi (29′ st Jadid sv), Bonanni 6.5 (21′ st Kamata 6); Santoruvo 5.5, Ganci 5. A disp.: Spadavecchia, Rajcic, Desideri, Cavalli. All.: Conte.

CESENA (4-3-1-2): Artur 6; Turati 5.5 (26′ st Esposito 6), Ola 7, Biasi 7, Lauro 6; Biserni 5, De Feudis 6.5, Botta 6 (9′ st Salvetti 7); Croce 6.5;  Paponi 6, Djuric 5 (30′ st Vascak 4.5). A disp.: Rossini, Regini, Doudou, Ferretti. All.: Castori.

ARBITRO: Pinzani di Empoli.

AMMONITI: Marchese, Croce, Botta, Vascak.

NOTE: Serata serena, terreno in buone condizioni. Spettatori presenti 7500 circa (compresi 1700 abbonati) per un incasso complessivo di 41.996 euro. Calci d’angolo 5-4 per il Bari. Recupero: 1′ pt, 5′ st.

 

BARI. Tornare a casa alle 6 passate di mattina non è cosa da tutti i giorni. Specie se ti sei appena sobbarcato quasi 1200 km di autostrada, tra andata e ritorno, e non appena rimetti piedi a casa è già ora di andare a lavorare. Praticamente in dritto. Eppure ci sono delle volte in cui vale la pena di sottoporsi a queste tirate al limite della pazzia, ed il pareggio conquistato a Bari è motivo più che sufficiente per giustificare il lungo viaggio.

Tanto cuore, un po’ di corsa ed un punto ricco di sostanza. Un punto da dedicare alla trentina di tifosi bianconeri che, nonostante il penultimo posto ed il turno infrasettimanale, hanno raggiunto il capoluogo pugliese per sostenere la squadra romagnola. Un punto guadagnato, e nei casi peggiori non perso, nei confronti di tutte le dirette concorrenti. Un punto per continuare la striscia positiva iniziata con il successo di sabato scorso contro il Modena. Che merita di essere completato con un successo nel venerdì santo, contro l’Ascoli dell’ex Bernacci, per completare una grande settimana.

Il pareggio maturato contro il presuntuoso Antonio Conte è un altro grande mattone inserito nel muro che porterà alla salvezza. E’ arrivato grazie alle intuizioni tattiche di Castori, sorprendenti ed originali ma decisamente indovinate, è stato conquistato con la classe di un giocatore come Emiliano Salvetti, è meritato per lo spirito di gruppo e l’abnegazione mostrate da tutta la squadra. L’alchimia ammirata al San Nicola è semplicemente quella giusta per continuare a lottare nella salvezza.

Sono tante le chiavi possibili di lettura offerte dal pareggio infrasettimanale. Tra le più interessanti c’è la sistemata data da Castori al reparto arretrato. Tra Modena e Bari il Cesena ha subito solo due tiri in porta, entrambi su palla inattiva. Che diventano quattro se si considera anche la trasferta di Bologna: il problema era che fino alla scorsa settimana anche quelle poche conclusioni, come al Dall’Ara, finivano per essere letali.

L’ultimo spunto di serata va dedicato ad Emiliano Salvetti e Daniele Croce. Due giocatori stellari, fondamentali, in grado in questo finale di campionato di risollevare di prepotenza le sorti della squadra bianconera. Se solo a questo mini dream team si aggiungesse quanto prima quel Davide Moscardelli che per tutta l’andata ha tenuto da solo accese le speranze bianconere, allora per il Cesena sarebbe tutto un altro campionato.

Un campionato all’attacco, come quello che si meriterebbero quei 30 eroi anche a Bari vicini al loro grande amore bianconero.

 

 

Cuore matto…

18 marzo 2008

Ci sono partite nelle quali la stagione cambia. Ci sono episodi che cambiano queste partite e queste stagioni. Due campionati fa il palo fu il palo del ternano Fattori a stroncare sul nasce una possibile rimonta delle Fere al Liberati, con il Cesena che s’impose per 3-0 inziando la magica serie delle sei vittorie consecutive. Anno scorso fu la traversa di Santoruvo al San Nicola di Bari ad invertire un trend che si stava facendo particolarmente pericoloso per i castorizzati, che grazie a quel successo, seguito dallo straordinario trionfo sul Genoa, conquistarono di fatto la salvezza con larghissimo anticipo.

Quest’anno la partita della svolta dovrà per forza essere il ritorno alla vittoria di Castori contro il Modena. Uno può anche non essere superstizioso né credente, ma certi segnali non vanno ignorati. Il primo è la grinta di una squadra che ha lasciato agli avversari emiliani solo le briciole. Il gol di Ola, incredibile quanto importante, è il simbolo di una squadra che conosce tutti i propri evidenti limiti ma che non per questo si vuole arrendere. Il secondo segnale è stata la capacità di riprendersi da un colpo che in passato avrebbe affossato squadra e stadio, ovvero il pareggio del Modena nel primo ed unico tiro in porta di tutto l’incontro. Il terzo, e più bello, è stato il gol di Croce. Cercato, insistito, voluto e finalmente ottenuto.

Perchè c’era qualcosa di diverso in quel finale di gara, qualcosa che nelle altre gare non si era mai visto. C’era nell’aria per una volta la voglia, e non la paura, di vincere. Ed è stato soprattutto per questo che il gol è arrivato. Starà poi agli aruspici interpretare quello che è successo dopo, con il tifoso bianconero a cui il cuore va in tilt, rianimato con una grande prodezza dallo staff sanitario cesenate.

Sarà compito di chi leggerà queste righe a campionato concluso decidere se quel tifoso, salvatosi quando ormai sembrava impossibile, steso ma con un cuore che non si è voluto arrendere ed una sciarpa bianconera al collo, se quel tifoso sarà stato vate di ciò che sarebbe accaduto in futuro. Un futuro del quale il Cesena sembrava non dover far più parte, salvo l’ennesimo miracolo bianconero.

 

Cesena-Modena:le curve

16 marzo 2008

Circa 450 Modenesi al Manuzzi. Pochi, ma buoni. Hanno sostenuto la squadra costantemente. Non sono mancati innumerevoli cori contro di noi e del resto noi non li abbiamo fatti mancare a loro, perciò tutto secondo le "regole" delle sfide chiamate "derby" emiliano-romagnoli. Appese alle balaustre alcune bandierine gialloblu, continuiamo a pensare che le norme che hanno eliminato le identità dei gruppi in curva siano tra le più ridicole mai sentite nel mondo del calcio.

La curva Mare contro il Modena

La magia della curva. La magia del goal vittoria negli ultimi minuti. Le emozioni che la tua squadra sa darti. Impagabili.

Video dei modenesi che fanno ridere

Ieri pomeriggio nel comunicato delle WSB c’era scritta praticamente una sola parola a caratteri cubitali: VINCERE! Gli Ultras hanno chiesto ancora una volta alla Curva di stare vicino al Cesena, di non mollare, di sostenere questa causa fino alla fine, cose chieste per tutta la settimana anche dal Mister. La Mare, ancora una volta ha risposto presente a questi inviti. Noi non siamo i tifosi che seguono la moda, noi non siamo i tifosi che vanno allo stadio solo quando il Cesena va bene, noi non siamo i tifosi che mollano alla prima difficoltà. Noi siamo i tifosi del Cesena e possiamo dire, senza timore di essere smentiti da nessuno, di avere un attaccamento, una fede, una passione che poche altre tifoserie della nostra portata e non hanno. Certo, non possiamo paragonarci a certe tifoserie che si giocano scudetti o Champions league, ma non abbiamo mai smesso di lottare accanto al nostro Cesena, non ci siamo demoralizzati di fronte alle due retrocessioni in C e pensiamo che mai smetteremo di cantare il nostro amore per i colori bianconeri.Mia smetteremo di aspettare con impazienza il fischio d’inizio seduti sui gradoni del Manuzzi o di qualsiasi altro stadio d’Italia ipotizzando risultati, facendo pronostici su quale sarà il futuro del campionato, sognando memorabili vittorie che ci riporteranno in sertie A, ricordando con emozione certe partite indimenticabili, certe giornate che ci hanno regalato gioie immense o dispiaceri profondi.

Modenesi maiali in Curva Ferrovia a Cesena

Senza parole. Semplicemente non ci sono parole per descrivere il tumulto di emozioni provate ieri pomeriggio al goal di Croce. Alcuni di noi si sono commossi e da tutti è uscito un grido liberatorio durato almeno un minuto. Dopo il 2 a 1 tutti abbiamo cantato "chi non salta è un Modenese", anche gran parte della gardinata ha saltato con noi. Meravigliosi tutti! Noi meritiamo la salvezza.

NOI NON MOLLIAMO!