Archivio di febbraio 2008

Vicenza-Cesena:le curve

17 febbraio 2008

Rispetto all’anno scorso la Curva dei Vicentini era un bel po’ più gremita, probabilmente lo sforzo economico della loro società al mercato di riparazione di gennaio che ha portato a Vicenza nomi altisonanti, ha donato ai tifosi nuovo vigore. Campeggia di fronte alla loro curva lo striscione Vicenza, per il resto sono da segnalare una bella sciarpata durante il secondo tempo e un tifo discreto per quasi tutta la partita. 

La curva del Vicenza contro il Cesena

Noi eravamo i soliti di tutte le trasferte di quest’anno: pochi. (non ci riferiamo naturalmente a Rimini e Modena perchè quelle contano fino a un certo punto numericamente parlando)  Ci sono impegni e difficoltà per tutti a seguire la squadra fuori Cesena, senz’altro questo è  anche un momento difficile per tutti i tifosi e senz’altro i tanti diffidati vanno a diminuire il numero dei presenti, ma ci permettiamo di dire che è anche vero che se il Cesena andasse meglio saremmo sicuramente di più, perciò questo non fa onore ad una tifoseria gloriosa come la nostra. Da elogiare come sempre tutti i presenti non curanti del freddo polare e della partita certamente non entusiasmante. Anche ieri pomeriggio abbiamo cercato di dare il massimo fino al loro goal allo scadere che ci ha gelato più di quanto già non fossimo.Noi continuiamo a crederci e a sperare.

Cesenati al Menti contro il Vicenza

 

Vicenza-Cesena 1-0

17 febbraio 2008

Vicenza, stadio comunale Romeo Menti, sabato 16 febbraio 2008,  ore 16. Quinta giornata di ritorno, ventiseiesima di campionato.

Cesena e Vicenza a centrocampo

VICENZA (4-4-2): Fortin 7; Martinelli 6, Cudini 5.5 Scardina 5.5, Miniera 6; Masiello 6 (45′ st Helguera sv), Bernardini 6, Morosini 5, Raimondi 6.5; Matteini 6.5 (45′ st Brivio sv), Schowch 6 (21′ st Perrulli 6). A disp.: Guardalben, Terranova, Rigoni, Minesso. All.: Gregucci.

CESENA (4-4-2): Artur 5; Biserni 6 (43′ st Djuric sv), Biasi 6.5, Ola 5.5 (9′ st Doudou 6), Cortellini 5 (45′ pt Lauro 6); Vascak 5, Esposito 6, De Feudis 6, Salvetti 6; Moscardelli 5, Paponi 5. A disp  Rossini, Cusaro, Paolucci, Botta. All.: Vavassori.

ARBITRO: Pierpaoli di Firenze 5.5.

RETE: 41′ st Matteini.

AMMONITI: Cudini, Scardina, Matteini, Schwoch, Perrulli.

NOTE: Pomeriggio freddo, terreno pesante. Spettatori presenti 7340 (compresi 5693 abbonati), per un incasso complessivo di 62.535 euro. Angoli 6-2 per il Vicenza. Recupero: 3′ pt, 3′ st.

VICENZA. Un film già visto, un finale già scritto. Il Cesena soffre per un intero incontro e capitola nel finale per un errore del portiere, il brasiliano Artur, fino a quel momento praticamente perfetto. Sull’azione successiva Davide Moscardelli, il bomber della squadra, si divora la palla del pareggio sparando in bocca a Fortin. Ecco detto tutto: quest’anno proprio non va.

La giornata inizia con un infortunio, quello di Campedelli, che non va nemmeno in panchina ma si accomoda in tribuna. Poi per strada si perdono, come al solito, i pezzi. Per una volta però il Cesena è meno sfortunato del solito, perchè anzichè ai migliori in campo, gli infortuni capitano a Cortellini ed Ola, degnamente e forse anche meglio sostituiti da Lauro e Doudou. Tanto in termini di fortuna\sfortuna il Cesena pagherà tutto con l’errore di Artur.

Vavassori accorda fiducia ancora a Cortellini, Vascak, Paponi, gente che il prossimo anno non giocherà certo in Serie C come potrebbe capitare invece ai vari Biserni, Salvetti, Campedelli. Di gente senza stimoli il Cesena potrebbe fare  a meno, ma ormai è storia vecchia, quasi inutile da ripetere.

Volendo (leggi: dovendo) chiudere con una nota di pragmatismo, il Cesena deve a questo punto guardare ai play-out, visto che la salvezza diretta è quasi impossibile. Due squadre sembrano destinare ad esplodere, Treviso e Spezia, strangolare da problemi economici. A questo punto in casa bianconera è chiaro che la corsa va effettuata sul Ravenna, in una situazione molto simile a quella del Cesena, quasi disperata. Ammesso e non concesso che anche i giallorossi finiscano alle spalle dei ragazzi di Vavassori, si aprirebbero le porte per le sfide decisive per garantire la permanenza in cadetteria. In tal caso il Cesena avrebbe notevoli probabilità di affrontare, da quartultimo, l’Avellino. E tutti sanno cosa significhi scendere al Partenio per giocarsi la salvezza nella sfida di ritorno: ci sarebbe da iniziare ad aver paura già la notte prima, in albergo.

Capitolo allenatore. Fabrizio Castori negli ultimi giorni avrebbe confidato a diversi amici di essere pronto per tornare a guidare il Cesena, in caso di eventuale richiamo da parte di Igor Campedelli. Il presidente cesenate ha però per il momento escluso qualsiasi avvicendamento, accordando fiducia al tecnico bergamasco. Non è però un mistero che la squadra non gradirebbe in maniera particolare un ritorno di Castori, con il quale si è già bruscamente separato dopo Rimini. Ecco allora spuntare il nome di Pino Lorenzo, attuale tecnico della Primavera cesenate, giovane e brillante.

Per dissipare ogni ulteriore dubbio il calendario propone tre interessantissimi incontri: Albinoleffe in casa quindi doppia trasferta a Bologna e Brescia. Obbligatorio allacciarsi le cinture.
 

Per sempre… Pirata!

14 febbraio 2008

E chi se la dimentica quella terribile sera di San Valentino del 2004? Ero da poco tornato a casa, al termine del solito stressante sabato di lavoro. Suona il telefono.

"Hai sentito?"

"Cosa?"

"Accendi la tv"

(silenzio)

In pochi attimi mi crolla il mondo addosso. E’ morto Marco Pantani, l’ultimo imperatore, il più grande. Solo a ripensarci mi vengono i brividi. E’ morto solo, in fuga come quando vinceva, si è detto. E’ morto da eroe, è morto alla grande, alla sua maniera. E’ morto da rockstar, come Jim Morrison, ha detto qualcun altro. Ma alla fine conta purtroppo solo che sia morto.

E così oggi ci risvegliamo quattro anni dopo, dopo quattro anni vissuti senza Pantani. Con le prime pagine dei giornali delle sue imprese ancora appese al muro, con il ricordo delle emozioni che ci ha regalato ancora dentro al cuore, con il suo spirito ancora nelle nostre mente. Ma terribilmente senza Marco, il Pirata delle Vette.

Le parole, come al solito, in questi contesti servono a poco. I sentimenti e le emozioni parlamo più di ogni altra cosa. Non serve dilungarsi ancora per molto. Una sola cosa voglio aggiungere. Ed è il ricordo di tutte le volte che nella sua vita, nella sua carriera, Marco Pantani è caduto. Per errori suoi e per errori di altri, non importa. Troppo spesso Marco era a terra. Ma un vero Pirata non molla mai, e Pantani si è sempre rialzato. Con il sangue e la tenacia della sua Cesenatico, della sua Cesena, della sua Romagna. Ha lottato, combattuto e vinto.

E se poi se ne è andato senza sbattere la porta, se ha lasciato dietro di sè solo parole di speranza e non di vendetta contro chi l’ha usato, venduto, tradito ed infine calpestato, ebbene, è stato perchè fino all’ultimo lui è stato il numero uno. E lo sarà ancora, in eterno.

Del resto, un vero Pirata non muore mai…

Cese…nati per questa maglia: ristampa aggiornata!

13 febbraio 2008

È stata pubblicata la ristampa di “Cese…nati per questa maglia”, che rispetto alla precedente edizione del novembre 2007, contiene l’aggiornamento della parte dedicata ai presidenti ed ora comprende anche il quinto e nuovo presidente bianconero, Igor Campedelli, il quale per l’occasione ha scritto una breve introduzione al volume intitolata “Un’importante eredità”.

L’autore del libro, il giornalista delle Vigne Giovanni Guiducci

Il libro raccoglie le foto, le biografie e le statistiche di tutti i 750 giocatori, allenatori e presidenti che hanno fatto la storia del Cesena dalla fondazione ai nostri giorni.

La copertina del libro

I diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza a favore dell’associazione Piccolo Mondo che da anni ospita in famiglia bambini provenienti dalla Bielorussia.

Info: cesenatiperlamaglia@libero.it

Cesena-Grosseto: le curve

13 febbraio 2008

Un buon numero di Toscani ieri sera al Manuzzi e non è da poco considerato il turno infrasettimanale. Per lo più silenziosi, ma pronti ad incitare la loro squadra in certi momenti della gara e a salutarla con calore al termine della partita.

Grossetani in Curva Ferrovia

Noi: "i limiti li conosciamo, la grinta la pretendiamo". Così recitava uno striscione apparso in curva Mare qualche tempo fa. Questo deve essere necessariamente l’imperativo categorico di qui alla fine della stagione. Ieri sera un freddo incredibile, ma soprattutto una delusione incredibile. Quando anche Moscardelli sbaglia un rigore fondamentale, allora vuol proprio dire che questo è un anno maledetto! Oggi dobbiamo già pensare al Vicenza con la consapevolezza che fino a quando la classifica non ci condannerà, abbiamo tutti il dovere e il diritto di crederci…la Curva Mare prima di tutti!

La Curva Mare del Cesena contro il Grosseto

NOI NON MOLLIAMO… Non ce lo possiamo permettere in virtù del fatto che, comunque andranno a finire le cose, noi l’anno prossimo saremo ancora sugli stessi spalti.

Cesena-Grosseto, le pagelle

13 febbraio 2008

Artur 7.5: para un rigore importantissimo e si supera sul pallonetto di Graffiedi pochi minuti dopo. Due interventi che valgono come altrettanti gol.

Biserni 6: corre tantissimo, sbaglia anche, ma non si sottrae mai ai duelli. Si sacrifica e prova anche a spingere: il suo dovere lo fa, poi non è da lui che si devono pretendere le giocate in grado di cambiare l’incontro.

Doudou 5: perfetto fino al fallo da rigore, netto, poi come lui stesso ammette, va in confusione e rischia di combinarla grossa lasciando via libera a Graffiedi.

Ola 6.5: il migliore della retroguardia cesenate, perfetto negli anticipi, nei movimenti e nella scelta dei tempo. Fa stranissimo scriverlo ma è così.

Cortellini 5.5: si trascina senza un perchè lungo la corsia sinistra. Se Campedelli gli comprasse una Xbox 360 magari si divertirebbe di più a giocare a Fifa 2008 dal salotto di casa, in compagnia della morosa, senza dover prendere freddo come ieri sera. Andremmo tutti meglio.

Campedelli 5.5: maledetti in eterno quelli che lo hanno ridotto in queste condizioni. Il cuore come sempre c’è, il ritmo no. (33′ st Paolucci 6: non combina granchè fino al colpo di testa che al 94′ potrebbe cambiare le sorti dell’incontro).

Esposito 5.5: qualcuno per favore gli insegni anche a passare la palla in verticale, e gli dica che non è obbligatorio servire il compagno di squadra che si trova più vicino.

Salvetti 6.5: l’unico con il cambio di passo, l’unico con un visione del gioco, l’unico in grado di far filtrare la palla.

Botta 5: che peso questo comasco. Un fallimento totale, in campo mostra lo stesso dinamismo di Vavassori. Almeno non fuma. (9′ st De Feudis 6: tutta un’altra musica: combatte, da onesto ma essenziale muratore, come al solito).

Moscardelli 5: ha sulla coscienza un errore pesantissimo dal dischetto. In avanti si incapponisce troppo spesso sul possesso palla.

Paponi 5: coreografico. Si divora ad inizio ripresa la palla del possibile vantaggio cesenate, poi non combina quasi più nulla. (41′ st Vascak sv: per una volta entra senza che il Cesena perda).

Cesena-Grosseto 0-0

13 febbraio 2008

Cesena, stadio Dino Manuzzi , martedì 12 febbraio 2008, ore 20,30. Venticinquestima giornata di campionato e quarta di ritorno.

Cesena e Grosseto a centrocampo

CESENA (4-4-2): Artur 7.5; Biserni 6, Doudou 5, Ola 6.5, Cortellini 5.5; Campedelli 5.5 (33′ st Paolucci 6), Esposito 5.5, Salvetti 6.5, Botta 5 (9′ st De Feudis 6); Moscardelli 5, Paponi 5 (41′ st Vascak sv).
A disp.: Rossini, Lauro, Tonucci, Cusaro. All.: Vavassori.

GROSSETO (3-4-2-1): Bressan 7.5; Freddi 6, Terra 6, Abruzzese 5; Innocenti 5.5, Valeri 6.5, Moro 5, Garofalo 6; Lazzari 6, Graffiedi 5 (33′ st Filkor 6); Danilevicius 5 (31′ st Pilchman 5.5).
A disp.: Pinzan, Mignani, Barbagli, Gessa, Paulinho. All.: Pioli.

ARBITRO: Cavarretta di Trapani 6.

AMMONITI: Moscardelli, De Feudis, Valeri, Innocenti.

NOTE:
Serata fresca, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 6640 (compresi 4783 abbonati), per un incasso di 39883,00 euro. Calci d’angolo: 4-3 per il Cesena. Recupero: 0′ pt, 4′ st. Al 23′ st Artur para un rigore a Lazzari ed al 30′ st Bressan para un rigore a Moscardelli.

CESENA. Quando sbaglia uno come Davide Moscardelli, allora capisce che sono guai. Era successo già ad Avellino, con il bomber romano, solitamente implacabile, protagonista di una giornata negativa sottoporta. E’ successo questa sera, con il Mosca che si è fatto parare un rigore da mille e una notte. Questa è una stagione in poche parole di merda. Amen.

Poco prima anche il Grosseto aveva fallito un rigore, parato da Artur, con l’ex Andrea Lazzari. Anche in questa occasione, a tradire uno di quelli che fino a quel momento non aveva sbagliato nulla: Diaw Doudou. E per fortuna che il suo compagno di reparto, Daniel Ola, per una sera  è stato insuperabile. Questo dovrebbe bastare per rendere l’idea della pochezza dell’attacco toscano, Lazzari-Danilievicius-Graffiedi.

I problemi di questo Cesena sono tanti, esaminarli ora sarebbe impossibile. A partire dalla struttura dirigenziale diversa da quella che aveva concepito la squadra e che si trova ora a lavorare con elementi di scarsa o nulla qualità.

Giovanni Vavassori è sicuramente un grande tecnico. Ma è fondamentale capire se crede in questa maledetta salvezza o se allena solo per prendere lo stipendio. Che si vinca o si perda lui fino a giugno è a posto. E’ un dubbio da dirimere al più presto: chi non crede nell’obiettivo comune è bene che si tolga di torno. Contemporaneamente, onde evitare certi pensieri pericolosi, va anticipato che Fabrizio Castori salvo clamorose sorprese il prossimo anno allenerà l’Ascoli. Ed un suo ritorno sulla panchina bianconera è stato esplicitamente escluso dalla nuova dirigenza cesenate.

L’altro grande problema della rosa è  dato dai giocatori che la compongono. Vascak, Botta, Cortellini su tutti, ma anche Lauro, Pagliuca, e poi i nuovi Paolucci ed Esposito, tutta gente che se va bene non è in grado di fare la differenza, se va male la fanno per gli altri. Per la prima volta nel recente mercato di riparazione il Cesena, nella persona di Minotti, si è trovato ad operare con adeguate risorse finanziare. E per un motivo o per l’altro, tutti validissimi per carità, non è riuscito a comprare nessuno degno di nota.

E’ bene mettere subito le cose in chiaro con giocatori ed allenatore. Noi in C non ci vogliamo andare, non pensiamo di meritarlo. Che ognuno sia pronto ad assumersi poi le proprie responsabilità.

Pisa-Cesena, le curve

13 febbraio 2008

Quando le cose vanno bene, quando la squadra segna e diverte, quando sei nei piani alti della Serie B dopo aver vissuto anni di anonimato nelle categorie inferiori, a partire dall’Eccellenza, è più facile andare allo stadio e tifare. Se ci si aggiunge che l’Arena Garibaldi è un impianto per certi versi straordinario, con gli spalti a ridosso del campo quanto basta per fare sembrare numericamente il doppio le 10mila persone presenti per assiste alla sfida con il Cesena, allora si capisce che a Pisa la passione per il calcio è rifiorita. Si parte con un omaggio ad un tifoso scomparso da tempo tra i padroni di casa, poi la partita del tifo nerazzurro è quasi senza sosta. Dal punto di vista sportivo è ovvio che la rivalità con il Cesena sia feroce, ed una sana antipatia divida le due tifoserie: va però ammesso che lo spettacolo offerto dai supporter toscani è stato davvero egregio. Tutto lo stadio ha tremato al grido di "chi non salta è un livornese" e degna di nota la pugnetta che abbiamo ricevuto nel finale, un "serie c serie c" sempre efficace (duole dirlo ma è così).

 

La curva pisana contro il Cesena

La rappresentanza bianconera, poco meno di trecento unità, si è difesa a dovere. Ha incitato la squadra anche dopo il micidiale vantaggio dei padroni di casa, ha cantato e si è fatta sentire, non ha mai smesso di crederci, ha dato grande prova di attaccamento alla maglia. L’ennesima della stagione. Eppura anche questa volta non siamo stato contraccambiato. Pazienza. Noi ci siamo per questi colori, non per i mercernari che purtroppo oggi li indossano.

Cesenati all’Area Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa

Routine

11 febbraio 2008

Dialoghi da Bronx Vigne 1989

[...] Una routine che ai più sembra da stupidi, ma noi sappiamo che non è così.. noi siamo orgogliosi della nostra passione che a volte delude, ma ci rende fieri e ci fa onore… può passare tutto, ma non la passione per la nostra squadra! [...]

Ciao ciao Cortellini

11 febbraio 2008

PISA. Roberto Cortellini non avrà vita facile nel suo proseguo di stagione a Cesena. Perchè se ti impegni e lotti per la causa comune certe cose si possono dimenticare e perdonare. In caso contrario tutto pesa come un macigno.

Il riferimento è naturalmente al suo dito medio rivolto al pubblico romagnolo quando realizzò il suo primo gol in carriera, proprio al Manuzzi, proprio contro quel Cesena che qualche mese prima gli aveva tolto nella finale di play-off, la gioia di guadagnarsi la B sul campo. Troppo fresco era il ricordo della rissa in campo, di Castori che si scontrava con Strada, troppo recenti erano le dichiarazioni dell’allora presidente rossoblu Giambortolo Pozzi contro il tecnico bianconero.

Questa estate invece, con uno di quegli scherzi che la vita non di rado regala, Cortellini era sbarcato in bianconero. Impossibile non ricordagli di quel gesto. Lo fecero anche i tifosi, ripromettendosi di chiudere lì quella vicenda. Il difensore bresciano chiese scusa e tutto iniziò nel migliore dei modi, con Cortellini e Castori a lavorare per la causa comune.

Poi venne l’esonero del tecnico marchigiano, vennero mesi difficili, vennero prestazioni insufficienti da parte del terzino ex Brescia e Treviso. Quella di Pisa è stata solo l’ultima, in ordine cronologico, di una serie di partite disputate come minimo senza mordente, senza grinta, senza voglia di lottare. Quasi come se una eventuale retrocessione del Cesena non fosse poi un problema così grave.

E questo non lo si può tollerare. In rosa devono rimanere solo ragazzi motivati e disponibili a sacrificarsi. Chi non accetta di lottare per questa salvezza deve essere messo da parte. Probabilmente per Roberto Cortellini è l’ora di prendersi un po’ di pausa per qualche riflessione.