Cesena-Bari 0-0

Cesena, sabato 20 ottobre 2007, stadio Dino Manuzzi, decima giornata di campionato, ore 16.

Cesena e Bari a centrocampo

Cesena e Bari a centrocampo al calcio d’inizio della ripresa

CESENA (4-3-3): Berti 5 (14′ st Sarti sv); Turati 6, Ola 6, Biasi 6.5, Cortellini 5.5; Sacilotto 6 (32′ st Mezavilla sv), De Feudis 6.5, Salvetti 6; Piccoli 5.5 (1′ st Ferretti 6), Moscardelli 6, Croce 6.
A disp.: Jidayi, Vascak, Biserni, Botta.
All.: Castori.

BARI (4-4-2): Gillet 8; Di Dio 5.5, Stellini 5, Belmonte 6, Loseto 6 (48′ st Esposito sv); Tabbiani 6.5 (42′ st Lanzafame sv), Gazzi 6, Rajcic 6, Galasso 5.5; Donda 5 (27′ st Carozza 6), Santoruvo 6.
A disp.: Spadavecchia, Allegrini, Fiorentino, Cavalli.
All.: Materazzi.

ARBITRO: Salati di Trento 6.

NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno scivoloso. Spettatori paganti 6182 (1445 paganti e 4683 abbonati) per un incasso complessivo di 35260,09 euro. Ammoniti: Rajcic, Donda, Santoruvo. Calci d’angolo: 5-1 per il Cesena. Recupero: 2′ pt, 4′ st. Prima della partita Marino Vernocchi, vicepresidente bianconero, premia Fabrizio Castori per le sue duecento presenze sulla panchina bianconera, tra campionato, play-off e Coppa Italia sia di Serie B che Serie C. Il Cesena indossava una speciale maglia a larghe bande bianconere per commemorare i cento anni dalla nascita dello storico presidente Dino Manuzzi.
CESENA. Questo Cesena non sa più vincere. Ormai il digiuno dai tre punti sta assumendo proporzioni bibliche, termine quanto mai appropriato dal momento che la passione bianconera non si compie dall’ultimo venerdì santo. Era il 6 aprile, e Salvetti dopo appena cinque minuti freddò il Modena. Poi un finale di campionato giocato coi bambini in campo, ed ora un nuovo, difficilissimo, avvio di stagione: dopo dieci turni la squadra di Castori è ancora l’unica senza vittorie.
Limiti. La crescita nell’ultimo mese c’è stata, come richiesto dal tecnico marchigiano, ma si tratta di una considerazione che non può essere ripetuta in eterno. Contro il Bari serviva solo una vittoria, ed invece il catenaccio di Materazzi ha prevalso sullo sterile attacco bianconero. E’ arrivato il terzo pareggio a reti bianche della stagione dopo quelli con Grosseto e Bologna, mentre nelle ultime cinque gare il Cesena è andato in gol solo due volte: contro il Brescia con Moscardelli su rigore, a Modena grazie all’eurogol di Sacilotto. Tutto ciò evidenzia che la crescita bianconera, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, evidentemente non è ancora completa. La difesa è a posto (tre reti subite negli ultimi 450′), ma senza fare gol le partite non si vincono, al massimo si pareggiano: proprio quello che sta succedendo al Cesena, giunto alla settima “ics” stagionale su un totale di dieci gare.

Fiducia. L’impressione è però quella che una volta sbloccatosi, anche dal punto di vista mentale, il Cesena possa iniziare a correre. Fabrizio Castori si è detto contento per aver dimostrato di potersi giocare la vittoria contro chiunque, ed il clima nell’ambiente bianconero resta ancora piuttosto sereno, molto più di quanto non lo fosse un mese fa. Eppure la classifica è eloquente: terzultimo posto, alle spalle anche di squadre che pur essendo attualmente molto più in difficoltà del Cesena, posso far affidamento sul preziosissimo tesoro derivante dalle vittorie comunque conquistate.

Moduli. Le considerazioni di carattere generale lasciano infine spazio alla doverosa analisi di quanto successo in campo. E’ sotto gli occhi di tutti che Moscardelli, per quanto sempre pericolosissimo con la palla, non fa per nulla per far reparto. Spesso si lascia vincere da uno spropositato egoismo, intestardendosi in giocate a vicolo cieco. Anche per questo, la presenza al suo fianco di uno come Andrea Ferretti ridisegna completamente il volto dell’attacco romagnolo. In altre parole il 4-4-2 in questo momento sembra il modulo migliore, anche a costo di sacrificare capitan Salvetti in una posizione che il talento forlivese non sente sua. E’ questo il nodo principale che attende al varco Fabrizio Castori, dalla cui risoluzione dipende il rilancio di una squadra anoressica.