Archivio di maggio 2007

Ultimatum

29 maggio 2007

Fabrizio Castori ha chiesto per il prossimo anno una squadra competitiva. Per la Serie A, si intende.
E’ l’unica ma fondamentale condizione per ripartire la prossima stagione, ed in caso di risposta negativa minaccia di andarsene. E’ un vero e proprio ultimatum.
Giorgio Lugaresi sta prendendo tempo. Il bilancio non è più in rosso spinto come un paio di anni fa ma non consente ancora neppure di fare follie. Entro le prossime settimane ne sapremo qualcosa in più.

Intanto domani pomeriggio Gigione Turci, durante una conferenza stampa, annuncerà il suo addio al calcio, per raggiunti limiti di età. La schiena ormai scricchiola troppo. Aprirà una scuola per portieri nella sua Grado.

Lecce-Cesena 2-0

27 maggio 2007

Lecce, stadio “Via del Mare”, sabato 26 maggio 2007, diciannovesima giornata di ritorno, terzultima di campionato.

RETI: 14′ st Osvaldo, 34′ st Valdes Z. (rig.)

LECCE (3-5-2): Rosati; Polenghi, Diamoutene, Schiavi; Munari (36′ st Caccavallo), Vives (10′ st Angelo), Zanchetta, Diarra, Giuliatto; Tiribocchi, Osvaldo (21′ st Valdes Z.).
A disp.: Pavarini, Herzan, Juliano, Vascak.
All. Papadopulo.

CESENA (4-2-3-1): Sarti; Biserni (28′ st Arrigoni), Zaninelli, Ola (16′ st Ficagna), Sabato; De Feudis (18′ st Anastasi), Mezavilla; Papa Waigo, Del Core, Bracaletti; Pellicori.
A disp.: Ravaglia, Drudi, Danucci, Pellè.
All. Castori.

ARBITRO: Marelli di Como.

AMMONITI: Osvaldo, Diarra, Schiavi, Tiribocchi, Giuliatto, Papa Waigo, Ficagna.

ESPULSO: 34′ st Zaninelli per fallo da ultimo uomo.

NOTE: Spettatori 3.894 (paganti 568, abbonati 3.326). Incasso 33.196,81 €, angoli 6-4 per il Lecce.

LECCE. Siamo salvi. Per oggi direi che può bastare.

CONDOGLIANZE

21 maggio 2007

Questa mattina è mancato improvvisamente il Presidente del Rimini calcio Vincenzo Bellavista. Divisi dalla passione sportiva ci sentiamo vicini alla famiglia.

Cesena-Piacenza 1-1

19 maggio 2007

Cesena, 19 maggio 2006, stadio Dino Manuzzi, ore 16. Diciassettesima e quartultima giornata di ritorno.

RETI: 25′ pt Stamilla, 13′ st Pellè.

Cesena e Piacenza a centrocampo

Cesena e Piacenza a centrocampo ad inizio gara. Clicca per ingrandire

CESENA (4-3-3): Sarti; Biserni, Zaninelli, Ficagna, Sabato; Mezavilla (38′ st Ola), Anastasi (1′ st Bracaletti), De Feudis; Papa Waigo, Pellicori (11′ st Pellè), Del Core.
A disp.: Ravaglia, Tonucci, Danucci, Villar Rodriguez.
All.: Castori.

PIACENZA (4-3-3): Coppola; Nef (35′ st Bianchi), Iorio, Olivi, Anaclerio; Riccio, Patrascu, Nocerino (4′ st Gemiti); Stamilla, Simon, Degano (24′ st Lazzari).
A disp.: Cassano, Padalino, Rantier, Gobatto.
All. Iachini.

ARBITRO: Orsato di Schio.

AMMONITI: Zaninelli, Anastasi, Iorio, Stamilla, Patrascu.

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in ottime condizioni. NOTE: Spettatori 11.208 (paganti ed ingresso omaggio 6.204, abbonati 5.004). Incasso 37.068,33 €. Angoli 7-4 per il Cesena. Recupero: 0′ pt. 5′ st.

CESENA. E siamo a 49. Ancora un pareggio e questo stanco finale di stagione potrà essere archiviato senza altri patemi d’animo. Non è stato un pomeriggio certo di quelli indimenticabili. La gradinata è piena con 6 mila ragazzini delle società convenzionate con il Cesena Calcio ospiti d’onore, mentre le due curve sono piuttosto deserte. Una cinquantina, davvero pochini per essere in lotta per i play-off, i tifosi piacentini, mentre in Curva Mare si respira aria di vacanza.

E per i primi venti minuti anche i giocatori scesi in campo, di entrambe le squadre, sembrano in vacanza. Poi Stamilla, dopo il palo iniziare, trova il gol, e l’incontro si accende. Nella ripresa esce Pellicori (uno dei tanti ex di giornata) ed entra tra qualche fischio di troppo Pellè, che zittisce tutti siglando il gol del pareggio. Poi qualche scaramuccia, ma più nulla di rilevante.

L’incontro termina con Papa Waigo, emozionatissimo, che saluta il pubblico del Manuzzi al termine dei due anni vissuti in bianconero. Sabato giocherà la sua ultima partita con il Cesena e poi volerà in nazionale. La prossima stagione lo ritroveremo in serie A. Tutta la curva ricambia il sentitissimo saluto. Era arrivato da Verona che sembrava un alieno vagare per il campo, riparte con la consapevolezza di essere un’ala destra da 15 gol stagionali. In bocca al lupo, Papa.

E intanto le nazionali saccheggiano il Cesena. Per fortuna che le ultime due partite per i bianconeri non dovrebbero più avere grande valore. Tonucci se ne andrà con l’Under 19, Pellè con l’Under 21, Papa Waigo con la nazionale maggiore del Senegal. Vabbè, almeno per loro c’è ancora qualche stimolo. A noi non resta che pensare già al prossimo anno.

Treviso-Cesena 1-1

12 maggio 2007

Treviso,12 maggio 2007, stadio Omobono Tenni, ore 16. Sedicesima giornata di ritorno.

RETI: 41′ pt De Feudis, 8′ st Fava.

Treviso e Cesena entrano in campo

TREVISO (3-4-3): Avramov; Lorenzi (1′ st Music), Viali, Valdez; Moro, Gissi, Guigou, Mezzano; Quadrini, Fava (38′ st Beghetto), Acquafresca (14′ st Petras). A disp.: Cordaz, Camorani, Vargas, Fietta. All.: Rossi.

CESENA (4-2-3-1): Sarti; Tonucci (21′ st Ola), Zaninelli, Ficagna, Biserni; De Feudis, Mezavilla; Papa Waigo, Del Core, Bracaletti (27′ st Danucci); Pellè (34′ st Pellicori). A disp.: Ravaglia, Drudi, Villar, Arrigoni. All.: Castori.

ARBITRO: Lops di Torino.

AMMONITI: Gissi, Lorenzi, Bracaletti, Ficagna.

ESPULSO: 13′ st Viali per doppia ammonizione.

NOTE: Pomeriggio afoso, terreno in buone condizioni. Spettatori 3mila circa, incasso non comunicato. Calci d’angolo 6-2 per il Cesena. Recupero: 1′ pt, 5′ st.

TREVISO. Un buon pareggio dà valore al punto raccolto domenica scorsa contro la Juventus. Contro un Treviso inizialmente deciso a giocarsi le proprie carte, i ragazzi di Castori, decimati dalle assenze, hanno invece disputato un gagliardo primo tempo, costringendo i padroni di casa a rivedere le proprie strategie. E soprattutto ad accontentarsi di un 1-1 che consente al Cesena di entrare in zona tranquillità. A quota 50 si starebbe ancora più sicuri, ma già a 48 il panorama inizia ad essere davvero bello.

Per una volta Castori vince sul piano della tattica, almeno in partenza, così come un bravo timoniere decide il match di Coppa America con una miglior strategia di partenza. Il 4-2-3-1 con il quale l’uomo di Tolentino fa di necessità (le tante assenze) virtù (controllo del centrocampo) mette in seria difficoltà il Treviso, che se si eccettua il perdonabile e fortunatamente non letale errore iniziale di Tonucci su Acquafresca (traversa), i biancazzurri nel corso della prima frazione di gioco non costruiscono più niente degno di note. Anzi, è il Cesena a passare meritatamente in vantaggio al 41′, con il colpo di testa di De Feudis, giunto alla sua prima rete in B. Nel corso del primo tempo, comunque, è partita vera: il Treviso vuole di più, ma sembra decisamente limitato.

Meno agonisticamente interessante appare invece la ripresa, con un Cesena che sa di potersi accontentare del pareggio e con un Treviso che capisce di non poter ambire a nulla in più del punto. Ed allora che pareggio sia. Dopo soli 8′ di gioco i padroni di casa pareggiano con Fava, poi restano in 10 per l’ingenua espulsione di Viali per doppia ammonizione e tutto finisce lì. Qualcuno ogni tanto prova la giocata della domenica, ma poi senza troppa convinzione. E nel finale Castori mette in campo anche Danucci, la cui unica presenza nel corso di questo campionato fino ad oggi risaliva al match con l’Albinoleffe: non proprio un giocatore da momenti delicati.

Ma va bene così, con quelli del Centro Coordinamento (26 in tutto) a cantare e sventolare le bandiere (gli ultras sono rimasti fuori dal Tenni) e con un finale di campionato decisamente più sereno.

Trevigiani Treviso e Cesena  salutano Cesenati a Treviso

Cesena-Juventus 2-2

7 maggio 2007

Cesena, 6 maggio 2007, stadio Dino Manuzzi, ore 20.30, quindicesima giornata di ritorno.

RETI: 11′ pt Salvetti, 41′ pt Trezeguet, 42′ pt Nedved, 11′ st Papa Waigo.

Cesena Juventus entrata in campo

L’entrata in campo delle due formazioni. Clicca per ingrandire.

CESENA (4-3-3): Sarti; Doudou (8′ pt Biserni), Zaninelli, Ficagna, Sabato; Mezavilla (23′ st Ola), Anastasi, Salvetti; Papa Waigo, Pellé, Del Core (30′ st De Feudis). A disp.: Ravaglia, Tonucci, Pellicori, Bracaletti. All. Castori

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Birindelli, Boumsong, Legrottaglie, Chiellini; Marchionni (31′ st Balzaretti), Marchisio, Nedved (42′ st Bianco); Zalayeta, Trezeguet, Del Piero (39′ st Bojinov). A disp.: Mirante, De Ceglie, Venitucci, Palladino. All. Deschamps

ARBITRO: Stefanini di Prato.

AMMONITI Anastasi, Nedved, Marchisio, Sabato.

NOTE: serata fresca, terreno leggermente scivoloso. Spettatori 20000 circa (14000 paganti più 5004 abbonati per un incasso di oltre 300 mila euro); Calci d’angolo: 7-5 per il Cesena. Recupero 2′ pt, 5′ st.

CESENA. Nella notte delle stelle, Salvetti e Papa Waigo brillano come e Nedved e Trezeguet. Il Cesena si riscatta parzialmente dopo le ultime infelici uscite e ferma con ardore la corazzata Juventus. E soprattutto i bianconeri di Castori si mostrano anche più forti delle divisioni che da tempo rendono elettrica l’atmosfera dentro lo spogliatoio.

Al Manuzzi va in scena una sorta di derby di Romagna, almeno sugli spalti. C’è la metà bianconera cesenate, quella che da Imola a Cattolica, da Savio a San Piero è cresciuta a pane e Cesena, quando Boranga e compagni osavano addirittura battere la Vecchia Signora in serie A. E poi c’è la metà romagnola juventina, quella che in qualche modo da sempre rinnega le proprie origini: la sfida è accesissima anche sugli spalti: ventimila paganti e forse qualcosa in più sono il degno contorno di una sfida che in regione a livello numerico non può avere eguali.

Per Castori però non è un festa, ma una battaglia. Il Cesena appare rivoluzionato rispetto ai disastri aretini: in tribuna finiscono Lauro e Vignati, mentre in panchina si accomodano Bracaletti, Biserni e De Feudis. Finalmente in campo dal 1′ Zaninelli e Ficagna, ed agli spettatori di casa bastano pochi minuti per capire che buona parte delle speranze play-off sono sfumate quando il Cesena ha perso i suoi due titolari della difesa. Con loro in campo è tutta un’altra cosa: è impressionante passare da un Floro Flores che irride Lauro e Vignati ad un Trezeguet che si infrange su Ficagna e ad un Del Piero che si arrende a Zaninelli.

Anche in avanti il Cesena sconta una grave mancanza, cioè quella di un centravanti vero: Pellè diventerà probabilmente un grande giocatore ma non a Cesena. Per fortuna però che le ali del tridente castorizzato sono straordinarie e soprattutto che il capitano romagnolo è un giocatore di categoria superiore. Il gol del vantaggio cesenate è di rara bellezza. Zaninelli come un guerriero sradica la palla a Del Piero e serve Papa Waigo, il senegalese irride Chiellini sulla destra e conquista il fondo, nel mezzo Salvetti anticipa Legrottaglie e batte Buffon. Esulta metà del Manuzzi, quella giusta.

Il calcio romagnolo è stellare, e sull’asse Salvetti-Del Core passa anche la palla del possibile pareggio. Poi emerge la terza grave mancanza di questo girone di ritorno del Cesena, dopo difensori centrali e centravanti: il portiere. Su rimessa laterale in fase d’attacco della Juve Sarti si posiziona un metro abbondante dentro la linea di porta (!), evita accuratamente di uscire e Trezeguet di gionocchio pareggia. Anastasi si fa trascinare dalla focosa indole sicula ed esplicita immediatamente il proprio pensiero al portiere cesenate: si sfiora la rissa tra compagni. Seguono cinque minuti di follia, in cui il Cesena incassa la rete fortunosa di Nedved (che esulta in faccia a Castori) e rischia di subire anche l’1-3.

La grande magia di Castori avviene dentro gli spogliatoi. Entrano 11 giocatori con i nervi a fior di pelle, escono altrettanti guerrieri. La Juventus capisce che il vento è cambiato, ed ancora Salvetti-Del Core e Papa Waigo confezionano la rete del 2-2. Deschamps si accorge che tira una brutta aria per la capolista e si copre, probabilmente anche troppo: fuori Marchionni, il più pericoloso degli ex campioni d’Italia, poi via anche Nedved e Del Piero. Del resto il punto fa comodo a tutti. Alla juve che resta a +6 sulla seconda della classe (il Genoa) ed al Cesena, che sabato prossimo a Treviso conquisterà un altro importantissimo punto, quello della tranquillità in chiave salvezza.

Il Cesena chiude tra gli applausi e con una certezza: Zaninelli, Salvetti e Del Core saranno imprescindibili per ricostruire la squadra il prossimo anno.

Curva Mare contro Juventus Squadre in campo Cesena Juve Curva Ferrovia Juventus

Nelle tre immagini sopra (clicca per ingrandirle), da sinistra a destra: la curva Mare, il saluto delle due squadre, la curva Ferrovia con i gobbi.

6 maggio 2007: fuori i gobbi dalla Mare

5 maggio 2007

Torna la partita della vergogna. Dopo l’antipasto estivo in Coppa Italia, al Manuzzi sbarca la Juventus o Rubentus che dir si voglia. E già questo basterebbe per definire l’incontro come “partita della vergogna”, perchè di per sè la Juventus, è una vergogna. D’accordo, hanno rubato anche tanti altri, in piena Moggiopoli il Torino è stato palesemente promosso in serie A grazie agli arbitraggi di Farina, ma questo è un altro discorso… nell’attesa di vedere il Toro giustamente retrocesso sul campo, concentriamoci sull’incontro di domani.

Let it B

Qualcuno si è lamentato per i prezzi dei biglietti, 23 euro più gli eventuali diritti di prevendita per la curva. Ci permettiamo di dire che è una vergogna che qualcuno si lamenti, e che 23 euro sono pochi! Perchè mai favorire chi viene allo stadio solo una volta all’anno quando c’è la Juve o peggio ancora chi viene per vedere e tifare Juventus? Calabrese e pugliese saranno i dialetti più parlati domani sera al Manuzzi, provenienti da tutta la Romagna, per vedere i gobbi maledetti. Per quel che ci riguarda questa gente dovrebbe pagare 50 euro per la curva! Poi ci sono i cesenati da salotto, che si guardano bene dal venire allo stadio alle 19 per vedere Cesena-Albinoleffe ma per la Juve fanno un’eccezione. Bene, almeno tiferanno Cesena, però per questi andare allo stadio per una partita di calcio o per un grande concerto è la stessa cosa. Ci vanno solo per lo spettacolo. Ed allora è giusto chiedere anche a loro che paghino. La società deve praticare abbonamenti sempre più bassi, prezzi popolari, e favorire noi poveri disgraziati che seguiamo la nostra squadra tutto l’anno. A Napoli come ad Arezzo.

Ed a proposito di Arezzo, sarebbe bene che i giocatori (non la società, proprio i giocatori) ci pagassero di tasca loro la nostra prossima trasferta a Treviso, per chiedere scusa della figuraccia cui ci hanno costretto ad assistere.

Ed infine trattiamo l’ultimo, delicato, argomento. I cesenati (figli di un dio minore) che verranno allo stadio per tifare Juventus. Succede ovunque, non è certo una cosa nuova. Ma a questa gente che consideriamo alla stregua di collaborazionisti, traditori, rinnegati, lanciamo un forte e risoluto appello: andate a sistemarvi lontano dalla Curva Mare ed abbiate la decenza di non provocare. L’ospitalità, l’accoglienza ed il rispetto sono per noi valori fondamentali, anche per chi la pensa diversamente, e domenica sera non sarà un’eccezione. Se non vi fate schifo da soli, tifate pure per chi volete, ma senza andare fuori dalle righe. Che non salti in mente a nessuno che vista l’assenza di tifo organizzato anche la Mare sia un posto come un altro per vedere la partita. Ognuno ai propri posti, nessuna provocazione, e soprattutto FUORI I GOBBI DALLA MARE.

Arezzo-Cesena 3-0

2 maggio 2007

Arezzo, stadio “Comunale”, martedì 1 maggio 2007, ore 15. Recupero nona giornata di ritorno.

RETI: 30′ pt Floro Flores, 33′ pt e 10′ st Volpato.

AREZZO (4-4-2): Bremec; Bricca, Terra, Conte, Barbagli (25’ pt Ranocchia); Bondi, Togni, Roselli, Croce; Volpato (30’ st Pedro Lopez), Floro Flores (20’ st Grabbi). A disp.: Lancini, Sussi, Vigna, Martinetti. All.: Conte.

CESENA (4-3-3): Sarti; Biserni, Vignati (1’ st Ficagna), Lauro (1’ st Zaninelli), Sabato; Mezavilla, De Feudis, Salvetti; Papa Waigo (23’ st Villar Rodriguez) Pellè, Bracaletti. A disp.: Ravaglia, Tonucci, Danucci, Moretti. All.: Castori.

ARBITRO: Vellotto di Grosseto.

AMMONITI: Biserni, Sabato, Bondi, Terra, Roselli.

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno duro. Spettatori 2000 circa, incasso non comunicato. Angoli 6-3 per il Cesena. Recupero: 1′ pt, 4′ st. Al 44′ pt Sarti para un rigore a Floro Flores.

Il problema non è che abbiamo perso ad Arezzo, ormai ogni anno perdiamo ad Arezzo, il problema è che noi non siamo scesi in campo, il problema è che, come ha detto mister Castori, “i giocatori erano già in vacanza“. Chiaramente l’Arezzo aveva un motivo in più di noi per correre e lottare, ma forse ai nostri giocatori non è ben chiaro che non siamo ancora salvi e per questo dovrebbero ancora giocare e cercare di vincere. Oltre a questo fondamentale motivo, c’è che ieri ad Arezzo c’erano 150 persone al seguito dei bianconeri. Ieri era un giorno di festa e le nuove leggi anti violenza non danno certamente una spinta a fare le trasferte, di conseguenza le persone presenti allo stadio di Arezzo si sono sentite quantomeno prese in giro dall’atteggiamento dei giocatori scesi in campo. Noi non ci sentiamo già in vacanza e pensiamo che neanche loro dovrebbero. Non vogliamo sentirci parte di una farsa già costruita come la partita con l’Albinoleffe o come la partita di ieri con l’Arezzo. Vogliamo che fino alla fine del campionato onorino la nostra maglia poi, a campionato finito, e a salvezza raggiunta, ognuno può fare le vacanze che vuole.