Rimini, impianto sportivo parrocchiale “Romeo Neri”, quattordicesima giornata di campionato, sabato 10 novembre 2007, ore 16.

Rimini e Cesena a centrocampo prima dell’inizio dell’incontro
RIMINI (4-2-3-1): Consigli; Vitiello, Milone, Peccarisi (29′ st Porchia), Regonesi; Cardinale, Lunardini; Valiani, Ricchiuti (25′ st La Camera), Pagano (38′ st Pagano); Jeda. A disp.: Pugliesi, Bravo, Vantaggiato, Paraschiv. All.: Acori.
CESENA (4-3-3): Berti 5.5; Turati 4, Ola 3, Biasi 5, Cortellini 3.5; Mezavilla 4 (1′ st Ferretti 5), De Feudis 5, Botta 5; Vascak 4 (1′ st Piccoli 5), Moscardelli 5.5, Croce 5 (15′ st Sacilotto sv). A disp.: Rossini, Lauro, Aurelio, Doudou. All.: Castori.
ARBITRO: Giannoccaro di Lecce.
RETI: 24′ pt Biasi (aut.), 33′ pt Moscardelli (rig.), 35′ pt Jeda, 41′ pt Rocchiuti, 11′ st Jeda.
AMMONITI: Pagano, Vascak, Botta, Ola, Sacilotto.
NOTE: Stadio fatiscente, terreno in buone condizioni. Spettatori ed incasso non comunicati. Calci d’angolo 9-1 per il Rimini. Recupero: 1′ pt, 3′ st.
RIMINI. Nel giorno della verità, crolla miseramente il Cesena di Castori. Ed al Romeo Neri, da qualcuno ribattezzato “Romeno” Neri vista l’inadeguatezza dell’impianto, si chiude probabilmente un’epoca per i colori bianconeri. Con ogni probabilità da domani Fabrizio Castori non sarà più l’allenatore del Cesena. Un contratto ancora lo lega alla società romagnola fino al 2010, ma l’evidenza della sconfitta di Rimini pesa ormai come un macigno. Per avere l’ufficialità della notizia occorrerà attendere la giornata di domani, domenica, poiché il ds in pectore del Cesena, Rino Foschi, in questi minuti è impegnato a Palermo con la sfida al Napoli.

Castori in sala stampa, forse per l’ultimo commento
Si parte con un Cesena volenteroso, ma la formazione è completamente sbagliata. Castori si intestardisce nel dar fiducia a Ola in difesa, Mezavilla a centrocampo e Vascak in attacco. Ovviamente con risultati disastrosi. La difesa è di burro, ed anche una formazione di Centro Sportivo sarebbe in grado di segnare a questa squadra. Ci si mettono poi Cortellini e Turati, semplicemente impresentabili, sempre fuori posizione, nulli in fase offensiva. Nel mezzo Botta e De Feudis fanno quello che possono, ma due perni del genere senza aiuto ai fianchi finiscono per essere travolti dall’impeto avversario. Croce e Moscardelli fanno quello che possono, lasciati a lungo soli, e non a caso da una loro combinazione nasce il gol che porta al provvisorio pareggio. Vascak ha giocato e segnato anche in Champion’s League, e questo è un punto di demerito per la maggiore competizione europea. Che ci pone però un dubbio: com’è stato possibile?
Castori finisce così per pagare colpe non solo sue. Il suo demerito più grave è stato quello di credere in giocatori che non hanno dimostrato di meritare la sua fiducia. Le conferme di Ola e Mezavilla le ha volute lui, la partenza di Zaninelli ed il non ritorno di Bernacci (a segno anche oggi, siamo già a sei reti, grande Airone!) sono state altresì applicazioni della sua volontà. L’altra grande colpa è stata quella di non essere più riuscito a parlare la lingua dei giocatori. Che nelle ultime tre uscite hanno dimostrato di non saperlo più seguire. Non si immedesimano nei suoi schemi, non capiscono le sue direttive. Non hanno fiducia nelle sue scelte. Capiscono che il gruppo ha forti limiti, e non sanno spiegarsi certe scelte. Perchè Aurelio non ha quasi mai giocato? Perchè Sacilotto entra sul 4-1? Perchè Piccoli? E così via. Questo ha decretato la fine di una bellissima favola.
Magari domani scopriremo di esserci sbagliati. Che Castori sarà confermato da Lugaresi e domenica batterà lo Spezia, e poi inizierà una fantastica rimonta verso una salvezza che oggi appare una missione impossibile.
Magari.
Ce lo auguriamo. Ma ammettiamo di non crederci tanto.