Archivio di aprile 2007

Napoli-Cesena 2-0

30 aprile 2007

Napoli, stadio San Paolo, sabato 28 aprile 2007 ore 16, quattordicesima giornata di ritorno.

entrata in campo Napoli Cesena al San Paolo

L’entrata in campo delle squadre al San Paolo. Clicca per ingrandire

RETI: 6′ pt Sosa,  51′ st Trotta.

NAPOLI (3-5-2): Iezzo, Domizzi, Cannavaro, Maldonado; Grava (31′ st Trotta), Montervino, Gatti (39′ st Amodio), Bogliacino, Savino; Sosa (32′ st Pià), Calaiò. A disp.: Gianello, Rullo, Dalla Bona, Bucchi. All.: Reja.

CESENA (4-3-3): Sarti;  Biserni, Doudou, Lauro (26′ st Ficagna), Sabato; Mezavilla, De Feudis (41′ st Moretti), Anastasi (13′ st Pagliuca); Papa Waigo, Pellè, Bracaletti. A disp.: Ravaglia, Vignati, Danucci, Villar Rodriguez. All.: Castori.

ARBITRO: Palanca di Roma.

AMMONITI: Grava, Savini, Amodio, Pagliuca, Doudou.

NOTE: Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori 45 mila circa, incasso non comunicato. Angoli: 9-4 per il Napoli. Recupero: 1′ pt, 6′ st.

NAPOLI. Perdere a Napoli, ovviamente ci può stare, anche se quella partenopea si conferma squadra più pragmatica che spettacolare. Eufemistica definizione per dire che tirano a fare il minimo indispensabile, cioè a difendere l’1-0, e che con un pizzico di cinismo di più in attacco il Cesena avrebbe trovato un meritato pari.

Perdiamo Pagliuca, infortunatosi ai legamenti del ginocchio sinistro, fino almeno a fine stagione. A Luigi va il doveroso e sentito, oltre che caloroso, in bocca al lupo di tutto il Bronx Vigne.

Per quel che riguarda la gara, ormai c’è poco da aggiungere rispetto a quanto affermato nelle scorse trasferte. Avremo anche dei tifosi che fischiano Bernacci, ma Bernacci in attacco era un punto di riferimento per tutta la manovra bianconera. Il Pellè di questo 2007 è al contrario evanescente, privo di cattiveria, forse con la mente ormai rivolta alla prossima stagione, di certo da disputare con la casacca di un altro club.

cesenati a Napoli   curva B Napoli  curva A Napoli

Nelle foto sopra: a sinistra i cesenati nella gabbia del San Paolo, al centro la Curva B ed a destra la Curva A del Napoli. Clicca sulle foto per ingrandirle.

CESENA-ALBINOLEFFE…

26 aprile 2007

A qualche giorno di distanza dalla partita disputata lunedì sera (ennesima sottomissione alla logica della tv), ci sembra opportuno riflettere su quanto accaduto sugli spalti.

Scudetto Cesena

Lo scudetto del Cesena (clicca per ingrandire)

E’ apparso chiaro a tutti i presenti un secondo tempo non giocato da parte di entrambe le squadre al fine di “portare a casa” un punto che muove la classifica e non fa male a nessuno. Detto questo, è altrettanto chiaro che nessuno degli spettatori può essere rimasto soddisfatto della partita vista, anche perchè, molti dei suddetti spettatori sono usciti prima dal lavoro o hanno dovuto correre appena usciti dal lavoro per poter arrivare in tempo ad un appuntamento importante, com’è per tutti noi, la partita del Cesena.

Nonostante questo, vogliamo commentare un coro proveniente da una parte della curva superiore all’indirizzo di Anastasi. Che Anastasi non sia propriamente un idolo della curva è abbastanza noto, che non riscuota successi con il suo gioco che rallenta il centrocampo, con il suo gioco troppo “pensato”, è altrettanto noto, ma non per questo ci sembra corretto apostrofarlo con un coro come quello sentito lunedì sera (torna a casa terun). In primo luogo Anastasi è un giocatore del Cesena e, che ci piaccia o no come gioca, fino a giugno resterà con noi. In secondo luogo, forse, alcuni di quelli che hanno partecipato a questo coro non si ricordano o non erano presenti allo stadio quando il campo del Manuzzi veniva calpestato da gente del calibro di Marziano, Bellotti, Paradiso o Campofranco. Anastasi può piacere o meno, ma insultarlo per il suo modo di giocare non è corretto. Senz’altro il suo atteggiamento distaccato e supponenente non l’ha aiutato a farsi voler bene dal popolo bianconero, ma imputare solo a lui l’andamento di una partita o di un periodo storto non ci trova d’accordo.

Concludiamo dicendo che tutto ciò accade perchè, dopo l’autosospensione delle WSB, non c’è più una linea comune da tenere in curva Mare e perciò, chiunque può permettersi di lanciare insulti o cori che fino a pochi mesi fa non sarebbero stati permessi.

Cesena-Albinoleffe 2-2

23 aprile 2007

Cesena, stadio Dino Manuzzi, lunedì 23 aprile 2007, ore 19,00. Tredicesima giornata di ritorno.

Cesen albinoleffe entrata in campo

Nella foto sopra: l’entrata in campo di Cesena e Albinoleffe. Clicca per ingrandire

RETI: 6′ pt, 11′ pt (rig.) Papa Waigo, 24′ pt Rabito; 2′ st G.Santos.

CESENA (4-3-3): Sarti; Biserni, Doudou, Vignati, Sabato; Mezavilla, Anastasi, Pagliuca; Papa Waigo (25′ st Villar Rodriguez), Pellè (23′ pt Moretti), Bracaletti (14′ st Danucci).
A disp.: Ravaglia, Ficagna, Lauro, De Feudis. All.: Castori.

ALBINOLEFFE (4-5-1): Marchetti; Colombo, G.Santos, Donadoni, Peluso; Gori, Caremi (30′ pt Garlini), Belingheri, Poloni, Rabito (3′ st Cristiano); Ruopolo (33′ st Ferrari).
A disp.: Acerbis, Piantoni, Madonna, Cellini. All.: Mondonico.

ARBITRO: Squillace di Catanzaro.
AMMONITI: Anstasi, Donadoni, Caremi.

ESPULSO: 26′ pt Donadoni per doppia ammonzione.

NOTE: Serata primaverile, terreno in ottime condizioni. Spettatori 6.175 (paganti 1.171, abbonati 5.004). Incasso 32.291,33 €. Angoli 8-7 per il Cesena, recupero: 1′ pt, 3′ st.

CESENA. Il pareggio per le ambizioni di entrambe le squadre è legittimo, i fischi dei tifosi sono altrettanto legittimi. Che Cesena ed Albinoleffe abbiano fatto tutto il possibile per accontentarsi del pareggio nel secondo tempo è cosa palese ed innegabile. Nella ripresa non si è giocato, e questo giustifica la scelta anche di un quotidiano locale di non dare le pagelle. Non è stata partita vera. Le due società lavorano proficuamente insieme ormai da qualche anno, i rapporti di mercato sono sempre buoni, e non c’era ragione per farsi male a vicenda. Senza parlare nemmeno di accordi sotterranei o chissà quali traffici illegali. Il pari senza lotta andava bene a tutti e così è stato.

Però che nessuno si lamenti se la gente accorsa allo stadio alle 7 di un lunedì pomeriggio, convinta di vedere una partita di calcio, finisca per fischiare una squallida amichevole tra amici. Tutto qui.

Curva Cesena contro Albinoleffe Cesena Albinoleffe curva albinoleffe

Nelle foto sopra (clicca per ingrandire): a sinistra la curva semideserta del Cesena a pochi minuti dal calcio d’inizio avvenuto alle 7 di lunedì pomeriggio contro l’Albinoleffe, a destra la curva deserta dei bergamaschi con soli 6 rappresentati lombardi dotati di una maglia da gioco azzurra come unico striscione.

Rimini-Cesena..il giorno dopo..

15 aprile 2007

All’indomani di Rimini-Cesena ci sembrano doverose alcune riflessioni.

La prima riguarda il nostro Gruppo che utilizzeremo come cartina al tornasole per valutare il vissuto dei tifosi nel dopo Catania-Palermo. Il campionato scorso, Rimini-Cesena si giocò venerdì 26 gennaio alle ore 20,45 e un intero pullman del Bronx partì dalla Piazzetta alla volta di Rimini. Quest’anno il Neri è stato raggiunto con mezzi propri da 14 di noi…

La seconda riflessione riguarda il Benvenuto riservatoci dalle forze dell’ordine fuori dal nostro settore. Ci è stato chiesto,in maniera più o meno educata, di toglierci di dosso sciarpe, magliette e felpe  dei gruppi organizzati. Le nuove norme anti violenza prevedono, infatti, che non si possa più entrare allo stadio con scritte o simboli inneggianti alla violenza; nello specifico, non è ammesso il materiale dei gruppi che abbiano al loro interno persone diffidate. A tale proposito diremo che questa normativa non solo non ha niente a che fare con l’inneggiare alla violenza ( ognuno di noi sa che la sciarpa è simbolo di appartenenza a un gruppo e manifestazione della propria passione per la squadra, ognuno di noi sa che mettere la sciarpa al collo è motivo di  orgoglio ), ma è addirittura una manovra, studiata accuratamente, per l’eliminazione dei gruppi organizzati. Non crediamo sia possibile pensare che avere scritto su una maglietta il nome di un gruppo, possa in qualche modo dar adito a pensieri violenti o a manifestazioni aggressive. Continuiamo a pensare fortemente che la violenza sia ben altra cosa..

L’ultima riflessione riguarda un articolo letto questa mattina su un giornale locale. A proposito della confisca delle sciarpe, viene scritto che ci sono state tolte perchè ” recanti simboli come teschi e bastoni “. Non siamo naturalmente scandalizzati perchè un giornalista scrive di cose che non conosce ( negli ultimi due mesi si è sentito e letto di tutto ), ma riflettevamo sul fatto che a volte si perdono occasioni meravigliose per stare zitti… 

Rimini-Cesena 1-0

14 aprile 2007

Rimini, stadio Romeno Bianconeri, sabato 14 aprile 2007. Dodicesima giornata di ritorno, ore 16.

Rimini-Cesena, ingresso in campo dei giocatori

Nella foto sopra: l’ingresso delle due squadre al Romeo Bianconeri

Rete: 2′ pt Matri.

RIMINI (4-2-3-1): Handanovic; Vitiello, Peccarisi (1′ st Baccin), Porchia, Regonesi; Cristiano, Cascione; Valiani, Ricchiuti (20′ st Tasso), Jeda (24′ st Moscardelli); Matri.
A disp.: Pugliesi, Bravo, Pagano, Bischeri. All. Acori.

CESENA (4-3-3): Sarti; Doudou, Ola (45′ pt Mezavilla), Lauro, Sabato; Pagliuca (30′ st Pellicori), Biserni, De Feudis; Papa Waigo, Pellè, Bracaletti (10′ st Del Core).
A disp.: Ravaglia, Vignati, Tonucci, Anastasi. All. Castori.

ARBITRO: Giannoccaro di Lecce.

AMMONITI: Ricchiuti, Regonesi, Valiani, Jeda, Cristiano, Peccarisi, Lauro, Ola, Sabato.

ESPULSI: 31′ st Del Core per c.n.r., 45′ st Gadda dalla panchina per proteste.

NOTE: Giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori 8.179 (paganti 3.101, abbonati 5.078). Incasso 103.044 €. Angoli: 6-3 per il Rimini . Recupero: 3′ pt, 3′ st.

RIMINI. E sono due. Due le partite che il Rimini ci frega nel corso di questa stagione. Dopo il furto con scasso dell’andata, Giannoccaro non ha voluto essere da meno di Messina ed ci ha messo del suo per regalare questi tre punti alla formazione di casa. Lo ha fatto in primis convalidando un gol, quello di Matri, viziato dalla posizione palesemente irregolare (ma giudicata passiva) di Jeda. In seconda battuta non concedendo un netto calcio di rigore al Cesena a seguito dell’efficace parata di Porchia su tiro di Del Core. Che poi il barese si sia dimenticato di giocare nel Cesena ed abbia spintonato l’arbitro, rimediando l’espulsione e tre giornate di squalifica, questo è un altro discorso. Certe cose che a Catania sono ammesse, a Cesena ed al Cesena no. Del Core ha sbagliato e per questo pagherà: intanto a rimetterci sono stati però tutti i suoi compagni di squadra.

Sul piano del gioco e dell’impegno non c’è nulla da rimproverare alla formazione romagnola. Il Cesena ha giocato bene, mettendo alle corde un Rimini presuntuoso e che non paga quasi mai le pazzie tattiche del proprio allenatore, Leo Acori. Per il momento, come del resto da cinque anni a questa parte, i fatti (ed i soldi) gli stanno dando ragione. Staremo a vedere dove potrà arrivare anche questo personaggio.

Con una formazione largamente rimaneggiata il Cesena ha dato l’anima. Non era oggettivamente lecito chiedergli di più. Bravi tutti quelli scesi in campo, indistintamente. Per una volta non vanno date insufficienze nonostante la sconifitta. Certo, Pellè avrebbe potuto fare di più, il gol del Rimini nasce anche da un errore di Sarti, Doudou spesso è andato in tilt, ma alla fine tutti hanno corso e lottato ai limiti delle proprie possibilità. Discorso a parte, come già accennato, per Del Core. L’unica nota veramente stonata (insieme all’arbitro) di giornata.

Derby

14 aprile 2007

Alcune semplici considerazioni a poche ore dalla sfida tra Rimini e Cesena. In particolare nei quotidiani romagnoli, che devono vendere principalmente a Rimini (è la piazza con il mercato più grande e quindi appetibile) si usa ormai a sproposito il termine derby.

La discussione potrebbe essere infinita su questo argomento. Benchè Wikipedia tenti di organizzare sommariamente l’argomento, ogni persona potrebbe fornire una propria visione e versione del termine derby.

Noi puntualizzeremo la visione bianconera, cesenate, del termine derby.

Per il Cesena il derby principale è quello con il Bologna. Perchè noi siamo la Romagna, loro l’Emilia, ed è una sfida storica, culturale e politica.

Ma quello non è il solo derby. Sempre ragionando in ottica Emilia contro Romagna, definiamo derby minori, quelli con Modena in primis, Reggiana e Spal poi.

E basta.

Un derby ha, deve avere, una sua storia alle spalle. Deve esserci una rivalità sentita, non puramente sportiva, ma culturale, etica, politica, etc… Tutti elementi che ritroviamo nelle sfide con le emiliane.

Elementi viceversa che non sussistono nè nelle sfide con Rimini nè con il Ravenna. Il massimo a cui ambisce un ravennate od un riminese è diventare “la prima squadra della Romagna“. Tutto qui. Ma per quello contano i soldi. Se uno fa il falegname e fa fortuna con questo mestiere, magari allestisce una squadra fortissima che diventa anche la prima in Romagna. Ma sarebbe la stessa cosa se Abramovich comprasse il Riccione e lo portasse in Champion’s League. Rimini e Ravenna non possono, perchè è impossibile, contendere alcun primato etico, culturale, politico, enogastronomico o di altra natura a Cesena.

Quindi per noi non sono derby.

Che poi questo genere di sfide siano esasperate da riminesi e ravennati, è persino legittimo, dal loro punto di vista. Ma il derby derby del Rimini è con il Fano

Chi ha ucciso Filippo Raciti?

7 aprile 2007

La domanda torna a sorgerci spontanea (ma in realtà non abbiamo mai smesso di chiedercelo) dopo il servizio pubblicato dal settimanale “L’Espresso” nel quale si avanza una nuova ipotesi (clicca qui per leggere l’articolo online sul sito de l’Espresso). L’ispettore di polizia non sarebbe vittima di uno o più ultras etnei, ma sarebbe stato colpito da una manovra di una camionetta di polizia.

Camionetta polizia catania

Foto tratta dal sito de l’Espresso: la camionetta che potrebbe aver ucciso Raciti
Verbali, inchieste, mezze verità, arresti e daspo: una saga tutta italiana.

Intanto una persona è morta e la metà degli stadi italiani è senza tifo.

Un derby velato di tristezza…

7 aprile 2007

Certo che vedere un derby così riempie proprio di tristezza

Curva Cesena contro Modena

La curva del Cesena contro il Modena. Clicca per ingrandirla.

Modenesi a Cesena

Modenesi a Cesena in Curva Ferrovia. Clicca per ingrandire.

Non saremo ai miseri 800 paganti del sabato precedente al Romeo Neri per Rimini-Treviso, ma i 1434 paganti di Cesena-Modena sono davvero poca cosa per una piazza ricca di passione tradizione come la nostra. E se la Curva Mare appariva desolatamente semipiena, anche da Modena i tifosi scesi al Manuzzi non erano più di 200. Troppo poco per un derby come questo. Le ragioni di questa moria però sono molteplici, e soprattutto ben note.

Il venerdì la gente comune lavora. Non tutti forse l’hanno capito, quindi nessuno si meravigli se in tanti hanno dovuto rinunciare ad assistere all’incontro per questa ragione. Per quanto possa essere vitale, con il Cesena non si mangia, con il lavoro sì.

Le leggi post Catania hanno poi praticamente ucciso il tifo. E senza quel calore tipico delle curve italiane anche la gente è meno motivata ad andare allo stadio. L’esempio della Curva Mare è lampante.

Il modello inglese è sempre più vicino. Anche se in Italia sembra proprio non funzionare, come hanno dimostrato gli incidenti di Roma-Manchestern. Ma chi comanda vuole che il tifo sia così. Qualcuno ha già iniziato. Contro il Modena dalla parte inferiore della Curva Mare, quella dove solitamente erano appesi striscioni neri bordati di tricolore, sono partiti a più riprese cori ritmati dal battito delle sole mani. In uno stadio surrealmente silenzioso, il coro faceva un certo effetto. Ma questo è la morte di tutto. Questi cori, fatti così, sono la cornice adatta per la ripresa delle tv.

Cesena-Modena, le pagelle

7 aprile 2007

Sarti 6: Raramente chiamato in causa, sempre attento e vigile, in una partita comunque in cui gli è stato richiesto il minimo sindaca.e
Biserni 6.5: non spinge forte come a Frosinone ma decisamente più vigile in fase di copertura. Chiude come centrale di centrocampo.
Ola 7: probabilmente i suoi avversari contano di poterlo prendere in velocità, ma il difensore africano lotta sempre con eleganza e con il coltello tra i denti.
Lauro 6: prestazione prova di sbavature, mostra una buona intesa con il proprio compagno di reparto.
Sabato 6: dopo di disastri ciociari appare in ripresa, ma ha sempre l’errore in canna.
Bracaletti  6.5: fare l’esterno nel centrocampo a 4 gli piace particolarmente, dal momento che è sgravato da compiti difensivi. E le cose buone che gli riescono sono tante. (dal 38′ st Pagliuca sv: rafforza il robusto filtro di centrocampo nei minuti finali)

(continua…)

Cesena-Modena 1-0

7 aprile 2007

Sabato 6 aprile, stadio Dino Manuzzi, ore 16, undicesima giornata di ritorno.

Cesena-Modena ingresso in campo

Nella foto sopra: l’ingresso in campo delle due formazioni 

RETE: 2′ pt Salvetti. 

CESENA (4-4-2): Sarti; Biserni, Ola, Lauro, Sabato; Bracaletti (38′ st Pagliuca), De Feudis, Mezavilla (16′ st Doudou), Salvetti; Pellè (41′ st Vignati), Pellicori. (A disp.: Ravaglia, Tonucci, Danucci, Moretti). All. Castori.

MODENA (4-4-2): Frezzolini; Campedelli (28′ st F.Lazzari), Antonazzo, M.Rossi, Tamburini; Abate, Baldo (8′ st Gilioli), Luisi, Bentivoglio; Bruno, Colacone. (A disp.: Narciso, Ricchi, Morselli, Bellesia, Virdis). All. Mutti.

ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.

AMMONITI: Antonazzo, Campedelli, Gilioli.

ESPULSO: Al 49′ st Colacone per doppia ammonizione.

NOTE: Giornata soleggiata, terreno in perfette condizioni. Spettatori 6.438 (paganti 1.434, abbonati 5.004). Incasso 38.917,33 €. Angoli 21-3 per il Modena. Recupero: 1′ pt, 5′ st. All’8′ pt Frezzolini para un calcio di rigore a Salvetti.

CESENA. Contano i tre punti, tutto il resto sono chiacchiere.  Non è proprio così, però per una volta ci è comodo pensarlo. Contro un Modena agonizzante nei bassifondi della classifica bastonato dalle spese folli della scorsa stagione, il Cesena ha ottenuto il minimo (i tre punti) con il massimo sforzo (le tante occasioni da rete).

Dal punto di visto tecnico e tattico le considerazioni e gli spunti offerti dal derby sono molteplici. In primo luogo parleremo di Emiliano Salvetti. Ogni sabato è lui l’uomo al centro dell’attenzione della stampa e dei tifosi avversari. Tutti lo invidiano al Cesena. Solo che a Cesena, come lo stesso Salvetti ha ammesso, non è particolarmente amato. Lo criticano perchè a fine partite non va a far festa con i propri compagni, lo bersagliano perchè non ha più il fiato di un ventenne, lo massacrano perchè da capitano e leader qual’è si permette di sgridare e richiamare in campo i propri compagni. Ebbene, chi ha assistito alla partita di oggi, non potrà che riconoscere che, soprattutto quando i ritmi non sono forsennati, Emiliano Salvetti è di un’altra categoria. Le sue giocate sono sempre qualcosa di spettacolare, la banalità non appartiene al suo vocabolario, e poco conta se ha sbagliato il primo rigore (su 13) da quando è a Cesena, il secondo in una lunga ed onorata carriera. Salvetti è criticato perchè è praticamente un cesenate. La stessa sindrome che affligge Bernacci. Se fosse un romano qualunque sarebbe tutt’ora al’idolo di tanti\e groupie bianconconeri\e.

Poi ci piace parlare di Daniel Ola. Sembra grande, grosso ed impacciato, invece è semplicemente grande, grosso e agilissimo. E’ la piacevole sopresa della difesa bianconera. Ecco svelato come aveva fatto a meritarsi, prima del maledetto infortunio a La Spezia, la convocazione nella forte nazionale nigeriana.

Un applauso infine ad un ritrovato Bracaletti, al quale ha forse giovato la continuità con la quale lo sta utilizzando Castori. E poi, anche se ormai è banale, va elogiata l’ennesima grande prestazione del conte De Feudis. Un’altra grande scommessa vinta dal nostro allenatore.