Archivio di settembre 2007

DNA, prossima frontiera per la repressione…

18 settembre 2007

Arriva da Cesena, da un politico della nostra Cesena, l’ultima proposta in materia di repressione in grado di far drizzare i capelli.

Sandro Gozi, autore della proposta Banca Dati DNA

Sandro Gozi, autore della proposta Banca Dati DNA (foto tratta dal suo sito http://www.sandrogozi.it)

Il deputato dell’Ulivo (area Margherita-Partito Democratico) Sandro Gozi ha proposto l’istituzione di una Banca Dati del DNA.

Lo si apprende leggendo il Corriere Romagna di oggi (martedì 18 settembre 2007), e potrebbe essere una semplice boutade del momento, ma è sufficiente una piccola ricerca in internet per arrivare al sito della Camera dei Deputati e scoprire (clicca qui) il verbale di una seduta parlamentare del 16 maggio 2007 nella quale lo stesso Gozi ha messo nero su bianco la sua terrificante proposta:

Sandro Gozi, autore della proposta Banca Dati DNA

Abbiamo bisogno di capire se vi siano ostacoli di tipo legislativo o riserve da parte delle authority europee in merito alla creazione di una banca dati relativa al DNA

George Orwell quando ha scritto il suo famoso 1984 pensava di colpire l’Unione Sovietica addossandole le colpe del fallimento della Guerra Civile in Spagna. Ne è nata però un’opera che con il passare degli anni acquisiva sempre maggiore attualità… fino a questi estremi.

Il problema più grave non è forse la sparata megalomane di questo tizio, che ci fa immensamente vergognare di essere cesenati. La cosa che rattrista è che uno si può permettere di fare simili proposte senza scatenare un putiferio. La gente dovrebbe scendere in strada e prenderlo a pomodori nella faccia. In questo ha sicuramente ragione Beppe Grillo: la classe politica italiana è una entità a sè stante il cui unico obiettivo, perso ogni contatto con la realtà, è il mantenimento e la sopravvivenza di se stessa.

La creazione di una banca dati con il DNA dei cittadini è una cosa gravissima. Già c’è la carta d’identità con l’impronta digitale sulla quale discutere, ma che in certi casi può rendere effettivamente qualche servizio (in effetti, essendo carta d’identità, serve ad identificare in maniera univoca). Ma le finalità di una banca dati DNA sono ben altre. Controllo completo della vita dei cittadini, schedatura biologica potenziale base per chissà quale indagine terrificante o ignobili esperimenti “scientific”i.

Si inizia dicendo che la schedatura del DNA è necessaria per gli immigrati, poi si sale ogni volta di grado fino ad arrivare a schedare tutti. Sembra una puntata di X-file.

Si può scrivere a questo Gozi, mantenendo toni educati ma fermi, per esprimere tutto il nostro dissenso. L’indirizzo è: info@sandrogozi.it

GROSSETO-CESENA : le curve

17 settembre 2007

Sabato 15 settembre eravamo di scena a Grosseto. Ci siamo presentati in poco più che un centinaio…davvero pochi..comunque ci siamo fatti sentire per tutta la durata dell’orrenda partita che ci è toccato di assistere. La Curva Mare in trasferta a Grosseto ha fatto davvero un’ottima figura, ha cantato senza sosta e senza sosta ha cercato di sostenere la squadra scesa in campo. Noi sabato abbiamo vinto!!

La curva del Grosseto si presenta senza striscioni dei gruppi e, nonostante noi fossimo pochi, non si è praticamente sentita, sovrastata dai nostri cori..da rivedere. 

Cesena-Grosseto 0-0

15 settembre 2007

Grosseto, stadio Zecchini, sabato 15 settembre 2007, ore 16. Quarta giornata di campionato.

Grosseto e Cesena a centrocampo

Grosseto e Cesena a centrocampo

GROSSETO (4-4-2): Bressan; Abruzzese, Mignani, Terra, Garofalo; Virga, Valeri, Consonni, Carboni (26′ st Zecchin); Dall’Acqua (38′ st Lazzari), Carparelli (26′ st Paulinho). A disp.: Pinzan, Piocelle, Freddi, Dierna. All.: Pioli.

CESENA (4-3-3): Berti; Turati, Biasi, Ola (12′ st Doudou), Biserni; Mezavilla, De Feudis (41′ st Lauro), Botta, Vascak
(17′ st Piccoli), Moscardelli, Croce. A disp.: Rossini, Aurelio, Fattori, Ferretti. All.: Castori.

ARBITRO: Ciampi di Roma.

AMMONITI: Berti, ola, Mezavilla, Valeri, virga.

NOTE: Pomeriggio afoso, terreno in buone condizioni. Angoli 4-1 per il Cesena. Spettatori 3000 circa. Recupero: 1′ pt, 5′
st.

GROSSETO. Il Cesena è malato gravemente ed il pareggio catturato in Maremma ha l’effetto di un brodino e nulla più. Serve di più, per il morale più che per la classifica, il fatto di non aver perso e di non essersi ritrovati, dopo sole quattro giornate, da soli in fondo alla classifica. Le altre due buone notizie sono rappresentate dagli esordi stagionali di Ivan Piccoli e Maurizio Lauro, tornati in campo dopo lunghi infortuni. Qui però i dati positivi si fermano.

Cesenati a grosseto

Cesenati a Grosseto

Il primo dato dell’incontro che balza agli occhi è il computo dei tiri in porta: 6-0 per il Grosseto. E’ pur vero che alla fine della fiera i toscani, pur avendo colpito un palo ed una traversa, non sono riusciti a segnare e che di veri e propri miracoli Berti non ne ha fatti, ma rattrista lo zero nella casella riservata ai bianconeri. Allo Zecchini Moscardelli ha lungo ha desiderato una playstation per alleviare quel senso di solitudine che lo ha attanagliato per tutta la gara. Bressan in quasi tutti i giornali ha ricevuto sv o ng in pagella, a testimonianza del pomeriggio di scarso lavoro.

Castori non è sembrato più di tanto preoccupato però da questo dato. All’inizio della sua disanima della partita è sembrato anche convincente, quando giustamente ha sottolineato l’importanza del punto conquistato senza fronzoli a fronte di un gruppo che si sta ancora formando e soprattutto considerando i tanti infortuni (Salvetti, Campedelli, Cortellini e, nella notte, anche una indisposizione per Sacilotto). Si è dichiarato soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi e considerando che lui conosce, dall’interno, meglio questo gruppo rispetto a chiunque altro, c’è da credere che davvero si aspettasse questo o poco più dalla partita di Grosseto. Però poi ha anche dichiarato che il Cesena non ha mai rischiato, ed allora è lecito pensare che la carica agonistica ed emotiva l’abbia portato ad modificare, magari inconsciamente, la percezione degli eventi. Il Cesena ha sofferto eccome, sul palo di Virga, proprio sotto il settore riservato ai tifosi cesenati, in tanti hanno trattenuto il respiro, e poi è stato quasi un assedio continuo.

Curva Grosseto allo Zecchini

La curva del Grosseto

Il tempo, va detto, gioca però a favore di Castori. La squadra tipo, con Turati e Croce, in realtà ha giocato fino ad ora solo due partite (Pisa e Grosseto), sempre però senza Campedelli. E’ lecito credere che le cose possano sensibilmente migliorare nelle prossime uscite (citando Fabio Benaglia sul Corriere di oggi sulla condizione atletica della squadra: sarebbe stato anche difficile pensare di poter peggiorare), quindi è bene evitare giudizi troppo marcati o definitivi. Però è bene sottolinare che il livello di partenza di questa, ci auguriamo, inarrestabile scalata partita ieri in Maremma, è davvero basso.

Un ultimo dubbio: ma Stefano Fattori, portato ieri in piena emergenza in panchina, non era quello che Castori, insieme a Bracaletti e Pellicori non voleva più avere a Cesena?

CESENA-PISA:Le curve

10 settembre 2007

Il campionato 2007-2008 è cominciato sugli spalti degli stadi d’Italia con la messa in vigore di tutte le leggi pensate dal governo nel dopo Catania-Palermo. Abbiamo già commentato in lungo e in largo quanto queste leggi siano poco appropriate e decisamente poco pensate. In questo contesto di repressione vera e propria, gli ultras italiani si sono ripresentati nelle proprie curve con i mezzi di cui sono a disposizione. A dire la verità, rimane ben poco, ma se non altro la voce ancora non ci è stata tolta e la dignità rimane sopra ogni altra cosa, così come la passione.

Curva Mare contro il Pisa

La curva Mare contro il Pisa…

Ieri pomeriggio al Manuzzi sono arrivati circa 1200 Pisani. Non certo pochi, viste le difficoltà attuali da affrontare in trsferta. Una nota di merito, inoltre, per l’entusiasmo dimostrato per tutta la durata della partita. Anche loro non avevano striscioni, bandiere o stendardi, ma facevano un bel colpo d’occhio grazie a magliette e sciarpe rosse.

Tifosi pisani a Cesena

Pisani a Cesena…

Anche la Curva Mare è priva di striscioni e vessilli dei vari gruppi, ma ha ricominciato a cantare e ad incitare la squadra. Purtoppo però, quando il Cesena non entusiasma, come ieri, parte della curva perde di determinazione e rimane ammutolita, proprio nel momento in cui la squadra avrebbe maggiore bisogno della grinta che solo la Curva può dargli. Va detto che certi comportamenti di giocatori scesi in campo ieri non aiutano sicuramente gli animi a scaldarsi, ma la Curva può e deve dare di più nonostante i giocatori. Ricordiamoci sempre che il Cesena siamo Noi.

Pisani a Cesena con bandiera cesenate

Cesena-Pisa 1-2

10 settembre 2007

Cesena, stadio Dino Manuzzi, domenica 9 settembre 2007, ore 15. Terza giornata di campionato.

Cesena e Pisa a centrocampo

CESENA: Berti 6; Turati 6, Ola 4, Biasi 5, Cortellini 6.5 (37′ pt Biserni 5); Mezavilla 6.5 (17′ st Sacilotto 5), De Feudis 6.5, Salvetti 5; Vascak 5.5 (22′ st Ferretti 6), Moscardelli 6, Croce 5. In panchina: Rossini, Doudou, Botta, Aurelio. Allenatore: Castori 5.
PISA: Morello 6; Zoppetti 6, Raimondi 6, Trevisan 6, Zavagno 6.5; D’Anna 6.5 (3′ st Cerci 7), Passiglia 5.5, Buzzegoli 6 (24′ st Braiati 6), Ciotola 7 (30′ st Carrozza 6.5); Kutuzov 7, Castillo 7. In panchina: Padelli, Genevier, Lorenzi, Rajczi. Allenatore: Ventura 7.
ARBITRO: Herberg di Messina 6.
RETI: 2′ pt Mezavilla, 20′ pt Kutuzov, 10′ st Cerci.
AMMONITI: Ola, Cortellini, Biserni, Berti, Trevisan, Salvetti, Morello, Cerci.
NOTE: pomeriggio assolato, terreno in perfette condizioni. Spettatori 8234 (compreso abbonati) per un incasso di 60.784,09 euro. Angoli 4-1 per il Cesena. Salvetti sbaglia un rigore per il Cesena al 41′ pt. Recupero: pt 3′, st 5′.

CESENA. Cade e si fa male il Cesena, tra le mura amiche. Quella contro il Pisa, nelle intenzioni dei bianconeri, avrebbe dovuto rappresentare la partita del rilancio, della riscossa, la prima vittoria dell’anno, dopo un avvio di stagione tutt’altro che facile. Invece è arrivata una sconfitta dolorosissima per i modi e per l’avversario: il neopromosso Pisa, sulla carta avversario diretto dei bianconeri nella lotta salvezza.

Capitano da rivedere. Prima spreca una ghiottissima occasione su suggerimento di quel fenomeno che è Moscardelli, poi spreca un calcio di rigore, evento rarissimo, quindi smette di giocare ed assiste da spettatore in campo all’ultima mezz’ora della ripresa. Emiliano Salvetti è il primo punto dolente del Cesena visto con il Pisa. La squadra dipende da lui e dalle sue giocate, lo schema, il 4-3-3 castorizzato, è un abito cucito su misura per lui. Quando però gli capitano queste giornate storte, tutto va a rotoli. Fino ad anno scorso c’era sempre qualcuno pronto a rimediare, giocatori tipo Pestrin: quest’anno si tratta di un lusso che il Cesena non si può più permettere. I bianconeri sono genio-dipendenti. “Dobbiamo capire cosa gli è successo e recuperarlo il più in fretta possibile” ha sentenziato Castori all’uscita degli spogliatoi.

Ali bagnate. Daniele Croce e Blazej Vascak: gli esterni del Cesena incidono troppo poco. Passi per l’ex aretino, alla sua prima uscita con la casacca bianconera, praticamente mai entrato nel vivo delle manovre offensive. Ma Vascak di attenuanti inizia ad averne rimaste davvero poche: aiuta troppo poco in fase difensiva, quando invece sulla sua corsia Turati si prende sovente licenze in avanti, e contemporaneamente non salta mai l’uomo e raramente guadagna il fondo del campo. Castori lo vede come esterno d’attacco, ma è un dato di fatto che Moscardelli a centro area soffre di malnutrizione cronica, vista la perenne assenza di rifornimenti.

Difesa fuori fase. Castori lo difende sempre a spada tratta, ma Daniel Ola non sembra davvero più quello della passata stagione. Perde l’uomo con una facilità disarmante, e nei tagli degli attaccanti avversari va perennemente in confusione al pari del suo collega di reparto Dario Biasi. L’ex veronese magari non ha grosse responsabilità sui gol, però offre di certo meno sicurezza al reparto arretrato di quanto non facesse, ad esempio, Marco Zaninelli la passata stagione.

Fiato corto. L’ultimo punto debole di questo Cesena è la condizione atletica. Magari tra un mese si vedrà una squadra veloce e brillante e la prossima primavera, quandole altre squadre inevitabilmente caleranno, i ragazzi di Castori continueranno a volare. Ma solo sol supposizioni. La realtà, come sottolineato dallo stesso tecnico marchigiano a fine partita, è molto preoccupante. Il Pisa, così come il Chievo alla prima giornata, è apparso decisamente più in palla dei romagnoli. Soprattutto nell’ultima mezzora i nerazzurri potevano puntare l’avversario, battere le mani e fargli un giro intorno, e riuscire ad arrivare comunque in anticipo sulla palla.

Ora il discorso si sposta a Grosseto, altra neopromosso. Nell’attesa di sapere se si giocherà di sabato, di domenica, o se non si giocherà del tutto, il lavoro per Fabrizio Castori davvero manca.

Cervia-Cesena 0-3

6 settembre 2007

Milano Marittima, stadio Giacomo Todoli, giovedì 6 settembre 2007, ore 16. Seconda amichevole  stagionale.

Cervia-Cesena 0-3

CERVIA primo tempo (4-3-3): Bertaccini; Martini, Genestreti, Lessi, Missiroli; Paglialunga, Gianfreda, Troiano; Balducci, Boni, Marino. All.: Roveda.

CESENA primo tempo (4-3-3): Berti; Turati, Ola, Biasi, Cortellini; Mezavilla, De Feudis, Salvetti; Vascak, Moscardelli, Croce. All.: Castori.

CERVIA secondo tempo (4-3-3): Bertaccini; Prencipe, Pezzi, Lessi, Fabbri; Casadei, Siuni, Spagnoli; Saliay, Zaghini, Olivieri. All.: Roveda.

CESENA secondo tempo (4-3-3): Berti (30′ Carnevali); Turati (24′ Bova), Doudou, Lauro, Biserni; Croce (24′ Fattori), Sacilotto, Botta; Cristea, Ferretti, Aurelio. All.: Castori.

RETI: 1′ pt e 10′ pt Moscardelli, 37′ pt Ola.

MESSINA-CESENA…DA CESENA

4 settembre 2007

Sabato 1 settembre, mentre circa 60 eroi (tra i quali uno dei nostri) erano appena arrivati in quel di Messina, io avevo appena finito di lavorare e mi apprestavo ad ingegnarmi sul da farsi per avere notizie sull’andamento della partita in questione. Detto, tanto per precisazione, che la serie B è talmente degna di rilievo per la popolazione che nessuna emittente televisiva ha acquistato i diritti per trasmettere le partite in diretta, ho cominciato a districarmi tra programmi regionali e collegamenti radiofonici. In sostanza, l’unica frequenza radio che si occupa del Cesena, tra un collegamento e l’altro propone musica e, inoltre, si collega anche con le partite delle altre squadre “romagnole”, perciò, non è possibile seguire con interesse tale trasmissione.

Per quanto riguarda la TV, le innumerevoli trasmissioni che propongono i collegamenti dai campi, prevedono chiacchiere dei cronisti a non finire con i conduttori in studio, più frivolezze varie ad indirizzo della sola valletta che partecipa alla trasmissione.

Va detto che “piuttosto che niente è meglio piuttosto“, ma comunque il mio pomeriggio di sabato tra le 16,00 e le 18,00 è stato quantomeno disastroso, soprattutto perchè poi è arrivata la notizia del goal del Messina e nessun’altra interruzione dal San Filippo per annunciare un eventuale pareggio.

Alle 18,00 è iniziato il “90° minuto di serie B” e mi sono collegata nell’attesa del servizio sul Cesena. Dopo un’interminabile serie di servizi sulla serie A: il caso Adriano, il rinnovo del contratto di Del Piero, il Milan che ha vinto la Supercoppa, finalmente alle 18,27 sono iniziati i servizi sulla serie B, finiti regolarmente alle 19,00 o poco meno. Ad ogni partita sono dedicati 2 minuti scarsi seguiti da commenti più o meno superficiali degli ospiti in studio e, nessuna intervista ad allenatori o giocatori delle squadre participanti al torneo cadetto.

Ho spento la Tv pensando : tre anni fa il signor Galliani e i presidenti delle squadre di serie B hanno deciso di spostare il campionato al sabato per poter dare maggiore visibilità alla cadetteria, contro il parere dei Sindaci e della maggior parte delle tifoserie. L’anno scorso la serie B ha avuto spazio in Tv e sui giornali solo “grazie” a Juve, Napoli e Genoa. Quest’anno non ci sono squadre con tale blasone e la serie B può godere dello “splendido” novantesimo della durata di circa mezz’ora e niente più. PER QUALE MOTIVO NON SI TORNA A GIOCARE LA DOMENICA? Forse perchè così si ammetterebbe di aver commesso, sempre nell’ottica dei guadagni, un errore di calcolo a spese dei tifosi? Forse perchè così si ammetterebbe che le manifestazioni di protesta contro il sabato fatte dagli Ultras avevano un senso?

Messina-Cesena 1-0

3 settembre 2007

Messina, stadio San Filippo, sabato 1 settembre 2007, ore 16, seconda giornata di campionato.

Messina-Cesena 1-0

RETE: 28′ pt Degano.

MESSINA (4-4-2): Petrocco; Rea, Zanchi, Giosa, Parisi; Galeoto, Pestrin (48′ st D’Aversa), Coppola, Schetter (27′ st Stendardo); Biancolino, Degano (38′ st Moro). A disp.: Manitta, Surraco, F.Lazzari, Cordova. All. Di Costanzo.

CESENA (4-3-3): Berti; Tonucci (34′ pt Mezavilla), Ola, Biasi, Cortellini; Botta (13′ st Ferretti), De Feudis, Salvetti; Biserni, Moscardelli, Vascak (32′ st Aurelio). A disp.: Sarti, Doudou, Jidayi, Sacilotto. All. Castori.

ARBITRO: Lops di Torino.
AMMONITI: Parisi, Petrocco, Pestrin, Giosa, Coppola, Tonucci, De Feudis.

NOTE: Pomeriggio afoso, vento fortissimo, terreno in buone condizioni. Spettatori paganti 2.422, incasso 28.370 €. Angoli 4-2 per il Cesena. Recupero: 1′ pt, 7′ st.

Messina-Cesena, LA TRASFERTA

3 settembre 2007

Ore 19 circa di venerdì 31 agosto, ritrovo nella stazione di Cesena. Siamo in due. Si parte con l’annuncio degli acquisti di Croce e Turati. Lo spirito è quello giusto. Ci attendono quasi 14 ore di treno per arrivare a Messina, in totale circa 28 per tornare anche a casa entro mezzogiorno di domenica 2 settembre. Arriviamo verso le 20 a Bologna, giusto in tempo per mangiare una fetta di pizza al trancio sul primo binario ed ecco che arriva il nostro treno, la “Freccia della Laguna“, un espresso che unisce l’Italia da Venezia fino alla Sicilia, sdoppiandosi a Messina: una parte raggiunge Palermo, l’altra Siracusa.

Partenza da Bologna - Freccia della Laguna

In effeti il tabellone luminoso del binario 8 non è molto incoraggiante. Però, a differenza del viaggio di ritorno, siamo riusciti a prenotare due posti in cuccette da 4, “Comfort” recita il sito di Trenitalia. Siamo nella carrozza 10, saliamo senza biglietto perchè lo abbiamo acquistato da internet nella modernissima modalità ticketless. Diamo semplicemente una ricevuta stampa al controllore con il codice della prenotazione, un po’ come quando ci si imbarca con Ryanair, ed è tutto fatto. Per la verità il primo contrattempo nasce al momento di trovare la nostra carrozza, appunto la 10. Appena dietro il locomotore scorgiamo quelle coi numeri bassi, la 3, la 4… andiamo fino in fondo al treno e siamo alla 9. Come ci apprestiamo ad andare ancora più in là, un addetto al treno ci chiede il numero di carrozza e poi ci dice di tornare indietro:

“Ma come, questa è la 9, perchè dobbiamo andare indietro?”

“La 10 è quella prima”

“Ma non sono ordinate allora…”

“Eh beh, e che problema c’è?

Nessun problema, alla fine il nostro posto c’è lo stesso, però i presagi di quello che ci aspetta sono piuttosto sinistri… Però il viaggio d’andata tutto sommato scivola via senza problemi, le cuccette da 4 sono accettabili, gli altri due che sono con noi anche… a parte uno svarione di uno, che all’improvviso si sveglia e tenta di inserirsi in una nostra discussione, mezzo assonnato fatica a connettere e dopo 10 minuti di tentativi capiamo che voleva dirci qualcosa su padre Fedele del Cosenza, il frate capo ultras poi al centro delle polemiche per qualche attenzione di troppo riservata a suore e peccatrici varie… Vabbeh, si riesce a dormire bene, la prima sosta verso le 4 di mattina è a Salerno, poi via via tutta una serie di stazioni che mettono i brividi solo a leggere i nomi… Amantea, Paola, Gioia Tauro… ma stiamo quasi per arrivare a Villa San Giovanni.

Villa San Giovanni

A questo punto uno dei due che era nello scompartimento con noi ci spiega che abbiamo sbagliato a fare il biglietto fino a Messina. L’avremmo dovuto fare fino a Villa San Giovanni, scendere dal treno, salire su uno dei traghetti Fs al costo di un solo euro (ma come abbiamo scoperto poi si sale anche gratis perchè nessuno controlla), e scendere a Messina perchè il porto è praticamente attaccato alla stazione ferroviaria. Il tutto ci avrebbe consentito un risparmio di almeno 15 euro e di circa un’ora e mezzo di tempo. Il biglietto ormai l’abbiamo fatto, però non vogliamo attendere l’imbarco e lo sbarco del treno, quindi facciamo come ha detto lui e saliamo sul primo traghetto in partenza che troviamo pronto…

Imbarco treno a villa san giovanni

…che sfortunatamente deve attendere cmq l’imbarco del nostro treno, vabbeh, risparmiano cmq tempo. Ecco che si vede la Sicilia, ecco Messina, tutta stretta tra il mare e le colline. Siamo tra Scilla e Cariddi.

Lasicamo lo stivale

Prendiamo il tram (che è proprio un tram, cioè su rotaia) in direzione sud. Il capolinea è di fronte al vecchio Celeste, lo stadio in cui giocava il Messina prima di andare in serie A nel 2004. Il tempo di mangiare un arancino ed un tram navetta ci porta al nuovo San Filippo, un po’ in culo al mondo, sulle montagne. Alle 15 è ancora quasi tutto chiuso, siamo costretti ad un gran giro dell’oca sotto il sole e soprattutto in salita, riusciamo a trovare il nostro ingresso per sentirci dire che la biglietteria era al palazzetto dello sport… ci giriamo e vediamo il palazzetto dello sport lontanissimo, alla fine della discesa… malediciamo un po’ gli addetti allo stadio e intraprendiamo la lunga discesa e soprattutto l’infinita risalita… Entriamo allo stadio che siamo stravolti come all’arrivo di una tappa alpina al Giro d’Italia.

Messina Città d'Europa

Sorvoliamo sulla partita, che va come deve andare. Quelli del Cesena hanno l’aereo che parte subito e Castori non si presenta nemmeno in sala stampa, c’è Tonino Raffa che ci resta di sasso, figurarsi noi che ci siamo fatti tutto quel viaggio in treno e non lo vediamo nemmeno passare per salutare… Finiamo di lavorare sulle 20, per fortuna quello della Gazzetta ci aspetta per darci un passaggio in macchina fino alla stazione, dove alle 21.20 parte il nostro treno. Quella è la vera vita: viene da Roma in aereo fino a Catania, prende l’albergo, noleggia l’auto fino a Messina e dopo la partita di nuovo albergo a Catania. La mattina dopo aereo per Roma. Quello che invece attende noi per il ritorno è difficilmente descrivibile…

Il treno è interminabile, tutto stracolmo di gente partita già del pomeriggio. E’ il temutissimo e tristemente famoso “Freccia del sud” denominato anche “Feccia del Sud” perchè quotidianamente porta su di tutto, da Agrigento a Milano, in quasi 24 ore di viaggio lungo l’Italia… purtroppo non siamo riusciti a prenotare una cuccetta, ed i posti a sedere sono ovviamente tutti pienissimi. Ci dobbiamo accontentare di stare in piendi in corridoio, dove veramente troviamo di tutto. La prospettiva, alle 21.20 è quella di farci 13 ore fino a Bologna di quel genere… non so ancora bene per quale motivo non siamo scesi e andati a cercarmi un albergo, forse solo la voglia di allontanarci da quel posto… uno ascolta la partita dell’Inter alla radiolina a tutto volume alla Pierantonio, altri due africani (definizione geografica, non razzista, precisiamo… erano proprio o del Marocco o simili) fumano, noi inizialmente siamo stretti tra l’ingresso e il bagno, dal quale proviene ogni tipo di nauseabondo odore… Dove sono le cuccette non si può stare in corridoio, e ci cacciano nella vicina carrozza già stracolma, non c’è il posto per muoversi. E’ umido, noi siamo stanchi e sudati, è l’inferno fatto treno. Giochiamo il tutto per tutto e proviamo ad andare a centrocarrozza, almeno per stare vicino ad un finestrino. Ci riusciamo, poi uno da uno scompartimento ci chiede se siamo di Bologna (Bologna sto cazzo, mafioso di merda – si pensa – ma ovviamente non si dice…) e che allora siamo concittadini di Prodi e che Prodi in un treno così non c’è mai salito e chissà dove finiscono i soldi di Prodi… ma vaffanculo te, Prodi e sto treno di merda, vaffanculo anche noi quando abbiamo deciso di salire lo stesso anche senza essere riusciti a prendere la cuccetta. Partiamo da Messina che sono quasi le 22, ma alle 23,30 siamo ancora fermi a Villa San Giovanni, circa un km più a nord della stazione di partenza. Andiamo bene.

Arriva la notte. Per dormire si fa come si può, ovvero ci si stende in un corridoio pulito come il bar Tonino una volta… vicino a noi c’è una punkabbestia con un cane, anche loro in corridoio… sottolineamo che al cane va portato il massimo rispetto… a Salerno sale uno di quelle parti con due sportine che inizia ad andare su e giù per la carrozza urlando “bibite, gelati e panini“, sono le 4 di notte, sarebbe da tirare dal finestrino, ma non abbiamo nemmeno la forza di protestare, siamo esausti. Uno dal finestrino trova da dire con il controllore che se ne sta sulla banchina, e lo invita ironicamente a venirci a controllare i biglietti… come vedremo poi nessuno si azzarderà a farlo fino a Roma. Quindi, se vi dovesse malauguratamente capitare di riprendere quel treno o simili, ricordatevi di fare il biglietto solo da Roma in avanti (verso nord).

A Roma sono le 6,30 circa, albeggia, si svegliano anche due bambine che iniziano comprensibilmente ad urlare e giocare tra loro. Sono la cosa più innocente del mondo, ma ogni parola in quel frangente ci abbatte ancora di più. E poi quelli della carrozza iniziano a fare le loro piazzate tipiche, insopportabili. Vediamo la mamma delle due bambini che le accompagna a lavarle in bagno e ci chiediamo: ma vuole che si prendano Ebola, la Sars, l’Aids o il vaiolo a farle entrare in quel bagno? Arriviamo a Firenze, siamo nella stranissima situazione di non vedere l’ora di arrivare a Bologna

Desiderare Bologna è la cosa peggiore che possa capitare al termine di una trasferta. Significa che siamo stati sconfitti sotto ogni punto di vista, compreso quello morale. Ci siamo arresi.

A Bologna scendiamo, e scopriamo che anche gli ultras erano sul nostro stesso treno. Forse è andata meglio a loro, con una carrozza riservata. Ecco il treno per Cesena. Alle 11,30 circa siamo finalmente alle Vigne. Una copia del giornale, un caffè ed un pasta al Centro Sociale, poi a far la doccia ed a mettere i  vestiti ammollo per 24 ore prima di lavarli in lavatrice… anche se sarebbe meglio bruciarli per disinfettarli…

Forza Cesena, viva il Bronx Vigne.