Archivio di ottobre 2007

Cesena-Bari, le pagelle

21 ottobre 2007

Berti 5. Incerto sulle uscite, dai suoi errori nasce una delle più pericolose occasioni per il Bari. Costretto ad abbandonare il campo dopo nemmeno un’ora di gioco per il solito infortunio muscolare, fa sorgere più di qualche dubbio sulla sua relate tenuta fisica e mentale a 40 anni suonati. Dal 14′ st Sarti sv. Si annoia tanto, perchè la palla la vede solo di lontano, con i pugliesi impegnati costantemente nell’altra metà di campo.
Turati 6. Spinge tantissimo, tanto che spesso raddoppia Croce e si guadagna il fondo del campo. Poco impegnato in fase difensiva.
Ola 6. Stilisticamente non è mai bello, ma questo è un discorso vecchio e soprattutto che non conta. Qualche volte negli interventi è un po’ meno efficace, ed in questo caso la lacuna è decisamente più grave.
Biasi 6.5. Il suo ritorno in campo dopo il turno di squalifica porta serenità alla difesa bianconera. Ogni palla è la sua, e non concede sbavature.
Cortellini 5.5. In difesa concede troppo spazio ad un terribile Tabbiani, in avanti è spesso impreciso. Prova di quantità ma contro avversari coriacei e catenacciari come il Bari servirebbe maggiormente la qualità.
Sacilotto 6. Prova ordinata e sapiente per la mezzala brasiliana che in almeno due occasioni, di testa, sfiora il secondo gol consecutivo. Nella ripresa arretra leggermente per garantire più copertura ad un centrocampo molto sbilanciato in avanti. Dal 32′ st Mezavilla sv. Un quarto d’ora in campo senza lasciare il segno.

Andrea Ferretti

De Feudis 6.5. Prestazione da molti criticata, quella del piccolo regista milanese, ma se meno appariscente del solito non per questo meno efficace. A centrocampo resta comunque insostituibile.
Salvetti 6. Rientro tra luci ed ombre, ma quelle luci, anche se poche, sono sempre in grado di illuminare il pomeriggio bianconero. E proprio da una sua inzuccata arriva il palo che avrebbe potuto cambiare il corso dell’incontro.
Piccoli 5.5. Enigmatico. Rispetto alla prova con il Modena sembra decisamente più volitivo, ma il risultato è comunque ampiamente deludente. Dal 1′ st Ferretti 6. Meriterebbe anche mezzo punto in più, perchè il suo ingresso cambia la partita. Ma il gol sbagliato solo davanti a Gillet pesa come un macigno sul suo bilancio di giornata.
Moscardelli 6. Prova a colpire da ogni posizione, si batte come un leone, ma si mostra troppo individualista e finisce lui stesso per rimetterci.
Croce 6
. Trova in Turati un valido alleato sulla corsia di destra, ma non riesce mai a gettare lo scompiglio nella fitta difesa biancorossa.

Cesena-Bari 0-0

21 ottobre 2007

Cesena, sabato 20 ottobre 2007, stadio Dino Manuzzi, decima giornata di campionato, ore 16.

Cesena e Bari a centrocampo

Cesena e Bari a centrocampo al calcio d’inizio della ripresa

CESENA (4-3-3): Berti 5 (14′ st Sarti sv); Turati 6, Ola 6, Biasi 6.5, Cortellini 5.5; Sacilotto 6 (32′ st Mezavilla sv), De Feudis 6.5, Salvetti 6; Piccoli 5.5 (1′ st Ferretti 6), Moscardelli 6, Croce 6.
A disp.: Jidayi, Vascak, Biserni, Botta.
All.: Castori.

BARI (4-4-2): Gillet 8; Di Dio 5.5, Stellini 5, Belmonte 6, Loseto 6 (48′ st Esposito sv); Tabbiani 6.5 (42′ st Lanzafame sv), Gazzi 6, Rajcic 6, Galasso 5.5; Donda 5 (27′ st Carozza 6), Santoruvo 6.
A disp.: Spadavecchia, Allegrini, Fiorentino, Cavalli.
All.: Materazzi.

ARBITRO: Salati di Trento 6.

NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno scivoloso. Spettatori paganti 6182 (1445 paganti e 4683 abbonati) per un incasso complessivo di 35260,09 euro. Ammoniti: Rajcic, Donda, Santoruvo. Calci d’angolo: 5-1 per il Cesena. Recupero: 2′ pt, 4′ st. Prima della partita Marino Vernocchi, vicepresidente bianconero, premia Fabrizio Castori per le sue duecento presenze sulla panchina bianconera, tra campionato, play-off e Coppa Italia sia di Serie B che Serie C. Il Cesena indossava una speciale maglia a larghe bande bianconere per commemorare i cento anni dalla nascita dello storico presidente Dino Manuzzi.
CESENA. Questo Cesena non sa più vincere. Ormai il digiuno dai tre punti sta assumendo proporzioni bibliche, termine quanto mai appropriato dal momento che la passione bianconera non si compie dall’ultimo venerdì santo. Era il 6 aprile, e Salvetti dopo appena cinque minuti freddò il Modena. Poi un finale di campionato giocato coi bambini in campo, ed ora un nuovo, difficilissimo, avvio di stagione: dopo dieci turni la squadra di Castori è ancora l’unica senza vittorie.
Limiti. La crescita nell’ultimo mese c’è stata, come richiesto dal tecnico marchigiano, ma si tratta di una considerazione che non può essere ripetuta in eterno. Contro il Bari serviva solo una vittoria, ed invece il catenaccio di Materazzi ha prevalso sullo sterile attacco bianconero. E’ arrivato il terzo pareggio a reti bianche della stagione dopo quelli con Grosseto e Bologna, mentre nelle ultime cinque gare il Cesena è andato in gol solo due volte: contro il Brescia con Moscardelli su rigore, a Modena grazie all’eurogol di Sacilotto. Tutto ciò evidenzia che la crescita bianconera, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, evidentemente non è ancora completa. La difesa è a posto (tre reti subite negli ultimi 450′), ma senza fare gol le partite non si vincono, al massimo si pareggiano: proprio quello che sta succedendo al Cesena, giunto alla settima “ics” stagionale su un totale di dieci gare.

Fiducia. L’impressione è però quella che una volta sbloccatosi, anche dal punto di vista mentale, il Cesena possa iniziare a correre. Fabrizio Castori si è detto contento per aver dimostrato di potersi giocare la vittoria contro chiunque, ed il clima nell’ambiente bianconero resta ancora piuttosto sereno, molto più di quanto non lo fosse un mese fa. Eppure la classifica è eloquente: terzultimo posto, alle spalle anche di squadre che pur essendo attualmente molto più in difficoltà del Cesena, posso far affidamento sul preziosissimo tesoro derivante dalle vittorie comunque conquistate.

Moduli. Le considerazioni di carattere generale lasciano infine spazio alla doverosa analisi di quanto successo in campo. E’ sotto gli occhi di tutti che Moscardelli, per quanto sempre pericolosissimo con la palla, non fa per nulla per far reparto. Spesso si lascia vincere da uno spropositato egoismo, intestardendosi in giocate a vicolo cieco. Anche per questo, la presenza al suo fianco di uno come Andrea Ferretti ridisegna completamente il volto dell’attacco romagnolo. In altre parole il 4-4-2 in questo momento sembra il modulo migliore, anche a costo di sacrificare capitan Salvetti in una posizione che il talento forlivese non sente sua. E’ questo il nodo principale che attende al varco Fabrizio Castori, dalla cui risoluzione dipende il rilancio di una squadra anoressica.

Modena-Cesena, le curve

15 ottobre 2007

Per quanto interessante possa essere stato sul campo, sulle curve il derby del Braglia ha sostanzialmente deluso. Ma la colpa non è dei tifosi, o meglio, direttamente non dei tifosi presenti ieri sugli spalti. Nessuno striscione, nessun messaggio sbeffeggiatorio e pungente come quelli visti lo scorso anno, niente di niente. Solo qualche bella bandiera gialloblu nella curva modenese, e per il resto solo sciarpe. Un po’ scialba anche la prestazione canora dei nostri, troppo spesso condizionati dall’andamento della partita in campo.

Il punto sul quale riflettere però è un altro.

Cesenati a Modena

Cesenati a Modena

La filosofia del Bronx Vigne, senza pretendere di insegnare o peggio imporre niente a nessuno, è sempre stata quella di andare allo stadio per tifare e divertirsi. Sostenere la squadra mantenedo quello spirito di gruppo e di amicizia, quell’unità che per noi costituisce un valore unico ed irrinunciabile. Se e quando questi elementi verranno a mancare, allora sarà quello il momento giusto per noi per riporre definitivamente lo striscione in un baule al riparo dalla polvere ed accomodarci davanti alla tv.

Purtroppo, in Italia, non è per tutti così. Lo stadio è diventato il pretesto per vere azioni criminali, con motivazioni che vanno dall’ideologico all’economico. Il potere dei soldi ha fatto breccia da tempo nelle curve. La stupidità razzista, che va oltre un genuino (criticabile, ci mancherebbe, ma pur sempre genuino) campanilismo, è un altro elemento ormai incontrollato. Accade quindi che si parta per una trasferta con coltelli e machete, con molotov ed altre armi più o meno improprie, che si organizzino vere e propri assalti con tanto di pistola o per rubare uno striscione o per punire il responsabile economico di una curva.

Modenesi col Cesena al Braglia

Modenesi in casa col Cesena

Va detto: per colpa di questa gente i tifosi (e non parliamo dei soli ultras, ma di tutti) oggi devono subire mille umiliazioni quando si recano all’interno di uno stadio. Ci sono meno controlli per entrare in banca. E questo non deve suonare nemmeno come una assoluzione delle divise blu o di chi gioverna il calcio. L’inettitudine, l’apatia, l’inefficacia, l’indifferenza di questi soggetti nei confronti di chi stava rovinando il mondo delle curve italiane è alla base di questa situazione.

Ora si interviene, ma la malattia è ormai troppo avanzata. E’ arrivato un giro di vite impressionante. Paghiamo tutti.

Se il derby di Modena sugli spalti ha deluso, la colpa è di questi soggetti.

Modena-Cesena, le pagelle

14 ottobre 2007

Berti 6.5. Sicuro su Pinardi ad inizio partita, si mostra completamente recuperato dal punto di vista fisico e reattivo da quello mentale. Troppe menti criminali nelle ultime uscite lo hanno fischiato, ma il riscatto del Cesena parte proprio dal suo estremo difensore.

Biserni 6. nei primi minuti sembra soccombere sulle palle alte a causa dei non troppi centimetri d’altezza, sbaglia un goffo rinvio, poi riesce ad alleggerire la pressione dal suo lato e tutto sommato centra un prestazione dignitosa. (Dal 32’ st Jidayi 6. Esordio in serie B per il giovane difensore ravennate, di padre nigeriano, che conferma quanto di buono si dice sul suo conto: spinta, dinamismo ed attenzione in fase difensiva).

Turati 6. Tutto bene in difesa, eccezion fatta per il rigore, quando si aggrappa letteralmente a Bruno, facendolo crollare come se fosse stato colpito a morte. Rovina in questo modo davvero ingenuo una prestazione davvero gagliarda.

Ola 6.5. Quando calcia la palla non ci va tanto per il sottile e finisce spesso per alzarla a campanile, come in occasione dell’insistita azione modenese che porta al rigore trasformato da Pinardi. Per il resto però non concede nulla e si produce in decisivi interventi salva-tutto.

Cortellini 6. I primi setti minuti sono di completa sofferenza, con Giampà che si posiziona larghissimo e che sembra quasi inafferrabile. Poi il terzino bresciano prende le misure all’esterno modenese condannandolo ad uscire, a fine primo tempo, nel più completo anonimato.

Sacilotto 7. La sorpresa di giornata, a dispetto di chi lo critica pregiudizievolmente. C’è il gol, certo, ad impreziosire una giornata nella quale era arrivato anche il ritorno da titolare, ma non solo: tanta gamba a centrocampo, belle invenzioni, aperture, e pochi servizi. Castori, ancora una volta, ha visto giusto nel dare fiducia a questo giovane brasiliano proveniente dall’Eccellenza umbra.

De Feudis 7.5. Un leone, il migliore, un gladiatore, un esempio per tutti. Sembra possedere il dono dell’ubiquità, a centrocampo interviene su ogni palla, ci mette sempre la gamba, e prova anche a cercare, con due splendide staffilate che fanno la barba alla traversa, il gol del possibile 1-2.

Alessandro Burioli intervista Giuseppe De Feudis

Alessandro Burioli intervista Giuseppe De Feudis

Botta 7. prova sopra le righe per l’ex grifone, che a centrocampo si conferma ai livelli di De Feudis e Sacilotto. Chiude da mezzala, stremato, ma con tanto orgoglio. (Dal 41’ st Ferretti sv. Entra probabilmente un po’ troppo tardi per poter incidere sull’incontro).

Piccoli 4.5. evanescente, ineffabile, invisibile. La faccia scura del Cesena sorridente di Modena. Non tocca un pallone degno di questo nome in tutta l’ora abbondante nella quale resta in campo. Forse sarà anche l’anno buono per lui. Speriamo non il prossimo. (Dal 22’ st Mezavilla 6. Entra a dar manforte al centrocampo, compito assolto senza sbavature).

Moscardelli 6. E’ lui a dare il via alla rumba bianconera. E’ sempre talmente solo che quando ha la palla prova a scartare tutti, a volte eccedendo anche nei dribbling. Quando però serve i propri compagni, prima il Cesena sfiora il gol con Croce, quindi Sacilotto gonfia la rete.

Croce 6.5. Prima frazione con le bollicine, ripresa segnata da una certa stanchezza fisica. Il passo però sembra essere quello giusto per poter regalare soddisfazioni ai colori bianconeri.

Modena-Cesena 1-1

14 ottobre 2007

Modena, stadio Braglia, domenica 14 ottobre 2007, ore 15.

Modena e Cesena a centrocampo

RETI: Sacilotto al 29′ pt, Pinardi (rig.) al 10′ st.

MODENA (4-2-3-1): Frezzolini 6; Antonazzo 5, Frey 6.5, Gozzi 6, Tamburini 6; Pani 5.5 (1’ st Longo 5), Luisi 6; Giampà 5.5 (1’ st Okaka), Pinardi 6, Fantini 5 (18’ st Gilioli 5). Bruno 5.5. A disp.: Rolli, Perna, Colacone, Koffi. All.: Mutti.

CESENA (4-3-3): Berti 6.5; Biserni 6 (32’ st Jidayi 6), Turati 6, Ola 6.5, Cortellini 6; Sacilotto 7, De Feudis 7.5, Botta 7 (41’ st Ferretti sc); Piccoli 4.5 (22’ st Mezavilla 6), Moscardelli 6, Croce 6.5. A disp.: Sarti, Tonucci, Caidi, Aurelio. All.: Castori.

ARBITRO: Gervasoni di Modena 6.

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori presenti 3000 circa, incasso non comunicato. Ammoniti: Pani, Croce, Moscardelli, Sacilotto, De Feudis, Cortellini. Espulso: 38’ st Tamburini per doppia ammonizione. Angoli. 4-0 per il Cesena. Recupero: 3′ pt, 3′ st.

MODENA. Il periodo nero è alle spalle. E’ presto per dirlo? Certamente una vittoria sabato prossimo contro il Bari contribuirebbe non poco a confermare questa tesi, ma gli ultimi tre pareggi sono probabilmente più che sufficienti per sbilanciarsi. Il Cesena visto al Braglia è una squadra tonica, viva, che nonostante i tanti assenti mostra di godere di buona salute e di un discreto tasso tecnico oltre che agonistico. Tre titolari, di cui due di grosso calibro come Salvetti e Campedelli più Biasi, non si possono regalare a nessuno, ma la formazione di Castori ha mostrato un cuore ed una grinta incommensurabili, riuscendo a dominare l’incontro. Ed alla fine i rimpianti e le recriminazioni per la mancata vittoria sono il segno più evidente di come la situazione sia cambiata rispetto anche solamente a qualche settimana fa.

Ottimismo. Castori è estremamente sereno appena guadagna la sala stampa. Un umore del genere per un allenatore che non vince da 18 turni, cioè da più di sei mesi, va interpretato in un solo modo: il periodo più nero è alle spalle e sabato prossimo inizierà il vero campionato del Cesena. ”E’ stata davvero una bella partita – spiega l’allenatore dei romagnoli – nella quale abbiamo tenuto bene il campo, disputando quindi un’ottima gara e raggiungendo il gol al termine di una bellissima azione. Peccato per essere stati raggiunti su un rigore perlomeno discutibile: però la grande prestazione ha confermato tutti i nostri progressi. Meglio di così non avremmo potuto giocare”.

Centrocampo eccezionale. Campedelli tornerà nell’anno nuovo, Salvetti sarà di nuovo in campo quando riuscirà a stringere maggiormente i denti: nel frattempo il Cesena scopre di avere un centrocampo sicuramente meno dotato tecnicamente ma fortissimo dal punto di vista agonistico. De Feudis nel mezzo è una vera furia divina, si sta confermando a livelli altissimi: forte, umile, sempre concentrato, lascia poco spazio alle frivolezze e punta sempre all’essenziale, con ottimi risultati. Botta si sta finalmente facendo apprezzare per quello che vale, spiegando a tutti perché a Genoa anno scorso Gasperini gli accordava spesso la sua fiducia. E poi c’è Gabriel Luis Sacilotto, l’ennesima scommessa vinta da Fabrizio Castori e dal suo procuratore, Andrea Cattoli, che due anni orsono lo prese da una sconosciuta squadra di Eccellenza umbra, il Valfabbrica, per portarlo in riva al Savio. Superati alcuni limiti caratteriali, connessi anche alla giovane età, Sacilotto si sta mostrando valido gladiatore nel settore di mezzo, sempre pronto a colpire a rete.

Schemi castorizzati. Esaurito il micidiale filotto Albinoleffe-Bologna-Brescia-Modena, con soli tre punti ma con molta più sostanza mostrata in campo, Castori spiega anche la chiave di lettura di questa sorte di metamorfosi bianconera: ”Le mie squadre voglio che giochino a memoria, abbiamo schemi e situazioni predefinite sulle quale i giocatori devono imparare come comportarsi – conclude l’allenatore bianconero – e fare tutto questo con una squadra completamente rinnovata non era semplice. Mi sono trovato il 31 agosto con 15 giocatori nuovi: non ho la bacchetta magica, certi risultati si raggiungono solo col lavoro”. Quest’ultima affermazione di Castori merita di essere meglio analizzata. Racchiude il perché di un avvio decisamente difficile. Tanti volti nuovi sono difficile da amalgamare in pochi giorni, in poche settimane. Servono giorni e giorni di lavoro. Tutto vero. Restano però due considerazioni, espresse su questo sito in tempo non sospetto e che non devono essere dimenticate nemmeno ora che tutto sta prendendo una piega positiva. La prima è relativa alla condizione atletica. Rispetto a fine agosto è decisamente migliorata, questo è fuori di dubbio. Ciò non toglie che Farnedi abbia portato questa squadra in una condizione accettabile comunque con un mese e mezzo di ritardo. La seconda verte sulla fiducia a Castori. Castori non si tocca, si era detto. Il progetto c’era, era evidente anche all’indomani del bruttissimo pareggio interno con il Vicenza, dopo la sconfitta con il Pisa. Era dura non vederlo. Eppure da ogni parte piovevano critiche gratuite, ingiustificate e soprattutto ingrate. Così come è un imbecille, e non c’è altro termine per definirlo, chi fischia Berti nel pre partita, come avvenuto col Brescia. Con il solo risultato di togliere serenità ad una delle pedine più importanti di tutto il Cesena. Siamo autolesionisti, bisogna ammetterlo. Per fortuna, ci penserà il campo a zittire chi non merita di essere nato in questo città.

Condoglianze

9 ottobre 2007

Ieri sera, durante la partita di calcetto di beneficenza svoltasi al Carisport di Cesena è mancato improvvisamente all’affetto dei suoi cari l’ex giocatore bianconero Fulvio Zuccheri. Il Bronx Vigne esprime sentite condoglianze alla famiglia.

CESENA-BRESCIA: le curve

7 ottobre 2007

Cesena e Brescia sono gemellate da tempi immemorabili ed è sempre bello incontrarsi con chi condivide una passione, un modo di vivere. E’ sempre bello incontrarsi prima della partita a bere insieme e raccontarsi le proprie vicende da stadio e di vita. Una volta, prima della “repressione”, si poteva “gemellarsi” in campo prima della partita, incontrandosi con le bandiere bianconere e biancoazzurre. Adesso no, adesso le bandiere sono pericolose.

Ieri pomeriggio al Manuzzi la partita sembrava per pochi intimi,in curva Mare si stava larghi come ai tempi di Cesena-Padova in serie C. Come a ribadire nuovamente che il Cesena si segue solo quando lotta per i play-off. Un grosso disappunto per chi ragiona così!

Ieri pomeriggio la Mare è stata per lo più scarica. La voce della Curva si è fatta sentire soprattutto nel finale di gara, quando il Cesena ha lottato col cuore. Tanti i cori rivolti agli amici bresciani e, come sempre, tanti i cori rivolti contro la Lega calcio, tutti giustificati!

I Bresciani si sono accomodati in curva Ferrovia divisi ideologicamente e fisicamente in due gruppi, da una parte Brescia 1911 e dall’altra i Brixia (Curva Nord e Curva Sud). Non entreremo nel merito di questa divisione, certo è che all’occhio stona vedere gli stessi tifosi come divisi da un muro e dal punto di vista della voce, i cori si sovrappongono e si contrastano, col risultato che non si capisce mai che cosa stiano cantando. Da entrambe le parti sono arrivati cori per noi, salutati dai nostri applausi.

Un Grande in bocca al lupo al Brescia per il proseguio del campionato e un arrivederci in terra lombarda con la speranza di una  nostra migliore condizione di classifica.  

Cesena-Brescia, le pagelle

6 ottobre 2007

Rossini 6. Dopo l’esordio assoluto in B con il Bologna, un po’ a sorpresa all’ultimo secondo del riscaldamento arriva anche il debutto da titolare. Non para nulla: il Brescia trova l’eurogol con Dallamano e poi centra due legni, ma il giovane santarcangiolese si mostra un po’ incerto in un paio di situazioni.

Turati 6. trova il rigore che vale il pareggio, in una delle sue tante scorribande in avanti, che come sempre però finiscono talvolta per lasciare un po’ sguarnita la retroguardia.

Marco Turati a fine partita


Ola 6
. Merita mezzo voto in meno per la palla che perde nel secondo tempo e che sarebbe potuta costare caro ai bianconeri. Ma è l’unico errore di una gagliarda prestazione.

Biasi 7. Monumentale, sembra davvero in grado di non far rimpiangere Zaninelli. Si sacrifica in occasione del rigore: peccato, contro il Modena il Cesena dovrà far a meno del suo miglior difensore.

Cortellini 6. Stoico nel finale quando resta in campo nonostante un infortunio muscolare. Bene in fase di copertura, un po’ meno quando deve spingere.

Botta 6.5. Davvero tosto l’ex genoano, che non solo fisicamente ricorda Beppe De Feudis. Un’ora in campo ricca di sostanza soprattutto in interdizione. dal 12′ st Vascak 6. Festeggia la convocazione in nazionale con una prova piena di sacrificio: male quando deve impostare ma poi finisce come terzino dopo l’espulsione di Biasi.

De Feudis 6.5. E’ la prima da capitano, è la fascia se la merita davvero tutta. A centrocampo è semplicemente eroico: arriva dappertutto, tappa ogni falla. Insostituibile.

Mezavilla 6. Castori gli dice di fare legna a centrocampo e lui obbedisce. Ma non riesce ad andare più di tanto oltre. dal 22′ st Sacilotto 6: mezz’ora di sostanza, a dar una mano prima nell’assalto alla porta bresciana (sfiora il gol di testa) ed a difendere il preziosissimo punto nel finale.

Croce 6. totalmente anonimo il primo tempo, decisamente più ricca di brio la seconda frazione di gioco, quando dalle sue parti nascono alcune delle giocate più pericolose.

Moscardelli 6. lotta caparbiamente nel primo tempo, ma senza troppi risultati. Nella ripresa trasforma il rigore decisivo ed è esemplare per lo spirito di sacrificio con il quale aiuta la difesa.

Piccoli 5. l’unico tiro, debole per la verità, in porta del Cesena nel primo tempo, porta la sua firma, Poi non si hanno più notizie. dal 1′ st Ferretti 6.5. Cambia la partita, ovviamente in meglio, per il Cesena. Applausi per il giovane parmense, che potrebbe essersi guadagnato un posto da titolare per il futuro accanto a Moscardelli.

Cesena-Brescia 1-1

6 ottobre 2007

Cesena, stadio Dino Manuzzi, ottava giornata di campionato, sabato 7 ottobre 2007, ore 16.

Cesena e Brescia a centrocampo

CESENA (4-3-3): Rossini 6; Turati 6, Ola 6, Biasi 7, Cortellini 6; Botta 6.5 (12′ st Vascak 6), De Feudis 6.5, Mezavilla 6 (22′ st Sacilotto 6); Croce 6, Moscardelli 6, Piccoli 5 (1′ st Ferretti 6.5). In panchina: Berti, Vignati, Aurelio, Biserni. All.: Castori 6.

BRESCIA (3-5-2): Viviano 6; Santacroce 7, Zoboli 6.5, Mareco 6, Zambelli 6.5, Vass 5 (36′ st Jadid 6), Tacchinardi 4, Lima 6, Dallamano 7; Feczesin 5 (15′ st Bazzani 5), Possanzini 6. In panchina: Arcari, Zambrella, De Petris, Berardi, Scaglia. All.: Cosmi 6.

ARBITRO: Celi di Campobasso 5.

RETI: 34′ pt Dallamano, 35′ st Moscardelli (rig.).
AMMONITI: Santacroce, Turati, Vass, Bazzani.
ESPULSI: 26′ st Biasi per gioco scorretto, 45′ st Tacchinardi per doppia ammonizione. Angoli. 4-2 per Brescia
NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno piuttosto scivoloso. Spettatori presenti 6.505 (compresi 4683 abbonati) per un incasso complessivo di 443000,09 euro. . Recupero: 1′ pt, 5′ st. Al 28′ st Tacchinardi sbaglia un calcio di rigore.
CESENA. Ecco il Cesena che piace a Castori. Operaio, umile, lottatore. Inferiore tecnicamente agli avversari, certo, anche atleticamente per il momento, anche questo vero. E soprattutto senza i due gioielli di famiglia, leggi Emiliano Salvetti e Nicola Campedelli. Il primo fermo per l’ennesimo piccolo problema muscolare, il secondo out a causa del famoso problema al piede che martedì 9 ottobre lo porterà ad essere operato dal professor Mariani a Roma, lo stesso che sistemò la caviglia di Totti nel 2006. Nonostante tutto quindi. Nonostante i quindici punti in più in classifica che il Brescia primo della classe può vantare sul Cesena penultimo. Eppure alla fine di un emozionante incontro il pareggio è più che meritato. E’ stato anzi imposto, con stile. Forse già domenica sarà il momento di poter provare ad imporre non solo il pari, ma anche la vittoria.

Lati negativi. L’analisi di Cesena-Brescia deve partire però dalle cose che ancora non vanno. Innanzitutto la classifica, ma quella con fiducia entro quattro partite al massimo inizierà già ad avere un altro aspetto. Capitolo infortuni. Nel riscaldamento prepartita Gianluca Berti ha sentito qualche muscolo tirare e si è accomodato in panchina. Il portiere toscano era reduce da un analogo infortunio, e vista la squalifica di Sarti rimediata con il Bologna, lo staff medico del Cesena aveva deciso di rischiarlo ugualmente. E la decisione si è rivelata quantomai sbagliata. L’ennesimo errore di questa stagione, l’ennesimo infortunio di questa stagione. Tanti, troppi. Sufficienti per mettere in crisi il rendimento bianconero in questo avvio di stagione, sufficienti per chiedere qualche doveroso avvicendamento tra chi decide e pianifica la parte di lavoro atletico della squadra bianconera.

Sorrisi. Ci sono però anche tanti motivi per essere contenti. Appena tre settimane fa, in casa, il Cesena si era fatto raggiungere per due volte da un modesto Vicenza in doppia superiorità numerica. Contro la capolista il Cesena ha raggiunto il pareggio all’80′ con un uomo in meno. La crescita è più che evidente, sia dal punto di vista fisico (il ritardo accumulato comunque non si cancella) che mentale. La difesa poi è quasi perfetta. Passi il rigore nato da una azione di contropiede (quando si perde ci sta rischiare qualcosa), a parte la palla persa di Ola (l’unica in tutto l’incontro) al 93′ sul quale Lima ha centrato la traversa, non ha sbagliato nulla. Biasi si è poi confermato monumentale per la seconda giornata consecutiva, dopo un avvio di campionato difficile. In attesa di recuperare Salvetti poi ed a Natale Campedelli, il Cesena ha terminato la fase di rodaggio: da domenica a Modena si giocherà per i tre punti.

Due punte. C’è poi da sottolineare che con le due punte in campo, cioè con Ferretti al fianco di Moscardelli, il Cesena ha cambiato volto. Ma il Cesena non gioca con tre punte, ovvero con il 4-3-3? La risposta è sì, ma solo sulla carta. Oppure solo se in campo ci sono Salvetti e Campedelli, per i quali il 4-3-3 sembra fatto su misura. Senza di loro, il modulo si trasforma in un 4-5-1 con Moscardelli unica punta. E allora, forse non è reato, provare il 4-4-2, almeno finchè non si recuperano i due talentuosi centrocampisti.

Grazie Rosso!

1 ottobre 2007

Post speciale dedicato all’eroe del derby… Andrea Rossini

Forza Andrea Rossini

Andrea Rossini dopo il rigore parato, immagine tratta da Repubblica.it (guarda la galleria completa cliccando qui)

I tuoi sogni sono i nostri… forza Cesena e forza Rosso!