Cesena, 6 maggio 2007, stadio Dino Manuzzi, ore 20.30, quindicesima giornata di ritorno.
RETI: 11′ pt Salvetti, 41′ pt Trezeguet, 42′ pt Nedved, 11′ st Papa Waigo.

L’entrata in campo delle due formazioni. Clicca per ingrandire.
CESENA (4-3-3): Sarti; Doudou (8′ pt Biserni), Zaninelli, Ficagna, Sabato; Mezavilla (23′ st Ola), Anastasi, Salvetti; Papa Waigo, Pellé, Del Core (30′ st De Feudis). A disp.: Ravaglia, Tonucci, Pellicori, Bracaletti. All. Castori
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Birindelli, Boumsong, Legrottaglie, Chiellini; Marchionni (31′ st Balzaretti), Marchisio, Nedved (42′ st Bianco); Zalayeta, Trezeguet, Del Piero (39′ st Bojinov). A disp.: Mirante, De Ceglie, Venitucci, Palladino. All. Deschamps
ARBITRO: Stefanini di Prato.
AMMONITI Anastasi, Nedved, Marchisio, Sabato.
NOTE: serata fresca, terreno leggermente scivoloso. Spettatori 20000 circa (14000 paganti più 5004 abbonati per un incasso di oltre 300 mila euro); Calci d’angolo: 7-5 per il Cesena. Recupero 2′ pt, 5′ st.
CESENA. Nella notte delle stelle, Salvetti e Papa Waigo brillano come e Nedved e Trezeguet. Il Cesena si riscatta parzialmente dopo le ultime infelici uscite e ferma con ardore la corazzata Juventus. E soprattutto i bianconeri di Castori si mostrano anche più forti delle divisioni che da tempo rendono elettrica l’atmosfera dentro lo spogliatoio.
Al Manuzzi va in scena una sorta di derby di Romagna, almeno sugli spalti. C’è la metà bianconera cesenate, quella che da Imola a Cattolica, da Savio a San Piero è cresciuta a pane e Cesena, quando Boranga e compagni osavano addirittura battere la Vecchia Signora in serie A. E poi c’è la metà romagnola juventina, quella che in qualche modo da sempre rinnega le proprie origini: la sfida è accesissima anche sugli spalti: ventimila paganti e forse qualcosa in più sono il degno contorno di una sfida che in regione a livello numerico non può avere eguali.
Per Castori però non è un festa, ma una battaglia. Il Cesena appare rivoluzionato rispetto ai disastri aretini: in tribuna finiscono Lauro e Vignati, mentre in panchina si accomodano Bracaletti, Biserni e De Feudis. Finalmente in campo dal 1′ Zaninelli e Ficagna, ed agli spettatori di casa bastano pochi minuti per capire che buona parte delle speranze play-off sono sfumate quando il Cesena ha perso i suoi due titolari della difesa. Con loro in campo è tutta un’altra cosa: è impressionante passare da un Floro Flores che irride Lauro e Vignati ad un Trezeguet che si infrange su Ficagna e ad un Del Piero che si arrende a Zaninelli.
Anche in avanti il Cesena sconta una grave mancanza, cioè quella di un centravanti vero: Pellè diventerà probabilmente un grande giocatore ma non a Cesena. Per fortuna però che le ali del tridente castorizzato sono straordinarie e soprattutto che il capitano romagnolo è un giocatore di categoria superiore. Il gol del vantaggio cesenate è di rara bellezza. Zaninelli come un guerriero sradica la palla a Del Piero e serve Papa Waigo, il senegalese irride Chiellini sulla destra e conquista il fondo, nel mezzo Salvetti anticipa Legrottaglie e batte Buffon. Esulta metà del Manuzzi, quella giusta.
Il calcio romagnolo è stellare, e sull’asse Salvetti-Del Core passa anche la palla del possibile pareggio. Poi emerge la terza grave mancanza di questo girone di ritorno del Cesena, dopo difensori centrali e centravanti: il portiere. Su rimessa laterale in fase d’attacco della Juve Sarti si posiziona un metro abbondante dentro la linea di porta (!), evita accuratamente di uscire e Trezeguet di gionocchio pareggia. Anastasi si fa trascinare dalla focosa indole sicula ed esplicita immediatamente il proprio pensiero al portiere cesenate: si sfiora la rissa tra compagni. Seguono cinque minuti di follia, in cui il Cesena incassa la rete fortunosa di Nedved (che esulta in faccia a Castori) e rischia di subire anche l’1-3.
La grande magia di Castori avviene dentro gli spogliatoi. Entrano 11 giocatori con i nervi a fior di pelle, escono altrettanti guerrieri. La Juventus capisce che il vento è cambiato, ed ancora Salvetti-Del Core e Papa Waigo confezionano la rete del 2-2. Deschamps si accorge che tira una brutta aria per la capolista e si copre, probabilmente anche troppo: fuori Marchionni, il più pericoloso degli ex campioni d’Italia, poi via anche Nedved e Del Piero. Del resto il punto fa comodo a tutti. Alla juve che resta a +6 sulla seconda della classe (il Genoa) ed al Cesena, che sabato prossimo a Treviso conquisterà un altro importantissimo punto, quello della tranquillità in chiave salvezza.
Il Cesena chiude tra gli applausi e con una certezza: Zaninelli, Salvetti e Del Core saranno imprescindibili per ricostruire la squadra il prossimo anno.

Nelle tre immagini sopra (clicca per ingrandirle), da sinistra a destra: la curva Mare, il saluto delle due squadre, la curva Ferrovia con i gobbi.