Archivio di gennaio 2008

Ciao Rimini, Valiani è del Bologna

30 gennaio 2008

In realtà questo post non c’entra molto col Cesena… ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire. Radio Bronxvigne afferma che Francesco Valiani questa sera (martedì 29 gennaio 2008) è stato ceduto in comproprietà dal Rimini al Bologna per un cifra che di dovrebbe aggirare sui sul milione e 200 mila euro. Il Rimini avrebbe però pattuito con la società felsinea di annunciare il passaggio di proprietà solo tra qualche giorno, quando la società romagnola (?) conta di aver già ingaggiato una punta (Stellone del Toro sarebbe in pole…). Tutto questo ovviamente per non agitare troppo una piazza già scossa dalla cessione di Jeda.

Ma perchè attendere se Valiani è già stato venduto, ci siamo chiesti noi? Per anni siamo stati costretti a vedere il Rimini che comprava e spendeva senza limiti, mentre noi arrancavamo in economie da paese latinoamericano anni ’80. Ora la classifica per il Cesena sarà certamente deficitaria, ma ci piace vedere che il vento finalmente è cambiato anche in casa riminese…

Riminese, dai, non ti arrabbiare

Arthur Gusmao, ecco il portiere

29 gennaio 2008

Il Cesena ha un nuovo portiere. E’ il brasiliano Arthur Guilherme Moraes Gusmao, da pochi giorni ventisettenne, essendo nato il 25 gennaio 1981 a Leme, municipio brasiliano nello stato di San Paolo. Arriva dal Siena, doveva era stato tesserato da un paio di settimane facendo in tempo a totalizzare solo due panchine, contro Inter e Palermo. L’accordo con la società toscana è stato raggiunto nel pomeriggio di lunedì, ed il giorno seguente l’estremo difensore sudamericano era già ad allenarsi a Villa Silvia, per poi recarsi in serata presso la sede della società bianconera per perfezionare i dati dell’accordo, che al momento di chiudere il giornale non sono ancora stati resi noti. Appare probabile però che sia giunto in prestito fino a fine stagione.

Arthur Gusmao durante il suo primo allenamento con la maglia del Cesena

Con colpevole ritardo si viene così a tappare una delle più gravi falle di un Cesena che sta affondando e che nelle ultime giornate ha lasciato tanti, troppi punti sul campo per colpa dei suoi portieri. L’errore grave della dirigenza bianconera è stato quello di non considerare prioritario l’arrivo di un nuovo estremo difensore fino alla micidiale accoppiata Ravenna-Chievo, con almeno tre punti gettati alle ortiche per colpa delle incertezze di Alessio Sarti prima e Gianluca Berti poi. Se i giudizi sul primo erano noti almeno dalla seconda metà della scorsa stagione, quando cioè sostituì un Turci prossimo all’addio al calcio, il secondo è stato una scommessa persa di uno che raramente sbaglia come Rino Foschi. Con l’età non si scherza, e non tutti riescono oltre gli “anta” a mantenere una tonicità muscolare degna di Fontana e Ballotta.

Il portiere, si sa, è critico come ruolo per varie ragioni: sia perchè è l’ultimo ostacolo tra l’avversario ed il gol, sia perchè deve infondere sicurezza a tutto il reparto offensivo. Un portiere che non crede più in sé è un portiere che sbaglia e fa sbagliare, chiedere a Ravenna per eventuali conferme, dove l’arrivo di Marruocco è stato subito determinante.

Ora tocca a Gusmao, che una volta aveva come riserva il romanista Doni, ai tempi della militanza nel Cruzeiro, e che recentemente rischiava di dover andare proprio a fare il dodicesimo tra le fila della squadra giallorossa. Un metro e 92 cm di altezza per 88 kg di peso forma: non è reduce da infortuni ma per motivi burocratici (non era tesserabile) non gioca una partita ufficiale da una vita. Si tratta, insomma, di un’altra scommessa. Ma fare meglio di prima, lo immaginiamo, non sarà impossibile.

 

Primavera: Cesena-Malasyan Indian 6-0

29 gennaio 2008

Villa Silvia di Cesena, campo "A. Rognoni", martedì 28 gennaio 2008 ore 15, prima giornata della Coppa Carnevale – Torneo di Viareggio 2008

Cesena e Malasyan Indian a centrocampo

CESENA (4-4-2): Rossini; Scaioli, Ricci, Ceccarelli, Regini; Ambrogetti, Jidayi (1′ st Candoli C.), Mazzotti (26′ st Pasini), Candoli M.; Villar Rodriguez (18′ st Caidi), Moretti. A disp.: Renna, Rossi, Monti, Ridolfi. All.: Lorenzo.
MALASYAN INDIAN (5-3-2): Pubalan; Anbarasan, Ganesan, Krishan, Mohd Fakbul, Kogilan (35′ pt Thanablan); Thevendran, Sharenthiran, Visuanathan (1′ st Nedumaran); Inthiran (39′ st Thanasegaran), Mohd Nur. A disp.: Thinagaran, Vikneswaran, Anathakumar, Nithykumaran. All.: Shellitto.
ARBITRO: Vallorani di San Benedetto del Tronto.
RETI: 5′ pt Ganesan (aut.), 9′ pt Villar Rodriguez, 11′ pt Ambrogetti, 24′ pt Moretti, 18′ st Villar Rodriguez, 45′ st Moretti.

AMMONITI: Candoli M., Thevendran. 

CESENA. Tutto facile per il Cesena nell’esordio della Coppa Carnevale, prestigioso torneo di Viareggio che mancava da queste parti da una vita. L’avversario non era certo dei più temibili, ma partire con sei gol fa ben sperare anche in vista di un eventuale ripescaggio tra le migliori seconde del raggruppamento. Di fronte ai ragazzi di Pino Lorenzo c’è il Malasyan Indian, squadra che rappresenta la minoranza indiana emigrata in Malesia ai tempi del dominio britannico. Sarà anche a causa della religione indù che impedisce a questi ragazzi di potersi nutrire con salutari fiorentine, ma la prima differenza che si nota, all’atto dell’entrata in campo, è di stazza. Gli indo-malesi sono gracili all’inverosimile tanto che Villar Rodriguez, solo per citare il più minuto dei bianconeri, per una volta nei contrasti fa la parte di quello grosso, ed a terra vanno gli altri. La partita si chiude dopo soli 11′, il tempo necessario cioè alla coppia Jidayi-Ambrogetti per portare il risultato sul 3-0. Si parte al 5′ con un bel suggerimento del sampierano proprio per il ravennate, cross nel mezzo e goffa deviazione in gol di Ganesan. Passano 4′ ed ancora Ambrogetti serve Jidayi il quale nel mezzo scova il liberissimo Villar Rodriguez che appoggia in rete. Minuto 11: cross dalla sinistra del talentuoso Regini e colpo di testa vincente di Ambrogetti. Il Malasyan Indian è a terra ed il resto è solo statistica. Al 24′ c’è gloria anche per Moretti, a segno di testa su calcio d’angolo di Mazzotti, mentre nella ripresa Villar Rodriguez con un bel pallonetto da fuori area trova la doppietta personale (63′). Proprio sul far della sera ecco anche la sesta rete a chiudere il set: cross di Regini ed anche Moretti firma il bis (90′). Ora si inizia a fare sul serio: giovedì sotto con i macedoni del Belasica Strumica.

 

 

Chievo-Cesena:le curve

27 gennaio 2008

Giocare al Bentegodi contro il Chievo non è certo emozionante dal punto di vista del tifo. Tutt’altro scenario quando abbiamo incontrato il Verona,ma questa è un’altra storia, il Verona è ultimo in C1 e speriamo di non doverlo incontrare il prossimo anno. I tifosi del Chievo sono pochi e silenziosi, hanno tante bandierine gialloblu e qualche striscione dei club appesi, ma dal punto di vista del tifo sono davvero poca cosa.

Sciarpata cesenate al Bentegodi contro il Chievo

La Curva Mare versione trasferta conta circa 150 unità, i soliti noti che seguono il Cesena sempre con immutato affetto e passione ovunque. Ed è proprio quella passione che ci ha spinto a cantare per tutta la partita e che non ci ha fatto smettere sulla prima papera di Berti e neanche quando ormai speravamo nel pareggio e sono arrivate le altre due perle del nostro portiere. Al termine della gara i soliti fischi all’indirizzo del terzo tempo, noi riteniamo che sia davvero un’ipocrisia incredibile!

Tifosi del Chievo Verona in casa contro il Cesena

Poi si è levato un "meritiamo di più" che naturalmente non si riferiva alla sconfitta contro il Chievo, ce l’aspettavamo e poi il Cesena se avesse avuto un portiere in porta il pareggio l’avrebbe pure meritato,si riferiva chiaramente al fatto che è ora di porre rimedio a certe mancanze che pure uno spettatore con occhiali scuri e cane pastore al seguito vede da tempo. Noi la serie C non la meritiamo e quando diciamo noi ci riferiamo in particolare a tutti quelli che il Cesena lo amano davvero, che lo seguono sempre nonostante l’ultimo posto in classifica, nonostante si giochi contro un avversario molto più forte di te, nonostante il freddo, nonostante gli stadi scoperti e la pioggia, nonostante le belle giornate e il mare a pochi chilometri, nonostante tutto!

Cesenati a Verona

Il problema portiere

27 gennaio 2008

VERONA. Il protagonista di Chievo Verona-Cesena è indubbiamente Gianluca Berti. Lo è in negativo. Non giocava dal pareggio con lo Spezia, il 1 dicembre 2007. Erano passati quasi due mesi, quindi dalla sua ultima apparizione. Il recupero dall’ennesimo infortunio muscolare non era del tutto completo, ma i problemi al menisco di Sarti hanno costretto Vavassori a richiamare in tutta fretta l’anziano portiere. I risultati, come ha dimostrato il campo, sono stati però del tutto negativi.

Berti è colpevole in occasione del primo gol clivense, realizzato di testa da Moro su calcio d’angolo: l’uscita a vuoto è stata tanto palese quanto goffa. Berti è colpevole sul punto del 3-1, quando un traversone teso in area di rigore è stato respinto a pugni tesi sui piedi dell’accorrente Cossato, bravo a quel punto nel battere a rete. Berti è stato criticabile in almeno altri due interventi, e se pur gli va dato atto di essersi opposto egregiamente a Iunco e Italiano, è vero anche che sulla conclusione di Pellissier ha pregato la traversa perchè respingesse la palla fuori dalla linea di porta. Con Berti in campo la difesa non è serena. Sa che ogni palla spiovente in area è potenzialmente pericolosa. Sopraggiunge il panico. Lo stesso avviene quando gioca Alessio Sarti o Andrea Rossini. Non è questione di una partita: è il verdetto di ben 22 turni.

L’arrivo di un nuovo portiere a questo punto per il Cesena è un imperativo categorico, ed il prezzo da pagare, in caso contrario, potrebbe essere davvero alto.

 

 

Chievo Verona-Cesena, le pagelle

27 gennaio 2008

Berti 4.5: rientra dopo quasi due mesi di assenza e gli esiti sono disastrosi. Esce a vuoto sull’angolo dal quale nasce l’1-0 di Moro, si mostra sempre incerto a parte due parate, e sbaglia la respinta anche in occasione del 3-1 di Cossato. Lui e la Serie B sono al momento totalmente incompatibili.

Cardone 6.5: una buona prova sulla corsia destra, con un pizzico di sofferenza in occasione delle ripartenza clivensi. La sua sostituzione a causa di una botta rimediata nel primo tempo è una tegola pesante per il Cesena. (dal 28′ st Tonucci 6: prova a metterci una pezza. In qualche caso ci riesce, per i miracoli si deve ancora attrezzare).

Doudou 7: schierato al centro è monumentale negli anticipi. Solo una grossa botta in testa (scontro aereo involontario con Rosi) lo riesce mettere fuori causa lasciano in inferiorità numerica la formazione bianconera.

Biasi 5: in un reparto che ha in Doudou e Cardone i suoi pilastri, cioè gente proveniente dalla serie maggiore, inevitabilmente sfigura. Spesso in ritardo, anche fuori tempo quando prova le uscite.

Cortellini 5: inconsistente, leggero, per nulla incisivo e fuori fase in copertura. Al momento non è assolutamente in grado di giocare come terzino.

Campedelli 5: è solo l’ombra del giocatore visto a Modena fino alla scorsa stagione, a causa di una condizione fisica che non c’è. Non lo ammetterà mai, ma starà sicuramente maledicendo l’infortunio rimediato a luglio contro il Villa Verucchio.

De Feudis 6: in mezzo al campo c’è qualcuno che combatte. E’ la dimostrazione che se schierato al centro di una linea a tre (come era quella bianconera quando il Cesena attaccava), con soli compiti di interdizione, sa essere tremendamente efficace.

Salvetti 5: purtroppo evanescente, raramente protagonista dell’azione, imbrigliato bene dal centrocampo stellare del Chievo Verona. Quando i ritmi di gioco sono alti, inevitabilmente va in difficoltà.

Croce 6.5: schierarlo come quarto di centrocampo e contemporaneamente terzo d’attacco è una mossa contemporaneamente sia semplice che geniale. Ripaga il ritorno da titolare con un gol potenzialmente importantissimo, che tiene a galla il Cesena fino agli ultimi dieci minuti. (26′ st Vascak 5.5: entra in una fase dell’incontro molto delicata e non riesce ad incidere in maniera positiva).

Paponi 5: ha una rapidità sorprendente nei movimenti, ma visto che nessuno riesce ad innescarlo a dovere, lui fatica a sacrificarsi per la squadra. (4′ st Djuric 6: picchia e viene picchiato, si batte senza pura, tiene alta la squadra, le permette di guadagnare metri. Ennesima prova priva di fronzoli ma ricca di sostanza).

Moscardelli 6: in attacco è sempre da solo e capisce che davanti non è giornata. Con tanta umiltà si impegna a dare una mano alla difesa.

 

Chievo Verona-Cesena 3-1

26 gennaio 2008

Verona, stadio Bentegodi, sabato 26 gennaio 2008, ore 16. Ventiduesima giornata di campionato, prima di ritorno.

Chievo e Cesena a centrocampo prima del fischio d’inizio

CHIEVO VERONA (4-3-3): Squizzi 5; Moro 6, Mandelli 5.5, Cesar 6, Malagò 6; Ciaramitaro 6.5, Italiano 7, Bentivoglio 7; Luciano 5 (19′ st Rosi 6), Pellissier 6 (40′ st Rickler sv), Iunco 6.5 (29′ st Cossato 7). A disp.: Aldegani, Marchese, Troiano, Biabiany. All.: Iachini.

CESENA (4-4-2); Berti 4.5; Cardone 6.5 (28′ st Tonucci 6), Doudou 7, Biasi 5, Cortellini 5; Campedelli 5, De Feudis 6, Salvetti 5; Croce 6.5 (26′ st Vascak 5.5), Paponi 5 (4′ st Djuric 6), Moscardelli 6. A disp.: Rossini, Sacilotto, Botta, Ola. All.: Vavassori.

ARBITRO: Pinzani di Empoli 5.

RETI: 26′ pt Moro, 40′ pt Croce, 37′ st e 46′ st Cossato.

AMMONITI: Iunco, Doudou, Cesar, Rosi, Biasi, Campedelli, Cortellini.

ESPULSO: 40′ st Mandelli per doppia ammonizione.

NOTE: Giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori presenti 5348 (compresi 3725 abbonati) per un incasso complessivo di 29499,94 euro. Calci d’angolo 7-2 per il Chievo. Recupero: 0′ pt, 5′ st.

 

VERONA. Dare a Cesare quel che è di Cesare ed a Minotti quel che è di Minotti. Se contro il Ravenna i motivi dell’incredibile mancata vittoria sono stati giustamente attribuiti a Giovanni Vavassori ed alle sue scelte tattiche, contro il Chievo sul banco degli imputati finisce il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti. Reo, è il caso di dirlo, di non aver ancora preso un portiere e, almeno fino a sabato scorso, di aver voluto continuare a puntare su Berti.

Giovanni Vavassori in sala stampa cerca di spiegare la sconfitta

E’ stato il campo a dimostrarlo: Gianluca Berti non è all’altezza della Serie B. Troppo evidenti, troppo gravi i suoi errori in occasione del primo e del terzo gol, realizzati rispettivamente da Moro e Cossato. Uscite a vuoto come quella del punto dell’1-0 su calcio d’angolo si vedono probabilmente dalla Seconda Categoria in giù. E respinte come quelle del 3-1, proprio sui piedi dell’avversario in corsa, sono proibite da qualsiasi manuale di calcio. Aggiungiamo a questo che l’assist del 2-1 per Cossato è nato da un maldestro tentativo di deviazione di Nicola Campedelli, capiamo che per il Cesena non era proprio giornata.

 

Si ritrova nuovamente ultima, la squadra bianconera, come prima di Natale, alla vigilia della sfida contro il Treviso. Certo, i play-out sono lì a due punti e la salvezza diretta è solo a +5, due vittorie, niente di impossibile, ma il morale in casa cesenate è decisamente basso. C’è la consapevolezza che tutto sta girando male, e siccome nel calcio non è giustamente ammissibile considerare la malasorte quale entità in grado di determinare il corso degli eventi, è opportuno riflettere sugli errori.

 

Dato per scontato che molto probabilmente non arriverà il regista richiesto da Vavassori, i tifosi bianconeri devono letteralmente pregare che almeno Foschi, se non Minotti, porti a Cesena un portiere sano ed in grado di dare serenità a tutta la retroguardia bianconera. Con Berti, Sarti e Rossini è impossibile salvarsi.

Il campione di ciclismo Michael Rasmussen allo stadio Bentegodi con alcuni giornalisti cesenati

Poi c’è il capitolo infortuni. A Verona ne sono arrivati tre: per i primi due (Paponi e Cardone) c’erano dei cambi a disposizione di Vavassori, ed in qualche modo è stato possibile porvi rimedio. Quando però anche Doudou, nel momento di maggior pressione clivense, è stato costretto ad uscire in barella a causa di un forte colpo al capo, le sostituzioni erano ormai esaurite, anche a causa del non felice cambio Croce-Vascak. Ed il Cesena è rimasto in dieci, privo dei suoi migliori difensori centrali (appunto Cardone e Doudou) e si è fatta sera.

 

I margini per ripartire ci sono, eccome. Il 4-4-2 visto a Verona, con Campedelli e Salvetti nel ruolo di mezze ali e con Croce a fare la spola tra la linea di centrocampo e quella d’attacco, può rappresentare finalmente la quadratura del cerchio. Serve però anche una reazione d’orgoglio di Campedelli e Salvetti, apparsi spenti nell’ultima uscita. Il Messina è alle porte, non manca molto all’ora della verità.

 

Cesena-Ravenna:le curve

21 gennaio 2008

Un derby che mancava da otto anni.Un derby che, a dire il vero, mancava più a loro che a noi. Abbiamo già detto, infatti, che il nostro unico Derby degno di considerazione è quello con il Bologna, ma queste partite comunque rivestono sempre un significato diverso rispetto alle altre.

La curva Mare col Ravenna

I Ravennati versione trasferta sono arrivati a Cesena in circa un migliaio, un buon numero visto l’andamento della squadra giallorossa, ma è pur vero che Ravenna è vicina e che per loro questa partita ha un valore inestimabile. Anche per loro niente striscioni, solo diverse bandierine appese. La prima mezz’ora di gara hanno cantato davvero sempre,poi però hanno cominciato poco alla volta a spegnersi e con l’arrivo della nebbia non si sono più visti nè sentiti.

Ravennati a Cesena

Fuori dalla curva Mare era stato appeso uno striscione che invitava tutti a dare il massimo con la voce e per gran parte del primo tempo il popolo bianconero ha raccolto l’invito. Nel secondo tempo la nostra Curva è calata notevolmente di tono e anche per noi è calata la nebbia.

Ravennati a Cesena con, in piccolo, l’effige di Benito Mussolini raffigurata sulla più piccola delle bandiere italiane

Cesena-Ravenna, le pagelle

20 gennaio 2008
Sarti 5: in un verso o nell’altro, sorride sempre al Ravenna. Dimostra di non avere le carte in regola per un posto da titolare in serie B: alterna una prova buona ad un paio di sabati ricchi di incertezze. Fatale l’uscita a vuoto che permette a Succi mettere in mezzo la palla del vantaggio ospite. In aggiunta si fa pure male su quell’azione ed è costretto ad abbandonare il campo. (24′ st Rossini 6: è il baby dei derby. Ovviamente la cadetteria è ancora tremendamente troppo grande e ricca di insidie per lui, che talvolta commette ancora gravi ingenuità. Eppure su tre presenze ha subito un solo gol, su rigore, contro il Brescia);
Doudou 6.5: il suo rientro è determinante per mettere in regola la difesa bianconera. Esperienza e personalità, abbinate ad un tempismo sempre ottimale, sono le sue doti che lo fanno prevalere sui difensori ospiti nonostante l’età.
Cardone 6.5: il faro del reparto difensivo bianconero, ha una sola pecca: si fa sorprendere da Sforzini in occasione del gol giallorosso. Ma in quell’occasione la colpa principale è del portiere che non è in porta.
Biasi 5.5: incerto, non ancora al meglio della condizione fisica, si fa spesso prendere il tempo. Non è un caso che dalla sua corsia nasca la combinazione Sciaccaluga-Succi fatale per i colori bianconeri.

Biserni 6: il suo modo di giocare non è sicuramente appariscente, e ad inizio partita paga anche un risentimento muscolare all’adduttore. Però si piazza esterno di centrocampo e contiene bene le folate offensive degli avversari. Manca solo in occasione del gol subito.

Il presidente Igor Campedelli a fine gara

Campedelli 6: è solo un lontano parente del Campedelli ammirato negli scorci di campionato contro Chievo, Bologna ed Albinoleffe. La posizione in campo, esterno di destra nella linea a quattro, non lo aiuta di certo a rendere al meglio.
De Feudis 6: recupera tanti palloni, sfruttando cioè la sua caratteristica migliore, l’abilità nelle interdizioni. Poi però è quasi nullo quando è chiamato ad impostare il gioco: anche in questo caso le colpe non sono tutte le sue.
Botta 5: piuttosto invisibile nel settore mediano del campo, è l’elemento più debole di tutta l’intelaiatura bianconera. E’ un uomo di fiducia di Vavassori così come Mezavilla lo era di Castori: in quel settore del campo il Cesena paga dazio alle simpatie.
Salvetti 6: schierato fuori ruolo, è l’unico che ha nei piedi la dinamite per far crollare il bunker di Pagliari. Purtroppo poco più indietro di lui non c’è nessuno in grado di fornire l’innesco.
Moscardelli 6: potenzialmente sempre letale, si guadagna, anche se su rigore, la decima segnatura stagionale. Devastante in ogni posizione del campo: peccato che Vavassori lo impieghi più come tornante che come centravanti.
Paponi 5.5: molto solo in avanti, sembra il Moscardelli delle prime partite, quando non riceveva un pallone giocabile che fosse uno. (22′ st Djuric 5.5: entra nella nebbia, e non riesce a fare molto meglio del suo predecessore Paponi.).

Cesena-Ravenna 1-1

20 gennaio 2008

Cesena, sabato 19 gennaio 2008 ore 16, stadio Dino Manuzzi, ventunesima ed ultima giornata d’andata.

Cesena e Ravenna a centrocampo prima del fischio d’inizio

CESENA (3-4-3): Sarti 5 (24′ st Rossini 6); Doudou 6.5, Cardone 6.5,
Biasi 5.5; Campedelli 6, De Feudis 6, Botta 5, Biserni 6; Salvetti 6
Moscardelli 6, Paponi 5.5 (22′ st Djuric 5.5). In panchina: Cortellini, Ola, Croce, Sacilotto, Vascak. All.: Vavasori.

RAVENNA: Capecchi 6; Pivotto 6, Cosenza 6, Anzalone 6.5, Fasano 5;
Pizzolla 5.5, Rossetti 6, Sciaccaluga 6.5 (36′ st Olive sv), Barillà 6;
Sforzini 6.5 (45′ st Toledo sv), Succi 5. In panchina: Pardini, Olive, Aloe, Chianese, Buscaroli, Iuliano, Toledo. All.: Simionato (Pagliari squalificato).

ARBITRO: Giannoccaro di Lecce 6.
RETI: 18′ pt Sforzini, 48′ pt (rig.) Moscardelli.
AMMONITI: Barillà, Paponi, Fasano, Cosenza, Sforzini, Campedelli, Djuric.

NOTE: Pomeriggio inizialmente soleggiato poi nebbia fitta, terreno in
discrete condizioni. Spettatori paganti 9420 (compreso 4783 abbonati),
per un incasso complessivo di 75205,09 euro. Angoli 8-3 per il Cesena.
Recupero: pt 5′, st 5′.

CESENA. Troppo facile dare la colpa a Vavassori. Troppo facile dire che l’allenatore bianconero contro il Ravenna si è mostrato più ostinato di Castori non perservare nelle scelte iniziali. Troppo facile perchè è ai limiti dell’assurdo che uno come Giovanni Vavassori in grado di trasfomare una squadra allo sbando come era il Cesena tra ottobre e novembre in una macchina da gol come il Cesena di fine dicembre possa davvero essere così miope. Tanto da non vedere che quel 4-3-3, così fatto, costringe ad inutii sacrifici Moscardelli, rende inutile Salvetti, non valorizza Campedelli e soprattutto pone in cabina di regia due come De Feudis e Botta che tutto saranno fuorchè registi.

Meglio quindi aspettare ancora un po’ per capire bene cosa sta succedendo al Cesena. Sarebbe imperdonabile già attaccare il "salvatore della patria Vavassori" e poi doversi correggere fra un mese. Quindi procediamo con prudenza. Limitiamoci a dire che il Cesena visto a Piacenza e con il Ravenna è stato soporifero come il Tg1, malinconico come il Tg2, privo di spunti come il Tg3 (per la par condicio ;) ).

Le analisi tecnico-tattiche della partita (o meglio, della parte di partita non annullata dalla nebbia), sono talmente palesi che è quasi inutile riportarle. Resta da capire come mai Sciaccaluga, l’unico di una certa qualità del vecchio Ravenna (adesso si sono aggiunti Rossetti e Sforzini) abbia potuto dare indisturbato il là all’azione del gol ospite, come mai a sinistra non c’era praticamente nessuno, come mai Sarti è uscito a farfalle su Succi e perchè Cardone si arrivato tardi su Sforzini.

Già, Alessio Sarti. Buona riserva per la B, titolare per la C. Portiere come Gianni Indiveri (solo tecnicamente, per fortuna, non dal punto di vista personale), bravo in terza serie, limitato in cadetteria. C’è da sperare che il suo sospetto stiramento al mediano collaterale del ginocchio sinistro non sia nulla di grave. Rossini ha dimostrato anche ieri di essere troppo acerbo per la B, e la sua fortuna è che nelle tre partite sin qui disputate, gli avversari (di tutto ripetto come Bologna, Brescia e Ravenna) non hanno quasi mai tirato in porta. Berti come è messo fisicamente? Riuscirà a rientrare a Verona ed a resistere senza rompersi fino a fine campionato? Interrogativo di difficile risoluzione.

Intanto c’è da lavorare, sul campo e sul mercato. Che serve un mediano l’ha capito anche la società. Si pensa a Pestrin, ma ci accontenteremmo anche di qualcosa in meno. Forse sarebbe il caso di prendere anche un portiere, ma evidentemente la dirigenza bianconera non la pensa così. E poi c’è la storia Greco. Se arrivasse a Cesena, potrebbe giocare con Salvetti? Attendiamo con curiosità e tensione lo svolgersi degli eventi.