Verona, stadio Bentegodi, sabato 26 gennaio 2008, ore 16. Ventiduesima giornata di campionato, prima di ritorno.

Chievo e Cesena a centrocampo prima del fischio d’inizio
CHIEVO VERONA (4-3-3): Squizzi 5; Moro 6, Mandelli 5.5, Cesar 6, Malagò 6; Ciaramitaro 6.5, Italiano 7, Bentivoglio 7; Luciano 5 (19′ st Rosi 6), Pellissier 6 (40′ st Rickler sv), Iunco 6.5 (29′ st Cossato 7). A disp.: Aldegani, Marchese, Troiano, Biabiany. All.: Iachini.
CESENA (4-4-2); Berti 4.5; Cardone 6.5 (28′ st Tonucci 6), Doudou 7, Biasi 5, Cortellini 5; Campedelli 5, De Feudis 6, Salvetti 5; Croce 6.5 (26′ st Vascak 5.5), Paponi 5 (4′ st Djuric 6), Moscardelli 6. A disp.: Rossini, Sacilotto, Botta, Ola. All.: Vavassori.
ARBITRO: Pinzani di Empoli 5.
RETI: 26′ pt Moro, 40′ pt Croce, 37′ st e 46′ st Cossato.
AMMONITI: Iunco, Doudou, Cesar, Rosi, Biasi, Campedelli, Cortellini.
ESPULSO: 40′ st Mandelli per doppia ammonizione.
NOTE: Giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori presenti 5348 (compresi 3725 abbonati) per un incasso complessivo di 29499,94 euro. Calci d’angolo 7-2 per il Chievo. Recupero: 0′ pt, 5′ st.
VERONA. Dare a Cesare quel che è di Cesare ed a Minotti quel che è di Minotti. Se contro il Ravenna i motivi dell’incredibile mancata vittoria sono stati giustamente attribuiti a Giovanni Vavassori ed alle sue scelte tattiche, contro il Chievo sul banco degli imputati finisce il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti. Reo, è il caso di dirlo, di non aver ancora preso un portiere e, almeno fino a sabato scorso, di aver voluto continuare a puntare su Berti.

Giovanni Vavassori in sala stampa cerca di spiegare la sconfitta
E’ stato il campo a dimostrarlo: Gianluca Berti non è all’altezza della Serie B. Troppo evidenti, troppo gravi i suoi errori in occasione del primo e del terzo gol, realizzati rispettivamente da Moro e Cossato. Uscite a vuoto come quella del punto dell’1-0 su calcio d’angolo si vedono probabilmente dalla Seconda Categoria in giù. E respinte come quelle del 3-1, proprio sui piedi dell’avversario in corsa, sono proibite da qualsiasi manuale di calcio. Aggiungiamo a questo che l’assist del 2-1 per Cossato è nato da un maldestro tentativo di deviazione di Nicola Campedelli, capiamo che per il Cesena non era proprio giornata.
Si ritrova nuovamente ultima, la squadra bianconera, come prima di Natale, alla vigilia della sfida contro il Treviso. Certo, i play-out sono lì a due punti e la salvezza diretta è solo a +5, due vittorie, niente di impossibile, ma il morale in casa cesenate è decisamente basso. C’è la consapevolezza che tutto sta girando male, e siccome nel calcio non è giustamente ammissibile considerare la malasorte quale entità in grado di determinare il corso degli eventi, è opportuno riflettere sugli errori.
Dato per scontato che molto probabilmente non arriverà il regista richiesto da Vavassori, i tifosi bianconeri devono letteralmente pregare che almeno Foschi, se non Minotti, porti a Cesena un portiere sano ed in grado di dare serenità a tutta la retroguardia bianconera. Con Berti, Sarti e Rossini è impossibile salvarsi.

Il campione di ciclismo Michael Rasmussen allo stadio Bentegodi con alcuni giornalisti cesenati
Poi c’è il capitolo infortuni. A Verona ne sono arrivati tre: per i primi due (Paponi e Cardone) c’erano dei cambi a disposizione di Vavassori, ed in qualche modo è stato possibile porvi rimedio. Quando però anche Doudou, nel momento di maggior pressione clivense, è stato costretto ad uscire in barella a causa di un forte colpo al capo, le sostituzioni erano ormai esaurite, anche a causa del non felice cambio Croce-Vascak. Ed il Cesena è rimasto in dieci, privo dei suoi migliori difensori centrali (appunto Cardone e Doudou) e si è fatta sera.
I margini per ripartire ci sono, eccome. Il 4-4-2 visto a Verona, con Campedelli e Salvetti nel ruolo di mezze ali e con Croce a fare la spola tra la linea di centrocampo e quella d’attacco, può rappresentare finalmente la quadratura del cerchio. Serve però anche una reazione d’orgoglio di Campedelli e Salvetti, apparsi spenti nell’ultima uscita. Il Messina è alle porte, non manca molto all’ora della verità.