Cesena, stadio Dino Manuzzi, sabato 22 settembre 2007, ore 16. Quinta giornata di campionato.

Cesena e Vicenza si scambiano i saluti ad inizio partita (foto bronxvigne.it)
CESENA (4-3-3): Berti 5; Turati 5, Biasi 4, Ola 6 (20′ st Piccoli 6.5), Biserni 6; Mezavilla 6.5 (24′ st Sacilotto 6), De Feudis 6.5 (34′ st Ferretti 6.5), Botta 6; Vascak 5, Moscardelli 7, Cortellini 7. In panchina: Rossini, Jidayi, Aurelio, Doudou. All.: Castori.
VICENZA (4-4-2): Zancopè 6; Nastos 6, Cudini 5, Scardina 8, Brivio 6 (12′ pt Martinelli 4); Raimondi 6, Helguera 5 (39′ st Capone 6), Morosini 5. Masiello 6.5; Sforzini 5 (1′ st Serafini 4), Schwoch 8. In panchina: Pozzer, Rigoni, Giacomini, Giubilato. All.: Gregucci. ARBITRO: Russo di Nola 6.
RETI: 9′ pt Cortellini, 15′ pt De Feudis, 18′ pt Scardina, 29′ st Schwoch, 35′ st Moscardelli, 42′ st Scardina.
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni. Spettatori 5941 (compreso 4683 abbonati) per un incasso di 32.336,76 euro. Angoli 6-2 per il Vicenza. Espulsi: 19′ st Morosini per doppia ammonizione, 21′ st Serafini per comportamento non regolamentare. Ammoniti: Berti, De Feudis, Schwoch, Biasi, Raimondi, Botta, Cortellini. Recupero: pt 1′, st 6′.
CESENA. Signori, questa è storia del calcio. Essere raggiunti per due volte in 11 contro 9 non è impresa (in negativo, ovviamente) da poco. Il Cesena c’è riuscito con il Vicenza, al termine di una partita che non sarà facile dimenticare. Sotto accusa principalmente due aspetti: la difesa ed ancora una volta la preparazione. Il reparto arretrato continua ad essere in affanno su tutte le palle inattive, problema già ampiamente evidenziato in precampionato e sul quale non si è evidentemente lavorato abbastanza. Sulla condizione atletica dei bianconeri si è già detto tanto, ma al di là delle singole opinioni, il dato emerso dalla sfida contro i biancorossi è evidente: pur con due uomini in meno, il Vicenza ha giocato metà ripresa alla pari (e forse anche meglio) del Cesena. Non può essere un fatto semplicemente mentale: di mezzo ci si è messa anche la benzina dei romagnoli, improvvisamente terminata proprio quando tutti si pregustavano i tre punti. La spia della riserva si è accesa quando Schwoch ha fatto 2-2, poi il guizzo finale che è valso il temporaneo 3-3, poi fine delle trasmissioni. Altri cinque minuti in più ed il Vicenza avrebbe anche vinto.
Il calendario per il Cesena ora fa paura: trasferta infrasettimanale a Bergamo lato Albinoleffe, poi in casa con Bologna e Brescia, quindi viaggio a Modena. In poche parole, in quattro partite Castori si gioca tutto o quasi: o il Cesena rinasce, oppure, meglio quasi non pensarci.

Fair Play
Gli spogliatoi. Fabrizio Castori è uno che non molla mai. Anche quando l’evidenza dei fatti sembra essergli avversa, lui scende in trincea e combatte. Lo fa anche dopo il rocambolesco 3-3 con il Vicenza, una di quelle partite che probabilmente finiranno nelle videoteche delle scuole calcio per il ricco repertorio di banali errori da non commettere mai. Come, per esempio, subire due gol da una formazione in doppia inferiorità numerica. “Abbiamo giocato un grande primo tempo – analizza il tecnico marchigiano – poi siamo un po’ calati nella ripresa, ma ho visto una squadra viva. Non eravamo confusi, abbiamo semplicemente avuto paura di vincere”. Quindi la disamina tecnica descrive i due inopinati gol subiti in superiorità numerica: “Il secondo gol vicentino è stato generato da un nostro gravissimo errore – riprende – quando Masiello è andato al cross nessuno di noi è intervenuto per raddoppiare la marcatura, e poi in mezzo all’area ci siamo fatti sorprendere pur essendo in quattro contro uno. Il loro pareggio finale è stato invece aiutato dalla fortuna: Capone voleva battere alto, invece ne è nato un rasoterra che ha finito per sorprendere un po’ tutti, noi compresi”. Decisamente abbattuto appare Davide Moscardelli, giunto alla sua seconda rete stagionale in maglia bianconera dopo quella messa a segno al Chievo, alla prima di campionato. “Peccato che questo gol sia servito a poco – sorride amaramente – perchè un pareggio del genere fa davvero male. Siamo partiti bene, aggressivi, alti, in modo tale da sfruttare bene le ripartenze, proprio come avevamo previsto in settimana. Poi mi è capitata sui piedi addirittura l’occasione per il 3-0, quando invece di tirare avrei dovuto servire l’accorrente Mezavilla, ma l’ho visto troppo tardi”. Deluso è anche Dario Biasi, difensore centrale: “In occasione del secondo gol vicentino mi prendo io la responsabilità dell’errore – ammette – ma è grave anche aver incassato il terzo in quel modo. Peccato, perchè dal campo sembrava che Scardina fosse in fuorigioco netto: ma chi stava davanti alla difesa in quel momento non doveva far mai al mondo passare quella palla”. Chiude Roberto Cortellini, terzino goleador al Manuzzi: le precedenti due reti in carriera, con le maglie di Treviso e Brescia, le aveva segnate sempre nello stesso stadio e nella stessa porta di ieri. “Di una giornata così resta la soddisfazione personale, e poco altro”.